Osteoporosi: sintomi, cause cura e prevenzione.

L'osteoporosi è una patologia che provoca una progressiva diminuzione della mineralizzazione delle ossa e quindi una progressiva riduzione della densità per cui le ossa le ossa divengono porose. Scopriamo le cause della malattia e la cura che comincia fin dalla giovinezza con la prevenzione.

Osteoporosi: sintomi, cause cura e prevenzione

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Sintomi
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Diagnosi
  5. Cure e prevenzione

Cos'è l'osteoporosi?

L'osteoporosi è una malattia delle ossa caratterizzata da una diminuzione della loro densità, dovuta alla perdita di minerali, quali calcio e fosforo, e ad un'alterazione della loro struttura.

Le ossa, infatti, contengono minerali che le rendono resistenti e compatte, e hanno una struttura in equilibrio dinamico, ovvero sono continuamente demolite e riformate. Questo processo di rimodellamento richiede un equilibrio tra le cellule che hanno la funzione di generare la matrice organica del tessuto stesso (osteoblasti) ed altre (osteoclasti) che sono cellule macrofagi che hanno il compito di riassorbire il tessuto osseo. L'azione di rimodellamento osseo è gestito e regolato da una serie di ormoni:

  • gli ormoni sessuali (estrogeni e testosterone),

  • gli ormoni tiroidei,

  • i corticosteroidei,

  • l'insulina ed i fattori della crescita.

Se tale equilibrio viene rotto in favore delle cellule che regolano il riassorbimento (osteoclasti) insorge l’osteopenia, ossia la diminuzione della densità ossea.

L’osteopenia è fisiologica con l’età, ma quando diventa di tale entità da causare fratture anche per lievi traumi, o addirittura per stress, si trasforma in osteoporosi.

Le ossa più colpite da tale fenomeno sono le vertebre, il femore, il radio. Inoltre, poiché per la malattia la qualità del tessuto osseo è compromessa, con elevata probabilità dette fratture risultano difficili da curarsi e spesso divengono invalidanti.

La malattia colpisce in maggioranza le donne, interessa circa il 30% delle donne sopra i 50 anni e circa il 70% sopra i 70 anni.

Tipologie.

Esistono due tipi di osteoporosi

L’osteoporosi primitiva o ad alto turn-over compare spontaneamente ed ha tre sottotipi:

  • L’osteoporosi postmenopausale, detta di tipo 1, è causata da una carenza di estrogeni, un ormone femminile che contribuisce a regolare il calcio nell’osso. Si sviluppa dopo la menopausa tra i 50 ed i 70 anni. Le donne con basso peso corporeo sono più a rischio in quanto hanno ossa più piccole e una quantità di estrogeni inferiore.

Puoi approfondire i valori fisiologici di estrogeni nelle varie fasi della vita.

  • L’osteoporosi senile, detta di tipo 2, deriva da una carenza di calcio dovuta all’età, o da una carenza di vitamina D.

  • L’osteoporosi idiopatica, detta di tipo 3, è molto rara, e non ha cause conosciute.

L’osteoporosi secondaria o a basso turn-over è causata da altre malattie o da farmaci e si verifica in meno del 5% dei soggetti

Come si manifesta? I sintomi

I sintomi dell'osteoporosi, poiché è una malattia che impiega un tempo molto lungo per conclamarsi specialmente nella sua forma senile, sono molto vaghi e subdoli e talvolta addirittura inesistenti (2/3 dei casi).

I sintomi del male cominciano a manifestarsi con una progressiva diminuzione del tono di calcio della massa ossea (fase di osteopenia) accompagnata generalmente da forti dolori ossei localizzati principalmente nella schiena, polso e femore.

Quando la malattia diviene conclamata compaiono fratture spontanee o per eventi traumatici minimi:

  • Nelle ossa lunghe (braccia e gambe) la frattura avviene di solito alle estremità.

