Insufficienza renale cronica: stadi, sintomi, dieta, terapia e rimedi naturali.

L’insufficienza renale cronica è una patologia progressiva che comporta una degenerazione dei reni e colpisce per la maggior parte pazienti anziani. In questo articolo vedremo come affrontarla: quali sono i sintomi, le cause, gli esami medici che bisogna fare per diagnosticarla ed infine conosceremo meglio le possibili terapie e l’importanza di una corretta dieta da seguire per evitare che possa progredire.

Insufficienza renale cronica: stadi, sintomi, dieta, terapia e rimedi naturali

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Terapia
  6. Dieta
  7. Rimedi naturali

Insufficienza renale cronica cos'è?

Si parla di insufficienza renale cronica quando ci si trova di fronte a soggetti in cui le funzioni dei reni sono compromesse. Generalmente la funzionalità dei reni degenera, all’inizio lentamente, poi sempre più severamente, fino a portare all’inattivazione di queste ghiandole. Il meccanismo che porta alla progressiva deplezione non si può arrestare, però si possono mettere in atto delle strategie che lo rallentano, come vedremo nel corso di questo articolo.

Cosa sono i reni? Le loro funzioni.
I reni sono due organi a forma di fagiolo di colore rosso bruno, fanno parte dell'apparato escretore, che si trovano posteriormente, nella zona lombare, ai lati della colonna vertebrale.Sono molto importanti per mantenerci in buona salute, infatti le loro funzioni sono:
  • filtrare il sangue, per rimuovere le sostanze di scarto potenzialmente pericolose ed eliminarle nell'urina;
  • recuperare i nutrienti utili per il nostro organismo e rimetterli in circolo;
  • regolare il pH del sangue: favorendo l'eliminazione degli H+ sottoforma di ammoniaca ed il riassorbimento del bicarbonato, sostanza che svolge una funzione tampone all’interno del nostro organismo;
  • regolazione degli elettroliti, infatti nei reni viene riassorbito quasi tutto il sodio e di conseguenza anche una parte di acqua;
  • secrezione di ormoni come: reniena ed eritropoietina.
  • attivazione della vitamina D.

Gli stadi: come evolve l’insufficienza dei reni.

Negli stadi iniziali dell’insufficienza renale cronica l’attività dei reni, a differenza di quanto si potrebbe pensare, risulta essere aumentata: si genera una costrizione delle arterie che portano il sangue ai nefroni, l’unità funzionale dei reni, dove avviene la vera e propria filtrazione. Quindi, siccome il liquido da filtrare è spinto con una pressione maggiore i reni si usurano più facilmente perchè lavorano con un carico più alto del normale. Ciò determina anche un' aumento della minzione, che invece si riduce di molto nelle fasi più avanzate della patologia. 

La malattia si presenta in diversi stadi a seconda della compromissione delle funzioni renali, ciò si valuta con un parametro detto: velocità di filtrazione glomerulare (GFR), la quale si calcola a partire dalla concentrazione di creatinina, che si può rinvenire nel sangue. Tale sostanza è prodotta dai muscoli e quando l'organismo è in buona salute, viene eliminata dai reni, quindi la quantità residua all'interno del corpo ci dà un’idea della gravità della patologia.
Gli stadi sono:

Stadio GFR
1 >90 ml/minuto
2 tra 60 e 98 ml/min
3 tra 69 e 30 ml/min
4 tra 29 e 15 ml/min
5 >15

I valori di GFR del primo stadio si possono considerare quasi normali invece, quelli del quinto indicano che la situazione è critica e quasi la totalità della funzione renale risulta essere totalmente compromessa quindi occorre un trapianto d’urgenza.

Oltre all’insufficienza renale cronica esiste anche quella acuta  che, a differenza dell'altra, si manifesta in brevissimo tempo e c'è anche la possibilità di far riacquistare all'organo le sue funzionalità.

Sintomi : come si manifesta questa patologia dei reni.

