Embolia polmonare.

Embolia polmonare
L’embolia polmonare è una grave patologia dei polmoni che in mancanza di trattamento idoneo ed immediato è causa di elevata mortalità (circa il 30% dei casi totali). Mortalità che fortunatamente con terapia precoce si riduce ragionevolmente a meno del 10% dei casi.

Più dettagliatamente l’embolia polmonare è una ostruzione parziale o totale di uno o più rami dell’arteria polmonare (sistema venoso che adduce il sangue dal ventricolo destro del cuore ai polmoni) da parte di un oggetto estraneo (che non appartiene alla normale composizione del torrente sanguigno) denominato ”embolo”.

Le diverse tipologie di embolia polmonare.

L’embolo può avere diversa natura: coagulo sanguigno, bolla di gas, grumo lipidico, bolla di liquido etc. In funzione della sua composizione si classificano le varie tipologie di embolie polmonari ed in dettaglio:

  • Trombo embolia polmonare. Con più del 90% dei casi è la forma di embolia polmonare più comune. In questa malattia l’embolo è costituito da un “trombo” che si stacca dalla parete di un vaso venoso generalmente distante dai polmoni. Comunemente si tratta una vena profonda degli arti inferiori la cui parete subisce una lesione. Su tale lesione si infiltrano piastrine e si forma un coagulo: il trombo. Per effetto delle forze di attrito emodinamiche dei moti vorticosi del sangue che si generano nella zona immediatamente circostante il trombo può staccarsi e passare nel torrente ematico e successivamente andare ad ostruire l’arteria polmonare generando l’embolia. La malattia degli arti inferiori poc’anzi descritta è nota come “trombosi venosa profonda” ed è strettamente legata all’embolia polmonare. Più raramente il trombo può verificarsi per problemi di ristagno sanguigno nelle sue camera dal cuore o dalle pareti della vena cava superiore (adduce al cuore il sangue proveniente dal distretto anatomico ad esso soprastante).
  • Embolia polmonare lipidica. L’embolo è costituito da un aggregato di grasso insolubile nel sangue che ha natura acquosa proveniente dal midollo passato in circolo di un osso lungo fratturato.
  • Embolia polmonare gassosa. L’embolo è costituito da una bolla di gas. Esempio tipico è il caso in cui trattasi di una bolla di azoto provocata dalla mancata manovra di decompressione dopo una immersione subacquea con attrezzature ARA (acronimo di Auto Respiratore ad Aria).
  • Embolia polmonare settica. L’embolo è formato da un ammasso di germi patogeni frammisti a residui di tessuto.
  • Embolia polmonare da liquido amniotico. L’embolo è liquido amniotico del feto passato attraverso la placenta al circolo sanguigno della madre.
  • Embolia polmonare tumorale. L’embolo è costituito da un aggregato di cellule tumorale. Può essere susseguente a tumore gastrico, epatico o renale.
L’ostruzione dell’arteria polmonare induce ovviamente una serie di gravi problemi e precisamente:

  • compromissione della normale dinamica del flusso ematico ai polmoni,
  • compromissione degli scambi gassosi (ossigeno ed anidride carbonica) che avvengono durante la fase respiratoria,
  • alterazione del funzionamento polmonare,
  • infarto polmonare.
Queste compromissioni sono tanto più importanti quanto maggiore è l’ostruzione. Ostruzione che sarà tanto più massiva quanto più elevato è il numero degli emboli e quanto più grande è il loro calibro. L’embolia è comunque un processo in evoluzione continua e gli emboli iniziano a dissolversi (lisi dell’embolo) un attimo dopo che hanno raggiunto i polmoni. Naturalmente tale processo richiederà un tempo tanto maggiore quanto più grande è la loro dimensione. La sopravvivenza del paziente in caso di embolia massiva dipende ovviamente oltre che dalla tempestività del trattamento, dallo stato di salute del paziente. I pazienti con malattie cardiocircolatorie ed ematiche sono fortemente a rischio.

