Nevralgia del trigemino.

Nevralgia del trigemino

Prenderemo in esame una delle sindromi dolorose tra le più severe: la nevralgia del trigemino. Tanto dolorosa che nel passato la patologia era nota come la “malattia del suicida” per il numero di soggetti che induceva all’insano gesto data l’impossibilità di controllare il dolore.

Come sempre iniziamo con un richiamo anatomico degli organi interessati.

Il nervo trigemino è un nervo della testa ed è del tipo misto. Esso è infatti costituito dall’insieme di fibre somatiche che trasportano gli stimoli sensori di buona parte dei tessuti del cranio (lingua, bocca, denti, meningi, etc.) e da fibre motorie che comandano essenzialmente la muscolatura della masticazione. Fin dalla partenza dal sistema nervoso centrale il trigemino è distinto nelle sue componenti: somatiche e motorie. Le fibre somatiche da un ganglio detto di Gasser allocato in una cavità della Dura madre si suddividono: nervo oftalmico, nervo mascellare, nervo mandibolare.

Descrizione e caratteristiche della nevralgia del trigemino.

La nevralgia del trigemino è, come l’etimologia greca della parola stessa indica, una sindrome dolorosa che interessa la terminazione nervosa del trigemino. Chiariamo che col termine nevralgia si intende una patrologia del nervo. E pertanto il dolore è localizzato nella regione anatomica che la terminazione innerva e non lungo la terminazione stessa.

Le cause della patologia.

La nevralgia del trigemino può avere diverse cause strutturali ma può anche presentarsi senza che le indagini riescano ad identificare una precisa causa, allora si parla di forma idiopatica della malattia.

Le cause strutturali come accennato possono essere diverse e di varia natura elenchiamone le più frequenti:

  • Danno della guaina mielinica che riveste il nervo. La guaina mielinica è una struttura biancastra che riveste il nervo e che svolge lo stesso compito della guaina di plastica che riveste un filo elettrico: impedire che il segnale elettrico che viaggia su di esso si alteri o disperde. In condizione di deterioramento del rivestimento mielinico gli impulsi elettrici trasportati possono alterasi e quindi attivare aree del cervello che inducono la sensazione del dolore o disattivare quelle che la inibiscono. I danni alla mielina possono essere provocati da:
  • Anomalie de vasi sanguigni (aneurismi o malformazioni nel percorso) che premono sul nervo lo danneggiano.
  • Malattie come la sclerosi multipla.
  • Forme tumorali che comprimono il nervo.
    • Nevralgia successiva ad infezione da virus Herpes Zoster della varicella (Fuoco di Sant’Antonio).
    • Sindrome di Gradenigo. Infiammazione del trigemino successiva ad un’otite purulenta.

    I sintomi.

    La sintomatologia della nevralgia del trigemino è caratterizzata dal dolore solitamente improvviso e lancinante che può localizzarsi in vari punti del viso ma anche da entrambi i lati del volto. Gli attacchi dolorosi durano un tempo breve ma si susseguono in continuazione nel corso dell’intera giornata. Possono avere durata di mesi per poi sparire anche per diversi anni per poi ripresentarsi.

    In base alla tipologia del dolore si classificano 2 differenti nevralgie del trigemino:

    Di tipo 1. Caratterizzata da dolore lancinante ed intermittente come se provocato da una scossa elettrica o un oggetto incandescente.

    Di tipo 2. Caratterizzato da dolore acuto ma costante.

    Gli attacchi possono essere scatenati da cause banali che rientrano nella normale routine quotidiana: acqua fredda sul volto, vento, lavarsi i denti, masticare, etc. Esistono dei punti sul volto in cui un semplice sfioramento attiva la sindrome dolorosa. Tali punti sono denominati trigger point.

    La diagnosi della nevralgia del trigemino..

    Non esistono test specifici per la diagnosi che perciò va fatta con l’esame dei sintomi. Possono poi essere effettuati dei test per tentare di determinarne la causa: la RMN o meglio ancora l’angiografia con Risonanza magnetica che con un mezzo di contrasto consente una completa visualizzazione dei vasi sanguigni.

    La terapia.

    Per la cura della nevralgia del trigemino esistono due diverse terapie:

    Farmacologica. Si usano farmaci anticonvulsivanti. Ossia quelli utilizzati per le l’epilessia come: Carbamazepina, Lamotrigina, etc. Molto spesso però circa nella metà delle situazioni detti farmaci non sono tollerati dal paziente.

    Chirurgica. Le tecniche sono varie di seguito ne riportiamo alcune:

    • Decompressione micro vascolare. E un intervento invasivo di microchirurgia e consiste nell’osservare al microscopio le fibre nervose e rimuovere eventuali vasi che le comprimono.
    • Rizotomia è un intervento che consiste nella distruzione mirata di alcune fibre nervose. Queste sono opportunamente scelte per bloccare la trasmissione del dolore. L’intervento può essere effettuato utilizzando le radio frequenze.
    • Compressione con palloncino. Viene introdotta nel cranio una cannula fino al punto in cui la terminazione nervosa passa nella scatola cranica. Nella cannula viene introdotto un catetere che reca in cima un palloncino. Quando il palloncino raggiunge la zona sopra indicata viene gonfiato. La sua espansione comprime il trigemino sulla meninge dura madre. La compressione danneggia la guaina mielinica impedendo la trasmissione delle sensazioni del volto e quindi del dolore.

    Esistono svariate terapie alternative. Ma non vi è una effettiva evidenza scientifica del loro funzionamento. Le più usate sono:

    • Agopuntura.
    • Terapia nutrizionale.
    • Stimolazione elettrica.

    Dati epidemiologici.

    I dati a disposizione parlano di una persona ogni quindicimila. Si propende, però, a considerare che tali dati siano carenti per difetto perché la diagnosi non facile induce in numerosi errori. L’età in cui la malattia si manifesta è di norma superiore ai 40 anni.

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