Noduli al seno benigni e tumori maligni. Quando Preoccuparsi? Diagnosi e terapie.

Noduli al seno benigni e tumori maligni. Quando Preoccuparsi? Diagnosi e terapie

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono
  2. Quando preoccuparsi
  3. Noduli benigni
  4. Noduli maligni
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Opinioni e commenti

I noduli al seno possono essere benigni o maligni, quando bisogna preoccuparsi realmente? Approfondimenti su tipologie, terapie ed autopalpazione per una diagnosi precoce.

I noduli al seno: caratteristiche e tipologie.

Le più comuni tipologie di noduli al seno

I noduli al seno sono delle lesioni alla mammella solitamente non visibili che si possono riscontrare nelle donne di qualsiasi età e che possono avere localizzazione monolaterale o bilaterale. Generalmente vengono distinti in noduli benigni e tumori maligni.

I primi sono solitamente delle cisti o dei fibroadenomi e risultano mobili e molli al tatto e con una forma e dei contorni ben definiti.

I secondi invece non sono mobili e hanno una consistenza dura, inoltre la forma è irregolare così come i contorni.

Per comprendere cosa sia realmente un nodulo al seno è bene conoscere l’anatomia della mammella la quale presenta normalmente dei raggruppamenti di cellule chiamati acini che si riuniscono in lobuli e lobi, cioè degli insiemi più grandi di cellule e strutture ghiandolari e che conferiscono al seno un aspetto nodulare.

Di conseguenza alla palpazione si avvertiranno questi raggruppamenti sotto forma di noduli che però presentano la stessa consistenza e dimensione. Quando si nota un nodulo diverso per consistenza e dimensioni allora si può parlare di nodulo al seno nel senso di lesione della mammella.

Quando Preoccuparsi? I noduli benigni ed i tumori maligni al seno.

La prima domanda che ci si pone quando si scopre di avere un nodulo al seno è “ma sarà benigno o maligno”? E’ bene precisare subito che non è detto che un nodulo al seno sia per forza indice di tumore. Le cisti, infatti, sebbene per precauzione vadano tutti considerate come sospette, possono essere anche benigne. Le distinzioni tra malignità o meno di un nodulo vengono fatte in base a diversi parametri.

In generale le caratteristiche di un nodulo benigno sono:

  • Al tatto ha una consistenza molle.
  • Quando lo si tasta con i polpastrelli risulta mobile.
  • Ha una forma ben definita con dei contorni regolari netti e lisci.
  • Tende a non essere vascolarizzato cioè non vi sono dei vasi sanguigni che apportano nutrienti al nodulo e che quindi lo possono far crescere senza controllo.
  • Può essere sia dolenti che non dolenti.
  • Non modifica né la forma né la pelle del seno.
  • Può presentare micro e macro calcificazioni che per forma, densità, localizzazione, distribuzione e numero non sono preoccupanti. 

Anche un nodulo maligno ha dei tratti caratteristici, che andranno ovviamente valutati e confermati da un medico esperto in materia, ma in generale le sue peculiarità sono:

  • Non è mobile al tatto ma fisso e ha una consistenza dura rispetto al resto della mammella.
  • I contorni sono irregolari, sfumati e frastagliati e non ha una forma definita.
  • Può infiltrare le ghiandole circostanti, causare retrazione della pelle della mammella e modificare la forma del seno.
  • È vascolarizzato, riceve cioè un apporto nutritivo dai vasi sanguigni che fanno si che cresca in volume e dimensioni.
  • Può presentare micro e macro calcificazioni che per forma, densità, localizzazione, distribuzione e numero sono sospette o destano preoccupazione. 

Alcuni noduli possono essere definiti sospetti e hanno delle caratteristiche intermedie tra i benigni e i maligni. In generale un nodulo è definito sospetto quando non è del tutto mobile ma nemmeno del tutto fisso, quando è vascolarizzato e quando i contorni o la forma non sono ben definiti ma nemmeno atipici. Si definiscono sospetti anche quei noduli che provocano la presenza di linfonodi ascellari reattivi e dolore al braccio corrispondente poiché la causa di infiammazione dei linfonodi potrebbe essere anche di origine tumorale.

