Intossicazione da piombo: sintomi, diagnosi, cura e rimedi naturali.

L’intossicazione da piombo è una delle più comuni intossicazioni da metalli pesanti nota come saturnismo. Una assunzione di piombo che ne determini una concentrazione cronica nel sangue superiore ai 30 microgrammi/decilitro comporta sintomi che interessano un gran numero di organi e tessuti. Come viene diagnosticato il saturnismo? E quali sono le terapie? Approfondiamo

Intossicazione da piombo: sintomi, diagnosi, cura e rimedi naturali

    Indice Articolo:

  1. Cos'è’?
  2. Sintomi
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Diagnosi
  5. Cura e rimedi naturali
  6. Complicanze

Che cos’è l’intossicazione da piombo?

L’intossicazione da piombo è una condizione patologica causata dall’ assunzione di una sostanza esogena (esterna al corpo) che nel caso specifico è il piombo. L’assunzione è generalmente conseguente ad un’ esposizione al metallo che può essere: professionale (per il lavoro che si svolge), ambientale (per contaminazione dell’ambiente in cui si vive) e/o casuale (per un accidente). Se l’intossicazione che consegue all’assunzione del metallo è severa si parla più propriamente di avvelenamento da piombo o saturnismo.

L’intossicazione/ avvelenamento da piombo si diagnostica valutando la concentrazione ematica del metallo. La misura di detta concentrazione viene fatta in maniera equivalente in:

  • microgrammi per ogni decilitro di sangue;

  • microgrammi di metallo per 100 grammi di sangue.

Secondo l’OMS ed il Center of Disease Control americano si parla di intossicazione da piombo quando i valori della sua concentrazione ematica sono superiori ai:

  • 10 µg/dl negli adulti;

  • 5 µg/dl nei bambini e neonati.

In bambini e neonati l’intossicazione da piombo è particolarmente grave e determina seri problemi in particolar modo nello sviluppo delle capacità cognitive. Questi, infatti, rispetto agli adulti, hanno una minor massa corporea che però è in continuo sviluppo e perciò assorbono il metallo più rapidamente con effetti più devastanti.

Classificazione.

L’intossicazione da piombo può essere:

  • Acuta. Se viene assorbita una gran quantità del metallo per un tempo relativamente breve.

  • Cronica. Se invece vengono assorbite piccolissime quantità di piombo per un tempo molto lungo.

Naturalmente il quadro clinico (insieme di sintomi e segni) è molto differente nelle due situazioni.

L’intossicazione acuta se grave può risultare anche fatale e condurre alla morte.

Sintomi e segni dell’intossicazione da piombo.

L’intossicazione da piombo interessando un gran numero di organi e tessuti presenta un quadro clinico corposo ed anche molto variegato in quanto è fortemente dipendente dal tipo di intossicazione (acuta o cronica) e dalla età del soggetto. Nel seguito esamineremo separatamente le varie condizioni.

Per l’intossicazione acuta avremo:

  • Problemi gastrici con nausea e vomito.

  • Dolori addominali.

  • Diarrea.

  • Anemia emolitica. Bassi livelli di emoglobina nel sangue per eccessiva emolisi (distruzione) di globuli rossi provocata dagli elevati livelli di piombo.

  • Ittero. Colorazione gialla di cute e sclere per effetto dei livelli elevati di bilirubina non coniugata dovuta all’eccessiva emolisi di globuli rossi.

  • Epatopatia. Compromissione della funzionalità epatica.

Se i livelli dell’intossicazione sono severi (concentrazione del piombo ematico superiore ai 100 µg/dl) può scatenarsi la pericolosa encefalopatia da piombo con:

  • Edema cerebrale. Rapido rigonfiamento del tessuto intracranico.

  • Ipertensione cerebrale. Aumento della pressione intracranica.

  • Mal di testa.

  • Convulsioni.

Per l’intossicazione cronica invece avremo:

  • Anemia. L’intossicazione di ferro agisce sui globuli rossi determinandone o la morte per effetto citotossico o bloccando la sintesi dell’EME composto essenziale per legare l’ossigeno e che costituisce la gran parte dei globuli rossi.

  • Colica addominale saturnina. E’ una colica addominale e quindi caratterizzata da improvvisa e severa sintomatologia dolorosa dell’addome localizzata nella sua parte alta al di sotto dell’ombelico. Il dolore è causato dai forti spasmi e contrazioni dell’intestino e della muscolatura dell’addome. Al dolore dell’addome si associano spesso: nausea, vomito e problemi di stipsi severa.

  • Problemi renali. Sono provocati da lesioni sclerotiche (tessuto con caratteristiche diverse da quello originario addensato e con connessioni di tessuto connettivo) del tessuto renale che si manifestano con sangue nelle urine, elevati livelli di proteine nelle urine e ridotta escrezione di urne.

  • Vasculopatia. Disturbi dei vasi sanguigni e delle arterie.

  • Ipertensione. E' una conseguenza dei problemi renali.

