Ossalato di calcio nelle urine.

  Ossalato di calcio nelle urine

    Indice Articolo:

  1. Cos'è e cosa indica?
  2. Valori alti e patologie
  3. Cause
  4. Prevenzione
  5. Rimedi naturali e cura farmacologica
  6. Opinioni e commenti

Mai sentito parlare di ossalato di calcio? Cosa significa la sua presenza nelle urine? E quali sono le possibili conseguenze? Spesso, a causa di  una dieta non equilibrata o di un’insufficiente apporto di acqua durante la giornata, si trovano cristalli di ossalato di calcio nelle urine. Se i valori sono alti ed il disturbo non viene trattato adeguatamente si possono avere effetti anche gravi quali la formazione di calcoli renali. La terapia è prevalentemente alimentare può essere necessario intervenire anche con rimedi naturali o con farmaci specifici. Approfondiamo insieme il tema.

Ossalato di calcio cos’è?  Cosa significa la sua presenza nelle urine.

Non sempre è facile leggere un esame delle urine per cui è utile saper che se vi compare la voce "presenza di cristalli di ossalato di calcio" è buona cosa informarsi. Ma cos'è l'ossalato di calcio? E' un sale di calcio, la cui formula chimica è CaC2O4, che deriva dall'acido ossalico e che si presenta sotto forma di cristalli. Nell'uomo i cristalli di ossalato di calcio, se presenti in grandi quantità a livello urinario, rappresentano i maggiori responsabili della calcolosi renale (cioè la formazione di calcoli a livello del rene), condizione patologica non grave ma molto dolorosa. La presenza di ossalato di calcio nelle urine è molto comune e non deve allarmare o far pensare subito ad una calcolosi renale poiché spesso la loro presenza è legata ad altri fattori. Ma quali sono i valori preoccupanti?

Valori alti possono indicare patologie.  Sintomi associati che facilitano la diagnosi.

L'analisi  delle urine si esegue normalmente come controllo di routine ed è bene quindi conoscere quali sono i valori dei cristalli di ossalato di calcio da ritenersi normali e quando invece questo valore risulta alterato. Normalmente nel referto possiamo leggere accanto alla voce "cristalli" : assenti, rari o presenti in tracce.

Sono da considerarsi valori normali:

  • Da 10 a 40 mg nelle urine di 24 ore nell'uomo e nella donna.

Quando si superano tali valori, si ha quindi la presenza di numerosi cristalli nelle urine per cui è bene effettuare un'indagine più approfondita poiché potrebbe esserci la presenza di calcolosi renale o presentarsi altre patologie

La diagnosi quindi parte da un valore alterato degli ossalati urinari, ma questi da soli non bastano a determinare il tipo di possibile anomalia, per cui si affiancano metodi diagnostici come ecografia o radiografia. La presenza di questo può essere ricondotta a fattori di rischio ben precisi. Se non trattati tali fattori possono provocare delle patologie che originano proprio da questi cristalli di ossalato e che riguardano principalmente l'apparato urinario.

E' possibile che un elevato livello di ossalato di calcio nelle urine si associ a:

  • Colica renale: forte dolore a un fianco e difficoltà a urinare e in questo caso si può sospettare una colica renale dovuta a calcoli;
  • Infezioni urinarie: ossalato di calcio insieme alla presenza di numerosi leucociti prova che probabilmente è possibile che vi sia un'infezione in corso alle vie urinarie.

Quali sono le cause delle infezioni alle vie urinarie? Approfondisci!

Ma quali sono i fattori che possono portare a tali disturbi? Scopriamolo insieme.

Cause e fattori di rischio: come prevenire la presenza di ossalato di calcio nelle urine.

Vi sono dei fattori di rischio che contribuiscono alla formazione dei cristalli di ossalato di calcio nelle urine e che, se non corretti in tempo, possono portare allo sviluppo di patologie. Vediamo quindi quali sono i fattori di rischio e cosa li causano:

