Intestino pigro: cosa fare? sintomi, cause, rimedi ed alimentazione.

Quali sono le cause dell'intestino pigro e cosa si può fare contro tale disturbo? Approfondiamo i sintomi con cui si manifesta, vediamo quali sono i rimedi medici e quali quelli naturali consigliati dall'omeopatia ed affrontiamo il tema dell'alimentazione adatta a regolarizzare un intestino più lento del normale.

Intestino pigro: cosa fare? sintomi, cause, rimedi ed alimentazione

    Indice Articolo:

  1. Cos’è?
  2. Sintomi e conseguenze
  3. Diagnosi
  4. Possibili cause
    1. Fisiologiche
    2. Patologiche
    3. Comportamentali
    4. Altre cause
  5. Cosa fare per regolarizzare l’intestino?
    1. Alimentazione corretta
    2. Cibi da evitare
    3. Cibi consigliati
    4. Rimedi naturali e omeopatici
    5. Rimedi della nonna
    6. Fitoterapia
    7. Omeopatia
    8. I farmaci
    9. Le terapie: agopuntura e idrocolon
  6. Opinioni e commenti

L’intestino pigro è una patologia che riguarda l’alterazione del transito intestinale che risulta rallentato. Questo si traduce in una frequenza delle evacuazione molto bassa e irregolare. I sintomi principali che questa patologia causa sono feci dure, difficoltà all’evacuazione, gonfiore addominale e dolori simili a crampi a livello addominale. Soffrire di intestino pigro può provocare conseguenze spiacevoli come comparsa di emorroidi o ragadi anali, alito cattivo, cistite e ritenzione idrica. Nel caso che i sintomi persistano o siano accompagnati da febbre, nausea o vomito è il caso di rivolgersi al medico, il quale prescriverà delle indagini specifiche. Le cause dell’intestino pigro possono essere fisiologiche, per esempio legate alla gravidanza, all’età o al sesso, patologiche, legate a patologie del colon come il colon irritabile, di tipo comportamentale, legate ad uno stile di vita scorretto e ad un’alimentazione sbagliata, oppure legate a stress o abuso di farmaci. L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale nella cura e nella prevenzione dell’intestino pigro, e deve essere ricca di fibre, di cereali integrali e bisogna bere molti liquidi ogni giorno. I rimedi possono essere sia naturali, come l’utilizzo di integratori a base di magnesio o bere dell’acqua con il miele, omeopatici e fitoterapici, che sfruttano le proprietà di alcune piante e radici per la creazione di tisane adatte a risolvere il problema, oppure rimedi farmacologici, che prevedono l’utilizzo di lassativi o di farmaci a base di glicerina. Esistono anche delle terapie specifiche come l’agopuntura o l’idrocolonterapia. Infine è importante per prevenire e curare il problema, praticare una regolare attività fisica per favorire la motilità intestinale.

Cosa é l’intestino pigro?

L’intestino pigro è una condizione che causa una riduzione della frequenza delle evacuazioni intestinali, difficoltà per il soggetto di svuotamento intestinale regolare e totale, indurimento del materiale fecale. Generalmente si parla di intestino pigro quando le evacuazioni avvengono ogni tre – quattro giorni, ma non sempre una frequenza così bassa delle evacuazioni corrisponde a diagnosi di intestino pigro in quanto i parametri sono soggettivi e spesso di dubbia oggettività. Ogni caso, perciò, va valutato singolarmente dallo specialista, se il soggetto pur evacuando raramente, non ha sensazione di incompleto svuotamento, pienezza e pesantezza, non è affetto da intestino pigro. L’intestino pigro, specialmente in presenza di feci dure, coincide con la definizione di stitichezza (anche se tutt'oggi la separazione e la coincidenza tra i due concetti sono ancora oggetto di discussione) e si può distinguere in disturbo cronico, acuto e occasionale. Al riguardo, si parla di:

  • Intestino pigro cronico quando la durata del fenomeno si protrae per mesi o anni.
  • Intestino pigro acuto quando il fenomeno è correlato a situazioni temporanee come per esempio post chirurgiche.
  • Intestino pigro occasionale quando il fenomeno è legato a situazioni occasionali come un viaggio, il cambiamento di clima e di temperatura, o un cambiamento di abitudini.

Sintomi e conseguenze.