Noduli benigni: tipologie sintomi e terapia.

I noduli benigni sono delle lesioni della mammella comuni in età diverse della vita della donna e solitamente non evolvono in patologie maligne. Nonostante questo è bene sempre tenerli sotto controllo perché un minimo cambiamento può portare il nodulo benigno verso un’evoluzione maligna. Le cause possono essere di natura ormonale, genetica o multifattoriale ma in generale non vi è una causa precisa ben definita. I noduli benigni, come precedentemente accennato, sono noduli che si muovono, con contorno ben definiti e dalla consistenza molle.

Cisti. 

Le cisti rappresentano la tipologia di nodulo più comune e si riscontrano più frequentemente nelle adolescenti e nelle donne in giovane età dai 20 ai 30 anni. Le caratteristiche principali delle cisti sono:

  • La consistenza molle a causa del loro contenuto liquido o di grasso. Le cisti infatti al loro interno contengono una secrezione sierosa o del tessuto adiposo.
  • Spesso sono legate agli ormoni e tendono ad aumentare di volume durante l’ovulazione o nel corso del ciclo mestruale e a diminuire di volume dopo le mestruazioni.
  • Sono solitamente non dolenti ma possono infiammarsi per cause non note e determinare la comparsa di dolore. Spesso l’infiammazione è legata alle variazioni ormonali durante il ciclo mestruale.
  • Possono essere localizzate in un solo seno o in tutti e due e si possono avere cisti singole o cisti multiple e raggruppate sotto forma di grappolo.
  • Hanno forma ben definita di solito ovoidale o rotondeggiante e possono essere distinte in micro cisti quando le dimensioni sono inferiori ai 2 cm e non risultano palpabili, e in macro cisti quando le dimensioni sono comprese tra 2 e 5 cm.

Le cisti al seno non devono destare particolari preoccupazioni, vanno tenute sotto controllo e spesso nel periodo pre menopausa tendono a regredire spontaneamente perché viene meno l’azione degli ormoni. Se risultano eccessivamente grandi o fastidiose possono essere asportate mediante la tecnica dell’agoaspirato.

Un tipo particolare di nodulo al seno cistico è la cisti lattifera che si manifesta nelle donne in allattamento o nel periodo successivo all’allattamento. Questa cisti è dovuta alla dilatazione dei dotti galattofori, i dotti da cui esce il latte, ed è causata dal fatto che durante l’allattamento il bambino può non svuotare completamente la ghiandola dal latte contenuto al suo interno. Il mancato svuotamento della ghiandola provoca la formazione delle cisti lattifere che tendono a regredire spontaneamente e a riassorbirsi.

Seppur raramente è possibile che vi siano dei noduli anche nei bambini a causa di una condizione nota come telarca prematuro, cioè un prematuro sviluppo della ghiandola mammaria di natura benigna.

Mastopatia fibrocistica.

La mastopatia fibrocistica è una patologia del seno benigna che è comune nelle donne in età compresa tra i 30 e i 50 anni, nel periodo quindi fertile e pre menopausa. Come le cisti anche questa patologia è legata alle fluttuazioni degli ormoni che si verificano durante un ciclo mestruale. Le caratteristiche di questa patologia sono sovrapponibili a quelle delle cisti ma le differenze riguardano principalmente la comparsa di dolore e tensione al seno causati dalla dilatazione dei vasi sanguigni, delle ghiandole e dei dotti mammari, con formazione di edema e gonfiore. Inoltre a livello microscopico possiamo notare ipertrofia e iperplasia sia delle ghiandole che degli interstizi tra le ghiandole, per tale motivo viene anche chiamata displasia mammaria benigna. La mastopatia fibrocistica non evolve normalmente in patologia maligna ma essendo comunque una patologia displastica è bene tenerla sotto controllo periodicamente al fine di scongiurare un’eventuale progressione. Se le cisti risultano fastidiose è possibile toglierle mediante ago aspirato ma non è detto che non si riformino.

