Dolori renali.

Dolori renali

I dolori ai reni quasi sempre sono legati a coliche scatenate da calcoli renali che si muovono nell’apparato urinario.

Questo disturbo è dolorosissimo e purtroppo anche abbastanza comune. Ed affligge l’umanità fin dai tempi più antichi tant’è che in alcune mummie di epoca egizia sono stati riscontrati tracce di tale malattia. In Italia ne soffre circa l’1% della popolazione con preferenza di uomini con un rapporto che è pari a 4 ad 1. Scopo dell’articolo è fornire informazioni sull’argomento.

Iniziamo con un richiamo sull’anatomia dell’apparato urinario. Esso è costituito da:

  • Reni. 2 organi pari posti a destra e sinistra della colonna vertebrale in posizione corrispondente alla metà circa di questa. Compito dei reni è produrre l’urina filtrando l’acqua in più e sostanze, provenienti dal catabolismo metabolico, presenti nel sangue. Nonché produrre ormoni che interferiscono nel metabolismo osseo e la produzione di globuli rossi.
  • Ureteri. 2 organi pari a forma di tubo che raccolgono l’urina prodotta dai reni e la convogliano alla vescica.
  • Vescica. Cavità a forma di palloncino che raccoglie l’urina.
  • Uretra. Condotto che porta all’esterno l’urina quando la vescica è piena.

Descrizione della calcolosi e delle coliche renali.

I calcoli renali sono un aggregato di cristalli con varia composizione chimica che si depositano all’interno dell’apparato urinario. Normalmente le sostanze chimiche che li compongono (sali) sono sciolte in soluzione nell’urina. Può però capitare che, per cause non ancora ben chiarite del tutto, esse precipitino e cristallizzano originando i calcoli. Calcoli che si depositano nel rene e poi se sono di dimensioni contenute passano attraverso gli ureteri nella vescica e da qui vengono espulsi senza procurare severi sintomi. Se le loro dimensioni sono invece consistenti possono fermarsi lungo il percorso causando gli spasmi dolorosi tipici della colica.

In taluni casi possono perfino bloccare il deflusso dell’urina aumentando ulteriormente lo spasmo e la sindrome dolorosa. In ogni caso comunque lo spasmo è conseguente al movimento ed è presente anche se non vi è blocco al flusso urinario.

Classificazione dei calcoli.

Riportiamo la comune classificazione dei calcoli in base alla loro composizione chimica:

1) Calcoli di ossalato di calcio. Sono la tipologia più comune e costituiscono circa l’80% dei casi di calcolosi. Le cause che possono determinare queste formazioni sono:

 

  • Ipercalciuria. Anomalo aumento della concentrazione del calcio nelle urine. Questo problema è a sua volta associato alle patologie di: iperparatiroidismo (disfunzione delle ghiandole paratiroidee con eccessiva produzione dell’ormone da loro secreto il paratormone che regola il metabolismo del calcio); artriti; sarcoidosi (infiammazione provocata da granulomi dell’albero respiratorio di natura fibrosa).
  • Disidratazione. Apporto di liquidi insufficiente rispetto a quelli che si perdono e conseguente diminuzione del volume sanguigno.
  • Sindrome dell’intestino irritabile. Disordine doloroso della funzione intestinale caratterizzato da diarrea.

     

2) Calcoli di stuvite (cristalli di fosfato di ammonio e magnesio). Costituiscono poco più del 10% dei casi e sono causati da infezioni croniche delle vie urinarie.

 

3) Calcoli di acido urico solidificato (composto che deriva dal metabolismo degli amminoacidi e delle purine componenti delle proteine). Costituiscono all’incirca l’8% dei casi e sono correlati a una malattia denominata gotta. Ossia una patologia metabolica caratterizzata da elevati tassi di acido urico ematico con conseguente suo accumulo in vari distretti anatomici (articolazioni e reni) sotto forma di cristalli solidi.

 

4) Calcoli di xantina(composto che deriva sempre dal metabolismo delle proteine). Sono rarissimi e costituiscono circa l’1% dei casi. Sono correlati ad una malattia rara che è la xantinuria. Dovuta a carenza dell’enzima che degrada la xantina in acido urico.

Sintomi della colica renale.

      • Dolore. L’entità del dolore non è in relazione alla grandezza del calcolo ma piuttosto a quanto si muove. I dolori di norma si irradiano dietro la schiena a livello lombare ma possono coinvolgere anche la parte bassa ed alta dell’addome.
      • Sangue nelle urine. Dovute al passaggio difficoltoso.
      • Nausea/vomito.

Diagnosi.

Analisi di sintomi e segni ed indagini strumentali come: ecografia, urografia(radiografia con mezzo di contrasto), TAC.

Trattamento della colica.

Durante la colica generalmente si somministrano antidolorifici per calmare la sintomatologia severa. Tali antidolorifici sono di norma FANS ossia antinfiammatori non steroidei che vengono preferiti agli oppiacei perché hanno medesimi risultati con minor effetti collaterali. In passato si somministravano molti liquidi durante la colica. Studi recenti hanno dimostrato che tale trattamento è inutile se non dannoso perché induce vomito e non giova all’espulsione del calcolo. Mentre invece risulta utilissimo in fase di prevenzione. Infatti bere molto ripulisce le cavità renali da piccolissimi precipitati che se rimangono in loco possono aggregare altri sostanze ed accrescersi.

Trattamento dei calcoli che non si riesce ad espellere.

Il trattamento è chirurgico. Una volta l’intervento veniva praticato a cielo aperto ed era molto invasivo e richiedeva tempi lunghi per la guarigione.

Attualmente si pratica un intervento che mira a sbriciolare il calcolo bombardandolo con speciali onde d’urto per facilitarne la successiva eliminazione fisiologica. Detto intervento è chiamato litotrissia extracorporea. Le onde d’urto che frammentano il calcolo possono essere ottenute in vari modi. Ma la tecnica più comune è quella che utilizza ultrasuoni.

Altro tipologia di intervento comunemente praticato quando il calcolo è troppo grosso o posto in regioni tali da non potersi facilmente disgregare col precedente metodo è quella denominata: litotrissia percutanea. Consiste nell’introdurre sotto guida ecografica nel rene attraverso piccole incisioni il nefroscopio. Questo è uno speciale strumento attraverso il quale si portano a stretto contatto col calcolo le sonde da litotrissia per la sua disgregazione e poi apposite pinze per la rimozione dei frammenti.

Altre cause che possono provocare dolori renali.

Oltre che le coliche renali possono causare dolori ai reni con sintomi simili a quelli della colica le seguenti malattie:

    • Aneurisma dissecante dell’aorta addominale. Gravissima patologia causata da un sfiancamento e pericoloso rigonfiamento della parete dell’arteria aorta in un punto del suo percorso addominale. L’anomalia va trattata chirurgicamente perché l’improvvisa resezione del vaso procura la morte del paziente.
    • Infezione del rene o pielonefrite. Causata da vari agenti patogeni. La più comune è l’infezione della cistite ad opera di batteri Escherichia coli che risale.
    • Transito nell’uretra di un coagulo. I coaguli sono agglomerati per effetto della fibrina di globuli rossi, bianchi e piastrine che possono formarsi nel rene successivamente ad un evento di tipo traumatico.
    • Appendicite. Infiammazione dell’appendice dell’intestino crasso.

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