Epilessia: tipi, sintomi, cause e cure per le crisi epilettiche.

L'epilessia è una patologia neurologica in cui un'eccessiva attività elettrica neuronale provoca l'insorgenza di crisi caratterizzate da perdita di coscienza, convulsioni e contrazioni muscolari involontarie. La malattia può essere classificata in base ai sintomi con cui si manifesta e le cause possono essere di origine genetica oppure acquisite. Vediamo quali sono le terapie farmacologiche e quando è necessario un approccio di tipo chirurgico.

Epilessia: tipi, sintomi, cause e cure per le crisi epilettiche

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Farmaci
  6. Intervento
  7. Cure alternative

Cos’è l’Epilessia?

L'epilessia è una malattia neurologica grave la cui caratteristica è la comparsa improvvisa di crisi che provocano la perdita di coscienza associata a contrazioni muscolari involontarie o a perdita di tono muscolare. Sebbene nell'arco della vita possa capitare a chiunque di avere un episodio epilettico isolato, si parla di epilessia vera e propria quando si hanno delle crisi ripetute frequentemente, come accade allo 0,5% della popolazione. Ogni anno vi sono, nei paesi industrializzati, dai 40 ai 70 casi ogni 10000 persone, con una media di 8,23 casi in Europa. La patologia è cronica e spesso invalidante e non può essere curata ma tenuta sotto controllo attraverso la somministrazione dei farmaci. Per tale motivo la prognosi è variabile in base ai singoli casi e si basa sul tasso di risposta del soggetto ai farmaci anti epilettici. La mortalità direttamente correlata alla malattia non è elevatissima, si attesta su una percentuale del 2%, ma si ha un aumento del rischio di morte stimato tra il 10 e il 15% a causa delle crisi epilettiche che possono provocare incidenti e traumi talvolta fatali.

Tipologie di crisi epilettiche.

L'epilessia è causata da uno spropositato aumento dell'attività elettrica di alcuni neuroni situati a livello della corteccia cerebrale. In base alla localizzazione dei foci epilettogeni (cioè i neuroni con attività anomala) possiamo distinguere epilessie:

  • Parziali (o focali), quando i neuroni con attività anomala sono situati soltanto in uno dei due emisferi cerebrali. Tali forme di epilessia possono essere di tipo semplice, con crisi epilettiche che non comportano quasi mai la perdita di coscienza, o di tipo complesso, con perdita di coscienza durante l'attacco epilettico.
  • Generalizzate, quando i neuroni che hanno aumentata attività elettrica sono situati in entrambi gli emisferi cerebrali. Tali forme sono caratterizzate sempre da attacchi epilettici con perdita di coscienza.

Le crisi epilettiche generalizzate possono poi essere ulteriormente suddivise in sei diverse tipologie, in base ai sintomi con cui si manifestano.

Possiamo distinguere crisi epilettiche generalizzate:

  • Di assenza, in cui si manifesta la perdita di coscienza solo per poco tempo, per un periodo che va dai 4 ai 20 secondi.
  • Con convulsioni atone, in cui si ha una totale perdita del tono muscolare ed il soggetto cade improvvisamente a terra.
  • Con convulsioni toniche, in cui si ha un aumento del tono muscolare con conseguente irrigidimento muscolare.
  • Con convulsioni cloniche, che si manifestano con movimenti muscolari incontrollati, ritmici e ripetuti.
  • Con crisi tonico - cloniche di lunga durata, che vanno da un minimo di 5 a un massimo di 10 minuti e che sono caratterizzate da tre fasi, una di contrazione muscolare, una di convulsioni ed una di perdita del tono muscolare, compreso quello degli sfinteri anali ed ureterali.
  • Con crisi miocloniche, che si manifestano in modo sussultorio a livello di braccia e gambe. Ciò che si osserva sono gli arti che si muovono con andatura sussultoria come se saltassero.

Un'ulteriore suddivisione può essere poi fatta in base a come insorgono le crisi epilettiche, possiamo infatti avere:

  • Crisi epilettiche provocate, quando si manifestano in seguito ad uno stress o ad un evento scatenante, come ad esempio una crisi epilettica che insorge in un bambino dopo che questo ha passato molto tempo davanti ai videogiochi, oppure la cosiddetta epilessia fotosensibile (causata dall'esposizione a luce intensa)
  • Crisi epilettiche non provocate, quando si manifestano spontaneamente, senza essere correlate a nessun evento scatenante.

