Laparoscopia cisti ovariche: intervento, rischi e convalescenza.

La laparoscopia è un intervento poco invasivo indicato per il trattamento delle cisti ovariche. Si esegue in anestesia generale ma prevede solo tre piccole incisioni sull'addome, quindi permette un recupero abbastanza veloce. Ma quando non si può effettuare questo tipo di intervento? E quali i rischi. Approfondiamo nei dettagli l’argomento.

Laparoscopia cisti ovariche: intervento, rischi e convalescenza

    Indice Articolo:

  1. Che cos’è
  2. Intervento demolitivo o conservativo
  3. Come si svolge
  4. Decorso post operatorio e convalescenza.
  5. Vantaggi
  6. Controindicazioni
  7. Rischi

Che cos’è la laparoscopia per il trattamento delle cisti ovariche?

La laparoscopia ginecologica è una tecnica che si utilizza per risolvere alcune piccole problematiche come le cisti ovariche. È un tipo di intervento poco invasivo che non prevede di aprire la cavità addominale ma di accedervi mediante tre piccole incisioni sull'addome, e si avvale dell'utilizzo di un laparoscopio, uno strumento dotato di sorgente luminosa e telecamera che, inserito attraverso uno dei fori, permette al chirurgo di visualizzare la cavità addominale. Prima di parlare dell’intervento però è fondamentale chiarire cosa sono le cisti ovariche.

Tipologie di cisti: follicolari, endometriosicache dermoidi.

Le cisti ovariche sono una patologia benigna di comune riscontro nelle donne in età fertile tanto che si stima che il 20% delle donne abbia una o più cisti alle ovaie. Strutturalmente una cisti è una creazione tondeggiante dotata di membrana chiusa all'interno della quale vi è del liquido e nella maggior parte dei casi è totalmente asintomatica. A livello delle ovaie si possono trovare diverse tipologie di cisti le più comuni delle quali sono:

  • Cisti follicolare: è rappresentata dall'ingrossamento di uno dei follicoli ovarici ed è un tipo di cisti chiamato "funzionale" poichè legata alla funzionalità dell'ovaio. Regredisce spontaneamente dopo qualche ciclo mestruale e non causa nessun sintomo.

  • Cisti endometriosica: sono cisti cosiddette "cioccolato" poichè al loro interno presentano del sangue. La presenza di queste cisti è indice di endometriosi e si correla spesso con problemi di fertilità.

  • Cisti dermoide: queste cisti derivano dallo stesso tessuto da cui provengono gli ovuli e pertanto possono contenere frammenti di pelle, di capelli o di denti. Sono asintomatiche ma tendono a crescere di volume.

Approfondisci cosa sono e perchè si formano le cisti ovariche.

Qualora le cisti dovessero essere molto grandi, oppure compromettono la funzionalità dell'ovaio causando cicli mestruali irregolari e dolorosi, è possibile intervenire chirurgicamente per rimuoverle tramite laparoscopia. Vediamo come.

Metodi di rimozione con la laparascopia ginecologica: demolitiva o conservativa.

La rimozione laparoscopica delle cisti ovariche può essere di due tipologie, demolitiva o conservativa, la cui scelta dipende da una serie di parametri. Nei dettagli:

  • Demolitiva: con questa modalità si toglie sia la cisti che l'ovaio della paziente. Tale scelta si fa quando la paziente non è più in età riproduttiva, oppure ha già avuto figli e non intende averne altri, o ancora se le dimensioni della cisti sono troppo grandi o se questa è di natura maligna.

  • Conservativa: l'ovaio non viene rimosso e si elimina solo la cisti. Si sceglie questa opzione nel caso di pazienti in età riproduttiva, senza figli, oppure quando la cisti è piccola di dimensioni o di natura benigna.

Ma come si svolge l’intervento?

Come si svolge l'intervento? 

La preparazione del paziente è una procedura molto importante per eseguire l'intervento in tutta sicurezza ed evitare che insorgano complicazioni intraoperatorie.

La paziente viene ricoverata il giorno prima dell'esecuzione dell'intervento e verrà sottoposta a:

  • Analisi del sangue: per stabilire se tutti i valori, in particolare i parametri relativi alla coagulazione e all'emoglobina, sono a posto.

  • Radiografia del torace: elettrocardiogramma e visita anestesiologica in quanto l'intervento si esegue in anestesia totale.

  • Depilazione del pube: (tricotomia parziale o totale) per favorire l'inserimento del catetere post operatorio e per evitare rischi di contaminazione.

  • Digiuno: osservazione del digiuno a partire dalla mezzanotte.

  • Esecuzione di clisteri: per pulire completamente l'intestino onde evitare contaminazione batterica.

Il giorno dell'intervento la paziente verrà invitata a svuotare completamente la vescica e saranno somministrati degli antibiotici a scopo cautelativo.

Il giorno dell’intervento.

Una volta anestetizzata la paziente il medico chirurgo procederà con l'intervento vero e proprio che di solito ha una durata variabile da 30 minuti a un'ora o più (escludendo i tempi per la somministrazione dell'anestesia e quelli per il risveglio) in base a quanto è complessa la rimozione della cisti.

