Intossicazione da funghi: sintomi, terapia e conseguenze.

Non tutti sanno che alcune tipologie di funghi possono provocare intossicazioni alimentari anche gravi. Quali sono i sintomi che devono mettere in allarme? Quali le terapie necessarie e quali le possibili conseguenze? Approfondiamo il tema.

Intossicazione da funghi: sintomi, terapia e conseguenze

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Sintomi e conseguenze
  4. Terapia
  5. Prevenzione
  6. Opinioni e commenti

Caratteristiche dell’intossicazione da funghi.

L’intossicazione da funghi è un’intossicazione alimentare derivante dall’ingestione di una delle varie specie di funghi velenosi.

Si stima che in un anno le intossicazioni da funghi documentate in Italia sarebbero circa 10.000, la spiegazione è nel gran numero di raccoglitori che, per loro esplicita ammissione, pur non avendo una buona conoscenza delle specie fungine, tranquillamente se ne cibano senza sottoporre il raccolto all’esame di un centro specializzato.

Fortunatamente, nonostante la gravità delle intossicazioni che si verificano annualmente, il numero dei decessi è diminuito anche per i notevoli progressi compiuti nella terapia di tali emergenze.

Tipologie di intossicazioni.

Poichè la velenosità dei funghi può variare da specie a specie e, nella stessa specie, in base ai periodi dell’anno e alle modalità di cottura si usa fare una prima grossa distinzione delle intossicazioni tra:

Intossicazioni da funghi “vere”, note anche come micetismi, provocate da specie di funghi che contengono comunque (in qualsiasi condizione) sostanze tossiche per l’uomo che non possono essere eliminate con alcun tipo di trattamento (cottura, etc.). Le sostanze tossiche suddette sono essenzialmente di 4 tipi:

  • Tossine citotossiche che causano danni alle cellule di vari organi;.

  • Tossine neuro tossiche che causano danni alle cellule del sistema nervoso

  • Tossine irritanti dell’apparato gastroenterico che causano disturbi gastrointestinali

  • Tossine che provocano avvelenamento se associate ad ingestione di alcool etilico.

Intossicazioni da funghi ”false”, sono le più frequenti, e sono intossicazioni alimentari procurate dai funghi commestibili, ovvero privi di sostanze tossiche o con quantità talmente ridotte da non arrecare pregiudizi, o da funghi che contengono sostanze tossiche termolabili, ovvero tossine che svaniscono dopo cottura che superi i 35-40 minuti. Esistono anche funghi le cui tossine sono termolabili parzialmente ossia che cotti possono essere consumati in maniera controllata.

Approfondisci  le possibili cause di intossicazioni alimentari.

Va tenuto ancora presente che i funghi essendo composti da oltre il 90% di acqua, certamente non sterile in quanto essi si nutrono di sostanze organiche in decomposizione, sono spesso, infetti, contaminati da batteri e altri agenti patogeni e pertanto, se consumati crudi in insalata, anche se privi di tossine, possono comunque costituire un serio rischio per la salute.

Un’ulteriore classificazione delle intossicazioni da funghi viene fatta in base alla tossina in essi contenuta, se è nota ed identificata con certezza. Le più comuni sindromi sono:

  1. Sindrome falloidea: causata da: amatossine, fallotossine e virotossine. I funghi che le contengono sono numerosi, comunque citiamo il più noto è certamente l’Amanita phalloides. Le tossine hanno un effetto citotossico ossia distruggono le cellule e conseguentemente compromettono organi come: fegato, reni, muscoli ed in particolare il cuore. Frequentemente conduce alla morte.

  2. Sindrome orellanica: la tossina che la provoca è la orellanina ed il più comune fungo che la contiene è il Cortinarius orellanus. La orellanina è estremamente tossica per il rene ma fortunatamente i funghi che la contengono hanno un aspetto decisamente poco gradevole per cui le intossicazioni da essi provocate sono molto rare.

  3. Sindrome giromitrica: è causata dalla tossina Gyromitrina ed i funghi che la contengono sono le false spugnole. La tossina agisce e distrugge le cellule epatiche, i globuli rossi e le cellule del sistema nervoso centrale con conseguente diarrea, convulsioni e disidratazione fino al coma.

  4. Sindrome norleucinica: cusata dai funghi Amanita del gruppo ovoidea. Provoca danni renali fortunatamente non gravi come quelli della sindrome orellanica.

  5. Sindrome muscarinica: causata dalla muscarina, sostanza contenuta nei funghi Inocybe e Clitocybe, che è neuro tossica e provoca dolori, vomito, diarrea e danni epatici

  6. Sindrome psilocibinica: detta anche narcotica o allucinogena. Le tossine responsabili sono lapsilocibina e in maniera più lieve la serotonina. In Italia sono presenti circa 20 specie di funghi allucinogeni che contengono psilocibina.

