Dolore al coccige: cause e rimedi per il dolore all’osso sacro.

Il dolore al coccige, quasi sempre sintomo di una malattia benigna, la coccigodinia, può dipendere tanto da comportamenti scorretti che da cause patologiche. Scoprirne la causa è il primo passo per scegliere la cura adeguata. Vediamo dunque come identificare cause e rimedi per alleviare il dolore all’osso sacro.

Dolore al coccige: cause e rimedi per il dolore all’osso sacro

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi correlati
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Rimedi
  6. Opinioni e commenti

Caratteristiche del dolore al coccige.

Il dolore al coccige, tecnicamente coccigodinia, è una sindrome dolorosa che interessa il coccige e la regione anatomica limitrofa.

E’ un dolore intenso che varia da soggetto a soggetto e spesso può compromettere le normali attività quotidiane in quanto non regredisce col riposo, è resistente ai trattamenti terapeutici convenzionali e cronicizza con facilità.

Le cause che possono indurlo sono svariate ed eterogenee tra loro e in molti casi non sono neppure identificabili. Frequentemente si tratta di traumi conseguenti a cadute sui glutei oppure cattiva postura quando si è seduti o sedili troppo rigidi. In qualche caso è invece il sintomo di una patologia di organi del distretto.

Il dolore al coccige non è frequente, studi epidemiologici hanno appurato che ha una incidenza pari all’1% dei casi di mal di schiena. Esso può colpire chiunque ed a qualsiasi età ma più frequente le donne che hanno superato la quarantina.

Breve richiamo sull’anatomia del coccige e dell’articolazione sacroiliaca.

Anatomia del coccige

Il coccige è la parte terminale della colonna vertebrale ed è probabilmente quel che rimane, dopo secoli di evoluzione, della nostra coda ancestrale. Esso è composto da 3/5 abbozzi di vertebre che, tranne per il primo segmento, risultano quasi sempre fuse insieme e sono posizionate al di sotto dell’osso sacro del bacino (Vedi figura).

Il coccige è attaccato all’osso sacro mediante la sinfisi sacrococcigea. Questa è una sottile cartilagine che forma l’articolazione sacro/coccigea e che consente un movimento limitato. Non sempre i segmenti del coccige, che come detto vanno da 3 a 5, sono fusi tra loro. Infatti in qualche caso sono liberi di muoversi con rudimentali strutture articolari tra un disco e l’altro. In qualche caso la sinfisi sacrococcigea anziché essere un semplice disco cartilagineo ha una struttura sinoviale.

Il coccige può presentare 4 distinti orientamenti e precisamente:

· Di tipo I. Se è leggermente ricurvo in avanti con l’apice che punta in basso.

· Di tipo II. Se è orientato come nel tipo I a solo con una curvatura leggermente più accentuata.

· Di tipo III. Se la curvatura è sensibile tanto che l’apice si rivolge in avanti anziché in basso.

· Di tipo IV. Se l’ articolazione sacrococcigea è sub lussata e quindi i capi ossei (osso sacro e coccige) hanno perso i loro normali rapporti anatomici consentendo a quest’ultimo una anomala mobilità.

Il coccige svolge una funzione di attacco per diversi muscoli che formano il pavimento pelvico e che servono ad espletare una serie di essenziali funzioni come ad esempio: la defecazione e la continenza ossia il controllo delle eiezioni urinarie e fecali. I principali muscoli che si agganciano al coccige sono: il muscolo elevatore dell’ano ed il gluteo. Su di esso inoltre sia anteriormente che posteriormente si agganciano anche numerosi legamenti che assicurano la stabilità.

Sintomi e segni della coccigodinia.

Il sintomo principale è ovviamente il dolore che sarà localizzato nella parte terminale della schiena dove si origina il solco delle natiche. Il dolore può avere vari gradi di intensità e quasi sempre si accentua quando ci si siede ed in special maniera se il sedile è rigido.

In qualche occasione invece si accentua quando si effettuano taluni movimenti come l’alzarsi dalla sedia. Può ancora peggiorare se alla sindrome dolorosa si associa una condizione di costipazione o durate il rapporto sessuale o nelle donne nel periodo del ciclo mestruale. Possibili sintomi che possono accompagnare il dolore al coccige sono:

  • Dolore lombare localizzato nella parte bassa della schiena subito al di sopra delle natiche.

  • Dolori ai fianchi.

  • Dolori alle gambe.

Se il dolore ha una eziologia traumatica (è causato da un trauma) possono presentarsi anche i seguenti segni.

  • Gonfiore ed edema in conseguenza del processo infiammatorio.

  • Ematomi per il versamento ematico che può seguire ad una lacerazione di tessuti.

Quali sono le cause che possono provocare la sindrome dolorosa al coccige?

In generale il dolore insorge a seguito di un processo infiammatorio al coccige le cui cause sono svariate e di vario tipo. Di seguito ne riportiamo qualcuna delle più comuni.

  • Traumi. Una caduta sulle natiche è l’evento traumatico più comune che può interessare la regione. Ovviamente il trauma può sortire vari effetti: lussazione dell’articolazione sacrococcigea, frattura del coccige, ematomi e distrazione dei muscoli, distrazione o rottura dei legamenti, semplice contusione. Tutti questi eventi provocano ovviamente dolore al coccige e alla regione di interesse.

