Farmaci in gravidanza.
Nell’articolo tenteremo di far chiarezza in maniera comprensibile su uno dei tanti crucci delle gestanti: il rischio correlato all’uso dei farmaci in gravidanza.
E’, infatti, fin troppo noto che moltissime categorie di medicinali possono provocare danni severi al nascituro. La linea guida deve pertanto essere che in gravidanza è meglio non assumere alcun farmaco fossero anche semplici vitamine o antidolorifici. Ma qualora la cosa dovesse risultare necessaria l’assunzione va fatta esclusivamente sotto stretto controllo del medico. Va a tal proposito detto che in talune situazioni perfino questi ultimi sono in imbarazzo perché gli studi epidemiologici in materia sono scarsi in quanto per ovvi motivi non è possibile coinvolgere nella sperimentazione donne incinte. E’ naturalmente anche possibile che la gravidanza giunga improvvisa e senza programmazione perciò se si segue una terapia che è assolutamente controindicata in gravidanza è buona norma utilizzare un metodo anticoncezionale sicuro. Come d’altra parte se si sta programmando una gravidanza è buona norma accertarsi che le terapie che eventualmente si seguono siano sicuramente non controindicate in gravidanza.
Gli effetti dei farmaci sul nascituro oltre che dal principio attivo e dal dosaggio dipendono anche dal periodo della gestazione in cui vengono assunti.
Farmaci e periodo della gestazione.
- Nelle prime 3 settimane successive al concepimento l’effetto indesiderato del farmaco o provoca l’interruzione spontanea della gravidanza o non sortisce nessuno effetto. Questo perché le cellule non ancora differenziate possono riprodursi con facilità e rimpiazzare quelle distrutte dall’effetto del farmaco.
- Dalla terza alla dodicesima settimana è il periodo dell’organogenesi ossia il periodo un cui si costruiscono e crescono le varie parti dell’embrione ed è in questo periodo che il farmaco può procurare malformazioni o con termine scientifico avere i suoi effetti teratogeni. Dove la teratogenesi (dal greco creazione di mostri) è un anormale sviluppo durante la gestazioni di alcune parti del nascituro. Gli effetti teratogeni dei farmaci dipendono dalla loro concentrazione. Più farmaci assunti contemporaneamente possono sortire effetti diversi da se assunti separatamente. In quanto taluni effetti possono amplificarsi per l’interazione.
- Dalla dodicesima settimana in poi gli effetti teratogeni dei farmaci divengono ininfluenti quindi non possono più indurre malformazioni. Possono comunque causare ritardi di crescita e problemi mentali.
- Nelle ore che precedono il parto sarebbe buona norma non somministrarli perché gli organi del neonato(fegato e reni) sono immaturi e non riescono a smaltire il principio attivo.
Forniamo nel seguito le principali controindicazioni dei farmaci più comuni avendo cura di distinguerli per categorie:
- Antibiotici.Di questa categoria di farmaci sono assolutamente sconsigliati: Tetracicline. Provocano danni ai denti del feto; Streptomicine. Provocano danno al labirinto e creano perciò problemi di equilibrio. Sulle cefalosporine non esistono dati certi per cui è sconsigliabile usarle. Sono invece sicure le penicilline ed in caso di allergia l’eritromicina. I sulfamidici vanno evitati in vicinanza del parto perché possono indurre ittero neonatale.
- Antiacidi. Possono usarsi con sicurezza.
- Antiulcera. Sono assolutamente controindicati perché possono provocare aborto o nascita precoce.
- Espettoranti. Possono essere usati in sicurezza.
- Antidepressivi. Non esistono dati di malformazioni. Ma somministrati negli ultimi tempi della gestazione provocano irritabilità e tremori nei neonati.
- Antidolorifici. Il paracetamolo non crea problemi. L’aspirina e gli altri FANS vanno usati a basso dosaggio e per brevi periodi.
- Anticonvulsivanti. Sono indispensabili e perciò vanno assunti. Devono però essere consumati con il dosaggio più basso possibile.
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