Fibroadenoma.

Il fibroadenoma è una patologia caratterizzata dalla formazione di noduli al seno fibrosi, che fanno male alla palpazione, mobili e di consistenza liscia. Il diametro di un singolo fibroadenoma può essere compreso tra 1 e 3 cm e può essere singolo o determinare la fibroadenomatosi multipla quando sono presenti più di cinque noduli contemporaneamente. Solitamente sono situati in profondità e quindi risultano non palpabili ma è possibile che vi siano dei noduli in superficie palpabili seppur rari. Questa patologia è tipica delle adolescenti o delle donne in età fertile, più comunemente intorno ai 30 anni, e può essere tenuta sotto controllo con la pillola anticoncezionale che fa si che i fibroadenomi si riducano di volume. Non si possono formare in menopausa in quanto, essendo noduli che derivano dalla parte di tessuto acinoso lobulare della mammella che risponde agli ormoni, il punto da cui originano regredisce spontaneamente perché non vi sono più gli ormoni durante questo periodo.

I fibroadenomi in genere non vengono sottoposti a terapia in quanto è molto raro che evolvano in tumore mammario maligno (le percentuali di evoluzione in patologia maligna sono molto basse, nell’ordine dello 0,1 – 0,3%) ma tenuti sotto controllo. Nonostante questo per fibroadenomi che superano i 3 cm di diametro si consiglia la rimozione chirurgica per attenuare il fastidio.

Mastite.

Un’altra causa di noduli al seno è la mastite, una patologia che si riscontra dopo la gravidanza e all’inizio dell’allattamento è la mastite. Questa patologia è determinata dal fatto che non vi è ancora un equilibrio tra produzione di latte e capacità del bambino di succhiare, si determina quindi il cosiddetto “ingorgo” del latte che ostruisce il dotto galattoforo determinando infiammazione. Normalmente questo fastidio si risolve nel giro di 48 ore continuando ad allattare il bebè ma se non si riesce a sbloccare il dotto ostruito può insorgere la mastite. Questa patologia non provoca la formazione di noduli “reali” ma di punti dolenti al seno in corrispondenza del dotto ostruito. I sintomi sono:

  • Presenza sul seno di punti arrossati, gonfi e caldi.
  • Febbre alta che supera i 38 – 38,5 °C.
  • Dolori intensi al seno in corrispondenza dei punti in cui si è ostruito il dotto galattoforo.
  • Tensione al seno e sensazione di seno duro.

La mastite si cura continuando ad allattare il bambino e ricorrendo ad impacchi caldi che aiutano a fluidificare il latte e a sbloccare il dotto galattoforo.

Noduli maligni:i tumori della mammella.

I noduli di natura maligna, già definiti come noduli fossi, duri al tatto, vascolarizzati e con bordi irregolari, sfumati e frastagliati, sono considerati pericolosi in quanto possono evolvere in cancro al seno, una patologia molto diffusa e spesso letale se non diagnosticata e curata in tempo.

Carcinoma mammario: quali sono e come si manifestano.

Il carcinoma mammario è una neoplasia della mammella di natura maligna che origina da gruppi di cellule della mammella che crescono in maniera incontrollata dando origine prima alla formazione di noduli maligni e successivamente invadendo il tessuto circostante. E’ una patologia molto diffusa che insorge prevalentemente nel periodo post menopausa e che presenta una genesi multifattoriale, le cause infatti sono legate a fattori di rischio genetici, al fumo, allo stile di vita, e ad altri fattori ma non vi è una causa ben precisa. Sebbene sia una patologia che colpisce prevalentemente le donne il carcinoma mammario si può riscontrare anche nell’uomo ma è comunque molto raro. Il carcinoma mammario può essere distinto in quattro forme principali, due invasive e due non invasive:

  • Forme non invasive: sono rappresentate dalla formazione di noduli circoscritti alle cellule che formano le pareti dei dotti galattofori (carcinoma duttale in situ) o alle cellule che formano i lobi (carcinoma lobulare in situ).
  • Forme invasive: la formazione di noduli non è circoscritta ma può superare le pareti duttali (carcinoma duttale infiltrante) o lobulari (carcinoma lobulare infiltrante). 