I sintomi classici di intestino pigro sono una sensazione di gonfiore, specialmente nella zona addominale che determina la classica sensazione di “pancia gonfia”, e costipazione nella zona pelvica, accompagnati da dolori e a volte crampi. Tipica è la sensazione di pienezza dopo avere evacuato, indice che non si è avuto un totale svuotamento intestinale. La permanenza delle feci nel tratto intestinale può portare alla manifestazione di altri sintomi tra cui:

  • Mal di testa e nausea: causati dall'accumulo di scorie in circolo nell’organismo.
  • Alitosi mattutina: i composti gassosi che si formano durante la digestione dei cibi, a causa dell rallentamento del transito intestinale, rimangono nell'intestino e vengono eliminati attraverso la respirazione, causando alitosi.
  • Emorroidi o di ragadi anali: a causa dell’eccessivo sforzo durante le evacuazioni o i tentativi di evacuazione e al passaggio di feci troppo dure, questo provoca il prolasso delle vene che tendono a dilatarsi e a fuoriuscire dall'ano.
  • Cistiti: a causa della proliferazione degli enterobatteri dovuta alla permanenza delle feci nel tratto intestinale. Essendo la zona anale e quella vaginale molto vicine tra loro, i batteri essendo in maggiore numero, possono passare dalla zona anale alla zona uretrale determinando quindi un’infezione alle vie urinarie. Il problema è tipicamente femminile in quanto nell'uomo l’uretra è più lunga e quindi la distanza tra vescica ed esterno è maggiore, per cui i batteri hanno difficoltà maggiori a raggiungere la vescica.
  • Cellulite: riducendo la quantità di sangue che arriva agli arti inferiori, l’intestino pigro causa ritenzione idrica favorendo la cellulite.
  • Diverticolite: una patologia del colon causata dalle feci troppo dure che rimanendo per troppo tempo nel tratto intestinale provocano proliferazione batterica, pressione a livello intestinale e irritazione della mucosa. Questo causa la formazione di ernie a livello della parete intestinale chiamate diverticoli i quali, a causa dell’eccessiva presenza di batteri, possono infiammarsi o ostruirsi con conseguenti dolori addominali.
  • Fecaloma: questa complicanza si verifica principalmente nei pazienti ricoverati in ospedale e quindi che non si muovono e trascorrono molto tempo a letto, negli anziani e in gravidanza. Si tratta di un accumulo di feci a livello del retto di consistenza molto dura che bloccano il transito di altre feci.

Quando rivolgersi al medico per una diagnosi adeguata.

Nel caso i sintomi dell’intestino pigro compaiano all’improvviso, senza averne mai sofferto e si associano a dimagrimento e perdita di appetito oppure a dolori addominali molto forti, oppure se si ha lo stimolo di evacuare ma non si riesce a farlo, o se ai dolori e alla stipsi si associa la febbre o nausea dopo i pasti è bene rivolgersi al proprio medico.

Il medico se lo ritiene opportuno potrà prescrivere degli esami specifici quali:

  • Analisi del sangue per controllare un’eventuale insufficienza tiroidea o di innalzamento di calcio nel sangue.
  • Radiografia addominale, oppure degli esami più complessi da effettuarsi mediante mezzo di contrasto per valutare lo stato dell’intestino e capire se vi sono zone in cui sono presenti restringimenti.
  • Colonscopia nel caso si sospetti un cancro.
  • Studio della peristalsi un esame che si effettua di solito se tutti gli altri effettuati precedentemente hanno dato esito negativo, che chiarirà come si contrae l’intestino e come progrediscono le feci lungo l’intestino per capire se vi sono difficoltà durante tutto il tragitto o soltanto nella parte terminale.

Quali possono essere le cause dell’intestino pigro?

L’intestino pigro può avere diverse cause sia di tipo fisiologico, come sesso o età, sia di tipo patologico, legate quindi a patologie che causano stipsi, sia di tipo comportamentale, legate a uno scorretto stile di vita, e anche altre cause come per esempio uso di farmaci o lo stress.

Cause fisiologiche.

Tra le cause fisiologiche determinanti intestino pigro abbiamo:

Sesso: l'intestino pigro è una patologia che si riscontra più frequentemente nella donna che nell'uomo a causa delle variazioni ormonali a cui sono sottoposte sia nel periodo fertile che durante la menopausa. Le donne sono più predisposte a soffrire di intestino pigro anche durante il periodo della gravidanza sia per le già citate variazioni ormonali, in quanto il progesterone causa rilassamento di tutta la muscolatura, compresa quella dell’intestino, e questo rende difficile il passaggio delle feci che avviene per ripetute contrazioni peristaltiche, sia per l’ingrossamento dell’utero dovuto al peso del bambino che grava su stomaco e intestino.

