Gammaglobuline alte.

Gammaglobuline alte

    Indice Articolo:

  1. Valori di riferimento
  2. Gammaglobuline alte: Situazione patologica
  3. Gammopatie e specifiche patologie
  4. Parametri associati alle gammaglobuline alte
  5. Patologie che presentano valori alti di gammaglobuline
    1. Malattie epatiche
    2. Patologie del sangue
    3. Infezioni virali e batteriche
    4. Patologie autoimmuni
  6. Immunoglobuline e vaccini
  7. Opinioni e commenti

Le gammaglobuline alte indicano che nel nostro organismo è in corso un processo patologico. Le gammaglobuline sono infatti degli anticorpi, molecole deputate alla difesa dell’organismo quando un qualcosa di estraneo e potenzialmente patologico entra all’interno del nostro corpo. Le patologie che determinano una variazione nei livelli di gammaglobuline si chiamano gammopatie e possono riguardare sia tutte le classi di gammaglobuline, sia una singola classe. Tra le patologie che determinano l’aumento di gammaglobuline abbiamo semplici infezioni virali come la mononucleosi, infezioni virali serie come l’epatite B, infezioni batteriche, patologie del sangue e malattie autoimmuni.

Dosaggio e valori.

I valori normali di riferimento sono i seguenti:

gammaglobuline totali: IgG: IgD: IgM: IgE: IgA:
0,6 – 1,5 g/ml 800–1800 mg/dl 0,3–0,4 mg/dl 60–280 mg/dl 20–450 ng/dl 90–400 mg/dl
Il dosaggio delle gammaglobuline al fine di effettuare un’eventuale diagnosi di patologia, si effettua mediante un esame del sangue e sottoponendo il campione ad elettroforesi proteica. L’elettroforesi è una tecnica che consente la separazione delle proteine su un gel in base al loro peso molecolare grazie all’azione di un campo elettrico. Più la proteina sarà grande, minore sarà la velocità di migrazione sul gel. Sul gel si ottengono delle bande, che vengono poi trasformate in picchi da un apparecchio chiamato sensitometro. In base all’altezza dei picchi si potranno distinguere le diverse proteine. Per quanto riguarda le gammaglobuline il picco riguarda tutte e 5 le classi, se si vuole fare un dosaggio individuale si dovrà ricorrere all’utilizzo di altre tecniche come per esempio gli antisieri selettivi o l’immunoelettroforesi (che unisce l’elettroforesi proteica a tecniche di dosaggio degli anticorpi) su campioni di sangue o di urina.

Aumento delle gammaglobuline: spia di una situazione patologica.

Un aumento di tali valori delle gammaglobuline si verifica in tutte quelle condizioni di infezioni o di infiammazioni che si verificano nell’organismo.

L’aumento delle gammaglobuline si chiama gammopatia e può essere di due tipi diversi:

Gammopatia policlonale: è un aumento di gammaglobuline che riguarda più classi di immunoglobuline contemporaneamente e nell’elettroforesi vengono visualizzati picchi diversi in base alla classe di gammaglobuline che risulta aumentata.

Gammopatia monoclonale: è un aumento di gammaglobuline che interessa una sola classe di Ig e che viene individuato nell’immunoelettroforesi con la visualizzazione di un picco monoclonale, cioè di un picco corrispondente alla gammaglobulina aumentata. Questa condizione deriva dall’accumulo nel midollo osseo di un’unica plasmacellula, che prolifera e da luogo alla formazione di un solo tipo di gammaglobulina.

Una gammopatia monoclonale può indicare mieloma multiplo, crioglobulinemia, amiloidosi, macroglobulinemia di Waldenstrom, linfoma maligno, iperparatiroidismo, infezione da citomegalovirus, malattie cutanee e autoimmuni, malattie epatiche.

Una gammopatia policlonale può indicare patologie del collagene, epatopatie, sarcoidosi, infezioni e fibrosi cistica.

Gammopatie e patologie correlate.

Le gammaglobuline che appartengono alla super famiglia delle immunoglobuline, sono formate da catene polipeptidiche, quattro per l’esattezza, due leggere e due pesanti che ne definiscono la specificità e in base ad esse ne abbiamo cinque diverse tipologie:

<tr >IgA:sono la prima linea di difesa perché si trovano nelle mucose come quelle di naso e bocca, e nelle secrezioni quali muco, saliva, e lacrime. Il loro ruolo è quindi di innescare la reazione immunitaria a livello delle mucose.<tr >IgM:sono le gammaglobuline che innescano la risposta immunitaria primaria, quella che segue cioè al primo contatto con l’antigene.<tr >IgG:intervengono nell’immunità secondaria, quando cioè si ha un secondo contatto con l’antigene che ha già determinato una prima risposta.<tr >IgE:il loro ruolo principale è nel mediare reazioni di ipersensibilità, intervengono cioè nei processi allergici favorendo il rilascio di istamina.<tr >IgD:il ruolo delle IgD non è stato ancora ben definito, sembra abbiano un ruolo nella proliferazione e nella differenziazione delle plasmacellule che daranno poi origine ai linfociti.

