Insufficienza aortica: gradi, sintomi, cause e terapia.

L'insufficienza aortica è una patologia cardiaca che ha alla base il difetto di una delle 2 valvole del ventricolo sinistro e con più precisione quella che chiude l'innesto dell'aorta. I sintomi progrediscono lentamente fino a diventare invalidanti. Vediamo quando la terapia è può essere solo farmacologica e quando è necessario l'intervento chirurgico.

Insufficienza aortica: gradi, sintomi, cause e terapia

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Diagnosi
  6. Terapie
     

Cos’è l’insufficienza aortica?

Con il termine insufficienza aortica si indica una condizione patologica in cui la valvola aortica non si chiude correttamente e pertanto il sangue torna indietro dall'aorta al ventricolo.

Per saperne di più...

La valvola aortica è una delle quattro valvole cardiache situata tra il ventricolo sinistro e l'aorta, che serve a pompare il sangue ossigenato verso tutto il corpo.

La malattia si manifesta solitamente tra i 40 e i 70 anni, sebbene in alcuni casi possa insorgere anche sotto i 40 anni, con un rapporto maschio:femmina di 4:1.

Se trattate adeguatamente, le forme lievi o moderate hanno una sopravvivenza a 10 anni che varia dall'80% al 95%, mentre è sfavorevole la prognosi in caso di insufficienza aortica severa.

Gradi e tipologie di questa malformazione.

L'insufficienza aortica può essere distinta in due tipologie, in base alla modalità di insorgenza dei sintomi ed alla capacità di compensazione del cuore.

Distinguiamo quindi una forma:

  • Acuta, quando i sintomi insorgono rapidamente senza consentire al cuore di adattarsi al mal funzionamento della valvola aortica.
  • Cronica, quando il mal funzionamento della valvola insorge in maniera graduale e progressiva, il cuore ha modo di compensare la problematica e la sintomatologia insorge più tardivamente.

In base poi alla gravità del mal funzionamento della valvola aortica, possiamo distinguere un'insufficienza aortica di tipo:

  • Lieve, in cui il meccanismo di chiusura è minimamente alterato e la quantità di sangue che torna al ventricolo è minima. È una condizione solitamente asintomatica.
  • Moderata, quando il reflusso di sangue è più abbondante in quanto il meccanismo di chiusura della valvola è abbastanza alterato. In questo caso si può assistere ad un aumento di dimensioni del ventricolo sinistro (ipertrofia ventricolare).
  • Severa, quando il meccanismo di chiusura è completamente alterato, il ventricolo è francamente ipertrofico e la sintomatologia diventa importante e talvolta fatale.

Cause congenite ed acquisite dell’insufficienza valvolare.

Le cause di insufficienza aortica possono essere congenite o acquisite. In alcuni casi infatti il difetto valvolare è presente sin dalla nascita a causa di alterazioni genetiche ereditarie.

In altri invece la patologia è acquisita ed è causata da:

  • Processi infiammatori a carico del cuore derivanti da infezioni batteriche, quali la sifilide (una malattia che si trasmette sessualmente e che è causata dal Treponema pallidum).
  • Patologie autoimmuni, quali l'artrite reumatoide o la spondilite anchilosante (una patologia reumatica autoimmune che causa, tra gli altri sintomi, la fusione delle articolazioni).
  • Patologie reumatiche, quali la febbre reumatica (un processo infiammatorio che colpisce solitamente tutto l’organismo e la cui eziologia è da ricondurre ad un’infezione da Streptococco).
  • Patologie genetiche, quali la sindrome di Marfan (una malattia genetica che colpisce il tessuto connettivo).
  • Traumi fisici a livello dell'aorta.
  • Endocardite (un’infiammazione dell’endocardio, uno dei foglietti che costituisce il cuore insieme al pericardio) infettiva sostenuta da batteri quali Stafilococco, Streptococco e Pneumococco.

Sintomi: variano in base alla gravità della malattia.

La sintomatologia dell'insufficienza aortica è variabile in base alla gravità della patologia.

Nelle forme lievi la malattia può essere del tutto asintomatica, mentre nelle forme moderata e severa si manifestano sintomi quali:

  • Dispnea (mancanza d'aria) sia a riposo, che sotto sforzo.
  • Ortopnea, ovvero mancanza d'aria quando si è coricati.
  • Angina, ovvero sensazione di oppressione al petto che si accompagna a dolore.
  • Palpitazioni legate ad aritmie ed alterazioni del battito cardiaco.
  • Astenia e stanchezza.
  • Edema (accumulo di liquido) e gonfiore agli arti inferiori, in particolare a livello di piedi e caviglie.
  • Vertigini, svenimenti e sincopi.
  • Scompenso cardiaco nei casi più gravi.

La sintomatologia è legata al reflusso di sangue dall'aorta al ventricolo che comporta diverse alterazioni al flusso sanguigno, al battito cardiaco ed alla frequenza degli atti respiratori.

La diagnosi: dalla visita cardiologica alle tecniche di imaging.

La diagnosi di insufficienza aortica viene eseguita dal medico cardiologo il quale eseguirà una visita auscultando il cuore alla ricerca della presenza o assenza di eventuali soffi che possono essere indice della patologia.

Successivamente potrà integrare la visita con esami quali:

  • Elettrocardiogramma, per valutare l'attività elettrica del cuore e vedere se sono presenti delle anomalie.
  • Ecocardiogramma, per valutare le strutture cardiache ed in particolare le dimensioni del ventricolo sinistro.
  • Ecodoppler, per valutare il flusso sanguigno che passa attraverso il cuore ed i vasi cardiaci.
  • Radiografia del torace, per valutare eventuali ingrandimenti del ventricolo cardiaco.

La terapia in caso di insufficienza aortica.

La terapia dell'insufficienza aortica può essere farmacologica o chirurgica.

La terapia farmacologica è riservata ai casi lievi o moderati non gravi e consiste prevalentemente nella somministrazione di farmaci che riducono la pressione sanguigna.

Tra i farmaci per l'ipertensione arteriosa maggiormente utilizzati abbiamo:

  • Diuretici, che abbassano la pressione favorendo l'eliminazione dei liquidi e che pertanto risultano utili anche in caso di edema.
  • Ace - inibitori, che intervengono sul sistema di controllo ormonale della pressione sanguigna.

Intervento chirurgico nei casi più gravi.

Per quanto riguarda invece la terapia chirurgica, questa viene riservata ai casi gravi con sintomatologia importante, e può essere eseguito in due modi:

  • Sostituzione della valvola non funzionante.
  • Riparazione della valvola non funzionante.

Entrambi gli interventi si svolgono in anestesia generale e con la circolazione extracorporea (il paziente viene attaccato ad una macchina che sostituisce il cuore ed i vasi sanguigni e fa circolare il sangue al di fuori del corpo), in quanto il cuore deve essere fermato per poter intervenire chirurgicamente.

L’articolo ha uno scopo esclusivamente informativo e non intende sostituire il parere del medico cardiologo.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo
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