Esofagite da reflusso: sintomi, cause, terapia e rimedi naturali (dieta e omeopatia).

Quali sono i sintomi dell'esofagite da reflusso e qual'è la terapia medica adatta? Esistono rimedi naturali e quale dieta conviene seguire in caso di patologia? Approfondiamo tutti gli aspetti delle diverse tipologie di esofagite concentrandoci su quella causata da reflusso gastrico.

Esofagite da reflusso: sintomi, cause, terapia e rimedi naturali (dieta e omeopatia)

    Indice Articolo:

  1. Cosa è 
  2. Tipologie
  3. Cause
  4. Prevenzione
  5. Sintomi
  6. Diagnosi
  7. Terapia e rimedi naturalii
  8. Complicanze
  9. Alimentazione
  10. Opinioni e commenti

Cosa è l’esofagite da reflusso?

Nota anche come malattia da reflusso gastro esofageo o ancora esofagite peptica o con l’acronimo MRGE e con quello anglosassone GERD (Gastroesophageal Reflux Disease), l’esofagite da reflusso è una malattia dell’apparato gastroenterico. Con precisione, trattandosi di una esofagite, è un processo infiammatorio che interessa l’esofago provocato da un reflusso di materiale proveniente dallo stomaco. L’esofago internamente è rivestito da mucosa che ha caratteristiche molto diverse da quella gastrica e fondamentalmente non è progettata per sopportare il contatto con sostanze fortemente acide o basiche. Per tale motivo quando in essa si riversa il contenuto gastrico ed essenzialmente acido cloridrico e bile (che è basica) si infiamma. In condizioni non patologiche il reflusso è impedito da una valvola o per meglio dire da uno sfintere noto come come sfintere gastroesofageo o sfintere cardiale. Transito nell’esofago di piccole quantità di succhi gastrici possono essere fisiologici e non generano conseguenze,  ma se il problema, per qualche causa su cui indagheremo, si dovesse ripetere con frequenza ed in quantità considerevole allora insorge la malattia. Il processo flogistico che ne consegue nel tempo compromette l’integrità tissutale dell’esofago e prova lesioni ed ulcerazioni che conclamano la patologia.

Classificazioni e tipologie.

Esistono vari criteri per classificare le diverse tipologie di esofagiti da reflusso. Tutti comunque sono basati sulla istologia del tessuto esofageo ossia sul tipo di lesioni che ne conseguono. Lesioni che vengono visualizzate con indagine endoscopica di cui parleremo nel seguito.

Una prima classificazione viene fatta in funzione della tipologia di esofagite che determina il reflusso ed è la seguente:

  • Esofagite da reflusso lieve che comporta microscopiche alterazioni della mucosa.
  • Esofagite da reflusso erosiva che si ha quando la parete esofagea interna presenta evidenti arrossamenti, sanguinamenti ed ulcere visibili in modo nitido all'esame endoscopico.
  • Esofagite da reflusso stenotica. Caratterizzata dalla presenza nell'esofago di tessuto fibrotico dovuto a cicatrizzazione di vecchie lesioni. Tessuto che determina stenosi (restringimento) del lume esofageo.
  • Esofago di Barrett. Degenerazione della mucosa dell’esofago (metaplasia) per la quale l’originario e fisiologico tessuto epiteliale squamoso viene sostituito da tessuto cilindrico (le cellule che lo costituiscono hanno forma di piccoli cilindri). Il motivo di tale degenerazione è da ricercarsi nel tentativo dell’organo di contrastare la continua aggressione acida. Il quadro clinico è aggravato da ulcerazioni e stenosi. L’esofago di Barrett è considerata una patologia precancerogena. I pazienti con tale malattia hanno infatti probabilità di contrarre carcinoma esofageo del 35 % più elevata.

