Fibroma uterino: sintomi, cause, ed intervento.

Approfondimento sul fibroma uterino. Quali sono i sintomi con cui si manifesta? Quali i rischi e le cause che ne determinano la formazione? Scopriamo come viene diagnosticato e quali sono le cure: intervento, farmaci e rimedi naturali.

Fibroma uterino: sintomi, cause, ed intervento

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Diagnosi
  5. Terapia
    1. Farmaci
    2. Intervento chirurgico
  6. Opinioni e commenti

Cos'è un fibroma uterino?

I fibromi uterini sono delle tumori benigni a carico dell’apparato genitale femminile.

Sono costituiti principalmente da tessuto fibro-elastico, possono avere dimensioni varie, da alcuni millimetri a vari centimetri e hanno di norma una forma tondeggiante, circondati da una capsula che ne permette l’ancoraggio alla parete uterina.

Si possono presentare singolarmente, ma più spesso sono multipli e solo raramente (circa nel 3 % dei casi) si localizzano a livello della cervice uterina. Nella restante percentuale di casi, si localizzano a livello del corpo dell’utero.

I principali tipi di fibroma.

Sottosieroso: si sviluppa sulla parete esterna dell’utero, sotto la capsula sierosa, non invade la cavità ed è facilmente riconoscibile in quanto dà all’utero una forma irregolare;

Intramurale: è il più frequente, si sviluppa all’interno della parete muscolare dell’utero, causandone un aumento di volume, che può apparire anomalo durante una normale visita ginecologica;

Sottomucoso: si sviluppa all’interno della cavità uterina, è il meno frequente, ma sporgendo nella cavità è quello che può causare maggiori problemi, specie in caso di gravidanza, ed è il tipo che provoca i sintomi più evidenti e fastidiosi.

Peduncolato: è un particolare tipo di fibroma uterino dotato di un peduncolo tramite il quale si attacca all'utero. Può causare dolori intensi se il peduncolo si attorciglia su se stesso.Il primo e il terzo tipo possono anche essere peduncolati, ossia dotati di un peduncolo, un legame con la parete uterina interna o esterna.

Cause e fattori di rischio che ne determinano la formazione.

La presenza di un fibroma uteino è una patologia abbastanza frequente, specie nelle donne in età fertile. Circa il 20 % di donne in questa fascia di età, infatti, scopre nel corso della vita di averne uno. Sebbene non sia ancora del tutto chiaro il meccanismo che porta alla formazione di questi fibromi, è certo che sono influenzati dagli ormoni ovarici e che c’è una base genetica che predispone alcuni soggetti.

Esistono comunque delle categorie di donne maggiormente esposte al rischio di sviluppare fibromi:

  • Le donne che hanno il primo ciclo mestruale (menarca) in età precoce.

  • Le donne che hanno in famiglia altri casi di questa patologia,

  • Le donne di razza afro-americana sono maggiormente colpite (50 %)

  • Le donne obese sono maggiormente a rischio

Più in generale possiamo dire che:

  • Compaiono verso i 20 anni, ma vengono “scoperti” intorno ai 35 - 40 anni, in quanto aumentano di dimensione

  • Secondo studi scientifici, le gravidanze diminuiscono il rischio di sviluppare un fibroma uterino e hanno quindi un effetto protettivo

  • Di conseguenza, l’infertilità aumenta il rischio di sviluppare un fibroma

  • Nel periodo che precede la menopausa (premenopausa) c’è un rischio maggiore che un fibroma all'utero possa crescere, a causa degli scompensi ormonali dovuti all’esaurimento dei follicoli e alla sempre più scarsa presenza di mestruazioni

Di tutte le donne che hanno uno o più fibromi, però, solo il 10 - 20 % necessita di terapia. La restante percentuale può tenere sotto controllo la patologia purchè i sintomi non provochino tanto disagio da richiedere un intervento medico.

Quali sono i sintomi con cui si manifesta il fibroma che colpisce l'utero?

Ma cosa ci porta a sospettare la presenza di un fibroma all’utero?

I fibromi di piccole dimensioni molto spesso non danno alcun segnale della loro presenza e talvolta si riscontrano durante un controllo ginecologico di routine.