L'intervento si svolge nelle seguenti fasi:

  • Viene introdotto uno strumento nella vagina chiamato isteroiniettore o manipolatore uterino, che serve a mobilitare l'utero e a visualizzare meglio le ovaie.

  • Si esegue un'incisione di pochi centimetri nella zona periombelicale e si introduce un ago, chiamato ago di Verres, che insufflerà aria (solitamente si tratta di un gas a base di CO2) nell'addome per distenderlo, tenere separati i vari organi peritoneali e migliorare la visibilità del chirurgo.

  • Sempre attraverso l'incisione dell'ombelico viene introdotto il laparoscopio, uno strumento costituito da fibre ottiche che sono collegate ad una sorgente luminosa alla cui punta vi è una telecamera miniaturizzata che invia le immagini ad un monitor esterno munito anche di un videoregistratore. Manovrando il laparoscopio dall’esterno si riescono a inquadrare le ovaie ed a visualizzarle sul monitor.

  • Si praticano altri due fori, uno nella parte bassa e uno nella parte laterale della parete addominale. Queste due incisioni serviranno per introdurre gli strumenti necessari per rimuovere la cisti ovarica come per esempio pinze, forbici, aspiratore, elettrobisturi.

  • L'intervento termina con la rimozione degli strumenti chirurgici, dell'isteroiniettore e del laparoscopio, a cui segue la fuoriuscita del gas insufflato in addome, e con la sutura delle tre incisioni addominali le quali verranno poi ricoperte con un bendaggio.

Decorso post operatorio e convalescenza.

Sebbene la laparoscopia operativa possa essere eseguita anche in day hospital, la paziente rimane spesso ricoverata un paio di giorni per una maggiore sicurezza e per favorire il decorso post operatorio.

Si possono avere alcuni fastidi dopo l'operazione come per esempio:

  • Lievi perdite vaginali dovute all'introduzione dell'isteroiniettore.

  • Sensazione di gonfiore addominale dovuta all'insufflazione dell'aria nella cavità addominale.

  • Difficoltà a deglutire a causa del tubo inserito in trachea dopo l'anestesia.

  • Sensazione di stordimento, di nausea o di sonnolenza legata all'anestesia generale.

La convalescenza…

La paziente può riprendere a mangiare normalmente già dalla sera dell'intervento, sebbene alcuni medici preferiscano aspettare il giorno successivo per la somministrazione di liquidi e alimenti a causa della procedura di anestesia generale. Una volta passati un paio di giorni, se non insorgono complicazioni, la paziente viene dimessa e potrà riprendere la normale vita quotidiana facendo attenzione a far passare almeno 3 - 4 giorni prima di avere rapporti sessuali. Dopo circa 5 - 6 giorni è possibile togliere le bende che ricoprono le incisioni sull'addome poichè le ferite dovrebbero essere già perfettamente cicatrizzate.

I vantaggi della tecnica laparoscopica.

La tecnica laparoscopica offre numerosi vantaggi per eliminare una cisti ovarica, come per esempio:

  • Un vantaggio di tipo estetico dovuto ad una cicatrice molto meno visibile rispetto al tradizionale intervento di laparotomia.

  • Un minore tempo di ospedalizzazione che è di circa 2 giorni rispetto ai minimo 5 dell'intervento tradizionale.

  • Un intervento meno invasivo poichè non si apre la cavità addominale ed un conseguente decorso post operatorio più veloce e con minori complicanze.

  • Minore rischio di contrarre infezioni poichè non si viene ad aprire totalmente l'addome ma si praticano solo tre piccole incisioni.

Quando non è indicata? La laparotomia.

In alcuni casi la tecnica laparoscopica non è indicata per il trattamento delle cisti ovariche e si deve quindi procedere con il tradizionale intervento di laparotomia che prevede l'apertura della cavità addominale. La laparoscopia non è indicata:

  • In caso di pazienti obese o fortemente sovrappeso per la grande quantità di grasso che si presenta a livello addominale.

  • Nel caso vi siano stati precedenti interventi chirurgici, per esempio per peritonite, che hanno lasciato delle aderenze nella cavità addominale. In questi casi si sconsiglia la laparoscopia poichè potrebbe essere problematico riuscire a vedere bene la cavità addominale con il laparoscopio a causa dell'eccessivo strato di grasso o delle aderenze.

I rischi della laparascopia ginecologica.

La laparoscopia è un intervento chirurgico a tutti gli effetti e pertanto presenta alcuni rischi per la paziente che si sottopone alla rimozione delle cisti ovariche.

Tra i rischi possibili abbiamo:

  • Lesione accidentale delle anse intestinali o dei vasi addominali come l'aorta, la vena cava e la vena iliaca comune.

  • Micro emorragie con formazione di ematomi addominali.

  • Formazione di embolia gassosa o di enfisema sottocutaneo.

Tali complicanze sono tuttavia molto rare e l'intervento di laparoscopia risulta abbastanza sicuro per la paziente.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Alessia Paolini
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