Una ulteriore classificazione dell’esofagite, in base alla gravità delle lesioni, è quella proposta da Savary-Miller che ha la seguente articolazione:

  • Esofagite di I grado. Quando è interessata una sola delle pliche longitudinali presenti lungo il tubo esofageo con erosioni ed arrossamenti. Le pliche sono un sollevamento della mucosa che a riposo chiudono il lume del tubo e che si aprono al discendere del bolo alimentare.
  • Esofagite di II grado se sono interessate più pliche ma non l’intera circonferenza.
  • Esofagite di III grado quando è interessata l’intera circonferenza.
  • Esofagite di IV grado nel caso in cui è l’intera circonferenza ad essere colpita ma le erosioni si sono trasformate in ulcere e si è in presenza di tessuto fibrotico e stenosi.
  • Esofagite di V grado. Presenza di epitelio cilindrico.

Altra classificazione in uso è quella di Los Angeles che si basa sulla valutazione dell’estensione delle lesioni provocate dall'esofagite. In base a tale classificazione abbiamo:

  • Esofagite di grado A. Con erosioni singole o multiple ma inferiori ai 5 mm.
  • Esofagite di grado B. Con erosioni superiori ai 5 mm ma così estese da interessare le punte di due pliche esofagee contigue.
  • Esofagite di grado C. Con lesioni tali da interessare le punte di due pliche ma non l’intera circonferenza.
  • Esofagite di grado D. Con lesioni che interessano l’intera circonferenza.

Esiste anche una forma di esofagite da reflusso che pur presentando la completa sintomatologia tipica della malattia non ha, ad esame endoscopico, evidenza di erosioni ed ulcerazioni della mucosa. Essa è nota come Malattia da reflusso gastroesofageo non erosiva o con l’acronimo inglese NERD (Non Erosive Reflux Desease).

Quali sono le possibili cause dell’esofagite?

Le cause della malattia da reflusso gastro esofageo sono ovviamente le stesse che determinano il reflusso gastroesofageo ciò il passaggio del contenuto dello stomaco nell'esofago:

1) A determinare il reflusso possono esser problemi di contenimento della valvola cardiale che separa stomaco da esofago. I problemi di contenimento della valvola cardiale sono vari e possono essere causati da :

  • Compromissione dello sfintere che non si rilascia (si chiude) in assenza di transito di bolo.
  • Assenza dell’attività di pulizia esofagea che in condizioni normali per rimuovere dal lume materiale indigesto o piccoli rigurgiti fisiologici.
  • Ernia iatale.
  • Malformazioni congenite della valvola cardiale.
  • Tumori.

2) C’è poi l’ eccessiva permanenza del cibo nello stomaco. Più è lunga detta permanenza e maggiore sarà la probabilità che si possa verificare reflusso gastroesofageo e di conseguenza l’esofagite. L’eccessiva permanenza del cibo nello stomaco può essere dovuta: a problemi gastrici, a problemi intestinali, ma anche a patologie sistemiche come può essere il diabete. Questo infatti può determinare compromissione del sistema nervoso autonomo e conseguente lenta digestione.

3) Altra causa può essere lì assunzione di farmaci come: beta antagonisti, teofillina, anticolinergici (agiscono sul sistema nervoso autonomo), progesterone.

4) In fine citiamo l’infezione da Helicobacter Pylori come possibile causa del reflusso e quindi dell’esofagite che tuttavia è, ad oggi, controversa. Alcuni autori la includono nelle possibili cause altri la escludono. Addirittura alcuni sostengono che la completa eradicazione dell’infezione aumenti la probabilità di esofagite da reflusso.

Prevenzione e fattori di rischio.

Nell'analizzare la patologia bisogna tener presente che ci sono una serie di fattori di rischio che aumentano le probabilità di sviluppare quelle patologie che comportano tra i sintomi, il reflusso esofageo e di conseguenza l’esofagite. La conoscenza di tali fattori di rischio può essere utile per la prevenzione. Si tratta per lo più di abitudini e stili di vita scorretto oppure eventi e situazioni particolari che causano un indebolimento dell’organismo e lo espongono a rischi maggiori. Vediamo di analizzare i fattori principali in modo da prevenire, per quanto possibile, la comparsa della malattia:

