Nicturia, urinare spesso di notte: cause e rimedi.

Nicturia, urinare spesso di notte: cause e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Sintomi associati e diagnosi
  3. Cause e patologie 
  4. Rischi e conseguenze
  5. Rimedi naturali e farmacologici
  6. Opinioni e commenti

Urinare spesso di notte? La nicturia è un disturbo che può avere cause patologiche e non. Scopri i rischi ed i rimedi naturali e farmacologici e le possibili conseguenze. 

 Quando si parla di nicturia?

La nicturia può essere definita come lo stimolo ad urinare la notte con una frequenza superiore al normale. È, quindi, un disturbo notturno (che può riguardare anche i bambini) e non per forza una malattia. Va, però, detto che talvolta la nicturia può essere il sintomo di una patologia fisica ma anche psicologica, legata in questo caso a condizioni di forte stress. In condizioni normali e, dunque, non patologiche, la nicturia si può presentare in maniera saltuaria; ad esempio, se si beve molto durante il giorno.

Sintomi associati per la diagnosi.

Alla nicturia possono essere associati diversi sintomi, sulla cui base il medico (il pediatra se si tratta di nicturia infantile) potrà individuare le cause all’origine del disturbo e orientarsi verso la terapia più utile.

Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • Pollachiuria. Si tratta di un aumento della frequenza della minzione con emissione di piccole quantità di urina, per cui si urina spesso (senza aver bevuto eccessivamente) ma poco. Tale condizione può essere dovuta ad un'ostruzione del canale uretrale , frequente negli anziani con ipertrofia prostatica.
  • Ematuria. Con questo termine, si indica l'emissione di urine miste a sangue, un problema solitamente causato da infezioni renale o vescicale , ad esempio, la cistite emorragica o calcoli.

Puoi approfondire le cause e le cure del'ematuria.

  • Poliuria. In questo caso, si produce urina in eccesso. All’origine, possono esservi patologie, ma può anche trattarsi di un disturbo saltuario, legato alla semplice ingestione di liquidi in grandi quantità.
  • Disuria. In questo caso, si avverte, invece, difficoltà ad urinare, nonostante lo stimolo sia presente. È tipica della cistite.

 Cause patologiche: quali sono?

Principali cause della necturia

Come si accennava all’inizio, dando una definizione della nicturia, la comparsa di questo disturbo potrebbe essere la spia di una patologia, ma anche il prodotto di condizioni non patologiche, legate all’uso di farmaci o a condizioni particolari del soggetto, come ad esempio la gravidanza o l’età infantile o avanzata.

Per la maggior parte, le cause patologiche della nicturia sono legate a problemi all'apparato urinario, come per esempio infezioni. Può, però, essere dovuta anche a patologie di tipo sistemico. Tra le malattie che possono determinare nicturia abbiamo:

  • Cistite. In questo caso, all’origine della nicturia ma anche di pollachiuria e, talvolta, ematuria (in caso di cistite emorragica), è un'infezione della vescica. Si urina poco e spesso, sia durante il giorno sia durante la notte, e si avverte un senso di pesantezza al basso ventre.
  • Problemi alla prostata. Patologie come la prostatite (infiammazione della prostata) o l’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna (con aumento eccessivo del tessuto prostatico) possono determinare la nicturia anche in maschi giovani.
  • Allo stesso modo, anche il cancro alla prostata, che differisce dall'ipertrofia prostatica benigna per la proliferazione incontrollata del tessuto prostatico, può avere tra i sintomi la nicturia, per quanto non nelle prime fasi della malattia.
  • Diabete. Disfunzioni metaboliche come il diabete mellito o il diabete insipido possono provocare nicturia. Nel primo caso, il disordine metabolico dovuto alla carenza di insulina provoca scompensi all’intero organismo; fra questi, la sete eccessiva può portare nicturia e poliuria. Nel diabete insipido, invece, la mancanza dell'ormone antidiuretico provoca nicturia, emissione di grandi quantità di urina e polidipsia.
  • Morbo di Parkinson. Anche questa patologia potrebbe causare problemi di nicturia, dovuti alla difficoltà di controllare volontariamente la vescica, tipica del morbo.
  • Insufficienza renale cronica. Questa patologia è caratterizzata dalla progressiva e irreversibile riduzione della funzionalità renale. In questo caso, la nicturia si manifesta nelle prime fasi della malattia ed è caratterizzata dall’emissione saltuaria di quantità di urina relativamente modeste. Con il progredire della malattia, alla nicturia si sostituiscono oliguria e anuria.
  • Colite. Anche chi soffre di colite o di sindrome del colon irritabile potrebbe essere soggetto a nicturia. In questo caso, compaiono anche diarrea, flatulenza, stipsi e altri disturbi dell'apparato digerente.
  • Scompenso cardiaco. Insufficienza e scompensi cardiaci determinano l’accumulo di liquidi e sali durante l'arco della giornata. Conseguentemente, durante la notte l’organismo, nel tentativo di eliminare i liquidi in eccesso, è soggetto a nicturia, uno dei primissimi campanelli d’allarme dello scompenso cardiaco.
  • Obesità. Un soggetto obeso può soffrire di nicturia sia a causa della pressione degli organi interni sulla vescica, causata dall'eccessiva presenza di grasso, sia a causa delle complicanze dell'obesità, fra cui il diabete.