  • Nelle ossa della colonna vertebrale la frattura si verifica nella zona media o inferiore. Le vertebre possono fratturarsi spontaneamente o in seguito ad un trauma.

Queste fratture, di cui a volte il paziente non si rende conto provocano forti dolori dovuti a tensioni ed infiammazioni dei muscoli.

In seguito alle fratture può presentarsi una lombalgia cronica ed una curvatura anomala della colonna, detta gibbo.

Cause della perdita di densità delle ossa.

Le ossa sono continuamente demolite e riformate o rimodellate per adattarsi alle continue richieste, nei giovani crescono in lunghezza e larghezza, nei primi anni dell’età adulta aumentano in densità fino all’età di trent’anni circa quando raggiungono la massima resistenza.

In seguito, se l’organismo non riesce a mantenere un giusto livello di formazione, che necessita di minerali, ormoni e vitamina D, le ossa perdono densità e diventano sempre più fragili dando luogo all’osteoporosi.

  • Negli uomini l’osteoporosi è meno frequente e compare in età avanzata per l’abbassarsi dei livelli di testosterone.

Approfondisci cos'è il testosterone ed a cosa serve.

  • Nelle donne la densità ossea comincia a ridursi dopo i trent’anni ed accelera dopo la menopausa, intorno ai 50 anni, a causa del calo del livello di estrogeni. Non è ancora certo il perché gli estrogeni difendano dalla malattia; una delle ipotesi più accreditate è che questi favoriscano l'assunzione del calcio da parte delle ossa. Nei bambini e nei giovani raramente si presenta l’osteoporosi idiopatica, di cui non si conoscono le cause, anche se generalmente presentano livelli ormonali e vitaminici normali.

  • Negli anziani l’osteoporosi deriva da carenza di calcio dovuta all’età e colpisce il 70 % dei soggetti, due volte più frequente nelle donne che negli uomini.

Fattori di rischio.

Esistono numerosi fattori che aumentano il rischio di osteoporosi e quindi il rischio di fratture. Di seguito ne elenchiamo le principali:

  • Ereditarietà.

  • Dieta con scarso apporto di calcio.

  • Attività fisica ridotta.

  • Sesso femminile ed in tale ambito menopausa precoce.

  • Uso di alcuni farmaci come i corticosteroidi:

  • Quantità eccessiva di ormone tiroideo.

  • Fumo, basso peso corporeo, carenza di vitamina D, abuso di alcool aumentano il rischio fratture.

Diagnosi: MOC e DEXA.

Una diagnosi della malattia può effettuarsi con una particolare indagine clinica la MOC mineralometria ossea computerizzata, che fotografa la densità minerale della massa ossea mediante una speciale indagine a raggi X. Essa fornisce in maniera abbastanza precisa una diagnosi dello stato dello scheletro e dell'eventuale insorgere della malattia.

Approfondisci come si esegue la MOC e quando è necessario fare l'esame.

L’esame più mirato è la radio densitometria a doppia energia, DEXA, che misura la densità dell’osso del rachide e dell’anca, dove hanno maggior probabilità di verificarsi fratture.

Si possono eseguire anche esami del sangue per misurare il calcio ed il fosforo.

Cura e prevenzione dell’osteoporosi.

La cura per l'osteoporosi mira ad aumentare la densità ossea per cui il primo passo è quello di assumere la giusta quantità giornaliera di calcio e vitamina D.

Il trattamento della malattia coinvolge generalmente più specialisti: ginecologo, reumatologo, ortopedico, etc. Alla terapia medica va associata una appropriata terapia fisica ed una giusta alimentazione. L'attività fisica, infatti, oltre a prevenire una riduzione di tessuto osseo migliora il tono muscolare e fa diminuire il rischio di cadute e conseguenti possibili fratture.