In linea generale le crisi epilettiche, di qualsiasi tipologia siano, si risolvono spontaneamente nel giro di alcuni minuti.

Le ipotetiche cause dell’epilessia.

L'epilessia è causata da un'anomala attività elettrica dei neuroni che, nel 60% dei casi, ha origine idiopatica cioè sconosciuta.

Le ipotesi di insorgenza dell'epilessia riconoscono due possibili cause principali:

  • Genetica: ovvero è causata dall'alterazione di uno o più geni, probabilmente implicati nella corretta formazione e funzione dei canali ionici dei neuroni cerebrali.
  • Acquisita: ovvero quel tipo di epilessia che non deriva da fattori interni all'individuo ma che viene causata da fattori esterni.

Per quanto riguarda l'epilessia genetica possiamo dire che:

  • L'insorgenza di epilessia è comune nel 90% dei soggetti che soffrono di una patologia genetica chiamata sindrome di Angelman.
  • Si riscontra tra l'1 e il 10% dei soggetti affetti da sindrome di Down.
  • Alcuni studi hanno dimostrato che in una coppia di gemelli omozigoti se uno dei due soffre di epilessia, l'altro ha una probabilità superiore al 50% di essere colpito dalla patologia, mentre nel caso di gemelli eterozigoti la probabilità è di circa il 15%.
  • Una delle forme di epilessia genetica è l'epilessia benigna dell'infanzia, chiamata anche epilessia rolandica, che ha la caratteristica di manifestarsi nelle ore notturne o in quelle che precedono il risveglio.
  • Un'altra forma di epilessia genetica è l'epilessia mioclonica dell'infanzia, caratterizzata dalla comparsa di intensi spasmi muscolari.

Per quanto riguarda invece l'epilessia acquisita le cause che più comunemente provocano l'insorgenza della patologia sono:

  • Tumori cerebrali, che sono causa di epilessia vera e propria nel 4% dei casi e che provocano attacchi epilettici nel 30% dei casi.
  • Patologie infettive quali l'encefalite da herpes simplex (che provoca attacchi epilettici nel 50% dei casi), la meningite (meno del 10% dei casi), l'infezione da taenia solium(che provoca epilessia nel 50% dei casi) e altre infezioni cerebrali quali malaria cerebrale e toxoplasmosi.
  • Patologie neurodegenerative come l'Alzheimer e la sclerosi multipla, e patologie del sistema immunitario quali l'encefalite autoimmune.
  • L'abuso di alcol o l'assunzione di droghe durante la gravidanza.
  • L'aver subito forti traumi cranici o traumi legati ad interventi chirurgici cerebrali.
  • Autismo.
  • Difficoltà respiratorie verificatesi durante il travaglio che provocano una temporanea condizione di anossia (carenza di ossigeno) cerebrale nel neonato.
  • Ictus o ischemie dei vasi sanguigni del cervello ed emorragie cerebrali.
  • Disordini metabolici (la cosiddetta epilessia metabolica) che provocano un accumulo di prodotti tossici che determinano le crisi epilettiche.

I sintomi: come si manifestano le crisi.

Come precedentemente accennato le crisi epilettiche si manifestano con modalità diverse.

Tuttavia vi sono dei sintomi comuni che comprendono:

  • Perdita di coscienza improvvisa della durata variabile da pochi secondi ad alcuni minuti.
  • Riduzione del tono muscolare fino alla completa atonia muscolare, sia dei muscoli scheletrici che dei muscoli sfinterici (con rilascio involontario di feci ed urina).
  • Contrazioni muscolari intense, che provocano un forte stato di rigidità. La forte contrazione muscolare può provocare anche lesioni importanti, specie se per caso ci si morde la lingua con forza a causa del serrare la mascella.

Puoi approfondire le cause delle mioclonie.

  • Convulsioni e movimento sussultorio degli arti.
  • Perdita di saliva e bava alla bocca.
  • Sensazione di vertigini e mal di testa.

Come si effettua la diagnosi?