  • Obesità. Con l’aumento del peso aumenta la compressione addominale, l’alta pressione che costantemente si esercita sul cardias può indurre reflusso.
  • Gravidanza. L’aumento delle dimensioni dell’utero che comporta la gestazione comprime il diaframma e la regione cardiale e quindi la possibilità di reflusso ed infiammazione dell’esofago.
  • Cattive abitudini alimentari. Pasti troppo abbondanti consumati in fretta e masticando poco, una dieta costituita da alimenti e bevande troppo acide, alimenti troppo grassi, abuso di cioccolata sono ulteriori fattori di rischio. Una alimentazione adatta a contrastare il reflusso gastroesofageo va costruita selezionando con cura cosa mangiare ed i cibi da evitare con l'aiuto di uno specialista. Per fare qualche esempio, tra gli alimenti consigliati abbiamo pasta, riso e patate (tutto rigorosamente con poco condimento) mentre sono sconsigliati i pomodori e quei frutti acidi come gli agrumi e le spezie piccanti.
  • Mancanza di movimento ed attività sportiva.
  • Sforzi intensi. Il reflusso gastro esofageo può essere indotto da uno sforzo superiore alle capacità del nostro fisico bisogna quindi stare attenti ad esempio durante l’esercizio di discipline come la palestra ed il sollevamento pesi.
  • Abuso di sostanze alcoliche. L’alcol infatti esercita una azione lesiva sulla mucosa gastrica determinandone l’infiammazione.
  • Tabagismo. Il fumo ha tra gli effetti collaterali quello di aumentare il rischio di sviluppare l’ esofagite peptica dato che favorisce il reflusso ed aumenta notevolmente l'acidità gastrica rendendo le le mucose dello stomaco estremamente sensibili all'erosione da parte degli acidi.
  • Cinture ed indumenti troppo stretti in vita esercitano una continua pressione sulla zona addominale favorendo il reflusso.
  • Il Dormire o distendersi subito dopo il pranzo o la cena.
  • Problemi psicologici come lo stress l’eccessiva ansia, gli attacchi di panico oppure la depressione nei casi più gravi.

Sintomi più frequenti dell’esofagite dovuta al reflusso gastroesofageo.

I sintomi più comuni dell'esofagite da reflusso sono:

  • Dolore al torace nella zona sotto sternale che può essere urente (percepito come bruciore). Il dolore talvolta si irradia lungo l’esofago sino al cavo orale o anche a braccia, schiena e scapole. E' importante notare che in qualche occasione il dolore da esofagite può essere confuso con dolore stenocardico e crea allarme di infarto o angina.
  • Acidità e bruciori di stomaco (pirosi). Acidità che può essere percepita fino alla bocca ed accompagnata da rigurgiti acidi. Il rigurgito può recare tracce di cibo indigesto ed è frequente in posizione distesa. Per tale motivo può verificarsi anche durante il sonno e le tracce spesso si riscontrano al risveglio sul cuscino. In qualche occasione (specialmente nei neonati e nei bambini in tenera età) il problema può risultare pericoloso in quanto il rigurgito potrebbe passare nelle vie respiratorie ed indurre soffocamento. Per ovviare a tale evenienza si sistemano i bambini nella culla su di un fianco o prono con la testa spostata lateralmente.
  • Nausea.
  • Gonfiore di stomaco ed eruttazioni.
  • Difficoltà a deglutire (disfagia). Può essere o meno dolorosa. E causata dalla stenosi dell’esofago o da suoi problemi di motilità.
  • Alitosi. L'infiammazione dell'esofago provoca l' alito cattivo.

I succhi gastrici acidi che passano nell'esofago possono creare anche irritazioni alle vie respiratorie per cui può aversi la seguente sintomatologia respiratoria:

  • Ipersecrezione di muco come in un raffreddore.
  • Voce rauca. In special modo appena svegli.
  • Ulcere alle corde vocali.
  • Faringite e mal di gola.
  • Tracheite.
  • Tosse stizzosa e secca.
  • Polmonite da ingestione.
  • Asma.

Altri sintomi atipici possono essere:

  • Problemi allo smalto dei denti e conseguente mal di denti.
  • Problemi di cuore con aritmie, extra sistoli e tremori.

