Globuli bianchi alti.

Globuli bianchi alti

    Indice Articolo:

  1. Leucocitosi e tipologie
    1. Le famiglie di globuli bianchi
  2. Quali cause determinano globuli bianchi alti?
  3. La corretta diagnosi
  4. I possibili trattamenti
  5. Opinioni e commenti

La leucocitosi è il termine medico del più esemplificativo termine di: globuli bianchi alti.

Infatti la leucocitosi altro non è che la condizione per cui ad all’esame emocromocitometrico (conta nel sangue periferico di leucociti ossia globuli bianchi, globuli rossi e piastrine) i leucociti risultano in numero superiori al livello considerato fisiologico di 5000 – 8000 cellule per millilitro di sangue.

Stabilito cosa si intendiamo per globuli bianchi alti ci proponiamo di esplicitare quanto detto e di chiarire se tale condizione è sempre patologica e, quando ciò si verifica, quali sono le possibili malattie che possono determinarla e come è possibile diagnosticarle.

Tipologie di Leucocitosi.

Un aumento del numero totale dei globuli bianchi è determinato dall’aumento numerico di una o più delle linee cellulari che li costituiscono, infatti, i globuli bianchi o leucociti o anche WBC (acronimo dell’inglese White Blood Cells) sono cellule del sangue di differenti famiglie cellulari.

Globuli bianchi.

Granulociti. Così detti perchè cellule il cui citoplasma (matrice colloidale che circonda il nucleo) ha un aspetto granuloso caratteristico. Sono prodotti dalle staminali del midollo osseo e si suddividono in:
  • Neutrofili. Sono la popolazione più numerosa di globuli bianchi(circa il 50 – 70% del totale). Svolgono di norma una funzione di difesa contro le infezioni da batteri o da funghi.
  • Eosinofili. In condizioni fisiologiche rappresentano all’incirca 1-3 % del totale. Sono coinvolti nelle reazioni allergiche è hanno la capacità di fagocitare cellule estranee. Tra tutti i leucociti sono gli unici attrezzati a combattere parassiti come i vermi. Aiutano nella distruzione delle cellule neoplastiche.
  • Basofili. Costituiscono poco meno dell’1% dell’intera popolazione di globuli bianchi. Il loro compito è di liberare una sostanza l’istamina che è coinvolta in tutte le reazioni di intolleranza e che attira neutrofili ed eosinofili nel distretto corporeo ove vi è necessità.
Monociti. Costituiscono un popolazione cellulare che ha una percentuale compresa tra il 3 ed il 9% dell’intera linea dei globuli bianchi. Sono prodotti dal midollo osseo e passano nel sangue dove stazionano per tempi brevissimi per poi passare nei tessuti dove è necessario il loro intervento. Qui infatti si ingrandiscono e si trasformano in macrofagi che sono una sorta di spazzini che fagocitano batteri e altre cellule nonché sostanze estranee.

Linfociti. Sono il 20 – 40 % dell’intera popolazione. Si originano dalla linea mieloide del midollo. Assolvono ai compiti di immunità e si suddividono in:

  • Linfociti T. Così denominati perché maturano nel timo.
  • Linfociti B. Maturano nel luogo dove vengono prodotti (midollo).
  • Linfociti NK.

per cui la leucocitosi si può classificare in:

  • Neutrofilia. Aumento dei neutrofili oltre il livello fisiologico del 75% del totale.
  • Basofilia. Aumento dei basofili oltre il fisiologico livello dell’1%.
  • Eosinofilia. Aumento degli eosinofili oltre il fisiologico valore del 5%.
  • Monocitosi. Aumento dei monociti oltre il livello il 7%
  • Linfocitosi. Aumento dei linfociti oltre il fisiologico livello del 45%.

Cause dei globuli bianchi alti.

Le cause che determinano l’aumento dei globuli bianchi oltre il limite fisiologico, variano in funzione di quale delle linee cellulari aumenta di numero.

E’ evidente che l’aumento di una popolazione anzi che un’ altra è strettamente in relazione con la causa che determina detta proliferazione. Pertanto stabilire con precisione quale è la linea cellulare che determina i globuli bianchi alti, è un parametro essenziale per una corretta diagnosi del problema.

Le cause della leucocitosi in funzione della tipologia.

