Ipertensione polmonare.
L'ipertensione polmonare è la patologia che si verifica quando la media dei valori della pressione polmonare supera i 25 millimetri di mercurio.
Per comprendere il significato della pressione polmonare chiariamo in cosa consiste il circolo sanguigno polmonare. Il circolo sanguigno polmonare serve all'ossigenazione del sangue venoso. Il sangue dopo aver ossigenato tessuti e cellule ricco di anidride carbonica raggiunge il lato destro del cuore e da qui attraverso i vasi del circolo polmonare viene pompato ai polmoni, dove avvengono gli scambi gassosi (cede anidride carbonica e prende ossigeno).
Per massimizzare questo scambio la superficie di contatto tra i capillari polmonari che trasportano il sangue e gli alveoli deve essere la più ampia possibile (di norma è dell'ordine dei 70-80 metri quadrati). Sempre per il medesimo motivo i valori della pressione arteriosa polmonare (forza esercitata dal sangue sulla parete dei vasi per unità di superficie) è all'incirca 1/8 della pressione arteriosa sistemica.
L'ipertensione polmonare (in forma lieve) può essere provocata da malattie respiratorie. Ma le forme di patologia più gravi sono provocate da malattie che riducono drasticamente lo sviluppo capillare della vascolarizzazione a livello polmonare (per ripetute o mal curate embolie, per quella che viene detta ipertensione primaria primitiva, per cardiopatie congenite). Tutti questi malanni hanno l'effetto di ridurre drasticamente per ostruzione o ispessimento delle pareti l'albero dei capillari polmonari. Il risultato è un aumento della resistenza al flusso del sangue e conseguentemente un aumento della pressione sanguigna nell'arteria polmonare anche di 3-4 volte i normali valori.
Le conseguenze di tutto ciò sono un anomalo e pericoloso affaticamento della parte destra del cuore.
I sintomi della patologia in special maniera nella fase iniziali non sono chiari (affanno e pesantezza) e perciò la diagnosi viene spesso formalizzata tardivamente.
La terapia.
Fino a non molti anni fa l'unica terapia nota per la patologia era l'utilizzo di una categoria di vasodilatatori nota col nome di calcio antagonisti che però risultavano efficaci solo sul 30% dei pazienti. Oggi fortunatamente le cose sono cambiate e sono note diverse molecole attive di cui alcune sono riportate di seguito:
- Epoprostenolo. Ha una funzione vasodilatatrice e di protezione del circolo polmonare. Ma per essere efficace deve essere iniettato in loco. Necessita perciò di un catetere che si installa nella vena succiva e mediante una pompetta dosatrice si inietta il farmaco.
- Teprostinil. Ha funzioni analoghe all'epoprostenolo ma può essere iniettato sotto pelle con uno speciale apparato grande quanto un cellulare. La infiltrazione del farmaco è però molto dolorosa.
- Iloprost. E' un farmaco innovativo che può essere inalato. Richiede però un particolare apparecchio aerosol che deve nebulizzare il medicinale a dimensioni di 2/3 micron per consentire che passi negli alveoli polmonari.
Nelle forme più gravi di ipertensione polmonare l'ultima arma a disposizione della scienza è il trapianto polmonare spesso associato a quello cardiaco se la sua funzionalità è compromessa.
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