La diagnosi di epilessia prevede diverse fasi. Una prima fase è data dall'esame obiettivo del paziente e dall'anamnesi dei sintomi. In questa prima fase il medico chiederà al paziente ogni quanto si manifestano le crisi epilettiche e che sintomi compaiono. Successivamente si procederà con ulteriori indagini quali:

  • Elettroencefalogramma (EEG), per valutare l'attività elettrica cerebrale.
  • Visita neurologica e valutazione dei riflessi neurologici e delle capacità cognitive e motorie.
  • Esami del sangue specifici volti ad accertare la presenza o l'assenza di anomalie genetiche.
  • Tecniche di imaging quali pet, tac o risonanza magnetica, se si sospetta la presenza di una lesione vascolare cerebrale o di un tumore cerebrale.

Trattamenti medici: i farmaci per controllare le crisi.

I trattamenti medici dell'epilessia prevedono per lo più la somministrazione di farmaci atti a controllare l'insorgenza e la sintomatologia delle crisi epilettiche in quanto tale patologia è cronica e non si guarisce mai completamente.

Tra quelli maggiormente utilizzati abbiamo:

  • Sodio valproato, un farmaco anticonvulsivante utile per contrastare le convulsioni durante le crisi epilettiche.
  • Clobazam, una benzodiazepina che si utilizza per lo più in caso di crisi epilettiche tonico - cloniche.
  • Ezogabina, utilizzato nel trattamento dell'epilessia parziale.
  • Levetiracetam, utilizzato sia per le crisi epilettiche parziali che per quelle tonico - cloniche e miocloniche.
  • Fenitoina, utilizzato per il trattamento delle crisi tonico - cloniche.
  • Topiramato, che si utilizza in caso di crisi epilettiche tonico - cloniche e di epilessia generalizzata.
  • Clonazepam, da usare come potenziamento terapeutico in associazione ad uno degli altri antiepilettici.
  • Lacosamide, usato per le crisi epilettiche di tipo parziale.

I farmaci vanno assunti per tutta la vita per garantire un buon controllo della patologia, ma se non si verificano attacchi epilettici tra i 2 e i 4 anni di assunzione dei farmaci è possibile ridurli gradualmente fino ad eliminarli del tutto.

Chirurgia: in caso di inefficacia dei farmaci.

Il controllo delle crisi epilettiche può anche essere attuato mediante tecniche chirurgiche, specialmente in quei pazienti che presentano una scarsa risposta ai farmaci. Le procedure chirurgiche che possono essere eseguite sono:

  • Resezione anteriore del lobo temporale cerebrale con contemporanea resezione dell'ippocampo per ridurre l’insorgenza di crisi epilettiche.
  • Rimozione o riduzione delle masse tumorali eventualmente presenti responsabili di crisi epilettiche.
  • Rimozione di alcune parti della neurocorteccia cerebrale per ridurre l’insorgenza di crisi epilettiche.

Tra le cure più innovative vi è poi la stimolazione vagale o neurostimolazione. In pratica, tramite un intervento chirurgico, si inserisce a livello del nervo vago del paziente, una specie di pacemaker. Questo dispositivo stimolerà elettricamente il nervo vago e ciò sembra diminuire l'insorgenza delle crisi epilettiche.

Strade alternative per le crisi epilettiche.

Sebbene non vi siano terapie omeopatiche convalidate per la cura dell'epilessia, è possibile comunque avvalersi di cure alternative complementari di supporto alle terapie tradizionali. Tra queste spicca maggiormente l'adozione di una dieta di tipo chetogenico, ovvero una dieta a basso contenuto di carboidrati che sembrerebbe ridurre la frequenza e l'entità degli attacchi epilettici. L'esatto meccanismo non è ancora ben chiaro ma si pensa sia legato all'accumulo dei corpi chetonici (che si formano come conseguenza dell'assenza di glucosio legato al non mangiare carboidrati) che sembra riducano l'attività elettrica neuronale.

Accanto alla dieta chetogenica altre possibili terapie alternative sono lo yoga, per migliorare la resistenza allo stress e quindi ridurre le crisi epilettiche correlate ad eventi stressanti, e l'agopuntura, ma vi è molto scetticismo sulla loro reale efficacia.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)
Indice:

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Medicina 360, non mostrare più questo box.