Incontinenza urinaria maschile: cause, rimedi e terapia.

Quali sono le cause dell’incontinenza urinaria maschile? Esistono rimedi per controllare il fastidioso disturbo? Quali sono le terapie necessarie per eliminare le perdite incontrollate di urina legate a patologie sottostanti? Approfondiamo il tema.

Incontinenza urinaria maschile: cause, rimedi e terapia

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Cause
  3. Diagnosi
  4. Terapia
  5. Opinioni e commenti

Cos’è, e quando si manifesta l’incontinenza urinaria maschile.

Sebbene l’incontinenza urinaria maschile sia meno diffusa di quella femminile, soprattutto in tarda età, questa incontrollabile perdita di urine può manifestarsi anche negli uomini.

L’incontinenza maschile colpisce soprattutto gli anziani, con l’età, infatti, si verificano nell’organismo numerosi cambiamenti sia a livello cerebrale, il soggetto non è più in grado di controllare coscientemente la minzione, sia a livello fisico, in quanto si verifica, una diminuzione della capacità vescicale e della velocità del flusso urinario vescico-uretrale.

Sebbene tutti questi cambiamenti legati all’età aumentino la possibilità che si verifichi incontinenza, essa può presentarsi anche nei giovani adulti quando interviene una patologia esterna.

Tipologie.

L’incontinenza urinaria maschile può manifestarsi in vari modi:

  • L’incontinenza acuta si presenta improvvisa e può essere determinata da infezioni vescicali frequenti o da patologie che causano confusione mentale quali una polmonite. Tale tipologia di incontinenza è reversibile, infatti, curata la patologia si risolve il problema.
  • L’incontinenza cronica si presenta, invece, con una lenta e graduale incontinenza che può essere causata da patologie cerebrali o da patologie alle basse vie urinarie quale l’ipertrofia prostatica (aumento di volume della prostata.)

La perdita di urine negli uomini può inoltre può essere suddivisa in diverse tipologie sulla base dei sintomi che lo caratterizzano, per cui avremo:

  • Incontinenza da urgenza che si presenta con un improvviso stimolo ad urinare che non può essere contenuto a cui fa seguito una perdita incontrollabile di urina. E’ la tipologia di incontinenza più frequente negli anziani dovuta al fisiologico rilassamento dei muscoli della vescica.
  • Incontinenza da iperflusso è la perdita di piccole quantità di urina causata da qualche ostruzione del flusso urinario. Se, infatti, l’urina trova qualche impedimento lungo il tragitto, la vescica aumenta di volume e la pressione causa la fuoriuscita di piccole perdite. Tale tipologia di incontinenza può presentarsi ad ogni età, nei bambini a causa di anomalie congenite e negli uomini adulti generalmente a causa di un aumento di volume della prostata o a causa di intervento di prostatectomia.
  • Incontinenza funzionale che deriva da l’incapacità del soggetto di raggiungere il bagno dovuta all’età, a patologie che comportano immobilità o anche a deficit mentali quali morbo di Alzheimer.

Cause delle perdite di urina: si riconoscono dai sintomi.

Le cause che determinano l’incontinenza maschile sono associate alla sintomatologia specifica delle patologie sottostanti. Possiamo suddividerle in tre categorie:

  • Cause funzionali, se lo sfintere per vari motivi perde la sua efficienza fornendo un serraggio imperfetto con perdita del materiale contenuto nell’orifizio.
  • Cause legate a lesioni organiche (ad esempio l’incontinenza urinaria per ipertrofia della prostata).
  • Cause neurologiche con danneggiamento dei centri cerebrali deputati a tale compito (ad esempio per effetto di ictus, Parkinson, sclerosi a placche).

Nell’ambito di queste tre generali categorie numerosissime sono le patologie che possono provocare le incontinenze, elenchiamo di seguito le più comuni:

  • Ipertrofia prostatica, l’aumento delle dimensioni dell’organo ostruisce l’uretra creando un difficoltoso svuotamento della vescica.

Approfondisci le cause ed i sintomi dell'ipertrofia prostatica benigna.

  • Intervento chirurgico alla prostata con lesioni alle terminazioni nervose che controllano gli sfinteri dell’uretra.
  • Disfunzioni del sistema nervoso centrale (Parkinson, spina bifida, sclerosi multipla, etc, morbo di Alzheimer).
  • Stenosi dell’uretra, ovvero un restringimento del canale che coinvoglia le urine dalla vescica all’esterno, che ostacola il passaggio dell’urina.
  • Adenoma prostatico ovvero l’aumento di volume della prostata (Iperplasia prostatica benigna)che non consente un totale svuotamento della vescica e che determina un successivo riempimento tale da superare i limiti fisiologici. L’eccessiva pressione che si determina per tale situazione provoca la forzatura della resistenza dello sfintere e la perdita incontrollata di urina.
  • Vescica iperattiva che determina contrazioni involontarie della muscolatura pelvica e la sensazione di necessità impellente di minzione.

Diagnosi per l’incontinenza maschile.

Per una giusta terapia è necessaria un’esatta diagnosi che evidenzi le cause dell’incontinenza. Oltre che l’esame del quadro clinico, la diagnosi, che verrà effettuata dall’urologo, o dal geriatra in età avanzata, si avvale di tutte le indagini strumentali dell’apparato uro genitale: ecografia, urografia con contrasto, risonanza magnetica etc.

Terapia: farmacologica e chirurgica

La terapia per l'incontinenza urinaria maschile varia a seconda dell’età e della causa dell’ incontinenza e generalmente può dare buoni risultati.

Prevenzione delle perdite: spesso bastano poche regole comportamentali

  • Una corretta dieta alimentare che riduca il sovrappeso che influenza negativamente il corretto funzionamento della muscolatura pelvica.
  • Un regolare esercizio fisico ed in età avanzata esercizi specifici per il tono muscolare del fondo pelvico.
  • L’eliminazione di fattori di rischio come fumo, eccessi di alcool e bevande che contengono caffeina che irritano la vescica.
  • Controllo della minzione che si attua urinando intenzionalmente ogni 2/3 ore per tenere la vescica vuota.
  • Possono rivelarsi utili tecniche di fisioterapia unite a stimolazioni elettriche per rieducare la muscolatura pelvica e gli sfinteri.

Terapia farmacologica.

Esistono molecole che rinforzano la muscolatura e distendono la vescica curano fondamentalmente l’incontinenza da urgenza, come la duloxetina o la Tolterodina. Ma la presenza di numerosi e gravi effetti collaterali ne riducono notevolmente il loro utilizzo.

Terapia chirurgica.

I casi più gravi di incontinenza, soprattutto quelli provocati da ostruzioni o da aumento di volume della prostata, possono essere corretti chirurgicamente.

Per contenere fondamentalmente l’incontinenza da iperflusso si utilizzano protesi regolabili che consentono di strozzare l’uretra regolandone la compressione o benderelle che sostengono l’uretra. Nei casi gravi l’unica possibilità è costituita dall’impianto di uno sfintere urinario artificiale.

Per l’incontinenza provocata da aumento di volume della prostata o da altre ostruzioni è necessario asportare la prostata, tutta o in parte.

Nel trattamento dell’incontinenza funzionale può essere d’aiuto l’uso di fasce costrittive e di pannolini che però vanno utilizzati solo quando è strettamente necessario.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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