Sintomi del fibroma uterino

Di conseguenza, i sintomi variano a seconda della grandezza e della localizzazione e dalla presenza di uno o più fibromi.

Sintomi:

  • Sanguinamento uterino anomalo (molto frequente)

  • Dolore alla zona pelvica

  • Dolore alla schiena o alla radice della coscia

  • Sensazione di peso o gonfiore

  • Dolore durante i rapporti sessuali

  • Flussi mestruali abbondanti e più lunghi del normale, con presenza di coaguli (ipermenorrea)

Approfondisci le altre possibili cause che comportano ipermenorrea.

  • Sensazione di pressione sulla vescica (in caso di fibromi molto grandi)

  • Sensazione di pressione sull’intestino (in caso di fibromi molto grandi).

 Se la localizzazione del fibroma è sulla parete anteriore dell’utero saranno più frequenti i sintomi a carico della vescica. Talvolta le perdite di sangue sono così abbondanti da causare anemia.

 

Il rapporto tra fibromi e gravidanza.

Raramente la presenza di un fibroma uterino impedisce l’instaurarsi della gravidanza, in quanto sono rarissime le complicazioni a carico delle tube (il “luogo” che accoglie il concepimento) per cui non è infrequente che una donna scopra di avere un fibroma proprio quando si reca a visita per una gravidanza.

I fibromi sottomucosi, sporgendo all’interno della cavità uterina, possono in alcuni casi rendere difficile l’annidamento dell’embrione in utero e quindi c’è una piccola percentuale di rischio aumentato di aborto.

Fibromi di grandi dimensioni localizzati all’esterno o tra le fibre muscolari possono causare problemi con il proseguimento della gravidanza in quanto, sotto lo stimolo ormonale, possono indurre delle contrazioni anomale e quindi portare ad un rischio aumentato di parto pretermine.

Solo il 30 % dei fibromi, però, aumenta di dimensioni durante la gravidanza e non è stato dimostrato che asportare fibromi di dimensioni inferiori a 5 cm migliori la fertilità.

Diagnosi: come individuare localizzazione e dimensioni della formazione.

La diagnosi di norma è abbastanza semplice. La metodica maggiormente utilizzata è l’ecografia.

Infatti una immagine ecografica, sia tramite sonda addominale e ancor meglio con una sonda vaginale, da una visione chiara e netta della presenza del fibroma nella cavità uterina.

Inoltre è possibile individuarne la localizzazione, la grandezza e la consistenza e la presenza o meno di altri fibromi.

E’ possibile scoprirne la presenza anche con una visita ginecologica. Infatti alla palpazione l’utero apparirà di dimensioni aumentate, di forma anomala, con la presenza di una neoformazione dura.

In alcuni casi è richiesta una sonoisterografia (metodo di visualizzazione della cavità uterina con una sonda vaginale e infusione di una soluzione salina sterile nella cavità) o una risonanza magnetica, specie nei casi in cui la terapia preveda l’asportazione chirurgica.

Terapia: farmaci ed intervento per eliminare il tumore benigno all'utero.

La scelta della terapia per trattare un fibroma all'utero dipende da vari fattori:

  • dall’anamnesi e dall’età della paziente
  • dalla presenza o meno di una gravidanza in corso
  • dal numero di fibromi
  • dalla localizzazione
  • dalla grandezza del tumore
  • dallo stato generale della paziente (sanguinamenti in atto, anemia, disturbi vescicali, etc.)

Le opzioni sono: la terapia farmacologica e l’intervento chirurgico.

Terapia farmacologica:

Non esiste un farmaco che possa essere utilizzato per far “scomparire” il fibroma, ma alcune sostanze possono essere utili per tenerli a bada. Vengono utilizzati quando ci sono sintomi evidenti e fastidiosi per la paziente.

  • Il farmaco principalmente usato è la pillola contraccettiva. Essendo i fibromi uterini influenzati dagli ormoni, l’uso della pillola ne ferma la crescita, diminuisce i sanguinamenti e riduce la quantità delle mestruazioni e il dolore mestruale. Ciò aiuta la paziente a sentirsi meglio e a migliorare il suo stato di salute generale. La pillola è anche ben tollerata e può essere assunta per periodi più o meno lunghi, secondo prescrizione del medico.