Diagnosi: l'anamnesi, le indagini e gli esami.

Lo specialista a cui rivolgersi è il gastroenterologo.

Questi effettuerà la diagnosi basandosi sull'indagine visiva, l’analisi del quadro clinico ed una serie di indagini ed analisi specifiche a cui può far sottoporre il paziente.

Una corretta diagnosi della patologia è necessaria per individuarne le cause scatenati e quindi intraprendere le terapie più adatte. Vediamo quali sono i principali strumenti utilizzati per la corretta diagnosi:

  • Anamnesi del paziente.
  • Analisi del quadro clinico.
  • Gastroscopia. Viene introdotto dalla bocca il gastroscopio che è un sottile tubicino con in punta una telecamera a cui arriva attraverso fibre ottiche la luce per consentire le riprese del lume dell’esofago. Le riprese vengono visualizzate su un monitor esterno. Tramite il gastroscopio è possibile prelevare campioni di tessuto esofageo per effettuare una eventuale biopsia.
  • Ph-metria delle 24 ore. Misura il ph e quindi consente di determinare la quantità di succhi acidi che in 24 ore dallo stomaco transitano all'esofago. Una sua versione raffinata è la Ph-metria delle 24 ore con impedenziometria multicanale intraluminale che al di la del nome che incute terrore consente di valutare la gittata del reflusso gastroesofageo, la sua consistenza e la sua effettiva quantità.
  • Manometria gastro-esofagea. Consente di misurare la pressione nei vari settori dell’esofago e quindi di valutare il corretto funzionamento del cardias. L’esame risulta essenziale insieme alla ph-metria nel caso di mancanza di ulcerazioni ed erosioni (NERD).
  • Radiografia dello stomaco con mezzo di contrasto.
  • TAC con contrasto.
  • Breath test. Per la ricerca dell’ Helicobacter anche se non è provata correlazione tra sua infezione e malattia.

Terapia: come si cura l'esofagite da reflusso.

Come si cura l’esofagite peptica? La patologia può essere curata in diversi modi; non è previsto un protocollo unico e sarà lo specialista di fiducia ad individuare i rimedi più adatti alla situazione specifica del paziente che gli si affida. Per un approfondimento completo sulle terapie possibili andremo ad analizzare i diversi approcci: quello della medicina tradizionale basato sul metodo MRGE, l’approccio farmacologico, quello dell’intervento chirurgico e quello della medicina naturale che propone rimedi omeopatici.

La terapie della Medicina tradizionale: farmaci ed intervento.

Il trattamento della MRGE di norma prevede un drastico cambiamento dello stile di vita con l’applicazione di un rigido protocollo igienico e dietetico che può così riassumersi:

  • Eliminare il più possibile lo stress mediante uno stile di vita sano.
  • Eliminare il fumo.
  • Contenere il peso corporeo.
  • Eliminare gli alimenti che possono causare compromissione della valvola cardiale ed in particolare dello sfintere esofageo inferiore. Alimenti fra cui i più comuni sono: alcool, grassi, fritture, spezie piccanti, agrumi, succo di pomodoro, te, caffè, bevande gasate, aceto e cibi conservati sotto aceto.
  • Consumare pasti contenuti senza fretta e masticare con cura. Se necessario spezzettare i pasti abbondanti in vari spuntini.
  • Non distendersi o dormire subito dopo un pasto ma attendere almeno 2 ore.
  • Non svolgere attività fisiche pesanti subito dopo i pasti.
  • Inserire sotto il materasso del letto un supporto che sollevi gradualmente schiena e testa. La testa deve essere 20/25 centimetri più in alto dello stomaco.

