Eritema solare.
- Cos’è
- I sintomi dell’eritema solare
- Come prevenirlo?
- Come si cura l’eritema solare?
- Reazioni della pelle da fotosensibilità
- Opinioni e commenti
Indice:
L'eritema solare è uno delle svariate tipologie di eritemi provocato da una esposizione di una certa durata alla componente UVA e UVB dei raggi ultravioletti provenienti dal sole privi di adeguata protezione. Con parole più semplici l'eritema solare è un'ustione di primo grado (ustione che interessa soltanto l'epitelio e non il derma) causata dagli UV. L’eritema provoca arrossamento, bruciore, la formazione di bolle e talvolta anche febbre. Per prevenire l’eritema si usano i così detti filtri solari che sono molecole organiche contenenti anelli aromatici che hanno la proprietà di bloccare l'energia trasportata dalle radiazioni ultraviolette riemettendola sotto forma di radiazione infrarossa. Questi filtri, che in pratica sono creme, sono caratterizzati da un parametro chiamato "fattore di protezione". Un fattore di protezione 20 farà insorgere l'eritema dopo una esposizione 20 volte più lunga rispetto a quella senza crema.
Cosa è l’eritema solare e le sue cause.
L’eritema solare è un arrossamento degli strati superficiali della pelle susseguente ad un aumento del flusso ematico che irrora i vasi sanguigni del derma periferico per effetto di una esposizione troppo lunga e repentina ai raggi ultravioletti della radiazione solare. La radiazione ultravioletta emessa dal sole è una radiazione elettromagnetica il cui spettro di frequenza è compreso tra 749 000 000 000 000 Hz/ 30 000 000 000 000 000 Hz. Essa perciò ha una frequenza superiore a quella della luce visibile ossia superiore alla luce violetta. La radiazione UV si suddivide in funzione della frequenza in: Ultravioletto A (UVA), Ultravioletto B (UVB), Ultravioletto C (UVC). Gli UVC sono quelli che hanno frequenza più elevata e come tali trasportano più energia e quindi risultano più dannosi per la salute dell’uomo. Fortunatamente gli strati alti dell’atmosfera terrestre (ozonosfera) assorbono il 99% delle radiazioni UV più nocive e precisamente la totalità delle UVC ed il 95% degli UVB.
L’esposizione agli UV in quantità contenuta è utile perché stimola la produzione di vitamina D che favorisce il riassorbimento renale del calcio ed è quindi essenziale per i processi di mineralizzazione ossea. Ma dosi eccessive di UV danneggiano il materiale genetico del corpo (DNA) e distruggono l’acido folico o vitamina B 9 indispensabile per le reazioni di sintesi e riparazione del DNA e per la sintesi dell’omocisteina (amminoacido che il corpo è incapace di sintetizzare e la cui carenza è un fattore di rischio di malattie cardiovascolari). I danni che le radiazioni provocano al corpo sono una funzione diretta dell’energia che esse trasportano e pertanto nonostante gli UVA penetrano nel corpo più in profondità degli UVB sono questi ultimi i più nefasti perchè più energetici.
L’organismo per proteggersi dagli UV mette in campo delle strategie difensive e precisamente inspessisce lo strato corneo superficiale della cute per bloccare con maggior efficienza la luce. Contemporaneamente stimola le cellule deputate alla secrezione del pigmento della pelle: la melanina, ad aumentarne la produzione, data la proprietà di quest’ultima di assorbire gli UV e bloccarne così la penetrazione. Tali meccanismi di difesa però, per essere innescati, necessitano di una esposizione ai raggi UV e quindi al sole graduale ossia diluita nel tempo. Se invece l’esposizione è acuta : breve, veloce ed eccessiva allora si può incorrere in una ustione ossia in quello che comunemente viene chiamato eritema solare.
Naturalmente il tempo di esposizione agli UV necessario a provocare l’eritema solare varia in maniera sostanziale con le caratteristiche di pigmentazione della cute dell’individuo denominato fototipo e quindi con la quantità di melanina che questa è in grado di produrre. Più precisamente gli individui con pelle e carnagione chiara sono geneticamente dotati di minor quantità di melanina di quelli con pelle scura e di conseguenza di minor protezione alle radiazioni ultraviolette. I bambini ed i neonati avendo la pelle particolarmente sensibile sono molto vulnerabili alle esposizioni solari. Più vulnerabili ancora sono gli albini (affetti da una patologia ereditaria per cui risultano fortemente deficitari o privi di melanina) che devono prestare molta attenzione all’esposizione al sole anche di breve durata perché possono incorrere facilmente in gravi forme di ustioni. L’eritema solare può essere procurato anche da esposizione alle lampade abbronzanti in uso nei saloni di bellezza.
