Insufficienza venosa cronica cerebrospinale.
L'insufficienza venosa cronica cerebrospinale è una patologia delle vene cervicali e toraciche che è stata riconosciuta soltanto nel 2009. La sua classificazione è basata sulle ricerche dello scienziato italiano Paolo Zamboni.
Caratteristiche dell'insufficienza cronica venosa cerebrospinale.
L’insufficienza venosa cronica cerebrospinale o come anche viene definita CCSVI più che una vera patologia è una sindrome ossia un quadro clinico. Esso è caratterizzato da anomalo funzionamento del circuito sanguigno venoso e con più precisione da insufficiente rimozione del sangue venoso dal sistema nervoso centrale.
Cause della patologia.
Le cause della insufficienza venosa cronica cerebrospinale sono:
- stenosi,
- anomalo inspessimento delle pareti,
- anomalo funzionamento delle valvole,
- torsioni delle vene che rimuovono il sangue venoso dal cervello.
I vasi che sono interessati a questa funzione sono le vene giugulare e azygos. Le malformazioni sopra descritte sono congenite e si originano nella vita intrauterina tra il terzo ed il quinto mese di gravidanza.
I sintomi dell'insufficienza cronaca venosa cerebrospinale.
La CCSVI come ogni sindrome di stasi venosa può causare:
- Scarsa ossigenazione dei tessuti interessati. L’insufficiente rimozione del sangue venoso non consente il giusto apporto di sangue arterioso e quindi la corretta ossigenazione.
- Drenaggio insufficiente dei sotto prodotti metabolici delle cellule. Di particolare importanza risulta lo scarso drenaggio del ferro.
- Aumento del differenziale di pressione tra interno-esterno dei vasi venosi.
- Infiammazione dei vasi capillari.
Conseguenze della CCSVI.
Secondo la teoria elaborata dal dottor Zamboni vi sarebbe una stretta correlazione tra la CCSVI e la Sclerosi Multipla. L’insufficienza venosa dei vasi cerebrali provoca un anomalo accumulo di ferro nell’area loro circostante e questo accumulo scatena la reazione autoimmune che distrugge la guaina mielinica dei nervi. E quindi impedisce il corretto propagarsi degli impulsi di comando alla muscolatura. A suffragio di tale teoria vi è la constatazione che a tutti i pazienti affetti di sclerosi multipla esaminati da Zamboni e dalla sua equipe dell’Università di Ferrara è stata anche diagnosticata la CCSVI. Ed ancora che coloro che sono stati sottoposti a trattamento della CCSVI hanno mostrato riduzioni di ricadute per la sclerosi, rallentamento della progressione della malattia e miglioramento della qualità della vita. Questa correlazione non è però suffragata da adeguate indagini epidemiologiche e non è riconosciuta da parte consistente del mondo accademico. E stato avviato ed è in atto a tale scopo un consistente studio da parte del Jacobs Neurological Institute di Buffalo e se ne attendono i risultati.
La diagnosi dell'insufficienza cronaca venosa cerebrospinale.
Per la diagnosi dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale si usa il sistema di indagine strumentale:"ecocolordoppler". Indagine ecografica dei vasi sanguigni che consente di ottenere una loro immagine dettagliata ed anche informazioni sul flusso sanguigno che vi transita.
La terapia.
La terapia usata per curare la CCSVI è quella del palloncino di angioplastica. Si introduce in vena un catetere che reca un palloncino. Si fa scorrere(seguendone il percorso) il catetere. Giunti nel luogo di interesse si gonfia il palloncino e si rimuove l’ostacolo ostruttivo. La procedura è la stessa di quella che comunemente si usa per le arterie. L’intervento comporta dei rischi. E poiché non è universalmente riconosciuta la correlazione tra la CCSVI e l'insorgere della sclerosi multipla non sempre lo si consiglia.
Pagina Successiva: opinioni, articoli correlati e foto >>- insufficienza venosa
Approfondimenti:
Articolo che potrebbe interessarti:
insufficienza venosa