Cause e fattori di rischio dell’embolia polmonare.

Le cause dell’embolia polmonare sono, come già detto, il passaggio ed il conseguente blocco di un embolo nell’arteria polmonare. Argomento di cui si è già discusso in precedenza.

Tutti, naturalmente, possono ammalarsi di embolia polmonare ma esistono delle condizioni presenti in taluni individui che possono aumentare, anche in maniera consistente, la probabilità di contrarre il male. Condizioni che sono note come “Fattori di rischio” e che possono così riassumersi:

  • Età. Il passare degli anni crea notevoli problemi vascolari ed aumenta il rischio di embolie.
  • Immobilità per tempi elevati. Lunga degenza a letto per malattia o viaggi in spazi ristretti per tempi prolungati (tipici sono i voli trans continentali).
  • Ereditarietà.
  • Interventi chirurgici. In special maniera quelli che vengono effettuati sulle ossa.
  • Alcune malattie. E precisamente: Malattie dell’apparato cardiocircolatorio (aterosclerosi, aritmie cardiache, etc.);Malattie tumorali; Malattie autoimmuni come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi.
    • Sesso. Le donne sono più a rischio degli uomini in special modo se utilizzano pillola anticoncezionale e se si sottopongono a terapia ormonale sostitutiva.
    • Tabagismo.
    • Obesità.
    Quali sono i sintomi dell’embolia polmonare?
    • Improvvisa mancanza di fiato.
    • Respirazione difficoltosa.
    • Dolore al torace simile a quello dell’infarto cardiaco.
    • Tosse con emottisi (espettorato rosso per presenza di sangue).
    • Cianosi e sudore freddo.
    • Febbre.
    • Turgore delle vene giugulari (del collo).
    • Aritmia cardiaca.
    • Capogiri.
    • Perdita di conoscenza.
    Come si effettua la diagnosi dell’embolia polmonare?

    L’analisi dei sintomi e segni non basta alla diagnosi che risulta complessa. Il quadro clinico può indurre il sospetto che poi va confermato con apposite indagini che comunque sono costose ed alcune non prive di rischi.

    Generalmente in caso di sospetto di embolia si procede con l’analisi del dosaggio del D Dimero. Analisi del sangue che misura la concentrazione di questo componente che è un prodotto del processo di degradazione della fibrina (proteina implicata nei processi della coagulazione del sangue). Valori elevati di tale parametro sono indicativi del naturale processo di distruzione (lisi) di un trombo e quindi elevata probabilità di embolia in atto. Valori normali ovviamente escludono tale evento. Quando si è in presenza di tale condizione si effettua immediatamente una TAC spirale. La TAC spirale è una particolare indagine radiologica che facendo ruotare il tubo emettitore di raggi X di 360° consente, con un apposito software e con l’utilizzo di un mezzo di contrasto, di visualizzare in maniera dettagliata l’embolo e quindi di avere la conferma della malattia. L’alternativa è la scintigrafia polmonare perfusionale. Che si ottiene facendo inalare al paziente gas marcati (radioattivi). In tal modo si riesce a creare una immagini delle aree del polmone non perfuse.

    Quale è la terapia dell’embolia polmonare?

    • Ossigenoterapia.
    • Somministrazione di liquidi endovena per sostenere la pressione.
    • Farmaci per supportare la parte destra del cuore nello sforzo causato dall’aumento di pressione nelle vene che adducono sangue ai polmoni per la presenza dell’ostacolo.
    • Farmaci anti coagulanti per prevenire ulteriori emboli ed arrestare la crescita di quelli presenti.
    • Farmaci trombolitici che favoriscono la lisi dell’embolo.
    Quanto è frequente l’embolia polmonare?

    I dati disponibili sono incoerenti e non danno una reale dimensione del problema. L’ISTAT stima che si verifichino ogni anno 30 casi per ogni 100.000 abitanti.

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