La sintomatologia del carcinoma mammario è varia, nella maggior parte dei casi può non essere immediatamente evidente e provocare un ritardo diagnostico, ma in generale i sintomi e i segni possono essere:

  • Presenza di noduli di consistenza dura, di forma indefinita con margini frastagliati e sfumati e immobili al tatto.
  • Presenza di calcificazioni di forma irregolare, molto dense, concentrate in una parte del seno e specialmente all’interno dei dotti galattofori.
  • Presenza di noduli nel quadrante superiore esterno del seno destro o sinistro.
  • Secrezioni da una sola mammella.
  • Cambiamenti nella pelle o nella forma del seno. 

Le cure per il cancro al seno sono solitamente di tipo chirurgico e chemioterapico e la percentuale di successo è in base alla tempestività della diagnosi.

Cosa fare se si scopre un nodulo al seno? Diagnosi precoce e trattamenti.

La diagnosi nel caso di noduli al seno ha un’importanza fondamentale, è quindi specialmente per individuare quei noduli di natura maligna che potrebbero progredire in carcinoma mammario. In generale i metodi diagnostici vengono quindi utilizzati prevalentemente a scopo preventivo.

Come effettuare l'autopalpazioneAutopalpazione: l’autopalpazione del seno è una tecnica utilissima nell’ambito della prevenzione che andrebbe effettuata periodicamente ad ogni età e che viene svolta dalla donna stessa al fine di identificare anomalie strutturali alla mammella. Per eseguire al meglio l’autopalpazione si consiglia di scegliere il giorno dopo la fine delle mestruazioni o, per le donne in menopausa, lo stesso giorno di ogni mese.

  • Il primo passo è porsi in piedi davanti a uno specchio,
  • Alzare le braccia verso l’alto, poi sui fianchi: questo aiuterà a vedere se vi sono cambiamenti nella forma del seno.
  • Successivamente si afferrerà uno dei seni, per esempio il sinistro, con la mano opposta, in questo caso quindi con la mano destra, e si inizierà a palpare con un movimento circolare tutto il seno.
  • Si procederà quindi ad esaminare il capezzolo il capezzolo e l’area vicino all’ascella.
  • Infine da sdraiate occorre palpare la parte inferiore del seno.

In questo modo si possono identificare in tempo eventuali noduli e rivolgersi immediatamente al medico.

Diagnosi: esami ed analisi per individuare la presenza di noduli e la tipologia.

La diagnosi di noduli al seno prevede diversi livelli che, in base alla situazione, potranno indicare la natura del nodulo e la corretta terapia da seguire. Solitamente i metodi diagnostici vengono utilizzati a scopo preventivo al fine di identificare eventuali lesioni molto precocemente. I livelli di diagnosi sono i seguenti:

Ecografia: se mediante autopalpazione si è avvertita la presenza di un nodulo al seno il medico potrà richiedere un esame ecografico. Mediante ecografia infatti è possibile stabilire o cercare di comprendere la natura, benigna o maligna, del nodulo. Un nodulo benigno all’esame ecografico apparirà di forma regolare, con contorni lisci e netti, non sarà presente un alone iperecogeno e il test di compressione risulterà positivo, viceversa un nodulo maligno presenterà un alone iperecogeno, avrà forma irregolare, con contorni sfumati lisci o frastagliati e risulterà negativo al test di compressione. E’ un tipo di esame indicato nelle donne giovani quando la consistenza del seno è alta a causa dell’età fertile e non consente una buona visualizzazione mediante mammografia.

Approfondisci come e quando va effettuata una ecografia mammaria  analisi di essenziale importanza nella prevenzione delle patologie del seno.