  • Volume urinario ridotto: è una condizione che si manifesta quando l'organismo non riceve la quantità necessaria di liquidi. Può essere dovuto al fatto che la persona beve molto poco oppure alla forte perdita di liquidi in seguito a episodi di diarrea e vomito o ancora a sudorazione intensa. Questo fattore di rischio è più presente nei bambini e negli anziani, due categorie di soggetti che a causa dell'età tendono a sentire meno la sete o a dimenticarsi di bere.
  • Eliminazione di sodio elevata: l'aumento dell'eliminazione del sodio è causato da un eccesso di questo nella dieta sia attraverso gli alimenti molto ricchi di sale, sia attraverso un uso sproporzionato del sale da cucina.
  • Aumento di calcio nelle urine: un elevato consumo di calcio nella dieta o un'eccessiva assunzione di vitamina D possono provocare l'aumento dell'escrezione del calcio urinario con conseguente formazione di cristalli di ossalato.
  • Riduzione del citrato nelle urine: condizioni patologiche di tipo metabolico che determinano acidosi oppure patologie infiammatorie dell'intestino provocano un disequilibrio nell'organismo e una diminuzione del citrato a livello urinario che serve a combattere l’aumento di ossalato.
  • Aumento di ossalato nelle urine: l'assunzione elevata di alimenti ricchi di ossalati come le bietole, gli spinaci, il cacao, il the nero e le barbabietole rosse possono provocare un accumulo di questi nel sangue e un conseguentemente l’aumento nelle urine.
  • Presenza di acido urico: una dieta ricca di proteine animali causa un aumento dell'acido urico in circolo. La presenza di questo è spesso associata anche all'aumento di ossalato di calcio perchè crea uno stato di acidosi.
  • Obesità e diabete II: patologie come il sovrappeso, l'obesità o l'insulinoresistenza tipica del diabete di tipo II possono portare a un aumento di eliminazione di calcio e ossalato con conseguente diminuzione dell'escrezione di citrato. Questa situazione è dovuta allo squilibrio biochimico e di pH che si viene a creare in queste particolari condizioni.
  • Vitamine: la presenza di ossalato di calcio può essere correlata a mancanze vitaminiche o ad alterato metabolismo delle vitamine. E' stato osservato in alcuni studi che una carenza di vitamina B6 è strettamente correlata all'aumento degli ossalati di calcio nelle urine, ma i meccanismi non sono ancora ben chiariti. Un altro studio ha invece messo in evidenza come la vitamina C se si trova in ambiente molto basico può essere trasformata in ossalato di calcio, ma anche in questo caso non si conoscono bene i meccanismi.

Ora vediamo che cosa sono e come si scoprono i calcoli renali. 

Che cos’è la calcolosi renale? Gli esami da effettuare per stare tranquilli.

La presenza di numerosi cristalli di ossalato di calcio nelle urine non  va sottovalutata anche se si presenta in maniera asintomatica poiché a lungo andare potrebbe danneggiare i reni in maniera seria e talvolta irreversibile. La patologia correlata alla presenza di ossalati di calcio è la calcolosi renale, i calcoli, infatti, nel 70 - 80% dei casi sono composti proprio da cristalli di ossalato di calcio in forma monoidrato (di forma ovale) o diidrato (di forma piramidale). I calcoli solitamente si trovano a livello delle papille renali e dei calici (condotti a forma di imbuto che raccolgono l'urina dalle papille renali) e provocano sintomi quali dolore a un fianco, sangue nelle urine, e a volte anche febbre. Se non trattata la calcolosi renale, oltre a dare persistenti e dolorose coliche può danneggiare i reni irreversibilmente, causare dilatazione delle vie urinarie e predisporre il soggetto a contrarre infezioni di quest’ultime. La colica renale è un dolore acuto dell'uretere che è provocato dal passaggio di calcoli e che comporta prima dilatazione e in seguito spasmi. La diagnosi si effettua mediante esame delle urine, in cui risulta la presenza di cristalli di ossalato di calcio e sangue, e mediante ecografia, tac o risonanza magnetica.

Curiosità
L'ossalato di calcio nel nostro organismo è anche il costituente principale degli otoliti (delle piccole "pietre" che si trovano nell'orecchio interno), a livello dell'utricolo e del sacculo, e che servono per il mantenimento dell'equilibrio durante gli spostamenti in orizzontale, in verticale, in basso e in alto.

Prevenzione: dieta e consigli alimentari per evitare un eccesso di ossalato nelle urine.

L'alimentazione, in combinazione con l'assunzione giornaliera di almeno 2 litri d'acqua, è considerata sia un rimedio in tutti quei casi in cui vi è un lieve rialzo del numero di ossalati di calcio. In particolari condizioni come ad esempio la gravidanza (probabilmente per un minor senso della sete) si può incorrere in tali problemi.