Puoi approfondire benefici terapeutici ed effetti collaterali della pillola anticoncezionale.

  • Un altro ormone utilizzato in terapia è il progesterone, anche se i suoi effetti benefici sono limitati ai periodi di assunzione e induce numerosi effetti collaterali tra cui l'aumento di peso, irsutismo e mal di testa . L’uso del mifepristone (un antagonista del progesterone) a lungo andare, nell’8 % dei casi, può portare a problemi epatici.

  • Un’altra metodica utilizzata per contenere un fibroma all'utero è la somministrazione di un ormone che induce una “menopausa chimica”. Questo riduce i sanguinamenti e aiuta lo stato generale della paziente, ma a lungo andare, inibendo gli estrogeni, può portare altri problemi, come osteoporosi e altre conseguenze a livello cardiovascolare. In genere viene quindi usato prima dell’intervento, per ridurre il rischio di sanguinamenti.

Rimedi naturali ed omeopatici.

Alcune erbe usate in fitoterapia, accompagnate da una alimentazione sana e da un corretto stile di vita, possono aiutare a ridurre i sintomi causati dai fibromi uterini.

Alcuni esempi sono: vitex agnus cactus, sequoia gigantea, cardo mariano, tarassaco, ribes nero.

Rimedi omeopatici utili sono: calcarea iodata, calcarea fluorica, murex, ipeca.

Intervento chirurgico: le tecniche

La maggior parte delle donne convivono con un fibroma uterino controllandone la crescita. Solo in caso si verifichino frequenti emorragie o quando il fibroma aumenta di volume è necessario ricorrere all'asportazione del fibroma.

L'intervento prevede l'asportazione del solo fibroma (miomectomia) o dell'intero utero (isterectomia). 

In entrambi i casi le tecniche sono numerose e l’asportazione  può avvenire:

  • per via laparotomica, cioè tramite un taglio simile a quello del cesareo, 
  •  via laparoscopica, ossia tramite piccole incisioni attraverso le quali si fanno passare gli strumenti chirurgici. Tale tecnica è più rapida e meno fastidiosa per la paziente, ma la scelta dipende dalla grandezza del fibroma e soprattutto dalla sede. In entrambi i casi è necessario il ricovero.

Esistono oggi nuove tecniche che prevedono la distruzione del fibroma invece che l'asportazione tramite corrente elettrica o azoto liquido.  Tali tecniche però non assicurano la capacità di avere una gravidanza ed inoltre i fibromi tendono a recidivare.

L’embolizzazione del fibroma  mira invece ad occludere le arterie che irrorano il tumore attraverso  un piccolo catetere inserito nell’arteria femorale, causando così la lenta “morte” del fibroma.

  • E’ una tecnica che richiede una sola notte di ricovero

  • la ripresa della paziente è veloce

  • nella maggioranza dei casi le emorragie diminuiscono sensibilmente

  • può essere usata anche se sono presenti più fibromi

  • c’è un basso rischio che il fibroma si ripresenti

Come tutte le procedure, non è esente da rischi. Infatti, alcune pazienti riferiscono dolori e crampi nei momenti successivi alla procedura, c’è un minimo margine di rischio di infezioni, è possibile la comparsa di febbre e nausea, nell’1 % dei casi l’utero subisce un danno tale da richiederne l’asportazione e, se la paziente è vicina ai 40 anni, c’è un minimo rischio che la procedura comporti una anticipazione della menopausa.

Terapia a base di ultrasuoni è un'operazione  utilizzata attualmente solo all’ospedale Niguarda di Milano. La paziente viene sottoposta a risonanza magnetica e il fibroma all'utero  viene bombardato e ridotto a dimensioni minime. E’ necessaria una blanda sedazione e che la paziente resti immobile per circa due ore all’interno della macchina. Il fibroma però non deve essere vicino a anse intestinali, cicatrici (es. cesareo o appedicectomia) o altri organi.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dott.ssa Laura Lombardo - (Laurea in ostetricia)
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