Linfonodi ingrossati.

Linfonodi ingrossati

    Indice Articolo:

  1. Come e quando si ha l'ingrossamento dei linfonodi?
  2. Caratteristiche delle linfoadenopatie
  3. Quali sono le cause?
  4. Che fare in presenza di linfonodi ingrossati?
    1. Diagnosi della patologia
    2. Trattamento in funzione della diagnosi
  5. Opinioni e commenti

I linfonodi ingrossati con terminologia medica vengono anche indicati come linfoadenopatia e nella maggioranza dei casi sono il sintomo di una infezione/infiammazione in atto che può avere varie cause. Ci proponiamo nel seguito di chiarire se la presenza di ghiandole linfatiche tumefatte costituisca in ogni caso il segno di una patologia e quali sono le possibili malattie che un ingrossamento di linfonodi può configurare. E' importante chiarire decisamente che non sempre, in tali frangenti, occorre preoccuparsi ed interpellare al più presto uno specialista. Fortunatamente, infatti, la probabilità che l'ingrossamento dei noduli linfatici sia dovuta alla presenza di un tumore è estremamente bassa meno dell’1% e tale probabilità diminuisce ancora se il soggetto è un bambino.

Come può scatenarsi l’ingrossamento dei linfonodi?

Innanzi tutto chiariamo che i linfonodi ingrossati possono essere uno solo o più di uno. Il loro aumento di volume può essere causato da un aumento della produzione di linfociti susseguente ad una intrusione di un antigene considerato nocivo, da produzione di cellule infiammatorie per un processo flogistico in atto, o infiltrazioni di cellule neoplastiche nel caso di tumori o leucemie.

Cosa sono e a cosa servono i linfonodi?

I linfonodi detti anche impropriamente ghiandole linfatiche (non sono ghiandole perché non producono alcuna secrezione) sono numerosi piccoli organi (circa 600) che fanno parte del sistema linfatico. Sono scaglionati ad intervalli regolari lungo l'intero circuito linfatico con particolare agglomerazioni nel collo, ascelle, inguine ed addome. Ed hanno la funzione di:
  • produrre linfociti,
  • filtrare e distruggere germi, batteri e cellule tumorali.

Quando nel corpo è in atto un'infezione o un processo neoplastico aumenta la produzione dei linfociti ed i linfonodi subiscono un tumefazione ingrossandosi.

Descrizione e caratteristiche delle linfoadenopatie.

La linfoadenopatia è dunque un aumento di volume di uno o più linfonodi per cause che possono essere molteplici e di diversa natura e che nel seguito espliciteremo in dettaglio. La linfoadenopatia può classificarsi in :

Benigna. Se l’aumento di volume dei linfonodi non ha implicazioni di tipo neoplastico.

Maligna. Se l’aumento di volume dei linfonodi è conseguente ad infiltrazioni di cellule neoplastiche. Cellule neoplastiche che possono essere conseguenza di un tumore della regione anatomica che il linfonodo o l’agglomerato di linfonodi drena o conseguenza di una leucemia (interessamento neoplastico delle cellule del midollo) o di un linfoma (tumore specifico del tessuto linfoide).

Superficiale. Se interessa linfonodi superficiali.

Profonda. Se l’ingrossamento interessa linfonodi interni come quelli lombo aortici o mesenterici.

Solitaria. Se è tumefatto un solo linfonodo.

Regionale. Se la tumefazione interessa un intero agglomerato che drena una ben determinata regione corporea.

Generalizzata. Se sono interessate almeno due più agglomerati di linfonodi che non sono contigui. Sono causate da malattie sistemiche che spesso coinvolgono con la loro sintomatologia oltre ai linfonodi anche altri organi.

Cause dell’ingrossamento dei linfonodi.

La credenza diffusa è che un ingrossamento di linfonodi sia da correlarsi in ogni caso a una malattia di tipo neoplastico (leucemia, linfoma, tumore).