Per tale motivo in quest’ultimo caso o per altre necessità può essere utile schematizzare gli alimenti in base al contenuto di ossalato, vediamo secondo questa classificazione quali sono le modalità di assunzione consigliate:

  • Alimenti ad alto contenuto: vanno eliminati dalla dieta e ne fanno parte spinaci, barbabietole, rabarbaro, pepe nero, cacao, bietole, frutti di bosco, kiwi e the nero.
  • Alimenti a medio contenuto: vanno usati con moderazione e comprendono cavolfiore, scarola, cetrioli, fichi secchi, carote, sedano, pomodoro per insalata, asparagi, indivia e fagioli.
  • Alimenti a basso contenuto: anche se contengono meno ossalato vanno comunque moderati e ne fanno parte ceci, ciliege, fragole, pere, mele, carciofi e patate.
  • Tutti gli altri alimenti come pane, pasta, alcuni pesci, uova, latte e formaggi, possono essere consumati liberamente.

Tra gli altri consigli alimentari si raccomanda di:

  • Proteine animali: limitare l'apporto di proteine animali contenenti purine (uno dei componenti di alcune proteine) come aringhe, acciughe, frattaglie, frutti di mare, sardine.
  • Sale: ridurre l’'apporto di sale a massimo 2 - 3 g al giorno e se possibile sostituirlo con spezie o con sale iposodico.
  • Diete iperproteiche: evitare le diete iperproteiche che producono una maggiore quantità di acido urico che favorisce la formazione di cristalli di ossalato di calcio.
  • Agrumi: consumare alimenti contenenti acido citrico, come gli agrumi, il citrato infatti, il sale che deriva dall'acido citrico, rende le urine basiche e previene la formazione di ossalato di calcio.
  • Vitamina C: evitare di consumare dosi massicce di vitamina C poiché, come è stato dimostrato da uno studio, può essere trasformata in ossalato di calcio.

Cura: farmaci o rimedi naturali. Quali fanno per noi?

Chi soffre di calcolosi renale da cristalli di ossalato di calcio può avvalersi di cure farmacologiche, oppure rimedi naturali. In entrambi i casi bisogna sempre essere in accordo con il proprio medico curante. Vediamo quale delle due opzioni fa per noi.

Terapia farmacologica contro l’ossalato nelle urine.

    I farmaci possono essere impiegati sia per la cura della calcolosi renale sia per prevenirne la comparsa qualora vi siano dei livelli alti di ossalato nelle urine che però non hanno ancora provocato patologia.
    Tra i farmaci utilizzati abbiamo:
  • Diuretici: si utilizzano i diuretici tiazidici che riducono il calcio e ne promuovono il bilancio positivo cioè fanno si che questo si fissi nelle ossa e non rimanga in circolo.
  • Farmaci alcalinizzanti:ne fa parte il citrato di potassio e servono ad evitare uno stato di acidosi che favorirebbe la formazione di cristalli di ossalato.
  • Allopurinolo: si usa nel caso in cui insieme alla presenza di cristalli di ossalato di calcio vi sia anche la presenza di acido urico il quale favorisce la formazione dell'ossalato di calcio.

Talvolta è possibile assumere degli antidolorifici in caso di manifestazioni sintomatiche della calcolosi renale.

Attenzione: modalità di assunzione e dosi dei farmaci vanno stabiliti dal medico in base ai risultati degli esami e alla gravità della patologia.

Se con la medicina convenzionale non funziona, può essere opportuno provare anche metodi alternativi.

I rimedi naturali.

Quali sono i rimedi naturali che possiamo utilizzare per combattere i calcoli per chi preferisce la medicina naturale?

  • Olio di pesce: che ha la capacità di ridurre la concentrazione di calcio a livello urinario anche se il meccanismo non è chiaro.
  • Chrysanthellum americanum: contiene principi attivi come saponina e flavonoidi  e aiuta a ridurre le dimensioni dei calcoli.     

Posologia = Se ne assumono 40 gocce tre volte al giorno, possibilmente dopo i           pasti principali e per almeno due mesi.

  • Rubia tinctorum: anch'essa utile per la riduzione della dimensione dei calcoli grazie ai suoi principi attivi glucosidi come l'alizarina e la galliorina che si trovano nelle sue radici.

Posologia = Se ne assume la tintura madre, 40 gocce per tre volte al giorno        possibilmente lontano dai pasti.  

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dottoressa Margherita Mazzola (Biologa)
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