Ematocrito basso.

Ematocrito basso

    Indice Articolo:

  1. Cosa significa avere l'ematocrito basso?
  2. Cosa comporta?
  3. I sintomi
  4. Le cause
  5. Ematocrito basso e valori associati
  6. Come si diagnostica?
  7. Come curare il sintomo
  8. Le possibili conseguenze
  9. L'ematocrito in gravidanza
    1. Alimenti consigliati e da evitare
  10. Opinioni e commenti

Cosa significa ematocrito basso?

Si parla di ematocrito basso quando i valori misurati risultano inferiori ai valori minimi considerati fisiologici e riportati in tabella.

L’ematocrito o anche Hct è la percentuale del volume occupato dalle cellule figurate (globuli rossi, bianchi e piastrine) in un campione di sangue periferico rispetto al volume totale (corpuscoli + plasma). Per valutarlo si preleva in vena un campione di sangue e dopo averlo trattato con un prodotto anti coagulante lo si pone in una provetta graduata che si mantiene in posizione verticale. Dopo qualche tempo le cellule figurate si separano e depositano sul fondo della provetta. Sulla scala graduata si misura il loro volume e quello totale. Il rapporto tra il volume occupato dai globuli rossi, bianchi e piastrine depositate sul fondo della provetta e quello totale moltiplicato per cento rappresenta il valore dell’ematocrito.

I valori di ematocrito considerati fisiologici.

  Eta Valori dell’ematocrito
Neonato   Tra 55 e 70 %
Bambino Fino a 6/7 anni Tra 30 e 40 %
Bambino Tra 6/7 e 16 anni Tra 30 e 42 %
Uomo   Tra 40 e 55 %
Donna   Tra 38 e 45 %

Cosa comporta un valore basso di ematocrito?

Dopo aver visto cosa vuol dire in termini tecnici avere un ematocrito basso, vediamo cosa significa in termini pratici. La maggioranza delle cellule figurate del sangue è costituita da globuli rossi. Pertanto un livello di ematocrito basso implica quasi sempre un numero basso di globuli rossi o comunque un loro volume ridotto. La qual cosa comporta un basso valore dell’emoglobina trasportata e conseguentemente anemia è quindi ipossia ovvero scarsa ossigenazione dei tessuti.

Approfondisci le patologie a cui è associata l’emoglobina bassa ed i possibili trattamenti.

Sintomi dell'ematocrito al di sotto dei valori normali.

Il quadro clinico, e gli effetti dell’ematocrito basso sono sostanzialmente quelli dell’anemia e perciò così riassumibili:

  • Stanchezza dopo sforzi di lieve entità ed anche a riposo.
  • Capogiri che si accentuano quando si passa rapidamente da posizione orizzontale a quella verticale.
  • Cefalea.
  • Infiammazione delle mucose del cavo orale (labbra e lingua).
  • Fragilità delle unghie che si sfaldano facilmente.
  • Fragilità dei capelli che cadono e si spezzano
  • Ingrossamento e dolenza della milza.

Cause dell’abbassamento dell'ematocrito.

Le cause che possono determinare un abbassamento dell’ematocrito sono svariate e non sempre hanno natura patologica. Esistono infatti situazioni in cui l’ematocrito basso è uno dei sintomi indotti da una malattia preesistente, ma anche svariate situazioni in cui questa condizione è uno stato assolutamente fisiologico e transitorio e come tale non necessita trattamento. Esplicitiamo quali sono le cause più comuni di ematocrito basso suddividendole nelle due evenienze.

Cause non patologiche.

Sono quasi tutte caratterizzate da un ipervolemia ossia aumento del volume ematico per aumento della fase liquida il plasma. Le più comuni sono:

  • Gravidanza. In particolare l’ultimo trimestre determina un aumento del volume del sangue per effetto dell’aumento della sua fase liquida e ciò comporta un abbassamento dell’ematocrito.
  • Attività aerobiche prolungate. Come quelle che possono aversi in conseguenza degli allenamenti di chi pratica discipline sportive aerobiche come i ciclisti ed i fondisti.
  • Mestruazioni abbondanti. Cicli mestruali con perdite ematiche copiose possono determinare una diminuzione dei globuli rossi ed una conseguente riduzione del livello dell’ematocrito.

Cause patologiche.

