Ipertiroidismo.

Ipertiroidismo

Cosa è l’ipertiroidismo?

Per poter rispondere in maniera comprensibile a tale quesito necessitiamo, almeno per sommi capi, di conoscere: funzionamento della tiroide, ormoni secreti e loro funzionamento. Per coloro che ignorano tali concetti, non strettamente collegati all’articolo, premettiamo un rapido richiamo.

La tiroide è una ghiandola che secerne gli ormoni tiroidei: triiodotironina T3 e tetraiodotironina T4. La secrezione del T3 e T4 avviene sotto il controllo dell’ormone ipofisario TSH. Gli ormoni tiroidei hanno la proprietà di accelerare il metabolismo basale (energia necessaria al corpo umano per espletare le sue funzioni vitali a riposo: circolazione sanguigna, respirazione, attività cerebrali e nervose, etc.). Infatti sono in grado di aumentare il consumo di ossigeno dei tessuti, la produzione di calore corporeo e inducono reazioni metaboliche come ad esempio la sintesi di proteine.

Fatta questa breve premessa ritorniamo all’oggetto del nostro articolo.

L’ipertiroidismo è un’eccessiva (superiore al range ritenuto fisiologico) concentrazione ematica degli ormoni tiroidei. Essa più che una vera patologia è piuttosto un sintomo: nel senso che è causata da una preesistente malattia.

Da cosa è causato l’ipertiroidismo?

L’ipertiroidismo è causato o da abuso di farmaci contenenti ormoni tiroidei oppure è la conseguenza di varie patologie della tiroide.

Di queste le più comuni sono:

  • Morbo di Basedow-Graves noto anche come ”Gozzo tossico diffuso”. Malattia immunitaria probabilmente a trasmissione genetica (malattia del sistema immunitario la cui trasmissione e scritta nel corredo genetico del paziente) caratterizzata da una reazione autoimmune contro i tessuti della ghiandola. Reazione che si traduce in: continua ed incontrollata secrezione di questa di ormoni T3 e T4; compromissione del meccanismo di retroazione con ipofisi ed ipotalamo.Il nome deriva dal principale sintomo: il gozzo.
  • Morbo di Plummer o anche “Adenoma tossico iperfunzionante”. E' un tumore benigno della tiroide caratterizzato dalla proliferazione cellulare di un area della ghiandola con formazione di una capsula di tessuto connettivo che in taluni casi si accompagnano ad iperfunzionamento (circa il 2-3 %).
  • Gozzo multi nodulare tossico. Caratterizzato, contrariamente al morbo di Basedow-Graves, da una diffusione di noduli localizzati all’interno del tessuto tiroideo noduli che costituiscono degli aggregati impazziti che producono una quantità di ormoni tiroidei superiore a quelle delle aree limitrofe e ciò in maniera del tutto indipendente dalla stimolazione dell’ormone TSH.
  • Tiroidite di Hashimoto. Malattia autoimmune molto comune nelle zone geografiche dove l’apporto di iodio è elevato. La malattia esordisce con un iperfunzionamento seppur moderato dell’organo per poi evolversi nel tempo in un ipofunzionamento conclamato.
  • Tiroidite di Quervain o anche Tiroidite subacuta. E una infiammazione della tiroide subacuta (infiammazione che per sue caratteristiche di durata e risposta alla cura è a metà tra un processo acuto e cronico) provocata da una infezione virale e caratterizzata da iperfunzione della ghiandola.
  • Tiroidite post partum. Infiammazione tiroidea a carattere autoimmune caratterizzata dalla condizione di insorgere nel periodo successivo alla gestazione e da una durata generalmente transitoria.

    Come si manifesta l’ipertiroidismo?

    I sintomi di ipertiroidismo qualunque sia la causa che lo determini sono così raggruppabili:

    • Metabolismo accelerato e conseguente calo ponderale. Tutto ciò nonostante ci si alimenti in maniera abbondante.
    • Perdita di forza muscolare. Provocata dal catabolismo proteico.
    • Affaticamento anche dopo sforzi inconsistenti.
    • Urine in quantità anormalmente abbondanti (superiore ai 2 litri in 24 ore).
    • Alopecia.
    • Temperatura corporea elevata ed eccessiva sudorazione.
    • Ritmo cardiaco accelerato (tachicardia).
    • Sensazione di respirazione difficoltosa.
    • Nausea e vomito.
    • Sommovimenti intestinali e diarrea.
    • Calo della libido.
    • Infertilità. Nelle donne irregolarità e scomparsa del ciclo mestruale.
    • Esagerata attività che può sfiorare la frenesia.
    • Eccessiva irritabilità.
    • Depressione.

    Come si effettua la diagnosi di ipertiroidismo?

    La diagnosi si effettua con:

    • Analisi dei sintomi.
    • Dosaggio della concentrazione ematica degli ormoni tiroidei ed ipofisari: T3, T4, TSH.
    • Dosaggio degli anticorpi specifici tiroidei per stabilire se l’ipertiroidismo è a carattere autoimmune.
    • Ecografia color Doppler della ghiandola per stabilirne volume ed eventuali noduli.
    • Scintigrafia dopo captazione di iodio radioattivo. Da un’immagine dell’organo e della capacità di captare lo iodio e quindi della sua funzionalità.

    Come può essere trattato l’ipertiroidismo?

    Il trattamento è ovviamente legato alla causa che ha originato l’ipertiroidismo. E poiché, come si è visto, le cause possono essere molteplici ne scaturisce che non vi è una unica soluzione che vada sempre bene.

    Comunque sia i possibili trattamenti per l’ipertiroidismo sono di 3 distinti tipi:

    • Farmacologico. Utilizza farmaci che inibiscono la produzione degli ormoni tiroidei. Detti farmaci riescono a contenere l’ipertiroidismo senza creare gravi effetti collaterali.
    • Iodio radioattivo. Viene somministrato sotto forma di pastiglia un isotopo radioattivo dello Iodio. Precisamente lo I 131 che essendo radioattivo quando viene captato dalle cellule della tiroide le distrugge. Valutando in maniera opportuna (con una scintigrafia) la quantità necessaria si riesce a riportare a valori fisiologici gli ormoni tiroidei. Talvolta dopo la cura si incorre nel problema opposto: l’ipotiroidismo ma la cosa non costituisce una seria preoccupazione in quanto è possibile integrare la carenza di ormoni con somministrazione giornaliera in pastiglie.
    • Chirurgico. Asportazione mediante intervento operatorio di parte della ghiandola. Anche in tale situazione occorrerà presumibilmente dosare una somministrazione di ormoni tiroidei per venire a capo del possibile ipotiroidismo che si verrà a determinare.

    Quali sono le conseguenze più comuni dell’ipertiroidismo?

    Le più comuni conseguenze dell’ipertiroidismo sono possibili compromissioni dell’apparato cardiovascolare.

    La tachicardia e l’eccessiva forza con cui si contrae il ventricolo sottopongono infatti questo ad un sforzo eccessivo ed inducono alla ipertrofia ventricolare e conseguentemente allo scompenso cardiaco.

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