  • Lesioni conseguenti a sforzi intensi e ripetitivi. Alcune discipline sportive come il ciclismo o anche canottaggio o ancora l’equitazione richiedono non solo sforzi ripetitivi e notevoli della muscolatura del distretto ma anche la sua contrazione isometrica per rimanere in posizione seduta per lassi di tempo considerevolmente lunghi. Tutte queste sono condizioni che possono determinare lacerazioni e traumi alle fibre muscolari ed anche ai legamenti interessati. Ed a tutto questo può anche aggiungersi infiammazione provocata da eccessivo affaticamento. La conseguenza sarà lo scatenamento della sindrome dolorosa.

  • Gravidanza e parto. L’aumento di volume dell’utero durante la gestazione ed i traumi del parto successivo possono provocare eccessiva trazione e sollecitazione delle strutture muscolari e legamentose. Strutture che reagiranno con un processo infiammatorio che determinerà coccigodinia.

  • Obesità. Il sovrappeso, in special maniera se consistente, possono gravare l’articolazione coccigeo-sacrale di sforzi eccessivi tanto da provocarne la sub lussazione. Da qui l’infiammazione e dolore.

  • Postura scorretta da seduti. Errori posturali in soggetti che, per motivi di lavoro o altro, passano molte ore seduti, possono determinare eccessiva compressione del coccige e determinare infiammazione delle strutture articolari e dolore. In qualche caso il problema può insorgere anche con una corretta postura. E’quanto accade negli individui che per naturale conformazione anatomica presentano un angolo di incidenza del coccige con il piano del sedile troppo elevato. In tali situazione il coccige non riesce a disporsi parallelamente al piano di seduta e la compressione che ne consegue determina sub lussazione o più semplicemente infiammazione. E da qui il dolore.

  • Artrosi ed età avanzata. I processi artrosici o più semplicemente l’incedere degli anni deteriorano la cartilagine dell’articolazione coccigeo sacrale ed i capi ossei on più protetti sfregano tra loro durante i movimenti determinando infiammazione e dolore.

  • Infiammazione del nervo sciatico. Il nervo sciatico attraversa la regione sacro coccigea prima di passare nella parte posteriore della cosca e poi nella gamba. Infiammazione che può essere causata da una compressione della sua radice a livello di rachide per un ernia discale o per una compressione ad opera di fasce muscolari durante il suo percorso.

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  • Cisti sacro coccigea o pilonidale. E’ una cisti tipica della regione del coccige e segnatamente del solco delle natiche che sovente ingloba peli e follicoli piliferi. I continui traumi a cui sono sottoposte le conducono con buona frequenza ad infiammarsi ed a degenerare in ascessi purulenti e fistole.

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  • Teratoma sacrococcigeo. E’ un tumore che si origina dai tessuti embrionali nella regione in questione e che può essere benigno e maligno. Originandosi dai tessuti embrionali conterrà al suo interno abbozzi di tutti i tessuti corporei (dentali, ossei, muscolari, cartilagineo, etc.).

  • Sacroileite. Infiammazione di una o entrambe le articolazioni sacroiliache. Queste ancorano la parte terminale della colonna vertebrale al bacino.

  • Cisti di Tarlov. Sono lesioni delle radici dei nervi spinali che si dipartono dal rachide ripiene di liquido cerebrospinale. Tra i loro sintomi annoverano il dolore del coccige.

  • Ingrossamento della prostata. Possono tra i vari sintomi indurre dolore nella regione del coccige.

  • Coccigodinia idiopatica. Non se conosce o non è possibile appurarne la causa.

  • Ascesso/fistola anale. Dove l’ascesso è una cavità ripiena di pus interna all’ano che segue all’infezione di una ghiandola. L’ascesso tende generalmente a rompersi svuotando la cavità del pus. Il tunnel attraverso cui la secrezione purulenta fuoriesce costituisce la fistola.

Diagnosi della coccigodinia

La diagnosi viene formulata avvalendosi di:

  • Anamnesi.

  • Analisi di sintomi e segni.

  • Visita medica del paziente. Essenziale risulta l’esplorazione rettale che consente allo specialista di valutare lo stato delle strutture prospicienti al coccige.

  • Raggi X. Consentono di valutare lo stato della struttura ossea del coccige e la presenza di eventuali fratture.

  • Risonanza magnetica nucleare. Consente di valutare le condizioni ed eventuali problemi dei tessuti molli e quindi di fasce muscolari, legamenti e cartilagini.

Rimedi contro il dolore all’osso sacro.

Il trattamento dipende ovviamente dalla causa. Quando questa viene curata e guarisce il dolore regredisce fino a sparire.

Terapia farmacologica.

Vi è anche un trattamento sintomatico che è teso a contenere infiammazione e sindrome dolorosa. Nei casi meno severi tale trattamento prevede somministrazione di antinfiammatori non steroidei che contemporaneamente modulano l’infiammazione e leniscono il dolore. Nei casi più seri vengono somministrati antidepressivi per controllare il dolore e corticosteroidi per l’infiammazione.

In qualche occasione di dolore particolarmente intenso e resistente alle comuni terapie può essere necessario bloccare la terminazione nervosa della regione con una iniezione di bupivacaina che è un anestetico locale.

Terapia chirurgica.

Nei casi di traumi o di dolore resistente alle terapie farmacologiche può essere necessario intervenire chirurgicamente o per riparare strutture compromesse o per asportare il coccige.

Trattamenti alternativi.

Possono risultare molto efficaci se effettuati da personale competente le manipolazioni chiropratiche che mirano a correggere grazie ad un massaggio manuale articolazioni, ossa e muscoli.

Egualmente benefici possono risultare uno o più cicli di fisioterapia che rilassano rinforzano e rendono elastica la muscolatura e nel contempo correggono errori di postura.

Nella fase acuta è possibile trarre benefici applicando borse di ghiaccio alternate a borse di acqua calda.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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