Ecografia transvaginale.

Ecografia transvaginale

Nell’articolo si descriverà un particolare metodo di indagine strumentale: l’ecografia transvaginale. Metodo introdotto negli anni ottanta e da quel momento molto utilizzato perché in grado di fornire immagini eccezionalmente nitide. Immagini che risultano perciò di estrema utilità per la corretta diagnosi di un gran numero di patologie a carico dell’apparato riproduttivo femminile e per seguire in dettaglio l’evoluzione della gravidanza.

Cosa è l’ecografia transvaginale?

E’, come il nome stesso suggerisce, un’ ecografia eseguita per via transvaginale.

Iniziamo col chiarire in cosa consista l’ecografia.

L’ecografia è un sistema di diagnosi per immagini che sfrutta una proprietà basilare degli ultrasuoni (onde sonore con frequenza superiori a quelle percepibili dall’orecchio umano) : di essere parzialmente riflessi dai tessuti anatomici che attraversano in maniera proporzionale alla loro densità. Raccogliendo quindi le onde riflesse (gli echi) e valutandoli si riesce a ricostruire tramite un computer dotato di apposito software una fotografia della regione anatomica scansionata.

L’ecografia con cui in passato si indagava (ancora oggi si utilizza) l’apparato riproduttivo femminile era: l’ecografia transaddominale. In questa, la sonda che emette gli ultrasuoni viene manovrata sulla parte bassa dell’addome ed attraverso la parete di questo si ricostruisce l’immagine dell’utero ovaie e tube contenute nella cavità. Ed ancora durante la gravidanza le immagini del feto contenuto nell’utero. Il limite di questo metodo di indagine e che la parete addominale (specialmente se ricoperta da un pannicolo di adipe) assorbe gli ultrasuoni e conseguentemente fornisce immagini meno dettagliate. Per ovviare a questo limite si è pensato all’ecografia transvaginale dove la sonda che emette gli ultrasuoni (con dimensione e forma opportuna) viene introdotta nella vagina.

In tal modo gli ultra suoni non devono attraversare la parete addominale e quindi subiscono un minor degrado. Inoltre con tale metodo possono essere utilizzati ultrasuoni con frequenza più elevata di quelli tipici della ecografia transaddominale che forniscono immagini con più dettagli. Tutto questo è possibile perché ancora una volta nell’ecografia transvaginale gli ultrasuoni non devono attraversare la parete addominale. E poiché l’assorbimento dei tessuti è tanto maggiore quanto più elevata è la frequenza ne consegue che se si devono superare più ostacoli, come nel caso della transaddominale, è necessario utilizzare frequenze più basse e ciò fornisce immagini meno dettagliate.

Come si effettua l’ecografia transvaginale?

La posizione è quella sul lettino in posizione ginecologica. La sottile sonda ricoperta di un rivestimento sterile ed opportunamente lubrificata viene posizionata con delicatezza. Ed in diretta è possibile visualizzare le immagini su uno schermo e contemporaneamente registrarle su un supporto.

L’esame può essere effettuato in qualunque giorno del ciclo e non richiede alcuna preparazione specifica. L’ecografia transaddominale invece doveva essere obbligatoriamente effettuata a vescica piena.

In quali occasione si esegue l’ecografia transvaginale?

  • Indagini per cause di infertilità.
  • Dolori pelvici.
  • Sanguinamenti.
  • Mancanza delle mestruazioni.
  • Sospetti di forme tumorali.
  • Nel primo mese di gravidanza in quanto consente di avere immagini del feto che non è possibile ottenere con l’ecografia transaddominale.
  • Negli ultimi mesi di gravidanza nel caso si sospettino modifiche del collo dell’utero e minacce di aborto. In quanto l’indagine consente di misurare con precisione i dettagli del collo uterino ed eventuali dilatazioni.

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