  7. Sindrome coprinica: è provocata dalla coprina e diviene pericolosa se introdotta insieme ad alcool etilico. La causa di ogni cosa è la proprietà della coprina di bloccare la degradazione dell’alcool quando questo si trova nello stadio di acetaldeide che purtroppo è una sostanza tossica per l’uomo. Per quanto detto se insieme ai funghi o fino a tre giorni dal loro consumo si beve alcool si incappa nella sintomatologia. Il più comune fungo che contiene tale tossina è il Coprinus atramentarius.

  8. Sindrome gastrointestinale: è quella più comune ed interessa il 95% dei casi da intossicazione da funghi. Le tossine che ne sono responsabili sono dette acro resinose perché simili a talune resine di natura vegetale. I funghi che possono provocarla sono estremamente numerosi.

  9. Sindrome rabdomiolitica: causata dal fungo Tricholoma equestre che comporta una progressiva distruzione delle cellule muscolari.

  10. Sindrome acromelalgica: causata dai funghi Clitocybe amoenolens e altre specie

  11. Sindrome Paxillica: causata da Paxillus involutus e da altre specie del genere Paxillus) provoca disfunzioni renali e alterazioni dei globuli rossi.

  12. Sindrome panterinica: causata dai funghi Amanita Amanita pantherina che contengono la tossina muscarina e portano convulsioni.

Sintomi e conseguenze delle intossicazioni da funghi.

Come si è visto precedentemente le tipologie di intossicazioni sono estremamente varie ed egualmente varia sarà la sintomatologia. I sintomi possono presentarsi entro poche ore dall’ingestione o anche in un intervallo di tempo molto lungo.

Si usa, infatti suddividere Intossicazioni da funghi in:

  • Intossicazioni a breve latenza: se i sintomi si manifestano entro le 4-5 ore dall’ingestione. Generalmente hanno un esito benigno.

  • Intossicazioni a lunga latenza. Se i sintomi si manifestano dopo un tempo che va dalle 6 alle 24 ore dalla ingestione fino a 20 giorni. Sono quelle più pericolose ed in alcuni casi si concludono in maniera infausta con la morte dell’intossicato.

I sintomi con cui si presenta l’avvelenamento sono:

  • Gastrointestinali. Compaiono dopo una decina di ore dalla ingestione e sono caratterizzate da: vomito, dolori addominali, diarrea. Questa in generale è persistente e conduce a gravi stadi di disidratazione con ipovolemia (diminuzione del volume del sangue) e insufficienza renale.

  • Epatici. Si presentano a distanza di una trentina di ore dall’ingestione dei funghi con aumento delle transaminasi e dopo 4 o 5 giorni si evolvono in grave insufficienza e necrosi epatica che conduce alla morte nel 10% dei casi.

  • Neurologici. Si presentano dopo pochi minuti con sudorazione, lacrimazione restringimento delle pupille, confusione e talvolta convulsioni e coma.

Terapia contro l’avvelenamento da funghi.

Egualmente vario sarà il trattamento che va effettuato in un ospedale in un reparto di tossicologia.

Il soggetto intossicato viene sottoposto ad un trattamento idratante per via endovenosa per scongiurare la disidratazione.

Viene poi svuotato lo stomaco con una lavanda gastrica (un sottile tubo di gomma che viene introdotto nello stomaco attraverso il naso o la bocca)

Vengono somministrati lassativi per eliminare le tossine dall’intestino rapidamente.

Se viene individuata la tossina responsabile dell’intossicazione è possibile somministrare specifici farmaci quali atropina, mannitoloantistaminici.

Come prevenire l’intossicazione da funghi?

Poche regole comportamentali bastano per consumare i funghi senza incorrere in nessun rischio:

Sfatare alcune credenze popolari:

  • non è vero che i funghi mangiati dai parassiti sono sicuramente buoni,

  • non è vero che i funghi velenosi cambiano colore tagliandoli,

  • non è vero che i funghi che crescono sugli alberi non sono velenosi.

  • Non è vero che la cottura rende i funghi meno tossici.

Inoltre:

Una volta raccolti farli controllare sempre da un micologo professionista.

Pulire accuratamente i funghi da ogni residuo di terra che può essere veicolo di patologie.

Mangiare solo funghi cotti, perchè anche quelli non velenosi, se consumati crudi sono poco digeribili e possono essere tossici.

Accertarsi, quando si comprano i funghi, che riportino l’etichetta comprovante l’effettivo controllo micologico.

Supervisore: Vincenzo Angerano
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