I sintomi che fanno presagire un'insufficienza renale cronica sono:

  • l'eccessivo stimolo ad urinare, detto nicturia, soprattutto nei periodi in cui si è a riposo, il fastidio maggiore lo si ha la notte;
  • tracce di sangue nelle urine;
  • stanchezza e debolezza, anche se non si sono fatte attività fisiche intense durante il giorno;
  • perdita temporanea delle capacità intellettive, a causa dell'accumulo delle sostanze azotate;
  • gonfiore, soprattutto alle caviglie, per la ritenzione idrica.

Con l’aumentare degli stadi della patologia si manifestano, invece, i seguenti sintomi:

  • crampi molto dolorosi;
  • "sindrome delle gambe senza riposo": durante le ore notturne il paziente è spinto in modo involontario a muovere gli arti inferiori, questo disturbo si manifesta insieme a fastidio e dolore;
  • diminuzione dell'appetito che si aggiunge ad una malnutrizione, in quanto l’assorbimento dei nutrienti ingeriti è minore;
  • aumento della pressione arteriosa;
  • prurito, secchezza della pelle e desquamazione;
  • anemia dovuta alla diminuzione dell' eritropoietina, un ormone che viene prodotto dai reni, la cui funzione è quella di indurre alla maturazione i globuli rossi. Una sua carenza, diminuisce tale tipo di cellule nel circolo ematico;
  • accumulo di fosfato il quale lega il calcio che in questo modo è reso meno biodisponibile per le cellule del nostro organismo, provocando fragilità ossea. Un’altra conseguenza dell'iperfosfatemia è l'affaticamento della tiroide che secerne grandi quantità di paratormone, stimolato proprio dalla carenza di fosfato;
  • diminuzione della vitamina D, importantissima per la fissazione del calcio nelle ossa, perchè tale sostanza viene attivata proprio all’interno del rene;

Approfondisci cause e conseguenze della carenza di vitamina D.

  • modificazione del metabolismo dei grassi, in seguito a ciò si verifica l’accumulo di colesterolo che può dare origine ad aterosclerosi, con formazione di placche sui vasi sanguigni e conseguente rischio di trombi.

Cause dell’insufficienza renale cronica.

Le cause della comparsa dell'insufficienza renale cronica sono varie:

  • diabete mellito di tipo I o II, in questo caso l'eccessiva presenza di zuccheri nel sangue genera un danno a livello glomerulare, accelerando la degradazione renale;
  • glomerulonefrite, si tratta di un’infiammazione dell'unità funzionale dei reni dove avviene concretamente la filtrazione, i nefroni, ciò può accadere per varie ragioni:
    • l'utilizzo prolungato di farmaci, quelli sotto processo sono: i FANS e gli antibiotici,
    • malattie infettive come la TBC,
    • tumori.
  • rene policistico è malattia genetica che determina la formazione di cisti all' interno dei reni che ne compromettono funzionalità;
  • ipertensione, porta ad un danneggiamento dei vasi sanguigni che sono soggetti ad una maggiore sollecitazione da parte del sangue che spinge sulle loro pareti. Se non curata può danneggiare anche i capillari, molto fragili, che si trovano all’interno dei reni;
  • ostruzione alle vie urinarie, causata da ipertrofia prostatica benigna o calcoli biliari, se entrambi i reni ne sono colpiti, provoca insufficienza renale cronica altrimenti, se si inattiva un solo organo, l’altro, quello sano, può svolgere le funzioni di entrambi.

Diagnosi: le analisi che individuano il malfunzionamento dei reni.

Per diagnosticare un malfunzionamento dei reni occorre fare un esame del sangue combinato ad un’analisi delle urine ed in particolare monitorare alcuni valori:

  • azotemia, che calcola la concentrazione di azoto non proteico;
  • creatininemia, che valuta la quantità creatinina, prodotto di scarto dei muscoli;
  • alterazione elettroliti, cioè se in circolo ci sono quantità alterate di alcuni anioni o cationi come: il sodio, il potassio, il fosforo, ecc.