Eta’: anche il progredire dell’età può essere una causa di intestino pigro in quanto negli anziani la motilità intestinale è rallentata a causa del processo di invecchiamento di tutte le strutture dell’organismo per cui il transito intestinale ne risente. Anche il neonato può fisiologicamente soffrire di intestino pigro sia per i cambiamenti a cui il suo organismo è sottoposto durante la crescita, sia per il passaggio dall'alimentazione a base di latte materno a quella a base di latte artificiale e altri prodotti per lo svezzamento.

Cause patologiche.

Tra le cause di intestino pigro possiamo avere alcune malattie che sono correlate a questa sindrome, come per esempio il colon irritabile o la celiachia.

Patologie del colon: una delle cause più frequenti di intestino pigro è la presenza di patologie al colon, la più frequente tra queste è la sindrome del colon irritabile. Tale sindrome è una patologia a sintomatologia mista, che può provocare sia un’accelerazione del transito intestinale con conseguente diarrea, che un rallentamento del transito intestinale con stitichezza e intestino pigro. Inoltre anche quando il colon è cronicamente infiammato, come per esempio in caso di patologie quali diverticolite, o colite, si determina un’alterazione nella peristalsi intestinale che provoca crampi addominali a cui si associano stipsi o diarrea.

Celiachia: la celiachia è una patologia autoimmunitaria scatenata da un’anomala reazione del sistema immunitario al glutine, una proteina contenuta in alcuni cereali come il frumento. Se si introduce glutine con la dieta a livello intestinale si avrà una reazione verso le cellule dell’intestino che verranno attaccate e distrutte provocando sintomi vari tra cui l’intestino pigro, o al contrario la diarrea, il gonfiore addominale e dolori addominali.

Ipotiroidismo: l’ipotiroidismo è una patologia dovuta a un deficit funzionale della tiroide che causa in generale un rallentamento dell’intero organismo. Tale rallentamento riguarda anche la motilità intestinale.

Diabete: il diabete causa spesso neuropatia diabetica, cioè un’alterazione delle funzioni del sistema nervoso centrale. Tali alterazioni si riflettono anche a livello intestinale determinando incapacità di svuotare completamente l’intestino, ridotta motilità intestinale e rallentamento della digestione. La conseguenza è la presenza di stipsi.

Comportamenti scorretti.

Anche il comportamento quotidiano di un individuo può influire sul transito intestinale e determinare intestino pigro. Al riguardo, ricordiamo:

Abitudini alimentari. Le più frequenti cause comportamentali sono legate alle cattive abitudini alimentari come una dieta ricca di cibi complessi da digerire, ricchi di grassi e povera di cibi contenenti fibre che aiutano la motilità intestinale e la regolarità. I grassi infatti, per la loro struttura, rallentano il passaggio intestinale del cibo che invece è agevolato dalle fibre le quali assorbono molta acqua e aumentano il volume delle feci.

Pochi liquidi. Un altro comportamento errato è non bere la giusta quantità di acqua giornaliera, che si aggira intorno a 1,5 – 2 litri al giorno. La disidratazione causa stipsi perché l’organismo cerca di conservare l’acqua nel sangue rimuovendo quella in eccesso nelle feci che i sono formate per la maggior parte da acqua. Le feci diventano dure e quindi avranno maggiore difficoltà a passare nell'intestino.

Sedentarietà. Allo scorretto comportamento alimentare si associa anche la sedentarietà, in quanto un ridotto o assente esercizio fisico fa si che i muscoli addominali perdano la loro elasticità e questo influisce sul transito intestinale, rallentandolo, e causando intestino pigro.

I fattori comportamentali rivestono una grande importanza nel caso in cui siano i bambini a soffrire di intestino pigro. Infatti un bambino che ha una vita molto sedentaria priva di passeggiate, mangia cibo spazzatura e ha una dieta povera di verdure che sono molto ricche in fibre, e non beve abbastanza può avere le feci molto secche e quindi avere un rallentato transito intestinale.

Altre cause.

Tra le altre cause di intestino pigro abbiamo le manifestazioni della psiche come stress e ansia. L’apparato digerente è infatti sotto il controllo del sistema neurovegetativo e, se sottoposto a stress eccessivo, possono verificarsi alterazioni sia a livello gastrico con la comparsa di gastrite, sia della motilità intestinale, rallentamenti, che causano intestino pigro, o accelerazioni che causano diarrea.

Anche l’assunzione di alcuni farmaci può determinare intestino pigro, per esempio i farmaci utilizzati per ridurre la pressione sanguigna, o farmaci che si utilizzano nel trattamento della depressione, o anche i comuni antiacidi da banco, provocano, come effetto collaterale, una rallentata motilità intestinale.

Cosa fare per regolarizzare un intestino più pigro della norma?