Le principali e più comuni sono:

  • Infezioni. Virus, batteri, funghi, protozoi creano una reazione patologica dell’organismo che tra i suoi sintomi annovera anche abbassamento dell’ematocrito.
  • Cirrosi epatica. La modificazione del tessuto epatico conseguente alla malattia crea problemi al transito del sangue proveniente da intestino e milza e che giunge al fegato attraverso la vena porta. L’ipertensione che viene a determinarsi induce dilatazione della milza che trattiene piastrine e globuli bianchi determinando riduzione dell’ematocrito.
  • Emorragie. Le perdite ematiche determinano una diminuzione del numero di cellule ed un abbassamento dell’ematocrito.
  • Anemia sideropenica. E’ una anemia provocata da carenza di ferro. Ricordiamo che l’anemia è caratterizzata da livelli di emoglobina < 14 grammi/decilitro di sangue negli uomini e
  • Anemia emolitica. E’ una anemia in cui il deficit di emoglobina è conseguente ad eccessiva emolisi (distruzione) dei globuli rossi o ad una compromessa produzione dei globuli rossi da parte del midollo. La riduzione dei globuli rossi induce di conseguenza un abbassamento dell’ematocrito.
  • Carenza di alcune vitamine del complesso B e nello specifico Vitamina B9 (acido folico) e Vitamina B12. Dette vitamine sono essenziali per la maturazione delle cellule e particolarmente per quelle ad elevata velocità di proliferazione come quelle del midollo e quindi idei globuli rossi. Di conseguenza un deficit di vitamina del complesso B comporta una diminuzione della produzione di cellule ematiche e quindi un ematocrito basso.
  • Aplasia midollare. Insieme di malattie caratterizzate da compromissione della funzionalità del midollo osseo a cui consegue riduzione del numero totale delle cellule del sangue e quindi una riduzione dell’ematocrito.
  • Leucemie. Proliferazione di tipo cancerosa di una staminale emopoietica. Per effetto di tale di tale proliferazione il midollo è invaso da cellule cancerose che distruggono le cellule normali e determinano perciò una riduzione dei globuli rossi e di conseguenza dell’ematocrito.
  • Insufficienza renale cronica o anche malattia renale cronica. Patologia che determina una perdita della funzionalità renale. Come tale compromette oltre alle sue capacità di filtro anche la produzione degli ormoni renina e dell’eritopoietina. Eritopoietina che stimola la produzione di globuli rossi. Una conseguenza diretta della MRC è perciò un abbassamento dell’ematocrito.
  • Collagenopatie. Sono costituite da un gruppo di malattie che hanno in comune la degenerazione del tessuto connettivo e tra i vari sintomi nel 33% dei casi annoverano anemie e abbassamento dell’ematocrito.
  • Tumori maligni. Come possono essere tumori al polmone o al seno, etc.

Basso livello di ematocrito associato ad altri valori: cause e patologie.

Nel seguito riportiamo una tabella con alcune situazioni diagnostiche tipiche.

Valore ematocrito Sintomi aggiuntivi Possibili patologie
Basso Emoglobina bassa, pochi globuli rossi Anemia
Basso VES alta Processo infiammatorio in atto
Basso Ferritina bassa Anemia da carenza marziale
Basso Emoglobina normale, globuli rossi normali. Ipervolemia: aumento della fase liquida sanguigna. Falso ematocrito basso non patologico
Basso Ferritina alta o normale, emoglobina bassa Anemia sideroblastica
Basso MCHC (concentrazione emoglobinica corpuscolare) media alta Anemia emolitica
Basso MCV (volume cellulare medio) basso Talassemia
Basso Globuli bianchi elevati Leucemie o linfomi
Basso Linfociti bassi Leucemia o patologia tiroidea autoimmune

La diagnosi.

Stabilire se si ha l’ematocrito basso è semplice basta un’ analisi ematochimica che viene effettuata quando si richiede l’emocromocitometrico. Più complesso riesce stabilire quali sono le cause dell’ematocrito basso che costituisce il vero iter diagnostico. Lo specialista preposto a tale scopo ed a cui occorre fare riferimento è l’ematologo.