L’aumento di ogni classe di immunoglobuline da luogo a particolari patologie, in generale abbiamo che:

  • Aumento IgM: infezioni acute e croniche, epatopatie acute e croniche, morbo di Waldenstrom, gammopatia monoclonale benigna, patologie del collagene, cirrosi biliare primitiva.
  • Aumento IgG: infezioni croniche, mieloma, gammopatia monoclonale benigna, epatopatie croniche da tossicità, autoimmunità o infettive.
  • Aumento IgA: epatopatia cronica da alcol, infezioni batteriche croniche, gammopatia monoclonale benigna, celiachia.
  • Aumento IgE: parassitosi, asma, morbo di Hodgkin, infezione da HIV, allergie.
  • Aumento IgD: patologie del collagene, infezioni croniche ed epatopatie.
L’aumento delle gammaglobuline non da un sintomo unico né da sintomi specifici perché i sintomi dipendono dal tipo di patologia che si determina. Anche le cause non si sanno con certezza, probabilmente concorrono una serie di fattori che determinano l’insorgenza della patologia e della gammopatia.

Parametri associati alle gammaglobuline alte.

All’aumento delle gammaglobuline si possono associare altri parametri che possono aiutare nella diagnosi di una patologia.

Albumina: bassi valori di albumina in associazione con valori di gammaglobuline alti o leggermente alti possono indicare infezioni epatiche, collagenopatie, neoplasie maligne e leucemie.

Transaminasi e gamma gt: un aumento di transaminasi e gamma gt contemporaneo ad un aumento di gammaglobuline può indicare una patologia epatica acuta o cronica.

Ves: la ves o velocità di sedimentazione degli eritrociti, è un parametro che aumenta quando siamo in presenza di un’infezione. Un aumento di ves e gammaglobuline indica quindi un’infezione in corso.

Patologie che presentano gammaglobuline alte.

Vediamo adesso nello specifico alcune delle più comuni malattie che determinano l’aumento delle gammaglobuline e di altri parametri.

Malattie del fegato.

Patologie acute del fegato come l’epatite A o B, o patologie croniche come il cancro o la cirrosi da alcol, o da virus dell’epatite C, causano un aumento delle immunoglobuline, una diminuzione dell’albumina e un aumento di gamma gt e transaminasi. L’aumento delle gammaglobuline è policlonale e indica il tentativo dell’organismo di rispondere alla patologia, l’aumento di gamma gt e transaminasi segnala invece un danno epatico mentre l’ipoalbuminemia indica insufficienza epatica. La cura per tali patologie dipende dalla gravità della patologia.

Malattie del sangue.

Un aumento monoclonale delle gammaglobuline si manifesta in alcune patologie del sangue come il mieloma multiplo. E’ una patologia a causa ignota determinata dalla proliferazione incontrollata nel midollo osseo di un’unica plasmacellula che darà luogo alla produzione di un’unica classe di gammaglobuline. I sintomi sono importanti, abbiamo ipercalcemia, dolori ossei, anemia, riduzione delle piastrine, amiloidosi e problemi renali. Per la cura si combinano farmaci cortisonici come il prednisone e la talidomide.

Infezioni.

Alcune infezioni virali e batteriche possono determinare l’aumento delle gammaglobuline. Tra le infezioni virali abbiamo:
  • Mononucleosi: patologia causata dal virus di Epstein – Barr che determina un aumento di linfociti, monociti e gammaglobuline totali, e risultano aumentati anche gamma gt e bilirubinemia. Colpisce prevalentemente gli adolescenti e i sintomi sono linfonodi ingrossati, febbre e milza ingrossata. Si cura con il riposo e la somministrazione di farmaci antipiretici.
  • Citomegalovirus: è un virus che determina un’infezione generalmente asintomatica, a volte si manifestano ingrossamento dei linfonodi e febbre. E’ pericolosa in gravidanza per il feto che può riportare gravi danni, e all’esame del sangue si riscontrano aumento di gammaglobuline della classe IgG, che indicano infezione pregressa, o IgM.
  • Varicella: causata dal virus Varicella Zoster è una patologia tipica dei bambini che si manifesta con febbre alta e comparsa di pustole pruriginose. E’ una malattia a decorso benigno nei bambini ma può essere pericolosa in gravidanza. Si riscontra un aumento di linfociti e gammaglobuline totali.
  • Tra le infezioni batteriche abbiamo invece la cistite, determinata da diversi ceppi batterici, che porta ad un aumento di linfociti e delle gammaglobuline presenti a livello urinario sulla parete vescicale.
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Patologie autoimmuni.

Tra le patologie autoimmuni in cui si riscontra un aumento delle gammaglobuline abbiamo la tiroidite di Hashimoto e la sclerosi multipla.
  • La tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune della tiroide causata dallo sviluppo di immunoglobuline anomale che aggrediscono le cellule della tiroide. Le gammaglobuline anomale risultano aumentate e i sintomi sono tipici dell’ipotiroidismo.
  • La sclerosi multipla è una patologia che riguarda il sistema nervoso centrale in cui si riscontra un aumento di anticorpi di classe IgG a livello del liquido cerebrospinale. Questi anticorpi attaccano la mielina delle cellule nervose distruggendola e causando sintomi vari tra cui riduzione della forza muscolare e astenia.

Gammaglobuline e vaccini.

I valori di gammaglobuline possono aumentare anche quando esse vengono utilizzate come vaccino per l’immunizzazione passiva di alcune patologie quali l’epatite A.

L’utilizzo delle immunoglobuline è previsto quando è necessaria una immunizzazione rapida, il vaccino richiede, infatti un tempo che va dalle tre alle quattro settimane, mentre le gammaglobuline sono attive subito anche se hanno una efficacia ridotta.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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