Mammografia: è un’indagine che si effettua normalmente ogni 1 – 2 anni nelle donne in menopausa al fine di identificare precocemente micro lesioni o calcificazioni non rilevabili con la semplice autopalpazione. Si effettua ponendo il seno tra due lastre e irradiandolo mediante raggi x. Somiglia quindi ad una radiografia e si effettua prevalentemente nelle donne non in età fertile la cui consistenza del seno non è elevata e permette una migliore visualizzazione.

Risonanza magnetica: la risonanza magnetica può essere utilizzata in tutti quei casi in cui, per familiarità o stile di vita, si sospetta che possano esserci dei piccoli noduli maligni al seno non identificabili mediante altri metodi o nel caso in cui la mammografia abbia rivelato la presenza di calcificazioni o di piccole zone d’ombra. Viene quindi utilizzata come metodo di prevenzione in tutte quelle donne che appartengono ad una categoria di rischio elevata per il tumore al seno.

Biopsia: qualora il medico rilevasse all’esame ecografico o mammografico la presenza di un nodulo sospetto potrà effettuare una biopsia del nodulo al fine di comprendere se è di natura benigna o maligna. La biopsia si effettua mediante il prelievo di un piccolo campione di tessuto del nodulo mediante ago aspirato, successivamente il campione verrà analizzato dal patologo al microscopio e sottoposto ad alcuni test di laboratorio.

Terapia: come si curano i tumori mammari.

Le terapie che si possono adottare per guarire dai noduli al seno sono varie e dipendono dalla causa che ha generato i noduli. In generale possiamo dire che:

Per le cisti e la mastopatia fibrocistica si utilizza la tecnica dell’agoaspirato. Questa tecnica prevede di aspirare mediante un ago il liquido presente all’interno delle cisti al fine di ridurne il volume e di evitare che si infiammino e diventino dolorose. L’agoaspirato si può utilizzare anche nel caso in cui vi siano lesioni cistiche sospette, in questo caso dopo l’aspirazione del contenuto della cisti si procederà alla biopsia per determinare la natura della cisti. E’ anche possibile utilizzare una terapia farmacologica mediante l’utilizzo della pillola estro progestinica che aiuta a regolarizzare la fluttuazione ormonale e a ridurre sensibilmente il volume delle cisti e la sintomatologia.

Per i fibroadenomi solitamente la terapia è di tipo farmacologico, mediante somministrazione di pillola anticoncezionale che aiuta a ridurre di volume i fibroadenomi. Qualora il diametro dei fibroadenomi superi i 3 cm è possibile ricorrere all’intervento chirurgico per eliminarli.

·Per la mastite solitamente si utilizzano rimedi naturali termici, cioè impacchi caldi al fine di aiutare il latte a fluidificarsi e a sbloccare il dotto ostruito. Qualora non bastasse e si fosse instaurata un’infezione si può ricorrere all’uso di antibiotici e di antidolorifici per calmare il dolore, sempre però consigliati dal medico in quanto in allattamento i farmaci assunti dalla madre possono passare al neonato tramite il latte.

Per i noduli maligni la terapia elettiva è l’intervento chirurgico che è sempre raccomandato in caso di presenza di lesioni maligne. L’intervento chirurgico può essere di tipo conservativo, cioè il seno viene lasciato integro e vengono tolti soltanto i noduli maligni, oppure di tipo demolitivo, cioè non è consigliabile togliere solo i noduli ma l’intera mammella, in questo caso si parla di mastectomia. In aggiunta, se la lesione è di tipo pre canceroso (cioè ha le caratteristiche di un carcinoma ma non è ancora diffuso o non ha invaso il tessuto circostante) o canceroso (invasivo o non invasivo), all’intervento chirurgico si assoceranno tecniche di chemioterapia con farmaci specifici, per esempio il tamoxifene o il trastuzumab per citare i più conosciuti, e di radioterapia mediante l’impiego di radiazioni che distruggono il tessuto neoplastico.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dottoressa Margherita Mazzola (Biologa)
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