Un altro esame che si può fare è la biopsia renale, nella quale si prelevano delle cellule dal rene per analizzarle in laboratorio, si utilizza un ago che penetra nella pelle fino ad arrivare all’organo dove si estrae un campione di tessuto.

Terapia: la dialisi e le cure che possono rallentare il progredire dell’insufficienza renale.

Per l'insufficienza renale cronica, come detto all'inizio di questo articolo, non c'è una cura, tutte le terapie che si fanno sono quelle che cercano di rallentare la degradazione dei reni, allontanando sempre di più la possibilità di un trapianto. Quest' ultimo, come si è visto in moderni studi, ha un'alta percentuale di riuscita soprattutto nei pazienti con un’età superiore ai 60 anni, nei quali la concentrazione dei globuli bianchi, è minore; in questo modo si minimizzano le possibilità di rigetto.

Un’alternativa al trapianto è senz' altro la dialisi, cha altro non è che una "pulizia" del sangue fatta con appositi macchinari, dura circa 4 ore e deve essere ripetuta 3 volte a settimana.
Durante il decorso della patologia si possono usare diversi tipi di farmaci, per far fronte alle differenti complicanze che si verificano:

  • farmaci antipertensivi, soprattutto quelli che agiscono sull’ angiotensina per tenere sotto controllo l'alta pressione e di conseguenza contrastare la degenerazione renale;
  • somministrazione di eritropoietina che, oltre a combattere l'anemia, aiuta anche a far tornare la pressione arteriosa a valori ottimali;
  • somministrazione di ferro per combattere la carenza di globuli rossi;
  • antiacidi a base di carbonato e fosfato di calcio, si legano al fosfato inattivandolo e facilitandone l’escrezione, inoltre impediscono la stimolazione della tiroide. Sono da evitare quelli a base di alluminio che favoriscono la demineralizzazione ossea;
  • statine per contrastare l’accumulo di colesterolo;
  • diuretici, per favorire il drenaggio dei liquidi che si accumulano, soprattutto a livello delle caviglie;
  • vitamina D, per evitare la decalcificazione ossea ed evitare danni a questo distretto.

Dieta: cosa mangiare per aiutare i reni.

Per i pazienti che soffrono di insufficienza renale cronica la modulazione della dieta è di fondamentale importanza, in quanto può ridurre la quantità di medicinali presi e stabilizzare la situazione.

Le regole d'oro da seguire sono:

  • una dieta che determini giornalmente l'apporto di 30 kcal per ogni kg di peso corporeo;
  • un apporto proteico ridotto di: 0,7 g per kg di peso corporeo. Preferire le proteine ad alto valore biologico, cioè quelle che apportano all'organismo una maggior quantità di amminoacidi essenziali, quelli che non riusciamo a sintetizzare ma devono per forza provenire dall'esterno;
  • ridurre il sodio, che favorisce la ritenzione idrica: diminuendo il sale da cucina, il dado contenente glutammato, snack salati e alimenti conservati sotto sale;
  • ridurre il fosforo, se ne possono ingerire al massimo 8-10 mg per kg di peso corporeo. Quindi ridurre: gli insaccati, i formaggi stagionati, il cioccolato, la frutta secca e la crusca;
  • riduzione dei lipidi, per diminuire il colesterolo che riduce la degenerazione renale;
  • aumentare i cibi ricchi di calcio, come i derivati del latte.

Si consiglia, quindi, di fare una dieta a base di pasta e riso e cercare nei negozi specializzati i cibi aproteici. La carne è consentita, basta che sia magra, come pollo o tacchino, lo stesso discorso vale per il pesce. Dare spazio a frutta e verdura, diminuendo, però l'utilizzo dei legumi. Bere molta acqua ed evitare gli alcolici ed il caffè.

Rimedi naturali ed omeopatici.