Come si manifesta l’eritema solare? I sintomi.
Il quadro clinico dell’eritema solare si presenta generalmente già dopo qualche ora dall’esposizione al sole ma raggiunge il suo picco dopo le 24 ore. I sintomi più comuni sono:
Eritema. Arrossamento più o meno accentuato della pelle causato dal maggior afflusso sanguigno ai vasi che irrorano lo strato periferico del derma.
- Prurito e bruciore causato dall’irritazione cutanea.
- Aumento della temperatura della cute.
- Macchie a rilievo sulla cute localizzate sul seno, volto ed occhi, collo e braccia
Nei casi gravi possono aversi:
- Gonfiore e bolle che si riempiono di liquido.
- Febbre con brividi, debolezza e abbassamento della pressione sanguigna.
- Nei soggetti che hanno pelle particolarmente chiara e quindi depigmentata le zone soggette ad eritema ed ustione si presentano con la cute desquamata e sovente pruriginosa.
Come prevenirlo?
La maniera più semplice per prevenire l’eritema solare è di non esporsi al sole e principalmente nelle ore comprese tra le 11 e le 15 durante la stagione estiva. A questo proposito è importante notare che l’eritema solare può venire non solo al mare in estate anche in montagna in inverno e quanto più si sale tanto più gli effetti dei raggi solari si fanno sentire (ogni aumento di quota di 300 metri comporta il 5% in più di UV). Anche se la giornata è coperta vi è pericolo di ustioni. Le nubi non costituiscono un filtro particolarmente efficace per gli UV.
Creme solari.
Per prevenire l’eritema solare è necessario proteggersi la pelle con creme che contengono principi attivi che la proteggono e contemporaneamente costituiscano un filtro per le dannose radiazioni ultraviolette. I vecchi filtri anti UV schermavano solo gli UVB che erano ritenuti i più dannosi. Gli attuali conferiscono una protezione anche contro gli UVA. I principi attivi più comunemente utilizzati sono: il benzofenone e l’acido para-aminobenzoico noto come PABA. Queste creme sono generalmente idrorepellenti e perciò abbastanza resistenti all'acqua di mare ed al sudore ma comunque in un giorno necessitano di diverse applicazioni perchè nuotando e muovendosi si rischia di rimanere privi di protezione.
Esistono anche creme solari a base di metalli o ossidi metallici (zinco o ossido di titanio) che costituiscono una barriera fisica e quindi una schermatura totale dei raggi solari. Esiste la possibilità che i principi attivi dei filtri sia parziali che totali possano provocare irritazioni o reazioni allergiche della pelle. I PABA non si legano in maniera immediata alla pelle e per tale motivo necessitano di essere spalmate con un certo anticipo rispetto all'esposizione al sole.
I filtri solari si classificano in funzione del fattore protettivo all'esposizione al sole il così detto FSP. Tanto più elevato è l’FSP tanto maggiore sarà la protezione. Le creme con FSP>30 conferiscono la massima protezione, quelle con FSP<12 hanno una bassa protezione. Ovviamente la scelta del fattore di protezione del filtro solare va effettuata in funzione del fototipo della pelle. I soggetti con fototipo chiaro per le prime esposizioni al sole devono scegliere creme con FSP molto elevato> 30 e poi man mano ridurlo. Gli albini necessitano di filtri a protezione totale.
Alimentazione ricca di vitamine.
Almeno un mese prima dell’esposizione solare è necessario preparare l’organismo con una dieta adeguata che difenda la pelle dalle ingiurie solari. La dieta deve essere particolarmente ricca di frutta a polpa gialla e rossa e verdure che sono fonti di vitamina E, A,C e antiossidanti. Come esempi è possibile citare il resveratrolo contenuto nella buccia dell’uva, il licopene contenuto nei pomodori, il beta carotene nelle carote, i polifenoli nell'olio di oliva tutti potenti anti ossidanti che combattono i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo. La dieta deve ancora prevedere un adeguato apporto di pesce (in special modo quello azzurro) che costituisce una ottima fonte di omega 3 ed omega 6 indispensabili per la conservazione delle membrane delle cellule cutanee e di selenio che è un antiossidante. Nell’eventualità non si riuscisse a perseguire una tale dieta è necessario somministrare integratori che arrechino tali nutrienti.
Come si cura l’eritema solare?
