Dolori al petto.

Dolori al petto

Il dolore al petto è un problema serio. Primo perché capita di frequente: chi non ne ha sofferto almeno una volta? Secondo perché quando si verifica è fonte di gravi affanni. Il pensiero che fatalmente ricorre in tali situazioni è ovviamente di essere preda dell’infarto.

Chiariamo, prima ogni altra cosa, che stabilire se il dolore al petto è veramente un infarto è cosa complessa anche per medici esperti. In special modo se i pazienti sono donne, anziani o diabetici per i quali i sintomi sono soft ed atipici. Comunque il consiglio che ci sentiamo di fornire è il seguente: se la sindrome dolorosa è unita a: costrizione, difficoltà respiratoria, malessere generale, sudorazione, nausea, vomito allora bisogna recarsi con urgenza in ospedale o meglio ancora chiamare il 118.

E' certamente meglio incorrere una pessima figura per procurato allarme che ignorare una grave emergenza.

L’articolo nel seguito prova a fornire chiarimenti ed alcuni criteri per interpretare la situazione tenuto conto che le cause della sintomatologia dolorosa possono essere svariate e di natura molto diversa e che i casi di infarto costituiscono solo una minima percentuale.

Come già sufficientemente chiarito il dolore al petto non è la malattia ma è uno dei suoi sintomi e pertanto per effettuare una corretta diagnosi occorre stabilire la causa che lo ha procurato.

Una prima grossa differenziazione consiste nello stabilire se la patologia che lo determina interessa:

1) Gli organi interni.

2) Le strutture muscolari e scheletriche.

Se il dolore è provocato da problemi riguardanti le strutture muscolari/ scheletriche la patologia potrebbe essere:

  • Tendinite. Infiammazione dei tendini e dei tessuti adiacenti.
  • Artrite. Processo infiammatorio di una articolazione.
  • Miosite. Infiammazione del tessuto muscolare.
  • Fibromialgia. Sindrome che si caratterizza con dolore muscolare cronico.

Se il dolore è correlato a problemi riguardanti gli organi interni la patologia potrebbe essere:

  • Polmonite. Infezione virale o batterica dei polmoni.
  • Esofagite, esofago infiammato. Infiammazione della mucosa dell’esofago generalmente provocato dal riversarsi nell’esofago di succhi gastrici(reflusso gastroesofageo). Questi per loro natura sono fortemente acidi ed infiammano le pareti dell’esofago che non sono progettate come quelle dello stomaco per resistere ad acidi forti.
  • Asma. Infiammazione cronica di bronchi e polmoni che provoca loro uno spasmo costrittivo che ostacola il libero passaggio dell’aria.
  • Cancro al polmone.
  • Embolia polmonare. Ostruzione parziale o totale della circolazione arteriosa polmonare per un embolo (grumo di sangue) trasportato dal circolo venoso e distaccatosi dalle vene delle gambe.
  • Pleurite. Infiammazione delle membrane che rivestono la parte interna della gabbia toracica e la superficie esterna dei polmoni.
  • Coronaropatia / Angina pectoris. Ridotto afflusso di sangue al cuore per effetto della riduzione del lume delle coronarie (arterie che irrorano il muscolo cardiaco) provocato da placche arteriosclerotiche. L’Angina è la sintomatologia dolorosa che accompagna tale situazione.
  • Infarto del miocardio. Necrosi per mancanza di ossigeno di una parte di tessuto cardiaco dovuto ad insufficiente irrorazione sanguigna.
  • Ipertrofia ventricolare. Aumento di volume di uno o entrambe le cavità ventricolari del cuore dovuto ad ipertensione.
  • Aneurisma dissecante dell’aorta. Dilatazione del tratto ascendente dell’aorta. Con grave pericolo di rottura.
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