Tutto ciò non è assolutamente vero anzi i casi in cui la linfoadenopatia è causata da problemi di tale tipo sono relativamente pochi. Comunque sia di seguito riportiamo le principali cause che provocano ingrossamento di linfonodi dividendole in funzione della linfoadenopatia che determinano: localizzata o generalizzata.

Cause delle linfoadenopatia localizzate.

Linfonodi ingrossati Area corporea di drenaggio Possibili cause
Cervicali Testa e collo, laringe, trachea, tiroide, orecchio, bocca Infezioni virali:
  • Delle vie aeree superiori da Adenovirus;
  • Mononucleosi,
  • Morbillo,
  • Rosolia.

Infezioni batteriche:

  • Tubercolosi,
  • Difterite,
  • Tonsilliti.
  • Tularemia (da batterio Francisella tularensis trasportato e diffuso da punture di zecche).
Infezioni da protozoi o funghi:
  • Candida,
  • Toxoplasmosi,
  • Leptospirosi.
Malattie neoplastiche:
  • Linfomi,
  • Leucemie.
Sottomandibolari

e sottomento

Cavo orale: denti, lingua e gengive Infezione del batterio Bartonella (graffio del gatto),

Carie dentarie o eiezione del molare del giudizio,

Sifilide (infezione della Spirocheta Treponema pallidum),

Polmonite da Mycoplasma Hominis.

Preauricolari Palpebre, cuoio capelluto temporale, guance,congiuntive Infezioni oculari da batterio Herpes zoster,

TBC,

Rosolia,

Tularemia,

Congiuntivite da Chlamidya.

Occipitali Cuoio capelluto, strutture del collo Infezioni da pediculosi,

Dermatite seborroica,

Rosolia,

Sesta malattia,

Tularemia.

Ascellari Torace, petto, addome superiore, braccia e mani Cancro al seno,

Linfoma,

Mastite,

Toxoplasmosi,

Infezioni da Citomegalovirus,

Infezioni batteriche locali.

Epitrocleari Braccia ed avambracci Infezioni batteriche locali susseguenti a tagli o lesioni,

Sifilide,

Infezione batterica da puntura di zecche,

Infezione da fungo Sporothrix schenckii.

Sottoclaveari Testa, collo, torace, polmoni, addome Infezioni batteriche addominali e toraciche,

Patologie neoplastiche polmonari e organi dell’addome.

Inguinali Organi genitali, perineo e pube, ano, glutei, arti inferiori Infezioni batteriche localizzate,

Dermatiti da pannolino nei neonati,

Dermatiti dei genitali,

Linfomi,

Metastasi di tumori ossei degli arti inferiori,

Sifilide.

Poplitei e femorali Arti inferiori, ginocchio, gamba e piede Infezioni batteriche localizzate susseguenti a traumi o tagli,

Tumori ossei

Mediastinici Organi interni del torace TBC,

Infezione da fungo Coccidioides immitis,

Linfoma,

Fibrosi cistica (malattia genetica che determina ricorrenti infezioni polmonari).

Addominali e pelvici Organi dell’addome e pelvici Infezioni batteriche localizzate

Linfomi.

Cause delle linfoadenopatie generalizzate.

Le linfoadenopatie generalizzate possono essere causate da:

Infezioni. Possono avere varia natura: virali, batteriche, micotiche. Ne citiamo qualcuna ad esempio: tubercolosi, salmonella, brucellosi,etc.

Malattia che hanno una base autoimmune. Ossia malattie che sono caratterizzate da un errore del sistema immunitario che scatena contro il self una errata ed abnorme reazione. Appartengono a questa tipologia:

  • Artrite reumatoide. Infiammazione delle articolazioni sinoviali che ne interessa almeno quattro. Ha un andamento cronico. L’ingrossamento dei linfonodi si accompagna a febbre, dimagrimento, tumefazione e compromissione delle articolazioni.
  • Lupus eritematoso o LES. La reazione autoimmune interessa vari organi (cuore, polmoni, fegato, reni ed anche le articolazioni. La linfoadenopatia si accompagna all’eritema tipico della malattia a forma di farfalla, febbre, dimagrimento, tosse e dolore al torace.