Cause non patologiche che portano ad urinare spesso di notte.

Le cause non patologiche della nicturia sono varie e legate sia a problemi di natura psicologica sia a problemi alimentari o, ancora, a particolari condizioni, come la gravidanza e l’età. Tra le cause non patologiche rientrano, dunque:

  • Ansia e stress. Chi soffre di persistenti stati d’ansia o è particolarmente stressato può soffrire di nicturia psicogena. Lo stato di ansia e stress può, infatti, essere all’origine di una maggiore produzione di urina e, dunque, della nicturia.
  • Gravidanza. In gravidanza, specialmente nell'ultimo trimestre quando il volume dell'utero è raddoppiato, si può soffrire di nicturia. L'utero, infatti, preme al livello della vescica, facendo aumentare lo stimolo a urinare.
  • Età. Soggetti anziani o bambini, che hanno perso o non hanno ancora acquisito il completo controllo della vescica, possono avvertire la necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare. In età avanzata, si dovrà anche tenere conto della minore produzione di ormoni antidiuretici, all’origine di una maggiore produzione di urina e, dunque, di nicturia.
  • Alimentazione. Chi segue una dieta iperproteica e ingerisce grandi quantità di acqua durante il giorno per eliminare le scorie azotate in eccesso prodotte dalle proteine, può soffrire di nicturia correlata all'eccessiva assunzione di acqua. Anche l'assunzione di bevande stimolanti, contenenti caffeina e teina, può portare ad una maggior produzione di urina e al bisogno di eliminarla durante la notte.
  • Farmaci. Nell’ambito di una particolare terapia, l'assunzione di alcuni tipi di farmaci, come per esempio i diuretici che aumentano l'eliminazione dei liquidi, può provocare l'insorgere di nicturia.
  • Menopausa. Le donne in menopausa possono soffrire di nicturia a causa della diminuzione dell'elasticità della vescica, che si verifica fisiologicamente in questo periodo. A questo non corrisponde, però, una riduzione dell’urina prodotta. Di conseguenza, la produzione di urina rimane normale, la vescica è meno elastica e si avverte il bisogno di urinare spesso anche durante la notte.

Rischi e possibili conseguenze.

Se, nonostante i sintomi, non si indaga sulle cause determinanti, la nicturia, quando non saltuaria, può portare anche a conseguenze piuttosto gravi, con la conseguente necessità di ricorrere a una terapia più forte. Tra queste abbiamo:

  • Disturbi del sonno. Alzarsi spesso durante la notte per urinare, interrompendo così il sonno, fa sì che il soggetto non riposi in maniera adeguata, innalzando i livelli di stress, con conseguenze più serie in soggetti più delicati come i bambini.
  • Depressione. Quando la nicturia si presenta ad alti livelli, può finire col condizionare la qualità della vita del soggetto, che può ridurre l’assunzione di liquidi, evitare l’intimità sessuale e innescare forti stati di ansia e stress, che possono sfociare nella depressione.
  • Pressione bassa. Urinare spesso, sia durante il giorno sia durante la notte, determina la perdita di grandi quantità di liquidi, il che potrebbe provocare un abbassamento della pressione sanguigna.
  • Disidratazione. L'eccessiva perdita di liquidi causata dalla continua emissione di urina può portare a disidratazione, con conseguenze dannose per tutto l’organismo.

Come curare la nicturia: farmaci o rimedi naturali?