Oltre all’alimentazione anche dei rimedi, a base di piante, possono essere utili per stabilizzare l’insufficienza renale cronica, migliorando la situazione e ritardando quanto più possibile il trapianto. In alternativa si possono usare in presenza di un nuovo organo per mantenerlo in buona salute.

Le piante da inserire nella propria routine quotidiana sono:

  • Sambuco, ha proprietà diuretiche ed antinfiammatorie, si usa spesso per infezioni urinarie, la più comune delle quali è la cistite. Si può consumare come tintura madre a gocce diluite in una bevanda, oppure preparando una tisana a partire da: fiori, fusto e foglie essiccate. Bisogna prestare attenzione al suo consumo, però, perchè in alcuni soggetti potrebbe creare eritemi sulla cute.
  • Ortica, sottoforma di tisana, preparata con le sue foglie essiccate, è molto utile per l’insufficienza renale cronica a causa della sua azione depurativa, infatti favorisce l’eliminazione delle sostanze acide che si trovano nel sangue.
  • Uva ursina è un arbusto le cui foglie sono usate per curare disturbi all’apparato urogenitale infatti ha proprietà antisettiche ed antinfiammatorie, grazie al suo fitocomplesso, un insieme di molecole attive chimicamente e porzioni vegetali, detto arbutina. Quest’ultima in presenza dell’urina si decompone e crea un ambiente basico che sfavorisce la proliferazione di quei microrganismi che soffrono a tali valori di pH. Anche in questo caso si può preparare un decotto o usare la tintura madre.
  • Verga d’oro è una pianta officinale dai fiori gialli, si usa per purificare il sangue, azione molto utile per chi soffre di insufficienza renale cronica. I suoi principi attivi sono: le saponine, i polifenoli ed anche i polisaccaridi che agiscono in modo sinergico, aumentando il volume delle urine perchè aiutano l’eliminazione delle scorie, in particolare gli acidi urici che sono un prodotto di scarto delle proteine. Il consiglio è quello di bere 2 o 3 tazze dal giorno di un infuso preparato con questa pianta.

Anche l’omeopatia può giovare ai reni, però, è bene scegliere i rimedi giusti: sarà un omeopata che consiglierà il prodotto più adatto alla persona, conoscendo il suo carattere e le sue inclinazioni. Affinchè una terapia omeopatica sia efficace non deve durare meno di 30 giorni, alcune di esse sono:

  • di mantenimento, per prevenire le alterazioni dei reni, in questo caso si può usare il Solidago compositum. Quest’ ultima dicitura sta ad indicare che in questo prodotto sono presenti in maniera combinata più rimedi, la posologia classica sono 20 gocce 3 volte al giorno.
  • per combattere un’ infiammazione in corso si usano vari rimedi combinati, somministrati 3 volte al giorno, come:
    • Populus Tremuloides, usato spesso per disturbi a carico dell’ apparato urinario;
    • Ortosiphon Stamineus che ha proprietà diuretiche;
    • Scrophularia Nodosa che si impiega per le ghiandole ingrossate ed i noduli;
    • Urtica Urens, si tratta dell’ortica le cui proprietà sono state viste pocanzi.
  • per contrastare le recidive bisogna prendere:
    • Pareira Brava, estratta da una liana, cura le coliche renali e le cisti;
    • Acidum Nitricum, usato molto spesso nelle infezioni;
    • Cantharis, estratto da un insetto ha attività sull’apparato gastro intestinale;
    • Plumbum Aceticum, per le infiammazioni in particolare quelle a livello addominale.

Se si soffre di insufficienza renale cronica, quindi, bisogna regolare i propri stili di vita: mangiando controllato ed usando farmaci appropriati, per rallentare il decadimento degli organi. Attualmente il trapianto e la dialisi sono molto sicuri e garantiscono una ripresa veloce dalla buona salute

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Karen Angelucci (Laurea in chimica e tecnologia farmaceutica)
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