L’eritema solare guarisce generalmente da solo senza necessità di particolari cure in uno o due giorni ma se l’esposizione ai raggi solari è più lunga e priva di protezione si possono procurare anche delle ustioni anche gravi. Di seguito riportiamo i trattamenti più usati sia di medicina convenzionale che alternativa, nonché qualche metodo fai da te semplice ma di sicura efficacia nei casi meno gravi
Medicina tradizionale.
In caso di eritema solare per lenire pruriti e bruciore e l’infiammazione si procede nel seguente modo:
- Docce fredde o impacchi di acqua fredda che leniscono i fastidi della pelle infiammata.
- Creme idratanti. Uno dei prodotti più comunemente usati è la pasta Fissan a base di aloe, ossido di zinco e calendula.
- FANS. Antiinfiammatori non steroidei riducono infiammazione e dolore.
- Antistaminici. In creme da applicare localmente riducono il prurito e l’irritazione. Comunemente si usa la prometazina nota col nome commerciale di Fargan.
- Antibiotici e cortisonici per uso topico. Vengono usati solo in caso di formazione di vescicole con contenuto sieroso (flittene). Una pomata che comunemente si utilizza è il Gentalyn beta che associa un antibiotico come la gentamicina al cortisone.
- Cortisonici in compresse. Nel caso di gravi infiammazione della pelle può essere necessario somministrare corticosteroidei per os come Bentelan.
Medicina alternativa, metodi naturali e fai da te.
Anche in questi trattamenti il fine è di lenire la congestione ed irritazione della pelle e contemporaneamente di idratarla per proteggerla dal sole.Tra i più comuni:
- Bagni di acqua fredda in cui vengono disciolti o due cucchiai di bicarbonato di sodio o amido di riso. Abbassano la temperatura e agiscono da vaso costrittori favorendo la remissione dell’eritema.
- Impacchi con garze imbevute di succo di limone o in alternativa di te freddo. Servono a calmare bruciore ed idratare.
- Creme idratanti e lenitive a base di camomilla, calendula o gel di aloe vera.
- Impacchi di acqua tiepida ed oli essenziali come lavanda ed eucalipto. Leniscono l’irritazione e danno sollievo col la sensazione di freschezza che procurano.
- Impacchi con fette di pane bagnato avvolte in canovacci di tela. Il pane bagnato libera amido che ha un effetto vasocostrittore e riduce l’eritema.
Di norma la guarigione dell’eritema solare si ha spontaneamente dopo qualche giorno. Nel caso di ustioni serie la guarigione richiede una settimana e la pelle esposta, dopo la caduta di quella ustionata, è sottile e sensibile e va protetta con particolare cura dall’esposizione al sole. Coloro che subiscono gravi ustioni solari in in giovane età hanno maggiore probabilità di sviluppare, in età adulta, tumore alla pelle, come possono essere melanomi, anche se non espongono più le aree colpite.
Reazioni della pelle da fotosensibilità ed eritema.
Non vanno confuse con l’eritema solare le reazioni che talvolta il sistema immunitario scatena come per una sorta di allergia al sole. Queste sono dette reazioni di fotosensibilità e sono:
Orticaria solare. Dermatite caratterizzata da ponfi (lesioni cutanee simili a quelle procurate dalle punture di insetti) rossi e pruriginosi che compaiono dopo pochi minuti dall’esposizione al sole e scompaiono dopo una o due ore. Si accompagnano a cefalee, nausea e vomito. Si possono anche verificare ma in maniera molto rara casi di shock anafilattico (grave reazione allergica contraddistinta da repentino abbassamento della pressione sanguigna che può condurre anche alla morte.
Fotosensibilità chimica. Alcuni principi attivi di farmaci (antibiotici, antidepressivi, antipsicotici, antimicotici,etc.) sensibilizzano la pelle alla luce del sole. Per tale motivo con l’esposizione a sole si sviluppa un eritema, infiammazione ed in alcuni casi anomala colorazione bruna o bluastra della pelle esposta al sole.
Eruzione cutanea polimorfa da luce. Ha una origine non ben nota e si manifesta con puntini e chiazze rosse pruriginose che ricoprono la pelle esposta.
Medicina Pagina Successiva: opinioni, articoli correlati e foto >>
Diventa Amico di Medicina 360:
- eritema da pannolino
- Eritema nodoso
- Eritema multiforme
- eritema solare sintomi
Approfondimenti:
Gli amici di Medicina 360.
Indice articolo | Approfondimenti | Opinioni