Cosa fare quindi in caso di intestino pigro? Innanzitutto accertare che non ci sia una causa organica che determini il disturbo. In assenza di tutto ciò condurre una vita ordinata ed il più possibile priva di stress seguendo una dieta bilanciata e praticando un'adeguata attività fisica. La ginnastica infatti, specialmente quella specifica per i muscoli addominali, aiuta la motilità intestinale e la regolarità perché migliora il tono muscolare della parete intestinali. Evitare il più possibili i lassativi che se utilizzati devono essere prescritti dal medico. Va comunque tenuto presente che il loro uso favorisce nel paziente una rilassatezza nel seguire le norme di igiene sopraelencate.

Alimentazione ricca di fibre.

Un’adeguata alimentazione è fondamentale nella prevenzione e nella cura dell’intestino pigro. E’ importante quindi sapere quali sono i cibi giusti e cosa mangiare per evitare questo tipo di problema. Alcuni cibi vanno preferiti rispetto ad altri, e alcuni alimenti invece devono essere evitati. Vediamo quindi cosa portare in tavola.

Cibi da evitare: rientrano in questa categoria gli alimenti irritanti come i cibi speziati, il cioccolato, gli alcolici, e gli alimenti che causano rallentamenti alla digestione come i prodotti della farina raffinata come il pane bianco, i dolci, le salse per i condimenti come la maionese, i condimenti per i primi piatti molto pesanti, le carni grasse come i salumi e la cacciagione, il latte intero, la panna e i formaggi grassi, e i crostacei e i molluschi.

Cibi consigliati: gli alimenti consentiti nella dieta di chi vuole prevenire o curare l’intestino pigro sono quelli ricchi di fibre come per esempio le verdure e la frutta, tra la frutta le prugne hanno un potere stimolante sulla motilità intestinale. Inoltre vanno bene i cereali integrali, e l’aggiunta di crusca e fermenti lattici alla dieta, oppure alimenti ricchi di probiotici. Importante anche, è il consumo di legumi quali fagioli e soia, tra i grassi è da preferire l’olio extravergine di oliva.

Insieme agli alimenti consentiti è importante l’assunzione di liquidi per cui si consiglia di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno. Si consiglia inoltre di mangiare lentamente e ad orari regolari, per favorire la regolarità intestinale.

Rimedi naturali e omeopatici.

Vediamo adesso come possiamo sbloccare il nostro intestino attraverso dei prodotti naturali e rimedi erboristici e omeopatici.

Rimedi della nonna. I rimedi  “della nonna” sono degli accorgimenti che si possono adottare per favorire il transito e la motilità intestinale e quindi la regolarità.

Uno dei consigli è quello di bere la mattina appena alzati un bicchiere d’acqua tiepida con del miele poiché questa associazione serve da pulizia per il tubo digerente e fa si che il rene elimini le scorie che si sono formate nell’organismo durante la notte.

Per lo stesso motivo durante la giornata invece si consiglia di bere due – tre bicchieri di acqua calda e limone. Un altro consiglio è l’utilizzo di un integratore, il perossido di magnesio che è utile per eliminare dall’intestino le tossine batteriche e va assunto possibilmente dopo la prima colazione o dopo il pranzo, per una settimana, sciogliendolo in acqua o in succhi di frutta.

Fitoterapia. Per l’intestino pigro vi sono dei rimedi fitoterapici molto utili. Tra le piante che possiamo utilizzare abbiamo:

  • Aloe vera: il succo della pianta di aloe contiene mucillagini che sono sostanze molto ricche di fibra che aiutano quindi il transito e la motilità intestinale. L’aloe inoltre contiene sostanze ad azione lassativa, gli antrachinoni, che sono stimolanti della muscolatura intestinale.
  • Glucomannano: il glucomannano è una fibra solubile che deriva dal tubero di una pianta erbacea. La sua proprietà principale è quella di gonfiarsi se viene a contatto con l’acqua per cui viene considerato una sostanza formante massa, cioè una sostanza in grado di gonfiarsi quando arriva nello stomaco. Il glucomannano aumenta anche massa e volume delle feci e le rende lubrificate favorendone l’espulsione. Per questo motivo si utilizza come rimedio naturale contro l’intestino pigro e si trova in commercio in molte forme.
  • Liquirizia: la parte della liquirizia che si utilizza è la radice perché ha azione antinfiammatoria e digestiva e ha anche delle blande proprietà lassative. Per utilizzarla basta metterne circa 20 g in infusione in acqua bollente per circa un quarto d’ora, filtrare l’acqua e bere la tisana.
  • Malva: le foglie di malva, avendo proprietà lassative, sono molto utilizzate per la preparazione di tisane contro l’intestino pigro. La malva infatti stimola la peristalsi intestinale e ha proprietà antinfiammatorie ed emollienti. Come per la liquirizia basta mettere in infusione in acqua calda circa 20 g di malva per preparare una tisana.
  • Altea: di questa pianta si utilizzano le radici che contengono mucillagini, sostanze ad azione lassativa. Oltre all’effetto lassativo queste radici hanno anche un effetto antinfiammatorio. Si utilizzano per la preparazione di un decotto, lasciando macerare le radici in acqua fredda e bevendone poi il filtrato dopo circa 4 – 5 ore.
  • Psillio: la parte che si utilizza sono i semi, ricchi di mucillagini come le radici di Altea, e si utilizzano per preparare un infuso mettendo 4 g di semi in infusione in acqua calda per circa 10 minuti.