  • Encefalopatia da piombo. Con sofferenza dell’encefalo e quindi: cefalea; alterazioni cognitive: livello di attenzione, memoria, disorientamento; riduzione della forza dei muscoli; alterazione della sensibilità di aree del corpo come gli arti; etc.

  • Paralisi temporanea e reversibile del nervo radiale. Dove il radiale è la terminazione che innerva il braccio.

  • Gotta. Malattia del metabolismo che determina infiammazione delle membrane sinoviali delle articolazioni per deposito di acido urico cristallizzato. Deposito che una conseguenza di iperuricemia ossia di elevati livelli ematici di acido urico.

Puoi approfondire le possibili cause della gotta.

  • Alto rischio di morte neonatale del feto nelle donne e problemi di fertilità negli uomini causati da a anomalie degli spermatozoi.

  • Colorito della pelle color cenere.

  • Mancanza di appetito e conseguente calo del peso corporeo.

  • Problemi psichici caratterizzati da: ansia, accentuato nervosismo ed umore facilmente irritabile. Sono un segno caratteristico della intossicazione da piombo, nella storia infatti il saturnismo è sempre stato associato ad una vena di follia. A tal proposito si ipotizza che la follia e la instabilità di alcuni pittori famosi come Goya, Caravaggio e Van Gogh fosse una conseguenza del morbo del pittore che è una intossicazione da piombo provocata dai colori che usavano per dipingere.

Quadro clinico dell’intossicazione da piombo in bambini e neonati.

  • Ritardo nello sviluppo rispetto alla media dei pari età e crescita lenta.

  • Problemi gastroenterici. Nausea e vomito, dolori addominali, stipsi severa.

  • Perdita della funzionalità uditiva.

  • Affaticamento generalizzato e stanchezza anche dopo sforzi irrilevanti.

  • Lentezza cronica. Spesso interpretata dai genitori come svogliatezza e pigrizia.

  • Mancanza di appetito e conseguente perdita di peso.

  • Facile irritabilità.

  • Difficoltà di concentrazione e ritardi nell’apprendimento.

Segnaliamo esplicitamente che l’intossicazione da piombo nei neonati viene trasmessa dalla madre in fase prenatale attraverso la placenta.

Cause e fattori di rischio dell’intossicazione.

La causa dell’intossicazione da piombo acuta è l’introduzione occasionale del metallo nel corpo in dosi massicce.

L’assunzione del piombo avviene:

  • per ingestione e quindi attraverso l’apparato gastro intestinale. Quello ingerito per bocca, con acqua e cibi contaminati, attraversa l’apparato gastrointestinale e qui in percentuale che va dal 10% (negli adulti) al 40% (nei bambini) viene assorbito e passa ancora nel sangue. Qui la maggior parte del piombo passa nei globuli rossi mentre la restante, col circolo sanguigno, raggiunge vari organi e tessuti. Il piombo assorbito verrà poi eliminato dall’organismo per via urinaria o fecale. Il tempo di permanenza nel corpo dipende dall’organo/tessuto in cui si è accumulato e va dai mesi alle decine di anni. Mesi nei tessuti molli e nel sangue e decine di anni nelle ossa (anche 20 o 30). Si pensa che il deposito di piombo nelle ossa non sia nocivo ma comunque resta pericoloso perché in qualunque momento (anche a distanza di anni dalla esposizione iniziale) può ripassare nel sangue e riiniziare il ciclo.

  • Per inalazione e quindi attraverso l’apparato respiratorio. Il piombo inalato, attraverso le vie respiratorie, raggiunge i polmoni e da qui in parte passa nel sangue (circa il 50% del totale).

  • Per via transcutanea ossia attraverso i pori e/o ferite della pelle (solo molto raramente).

E’ facile comprendere che si tratta di un evento raro che può verificarsi solo accidentalmente.

La causa dell’intossicazione cronica di piombo è invece l’introduzione sistematica (che va avanti nel tempo) di dosi infinitesime del metallo. Ovviamente anche in questo caso l’introduzione avviene con le modalità già viste e quasi sempre il paziente non è consapevole di quanto accade, consuma alimenti o acqua contaminati, vive in ambienti saturi di polveri sottili del metallo, lavora a contatto col piombo e così via.

Fattori di rischio.

Sono costituiti da tutte quelle situazioni che ci conducono ad una inusuale esposizione al metallo. Nel box di approfondimento sul piombo vengono esaminate alcune delle più comuni evenienze che possano determinare una simile condizione.

Approfondimento sul piombo.

Il piombo (simbolo chimico Pb) è un metallo ad elevato peso molecolare presente in natura. ll piombo è un inquinante ambientale molto comune, e la maggior quantità di piombo che si rinviene nell’ambiente è una diretta conseguenza dell’intervento umano su ciò che lo circonda. Per suffragare tale assunto riportiamo situazioni/condizioni, luoghi e prodotti che più comunemente sono associabili ad elevati livelli di piombo.

  • Siti di estrazione del minerale e loro adiacenze. Le polveri che si disperdono nell’aria per la demolizione delle rocce contengono particelle del metallo.