Malattie del metabolismo. Come possono essere la Malattia di Gaucher che una malattia del metabolismo dei lipidi. Questo difetto metabolico determina un accumulo di cataboliti nei liposomi dei macrofagi. Per effetto di tale accumulo i macrofagi crescono di dimensioni e si concentrano nella milza, fegato e midollo osseo compromettendone la funzionalità.

Fibromialgia.

Sindrome da Immunodeficienza Acquisita.

Infezioni. Le infezioni che tra i sintomi presentano linfoadenopatia sono svariate le più comuni sono: la tubercolosi, la mononucleosi, la brucellosi, la leptospirosi, la salmonella, la sifilide, tularemia.

Anemie. Come la talassemia, le anemie emolitiche e quelle falciformi.

Leucemie.

Puoi approfondire la leucemia o meglio le leucemie che sono tumori dei globuli bianchi

Linfomi.

Carcinoma tiroideo.

Sarcoma dei tessuti connettivi.

Neuroblastoma. Tumore infantile delle surreni.

Infiammazione delle piccole arterie (malattia di Kawasaki).

Farmaci. La fenitoina farmaco utilizzato per la cura dell’epilessia.

Vaccinazioni. La vaccinazione anti tifo può causare linfoadenopatia generalizzata.

Come comportarsi se si scopre di avere linfonodi ingrossati.

La presenza di linfonodi ingrossati come già detto nella maggioranza dei casi non è il sintomo di una grave malattia ma spesso è conseguenza di una banale infezione. Occorre però interpellare i il medico se il volume del linfonodo non regredisce rapidamente ed al contrario aumenta nel tempo, se ha una consistenza legnosa e se non è dolente al tatto e non è mobile.

Diagnosi della linfoadenopatia.

La diagnosi si effettua servendosi di:

  • Analisi anamnestica.
  • Analisi dei sintomi e segni.
  • Esame obiettivo del paziente e minuziosa ispezione delle vie linfatiche.

Se tutto ciò non basta a formulare una diagnosi sulle possibili cause saranno necessarie necessari le seguenti ulteriori indagini:

  • Esame emocromocitometrico. Esame ematochimico che conta le cellule del sangue.
  • Ves e Proteina C reattiva. Queste risulteranno con valori elevati se vi sono infiammazione in atto.
  • Esami sierologici per la ricerca di anticorpi specifici: virus di Epstein Barr, Adenovirus, TAS, etc.
  • Reattività alla tubercolosi.
  • Ecografia della cavità addominale. Per valutare presenza di masse tumorali e ingrossamento di linfonodi profondi.
  • Radiografia del torace

Qualora anche con tali analisi non si riuscisse a dirimere la questione si dovranno effettuare ancora:

  • Biopsia del nodulo ingrossato previa sua escissione chirurgica.
  • Coltura per le salmonelle.
  • Ricerca degli autoanticorpi e del fattore reumatoide.

Trattamento dei linfonodi ingrossati.

Visto l’elevato numero di patologie che la linfoadenopatia può sottendere non esiste un protocollo di cura univoco. La cura viene pertanto scelta in funzione della diagnosi ovvero della causa che ha procurato l’ingrossamento dei linfonodi. Così se questa è ad esempio una infezione virale non si effettuerà alcuna terapia e basterà che trascorra qualche giorno e la tumefazione si ridurrà da sola. Se la causa è una infezione batterica la terapia sarà prevalentemente antibiotica. Se sfortunatamente la causa è di natura neoplastica si ricorrerà alla chemioterapia o radioterapia e talvolta alla rimozione chirurgica del linfonodo tumefatto.

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