Mononucleosi infettiva, sintomi e cura.

Mononucleosi infettiva, sintomi e cura

    Indice Articolo:

  1. Contagio, come si trasmette la mononucleosi
  2. Sintomi, cosa comporta
  3. Diagnosi, analisi ed esami
  4. Terapia a base di farmaci
  5. Durata: quanto tempo per guarire?
  6. Rischi, conseguenze e complicazioni
  7. Opinioni e commenti

Detta malattia del bacio, molto diffusa tra i giovani, la mononucleosi è un’infezione virale dovuta ad un virus della famiglia dell'Herpes (quello delle escoriazioni labiali), detto di Epstein-Barr, che colpisce i linfociti B del sistema immunitario e provoca un aumento elevato di globuli bianchi di grandi dimensioni, detti le cellule mononucleate.

L’infezione da EBV è molto comune e colpisce i bambini dall’età di 5 anni; statisticamente, quasi il 95% della popolazione negli Stati Uniti ed in Europa ha avuto l’infezione da EBV.

Come avviene il contagio.

La mononucleosi si trasmette attraverso la saliva e le urine ci si infetta quando si viene a contatto con tali fluidi corporei che contengono il virus. Potrebbe essere sufficiente anche un locale affollato per le particelle di saliva emesse con tosse e starnutii. La contagiosità dell'infezione inizia durante il periodo di incubazione e permane a lungo anche dopo la guarigione, in quanto il virus si riattiva periodicamente. Anche i portatori sani sono contagiosi.

Quali sono i sintomi.

Mononucleosi infettiva sintomi

La mononucleosi infettiva è spesso asintomatica nei bambini, mentre negli adolescenti e negli adulti può essere asintomatica o presentare sintomi diversi in base al ceppo virale.

I quattro sintomi principali sono:

astenia, febbre, mal di gola, ingrossamento linfonodale (ingrossamento delle ghiandole linfatiche in special modo quelle del collo).

L’infezione in genere comincia con uno stato di malessere generale seguito da febbre, che può raggiungere anche i 39°, mal di gola ed ingrossamento dei linfonodi delle ascelle, del collo e dell’inguine.

A questi sintomi si aggiunge un ingrossamento della milza, che sebbene asintomatico, può condurre alla rottura dell'organo.

Anche il fegato può ingrossarsi con aumento delle transaminasi. Raramente compare un lieve ittero.

Come si effettua la diagnosi.

I sintomi della mononucleosi si presentano anche in molte altre malattie infettive, pertanto per avere una diagnosi certa, occorre fare esami ematologici:

  • Esame emocromocitometrico: che determina l'aumento dei globuli bianchi ingranditi e caratteristici.
  • Monotest: test semplice che ricerca anticorpi ma non specifico.
  • Ricerca degli Anticorpi anti EBV EA. Analisi per individuare gli anticorpi specifici del virus, presenti nel sangue anche a distanza di mesi.
  • Ricerca degli Anticorpi anti EBV VCA. Anticorpi specifici del virus presenti per alcune settimane.

Quale è la terapia? Cure con i farmaci.

Per la Mononucleosi il riposo rappresenta la migliore terapia, i soggetti con mononucleosi devono rimanere a riposo fino alla totale scomparsa dei sintomi.

Per evitare problemi alla milza, è necessario evitare sollevamento di pesi, ed ogni attività sportiva per 6-8 settimane.

Il paracetamolo o i FANS quali l’ aspirina, sono utili per alleviare febbre e mal di gola, ma quest'ultima non deve essere somministrata ai bambini per il rischio di sindrome di Reye, una patologia, talvolta letale, che causa infiammazione ed edema cerebrale e degenerazione epatica, che può presentarsi in caso di infezione virale in bambini che assumono aspirina.

Alcune rare complicanze come l’edema delle vie aeree, sono trattate con cortisone.

Ad oggi, non risulta provata l'efficacia degli antivirali che pertanto vanno evitati nella cura.

Durata della malattia.

Il periodo di incubazione dell’infezione è di 30 – 50 giorni.

La durata della mononucleosi è variabile, la fase acuta dura circa 2 settimane, dopo le quali la maggior parte dei soggetti riesce a riprendere le normali attività quotidiane.

Tuttavia, la stanchezza può persistere per settimane e talvolta per mesi.

Rischi della mononucleosi.

In verità la patologia, se ben curata, non crea conseguenze, solo in caso di mononucleosi in gravidanza il livello di attenzione cresce.

Dopo la guarigione, l'infezione rimane allo stato latente è può ripresentarsi periodicamente.

Solo raramente la patologia può causare complicanze rare quali convulsioni, alterazioni neurologiche, alterazioni comportamentali e infiammazioni cerebrali, encefaliti, o delle membrane dell’encefalo, meningiti.

Recentemente la medicina ha rilevato che nelle donne la mononucleosi può comportare uno squilibrio endocrino causa della patologia della Stanchezza Cronica che comporta un senso permanente di stanchezza, invalidante.

Oggi, infine la scienza medica ha evidenziato che alcuni virus alterano il DNA della cellula ospite in modo da renderla soggetta allo sviluppo dei tumori. Tra i virus possibili causa di tumore vi è l’ Epstein Barr che può essere responsabile del Linfoma di Burkit, di alcuni tumori del naso e della gola e di altri linfomi.

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