  • Fonderie del metallo ed aree limitrofe. I fumi trasportano particelle di materiale.

  • Fabbriche di ceramiche. Nei trattamenti di vetrificazione e smaltatura delle ceramiche sono presenti composti di Pb.

  • Fabbriche di cristallo ed aree circostanti. Il cristallo è praticamente un vetro al cui interno sono disciolti ossidi di piombo.

  • Fabbriche per produzione e/o smaltimento di batterie di automobili che sono costituite da 2 elettrodi di cui uno è piombo metallico e l’altro ossido di piombo e da una soluzione acquosa di acido solforico.

  • Fabbriche, per la produzione di manufatti in piombo e leghe di piombo. Le tubature di scarico degli impianti idraulici domestici vengono ancora oggi realizzati con tubi in piombo, anche se questi ultimi sono stati lentamente soppiantati da quelli in pvc.

  • Fabbriche di munizioni sia per uso venatorio che bellico e aree circostanti.

  • Fabbriche di vernici. In passato il piombo veniva utilizzato in maniera massiccia nella produzione delle vernici. Allo stato attuale questo utilizzo del metallo non è più consentito. Restano però in essere molti edifici ricoperti di vernici al piombo che continuano a disperdere il metallo nell’ambiente.

  • Carburanti per motori a combustione interna. Fino agli anni 80 del secolo scorso il piombo veniva usato come additivo delle benzine e quindi veniva disperso nell’ambiente con i fumi di scarico.

  • Scatolame per la conservazione di alimenti realizzato con saldature in piombo. Oggi questo tipo di confezionamento dello scatolame nella UE e negli USA non è più consentito, ma in alcuni paesi è ancora in uso.

  • Consumo abituale di selvaggina uccisa in battute di caccia. I pallini delle cartucce rilasciano piccole quantità d piombo nelle carni della selvaggina. Piombo che verrà poi ingerito da chi si ciba di tali prede.

Diagnosi della patologia: anamnesi e test specifici.

La diagnosi dell’intossicazione parte dalla clinica che consente di formulare una prima ipotesi. che sarà poi confermata o meno da specifiche analisi.

I test ematici di conferma della ipotesi formulata sono:

  • Piombemia. Misura della concentrazione di piombo nel sangue. Valori elevati sono indicativi di esposizione al piombo. Può fornire dei falsi positivi (valori bassi nonostante l’avvenuta esposizione passata). Non dà indicazione del piombo accumulato in organi e tessuti.

  • Piomburia. Misura della concentrazione di piombo nelle urine. Anche tale parametro nulla dice del piombo eventualmente accumulato nei tessuti.

  • Piombemia dopo somministrazione di un principio attivo (agente chelante vedi sezione successiva) che elimina il piombo dai tessuti. Valori elevati sono indicativi di accumulo tissutale.

Come si cura l’intossicazione da piombo?

Il primo step della terapia è l’individuazione e l’allontanamento della fonte della esposizione.

La terapia farmacologica prevede poi la somministrazione di un agente chelante che è un composto che lega in maniera stabile atomi metallici, e nello specifico il piombo, in maniera da renderne possibile l’escrezione con le urine. Il principio attivo utilizzato a tale scopo è l’acido etilendiamminotetraacetico. Ovviamente si affiancherà a tale terapia un opportuno trattamento per tenere sotto controllo i sintomi.

Rimedi naturali

Premesso che l’unico rimedio scientifico per eliminare il metallo dall’organismo è la chelazione (trasformazione in un complesso che può essere eliminato con le urine) esistono alcuni rimedi naturali che pare abbiano un effetto simile, abbiano cioè un’azione depurativa e quindi un lieve effetto chelante nel tempo. Tra le sostanze più note abbiamo:

  • Coriandolo ricco di olio essenziale e vitamina C dall’ azione depurativa;

  • Alga clorella o spirulina ricche di clorofilla e di acidi grassi essenziali dal potere disintossicanti;

  • Zoolite, minerale di origine vulcanica che ha proprietà catalizzante e che una volta nell’intestino assorbe le sostanze nocive e viene poi espulsa con le feci.

  • Aglio che è ricco di zolfo che si lega ai metalli presenti nell’organismo rendendoli solubili in acqua e quindi facilmente eliminabili.

Complicanze e prognosi.

L’esposizione al piombo e quindi l’intossicazione che ne consegue anche se modesta può causare gravi problemi nei bambini e neonati. La regione corporea più colpita è il cervello dove si possono creare danni irreversibili che ne pregiudicano il corretto sviluppo con conseguenza di gravi ritardi. Se i livelli dell’intossicazione sono elevati sia nei bambini che negli adulti risulteranno compromessi:

  • Cervello a causa della encefalopatia da piombo. Complicanza che può risultare anche fatale

  • Reni. Dove si può raggiungere l’insufficienza renale.

La prognosi della malattia è legata alla durata della esposizione ed ai danni irreversibili che si sono accumulati prima dell’inizio del trattamento.

Supervisore: Vincenzo Angerano
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