Vediamo ora quali sono i rimedi alla nicturia (e non, chiaramente, alle sue cause).

I farmaci che curano il disturbo.

In urologia, diverse tipologie di farmaco curano disturbi alla vescica come l'incontinenza. All'occorrenza queste terapie possono essere utilizzate, sotto controllo medico, anche per il trattamento della nicturia. Tra questi farmaci rientrano:

  • Antidepressivi ad azione anticolinergica. Agiscono a livello del muscolo detrusore della vescica, migliorandone lo svuotamento.
  • Farmaci che riducono la produzione di urina. Svolgendo una funzione analoga all'ormone antidiuretico, fanno si che la vescica si riempia meno e che, di conseguenza, si avverta meno lo stimolo ad urinare.

I rimedi naturali e alternativi.

Nel dare all’inizio una definizione di nicturia, si accennava anche all’esistenza di rimedi naturali per chi ne soffre. Questo genere di terapia si fonda su rimedi di tipo omeopatico e fitoterapico e includere anche tutta una serie di esercizi di rafforzamento dei muscoli vescicali. Infine, un altro rimedio può venire dalla medicina alternativa e dall’agopuntura.

Tra i rimedi omeopatici (preparati che si assumono sotto forma di granuli omeopatici) citiamo:

  • Mercurius corrosivus 5ch. Se ne consiglia l’assunzione di 3 granuli ogni ora in caso di nicturia da cistite.
  • Sabal serrulata 5ch. Conosciuta anche come Serenoa repens e contenente il beta sitosterolo come principio attivo; se ne consigliano 3 granuli due volte al giorno in caso di nicturia da ipertrofia prostatica benigna e da prostatite.

Oltre a una terapia omeopatica, anche alcuni rimedi fitoterapici possono risolvere nicturia non saltuaria dipendente da cistite, prostatite o ipertrofia prostatica. Tra i rimedi fitoterapici ricordiamo:

  • Mirtillo rosso. Utile per le cistiti e le prostatiti, da assumere come frutto, succo di frutta, infuso o estratto secco in compresse, grazie ai suoi principi attivi (flavonoidi e antocianine), il mirtillo rosso diminuisce la proliferazione dei batteri, causa di infezioni. La posologia varia in base al tipo di infiammazione, ma per cistiti e prostatiti acute se ne consiglia l’assunzione sotto forma di compresse. Per la cistite, due la mattina e due la sera per almeno cinque giorni; per la prostatite, sempre due compresse la mattina e due la sera, ma per almeno dieci giorni.
  • Semi di zucca. Contengono aminoacidi, fitosterine, delta steroli e cucurbitine e hanno la capacità di ridurre i sintomi dell'ipertrofia prostatica, nicturia compresa. Si consiglia di assumerne almeno 10 g al giorno.
  • Pygeum africanum. Contiene beta sitosterina, fitosteroli e acidi triterpenici ed è utile per il trattamento sintomatico dell'ipertrofia prostatica benigna e nelle prostatiti. La posologia è di 75 - 200 mg al giorno in base alla gravità dei sintomi. Si consiglia l'assunzione dopo i pasti a stomaco pieno per evitare problemi gastro-intestinali.

Infine, tra gli altri rimedi naturali, possiamo citare alcuni esercizi specifici per la vescica e i muscoli ad essa correlati e, da ultimo, l'agopuntura.

  • Esercizi di Kegel. Mirano a rinforzare i muscoli del pavimento pelvico, determinando un migliore contenimento dell’urina nella vescica e una maggiore resistenza allo stimolo di urinare. Prevedono una serie di contrazioni volontarie del pavimento pelvico e della vescica, da compiersi durante l'atto della minzione, interrompendo volutamente il flusso di urina in uscita. Le contrazioni muscolari volontarie possono essere effettuate anche se non si sta urinando. Si consiglia di contrarre i muscoli, contare fino a dieci e poi rilassarli, ripetendo l’esercizio per almeno 5 minuti due volte al giorno. Sono particolarmente indicati per la nicturia femminile; le donne sono, infatti, maggiormente predisposte al rilassamento dei muscoli della zona per dei problemi connessi alla gravidanza.
  • Agopuntura. Prevede l'utilizzo di aghi in punti specifici del corpo (28V e 3RM, chiamati anche punti shu del dorso e punti mu della vescica). Può essere utile in caso di ipertrofia prostatica benigna.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dott.ssa Margherita Mazzola (Biologa)
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