Insufficienza cardiaca.

Insufficienza cardiaca

L’insufficienza cardiaca o anche scompenso cardiaco è il termine che raggruppa un discreto numero di sindromi (quadri clinici) che hanno tutte al centro alterazioni della struttura o delle funzioni del muscolo cardiaco.

Caratteristiche dello scompenso cardiaco.

Il comune denominatore che caratterizza tutte queste patologie è l’incapacità della pompa cardiaca di assicurare una gittata di sangue adeguata alla richiesta del corpo per il soddisfacimento di tutte le sue esigenze metaboliche. O di assicurarla, ma con valori elevati di quella che viene definita “pressione di riempimento”. Ossia quella che è esercitata dal sangue di riempimento del ventricolo sinistro, durante la fase diastolica (di rilassamento del cuore), per consentire l’apertura della valvola aortica.

Va comunque menzionato in maniera chiara che, in campo medico, non esiste una definizione univoca della sindrome che sia accettata universalmente e pertanto in molte occasioni non viene neanche diagnosticata come tale.

Classificazione.

I criteri che consentono una classificazione della sindrome sono molteplici ed i più comuni sono:

  • Cavità cardiache interessate. Per cui abbiamo: insufficienza cardiaca destra, insufficienza cardiaca sinistra e insufficienza cardiaca globale.
  • Evoluzione. Per cui abbiamo: insufficienza cardiaca acuta se si sviluppa e risolve in un tempo limitato, cronica se degenera in maniera lenta ma inesorabile.
  • Fase cardiaca interessata. Per cui abbiamo: insufficienza cardiaca sistolica(di contrazione), insufficienza cardiaca diastolica(di rilascio).
  • Sintomi prevalenti. Per cui abbiamo insufficienza cardiaca anterograda se prevalgono i sintomi correlati ad una scarsa adduzione cardiaca di sangue, insufficienza cardiaca retrograda se prevalgono i sintomi relativi a scarsa irrorazione sanguigna a valle del cuore.
  • Portata cardiaca. Dove la portata è la quantità di sangue misurata in litri che il ventricolo riesce a muovere in un minuto di tempo. Per cui abbiamo insufficienza cardiaca a bassa portata ed insufficienza cardiaca ad alta portata. Di norma l’insufficienza cardiaca è caratterizzata da portata ridotta ma vi sono anche casi di portata eccessiva.

I sintomi.

I sintomi caratteristici dello scompenso sono:

  • Difficoltà a respirare. Problema che si aggrava particolarmente in posizione distesa. Respirazione affannosa dopo esercizi fisici di ridotta intensità.
  • Tosse che può divenire persistente.
  • Stanchezza continua anche in seguito a sforzi irrisori.
  • Aumento del peso corporeo con rigonfiamento dell’addome.
  • Sudorazione degli arti.
  • Ristagno di liquidi e gonfiore di gambe caviglie e piedi.
  • Unghie di mani e piedi di colore blu/violaceo.

Le cause.

Le cause che possono provocare insufficienza cardiaca sono numerosissime e diverse. Per motivi di sintesi e chiarezza si è effettuato un sommario raggruppamento diversificandole come per la classificazione sulla base di precisi criteri e pertanto possiamo avere:

  • In basse alla storia clinica: Cause sottostanti e cause scatenanti. Dove le sottostanti sono quelle dovute a malformazioni o anomalie fisiche che possono essere congenite o intervenute nel tempo. Quelle scatenanti sono eventi episodici che possono provocare un decadimento della funzionalità del cuore.
  • In base alle fasi del muscolo cardiaco:cause di scompenso sistolico, cause di scompenso diastolico, cause di scompenso di entrambe le fasi.

Le cause di scompenso sistolico si possono suddividere in:

  • Deficit di contrazione del muscolo cardiaco dovuto a problemi delle coronarie, cardiopatia dovuta a dilatazione etc.
  • Aumento della tensione della parete del muscolo per: sovraccarico pressorio a monte(ipertensione arteriosa, stenosi della valvola), sovraccarico volumetrico dovuto ad un aumento del volume del ventricolo alla fine della fase diastolica (insufficienza valvolare).

Le cause di scompenso diastolico si suddividono in:

  • Scarso riempimento del ventricolo per ostacoli.
  • Ipertrofia cardiaca.

Le cause di scompenso che interessano entrambe le fasi sono quelle causate da aritmie del battito del cuore.

Esistono unitamente a dette categorie numerose altre cause in grado di provocare scompenso come: particolari categorie di farmaci, stress psicofisico, infezioni di vario tipo, ischemie, problemi neuro cerebrali.

La diagnosi.

La diagnosi dello scompenso cardiaco si effettua con l’esame dei sintomi e della storia clinica del paziente.

Fondamentale a completamento della diagnosi, per poter poi instaurare una corretta terapia, è il calcolo del “fattore di eiezione”. Fattore di eiezione che è il parametro che misura la percentuale di sangue eiettata dal muscolo cardiaco ad ogni contrazione. La sua misura viene effettuata servendosi di alcune analisi di indagine strumentale come: ecocardiogramma, scintigrafia del miocardio, cateterismo cardiaco.

La terapia.

Se è possibile trattare eliminare la causa che genera l’insufficienza. Non sempre ciò è possibile ma talvolta si. Come nel caso di malformazioni in cui si può intervenire chirurgicamente. Se tutto ciò non è possibile la strategia è di tenere sotto controllo e se possibile migliorare i sintomi. Per raggiungere tale scopo oltre che una cura farmacologica è necessario un drastico cambiamento dello stile di vita. E quindi eliminare i fattori di rischio: fumo, alcool, droghe, obesità, controllo del diabete se presente, sale da cucina in eccesso.

La terapia farmacologica.

Diuretici per eliminare liquidi in eccesso, gli inibitori dell’ angiotensina detti anche ACE inibitori che sono molecole che inibiscono l’enzima della conversione dell’ angiotensina che fa parte del meccanismo di regolazione della pressione arteriosa, i beta bloccanti, i vaso dilatatori.

In caso di malattia in fase terminale l’unica possibilità è il trapianto cardiaco.

Epidemiologia.

Si stima che lo scompenso cardiaco interessi il 5% della popolazione e negli anni tale stima è destinata a crescere per l’aumento della vita media.

Domande frequenti.

D. Lo scompenso è una malattia seria.

R. Sì. Ma una diagnosi precoce ed una corretta terapia unita ad un corretto stile di vita consente un efficace controllo dei sintomi e della qualità della vita.

D. E possibile una totale remissione della insufficienza cardiaca?

R. In taluni casi come per malformazioni è possibile intervenire chirurgicamente ed eliminare la causa.

D. Cosa è possibile fare per la malattia in fase avanzata?

R. Se si è abbastanza giovani è possibile mettersi in lista per un probabile trapianto.

D. L’insufficienza cardiaca è un male diffuso?

R. Si ed è in aumento.

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