Questi per mettere a punto la diagnosi si avvale del seguente protocollo:

  • Emocromocitometrico con formula leucocitaria. Determina il numero dei globuli rossi e loro volume corpuscolare medio, piastrine e loro volume medio, globuli bianchi e percentuali degli elementi che ne compongono la popolazione, concentrazione del’emoglobina.
  • Elettroforesi delle proteine. Determina i livelli plasmatici delle proteine e costituisce un primo indice della funzionalità epatica.
  • Indici infiammatori. VES e PCR per appurare se vi sono processi infiammatori inatto.
  • Indici di funzionalità renale. Azotemia e creatinina nel sangue e nelle urine determinano se esistono anomalie nel funzionamento del rene.
  • Indici di funzionalità epatica. La determinazione delle transaminasi (enzimi), bilirubina, fattori di coagulazione unitamente al quadro proteico forniscono indicazioni precise sul corretto funzionamento del fegato.
  • Parametri per la valutazione del metabolismo del ferro. La misura della concetrazione di Ferritina, sideremia e transferrina permettono di stabilire la presenza di anemie determinate da problemi di carenze marziali o di compromissioni dei meccanismi metabolici.
  • Biopsia del midollo osseo per valutare problemi proliferativi delle cellule eritopoietiche per valutare eventuali leucemie o sindromi che determinano aplasia.
  • Markers tumorali.

Cosa fare in presenza di valori bassi? Il Trattamento dell’ematocrito al di sotto della norma.

Poichè la condizione raggruppa un gran numero di situazioni che possono essere anche molto differenti tra loro è evidente che non esiste un protocollo unico e preciso di trattamento. Risulta perciò essenziale una corretta diagnosi del problema ossia l’accertamento delle cause che lo hanno determinato in modo da poter decidere cosa fare ed intervenire con rimedi adeguati.

Se l’ematocrito basso ha natura patologica occorre individuare la malattia che induce il problema e, se possibile, curarla ed eliminarla. Comunque al di là della patologia che lo determina e quindi della terapia per curarla il primo intervento per innalzare i valori dell’ematocrito quando sono pericolosamente bassi (tali da creare seri problemi cardiocircolatori) è costituito da trasfusioni sanguigne.

Se la causa è di natura non patologica l’ematocrito basso non richiede alcun trattamento anche perché molte volte è un finto problema. Spieghiamo quanto detto. La maggioranza delle situazioni che determinano ematocrito basso sono dovute ad ipervolemia ossia aumento del volume del sangue per innalzamento della sua fase liquida. Quindi anche se l’ematocrito si abbassa il numero e la funzionalità degli eritrociti rimane nella norma e quindi non si hanno problemi di emoglobina basa ed anemia.

Le conseguenze ed i rischi.

Le conseguenze sono naturalmente collegabili alla causa che lo determina, gli eventuali rischi e problemi infatti si verificano principalmente quando l’abbassamento dei valori ha origine patologica. Ad ogni modo un ematocrito eccessivamente basso e non trattato comporta grave ipossia dei tessuti e shock circolatorio con gravi compromissioni cardiache come fibrillazione ventricolare.

Ematocrito basso in gravidanza.

Come già accennato un valore di ematocrito basso è fisiologico negli ultimi tre mesi di gravidanza per un problema di ipervolemia ossia di aumento della fase liquida del sangue. Situazione che determina un abbassamento dell’ematocrito per così dire falso nel senso che il numero dei globuli rossi e la loro funzionalità rimane quella fisiologica. Ma al di là di questa condizione non patologica può determinarsi anche una condizione di anemia principalmente di tipo da carenza marziale conseguente ad una aumentata richiesta del minerale per soddisfare all’esigenze di accrescimento del feto. Pertanto risulta essenziale in tali condizioni una corretta ed equilibrata alimentazione ricca di nutrienti contenenti il minerale e, se necessario ed il ginecologo lo consiglia, integratori di vitamine del complesso B che ne favoriscono il metabolismo. La condizione può persistere o determinarsi anche durante la fase dell’allattamento.

Cosa Mangiare? Consigli alimentari.

Sia in gravidanza che in allattamento il bisogno quotidiano di ferro sale fino a raggiungere valori di 15/20 mg al giorno per cui è necessaria una dieta appropriata ad alto contenuto di ferro, vediamo cosa è consigliabile mangiare:

  • carni rosse ed in particolare fegato;
  • pesce e crostacei
  • frutta e verdure ricche di vitamina C che facilita l’assorbimento del ferro.

Sono invece da evitare gli alimenti che contengono molte fibre quali i legumi, e polifenoli quali te e caffè che ostacolano l’assorbimento intestinale del minerale.

Va ricordato che la cottura delle verdure è fondamentale, in quanto con la cottura in molta acqua gran parte del ferro va perduta.

E’ quindi consigliabile assumere le verdure cotte al vapore che comporta una riduzione della perdita del minerale di circa il 50%.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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