Omeopatia: Per quanto riguarda le preparazioni omeopatiche le più efficaci per contrastare l’intestino pigro sono:

  • la radice di Cassia sia perché ha un'azione lassativa che per favorire la motilità intestinale poiché contiene delle sostanze chiamate antrachinoni che esercitano un’azione stimolante sull'intestino a livello del colon.
  • la corteccia di Frangola e Cascara che svolgono un’azione lassativa poiché contengono sostanze lassative come i glicosidi antrachinonici, i quali stimolano la peristalsi e agevolano lo svuotamento dell’intestino.

Per utilizzare queste preparazioni bisogna farne bollire una piccola quantità in acqua e poi lasciare in infusione per almeno 4 – 5 ore.

Abbiamo poi la possibilità di utilizzare dei semi, come i semi di lino che hanno azione emolliente, antinfiammatoria e soprattutto lassativa, i semi di carvi, che è utile sia per l’intestino pigro che per le fermentazioni intestinali, e i semi di girasole, che servono per aiutare l’intestino ad essere regolare. I semi di girasole vanno assunti così come sono, si possono per esempio aggiungere ad un’insalata. I semi di carvi si utilizzano come la malva o la liquirizia, per creare una tisana, mentre con i semi di lino è possibile fare un decotto utilizzando circa 4 g di semi di lino da fare macerare in acqua calda, che verrà poi filtrata e bevuta.

I farmaci per regolarizzare l’intestino.

I farmaci comunemente utilizzati per il trattamento dell’intestino pigro, e a volte anche impropriamente come soluzione per dimagrire, sono i lassativi. I lassativi si distinguono in base alla loro modalità di azione:

Lassativi osmotici: agiscono trattenendo acqua a livello del colon, si ottengono così delle feci più liquide che risultano più facili da espellere. Questi farmaci sono spesso a base di magnesio e fosfato e possono essere dannosi in caso di insufficienza renale.

Lassativi stimolanti: agiscono sulle pareti del colon stimolandone la motilità e consentendo quindi una più facile espulsione del materiale fecale. L’uso prolungato di tali lassativi può causare variazioni patologiche della mucosa e dipendenza acuendo la sindrome dell’intestino pigro.

Lassativi di massa: a base di crusca o psyllium, aumentano il volume fecale attraverso il richiamo di acqua e la creazione quindi di feci più voluminose e morbide. Gli agenti che fanno massa agiscono delicatamente e sono il rimedio farmacologico più sicuro per garantire evacuazioni regolari.

Lassativi lubrificanti: agiscono sulla consistenza fecale, rendendo le feci più morbide e quindi più facili da eliminare. In realtà sono detergenti e sono particolarmente indicati per i soggetti che devono evitare sforzi come coloro che soffrono di emorroidi o sottoposti ad un intervento chirurgico.

Un altro tipo di farmaco che si utilizza sono le supposte a base di glicerina le quali stimolano il riflesso dell’evacuazione, grazie all'azione del glicerolo in esse contenuto che agisce sulla peristalsi attivamente e diminuisce il riassorbimento di acqua rendendo così le feci più morbide.

Terapie: idrocolon ed agopuntura.

Un altro tipo di cura per l’intestino pigro è quella data da alcune terapie come l’idrocolon terapia o l’agopuntura:

L’idrocolon terapia è una procedura che prevede il lavaggio del colon attraverso uno strumento chiamato Idrocolon che immette acqua nell'intestino attraverso l’ano e che prevede quindi la pulizia totale del tratto intestinale. La pressione dell’acqua aiuta a evacuare in caso di stipsi.

L’agopuntura si effettua mediante l’uso di aghi sottili da inserire sotto cute in alcuni punti ben precisi che cambiano in base alla patologia che si deve trattare. Non è una terapia scientifica ma derivante dalla medicina cinese.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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