Un aumento dei neutrofili più di 7500 cellule/mmc, può essere causata da:

  • Necrosi dei tessuti. Susseguente a ustione di ampie superfici corporee, infarto del miocardio,interventi chirurgici.
  • Infezioni acute di batteri in particolare se sono purulente.
  • Infiammazioni di organi di tipo sterile come: pancreatite, tiroidite, appendicite, glomerulonefrite, etc.
  • Tumori metastatizzanti.
  • Fisiologiche come possono essere il periodo neonatale, la gravidanza, il post parto, attività fisica intensa, stress sia fisico che mentale.
  • Terapie come quelle con sali di litio e farmaci steroidei.
  • Emorragie.
  • Intossicazioni da prodotti chimici come: piombo, mercurio, etc.
  • Intossicazioni farmacologiche come con: digitale, eparina, serotonina, etc.
  • Patologie del metabolismo come l’eclampsia in gravidanza, uremia, etc.

Un aumento dei basofili, più di 100 cellule/mmc, può essere causata da:

  • Malattie da degenerazione neoplastica della staminale emopoietica come: leucemia mieloide cronica e mielofibrosi idiopatica cronica.

La leucemia è una malattia in cui determina cosi un accumulo di globuli bianchi. che compromette le cellule sane. Approfondisci.

  • Anemia emolitica (con distruzione di globuli rossi).
  • Malattie endocrine come il diabete mellito.
  • Splenectomia.
  • Farmaci come possono essere estrogeni o D-tiroxina.

Un aumento degli eosinofili, più di 400 cellule/mmc, da:

  • Allergie come l’asma, la rinite allergica da pollini ma anche intolleranza a farmaci.
  • Linfomi di Hodgkin.
  • Alcuni linfomi non Hodgkin.
  • Malattie sistemiche con base autoimmune come ad esempio il lupus eritematoso, Sindrome di Sjogren.
  • Malattie della pelle.
  • Infezioni da parassiti (protozoi ed elminti) come possono essere: Tenia, Giardia, Tricomonans Vaginalis, etc.
  • Alcuni tumori maligni.
  • Alcuni tipi di infiammazione delle vene come ad esempio la Sindrome di Churg Strauss.

Un aumento dei linfociti, più di 3500 cellule/mmc, da:

  • Infezioni da virus come possono essere: la mononucleosi, l’epatite, rosolia, etc.
  • Fisiologiche nei bambini con età tra sei mesi e quattro anni.
  • Infezioni batteriche a carattere cronico come ad esempio la tubercolosi e la sifilide.
  • Reazioni avverse ai farmaci.
  • Tosse convulsa

Un aumento dei monociti, più di 600 cellule/mmc, da:

  • Infezioni croniche da micobatteri come la tubercolosi
  • malattie a base autoimmune sistemiche come l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso
  • Malattie a base autoimmune dell’apparato gastroenterico come il morbo di Crohn
  • Infezioni da Rickettsie come la febbre bottonosa del Mediterraneo.
  • Infezioni dell’endocardio (tessuto che riveste le cavità cardiache).
  • Infezioni da protozoi come la malaria.
  • Tumori maligni come quelli del seno, dell’ovaie, etc.

Diagnosi della leucocitosi.

Il punto di partenza per una corretta diagnosi della leucocitosi è l’emocromo che conta i leucociti e consente di stabilire se si è o meno in presenza di globuli bianchi alti.

La formula leucocitaria consente poi di stabilire quale delle linee cellulari ha travalicato i livelli fisiologici.

L’analisi anamnestica, l’analisi di eventuali sintomi e segni associati, l’esame obiettivo e i risultati delle analisi ematochimiche (indici di infiammazione, transaminasi, etc) e lo striscio del sangue periferico (analisi al microscopio di un campione ematico alla ricerca di leucociti immaturi) consentiranno infine di formulare una ipotesi di diagnosi. Ipotesi che successivamente dovrà essere confermata con ulteriori analisi specifiche.

Trattamento dei globuli bianchi alti.

Come si è ripetutamente illustrato la leucocitosi può sottintendere un numero elevatissimo di situazioni patologiche e non e comunque molto diverse tra loro. Pertanto non esiste un protocollo terapeutico unico per trattare il problema. Conseguentemente la terapia sarà strettamente dipendente dalla causa che induce l’aumento dei globuli bianchi.

Così quindi se la neutrofilia si accompagna a parametri infiammatori come Ves elevata e TAS (titolo antistreptococcico) elevata è presumibile che ci si trovi in presenza di una infezione batterica. Batterio che andrà ricercato con apposita analisi colturale e la patologia richiederà ovviamente una terapia antibiotica opportuna che si determinerà con relativo antibiogramma.

Se l’eosinofilia si accompagna a linfonodi ingrossati e lo striscio di sangue periferico rivela cellule immature si ricorrerà ad una biopsia del midollo osseo per confermare una diagnosi che può contemplare un linfoma. Linfoma che andrà trattato con chemioterapia.

Infine se la basofilia si accompagna a globuli rossi bassi, emoglobina bassa e bilirubina alta il paziente sarà affetto da anemia emolitica che sarà curata con chemioterapia e trapianto di midollo.

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