Terapia farmacologica. I farmaci utilizzati sono gli antiacidi che tengono sotto controllo l’acidosi ed i procinetici che accelerano lo svuotamento dello stomaco ed i protettori della mucosa. Gli antiacidi riducono l’acidità e quindi i sintomi e nello stesso tempo consentono la guarigione delle erosioni. Ne esistono vari tipi. Quelli da banco che sono comuni antipiretici ed il principio attivo più noto è il comune bicarbonato di sodio. E commercializzato con varie etichette, una tra tutte Gaviscon ®. Ma sicuramente più efficaci sono i così detti inibitori della pompa protonica. Il cui nome viene dalla proprietà di inibire per lunghi periodi gli ioni H+ ossia i protoni che sono responsabili dell’acidità. I più comuni sono: lansoprazolo (nome commerciale Lansox ®), omeprazolo, pariet, prantoprazolo (nome commerciale Peptazol ®). Altra categoria di antiacidi comunemente usati che aiutano l'esofago a guarire dalle lesioni, sono gli acido inibitori. Tra questi uno dei principi attivi più usati è la ranitidina cloridrato che è commercializzata come Zantac ®. I procinetici stimolano la funzione motoria gastrica e quindi accelerano lo svuotamento dello stomaco i più usati sono quelli che utilizzano il levosulpiride come principio attivo nome commerciale Levopraid ®.

Intervento chirurgico. La terapia chirurgica consiste in generale nell'intervenire sul cardias per correggerne eventuali problemi o addirittura nel creare una nuova valvola con una plicatura della parete gastrica. L'intervento chirurgico, con l’introduzione dei nuovi farmaci anti acidità, che ne consentono il controllo per lunghi periodi, era stato quasi del tutto abbandonato anche perché molto invasivo se effettuato in laparotomia. Ma le recenti tecniche laparoscopiche mini invasive hanno indotto parte degli addetti ai lavori a rivalutarlo.

Rimedi naturali: come omeopatia e medicina naturale curano l' esofagite causata dai succhi gastrici.

I prodotti utilizzati nella medicina naturale per il trattamento della malattia leniscono l’acidità e favoriscono la digestione. Si usa essenzialmente l’alginato che è un derivato di alghe e ingerito ha la proprietà di formare una sorta di barriera tra stomaco ed esofago impedendo in tal modo il reflusso. Sono anche utilizzati: fucus, aloe, cannella.

Si può praticare attività sportiva con tale patologia?

Si è possibile ed anche consigliato ma deve trattarsi di una attività che non sottoponga a sforzi eccessivi e non deve mai essere praticata dopo i pasti. Il miglior consiglio è una attività aerobica leggera: una passeggiata a passo veloce per almeno mezza ora.

Complicanze.

L’ esofagite di Barrett, una delle forme più gravi di degenerazione della mucosa dell’esofago dovuta a reflusso, nel 10% dei casi rischia di evolversi in tumore all'esofago, tuttavia la complicanza è altamente curabile se individuata con tempestività.

Esempio di dieta tipo per prevenire e contrastare il reflusso: cosa mangiare ed alimenti da evitare.

A colazione. Bisogna preferire il Latte scremato oppure il caffè d'orzo, gli yogurt magri,  del pane preferibilmente senza la mollica, o delle fette biscottate con miele o marmellata. Vanno bene anche i cereali ed il riso soffiato, per quanto riguarda la frutta evitare gli agrumi per non alimentare l'esofagite.

Alimenti consentiti a pranzo e a cena.

La pasta e riso vanno bene anche se non bisogna esagerare con le quantità e con il condimento. Ok a minestre e zuppe miste mentre come fonti di proteine si deve optare per la carne magra bollita o alla brace e per il pesce scaldato. Per ridurre il rischio di reflusso anche i formaggi devono essere magri, ad esempio la ricotta. Si alle patate ed ai legumi;  la verdura deve sempre essere cotta.

Cibi e bevande da evitare assolutamente.

Sono banditi caffè e bevande gassate, le spezie piccanti come peperoncino, cipolla o aglio, la parte morbida del pane e ortaggi acidi come il pomodoro. Attenzione alle spremute di agrumi che possono accentuare l'esofagite.

Quali sono i soggetti più colpiti dalla patologia? Secondo alcuni studi l'esofagite peptica sembra colpire prevalentemente gli uomini, sia adulti che bambini rispetto alle donne mentre non sembrano esserci grandi distinzioni legate all'età, ragazzi ed anziani sono interessati allo stesso modo dalla patologia.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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