Altro caposaldo del trattamento anti osteoporosi è l'alimentazione. La dieta italiana purtroppo non fornisce generalmente l'introito medio giornaliero di calcio necessario. Ancora più grave purtroppo risulta l'ipovitaminosi D che riduce ulteriormente l'assorbimento di calcio da parte dell'intestino. Per questo motivo oltre ad un maggior consumo di alimenti specifici sono consigliate integrazioni di calcio e vitamina D.

Terapia farmacologica

In caso di osteoporosi conclamata esistono una serie di terapie che sono in grado di contrastare la perdita di densità ossea e addirittura di incrementarla in percentuale dell'1% all'anno.

Si ricorre alla terapia farmacologica quando il rischio di fratture supera dei fattori limiti o in caso di terapia cortisonica che aumenta notevolmente tale rischio.

I prodotti più usati sono:

  • Biofosfonati: sostanze che riducono il riassorbimento del tessuto osseo inibendo l'azione delle cellule osteoclasti. Essi hanno la proprietà di legarsi alle superficie delle ossa soggette a rimodellamento e ne bloccano il meccanismo degli osteoclasti.Non devono essere assunti da coloro che soffrono di patologie allo stomaco o con malattie renali e dalle donne in gravidanza o che allattano.

  • La terapia ormonale sostitutiva con estro-progestinici per donne e testosterone e nandrolone per uomini, non solo inibisce il riassorbimento osseo ma procura anche un aumento della densità delle ossa anche in età di post menopausa.

Approfondisci  rischi e benefici della terapia ormonale sostitutiva.

  • Farmaci DABA (Dual Action Bone Agents) come il renalato di stronzio che volge un duplice compito: incrementa la formazione ossea e ne rallenta il assorbimento. Il suo maggior difetto è un costo elevato per cui viene usato soltanto nei pazienti a grave rischio di fratture invalidanti.

  • Teriparatide è un farmaco di introduzione recente che stimola la formazione ossea e viene utilizzato in casi di gravi fratture nonostante l'utilizzo degli altri farmaci.

  • Integrazioni di calcio e vitamina D sono consigliabili per uomini e donne. La calcitonina favorisce il riassorbimento dell’osso ed è indicata per le fratture vertebrali dolorose.

Prevenzione dell'osteoporosi: alimentazione ed attività fisica.

Le cura dell'osteoporosi dovrebbe iniziarsi fin dalla nascita. Fondamentale risulta, infatti, per contrastare efficacemente questa patologia, la prevenzione. Prevenzione che appunto inizia dalla nascita e continua nella giovane età, periodo in cui i genitori dovrebbero porre il massimo dell'attenzione per formare il bambino ad un corretto stile di vita.

L'alimentazione è un pilastro della prevenzione. La dieta per l'osteoporosi deve prevedere alimenti ricchi di Calcio e vitamina D.

  • Generalmente la dieta degli italiani è povera di calcio mentre per un individuo adulto il fabbisogno giornaliero del minerale è dell'ordine degli 800/1000 mg. Fabbisogno che bisogna assumere tenendo presente che gli alimenti con maggior contenuto di calcio sono i formaggi a lunga stagionatura, come grana ed emmental, seguono taleggio e fontina e subito dopo il pesce azzurro. Tra le verdure hanno buone caratteristiche la rucola, cavoli, broccoli e fagioli. Una buona fonte sono anche alcune acque minerali.Va tenuto ancora presente che l'assorbimento del calcio è favorito dalla contemporanea presenza nel pasto di vitamina D ed alcuni zuccheri ed amminoacidi. Per questo motivo alcuni cibi permettono un miglior e completo assorbimento del calcio che possiedono.

  • La vitamina D più che ad una vitamina rassomiglia ad un ormone. Essa, infatti, regola l'assorbimento di calcio nell'intestino. I raggi ultra violetti la sintetizzano negli strati profondi della pelle trasformando il deidrocolesterolo in vitamina D. Dopo i 65 anni di età questa sostanza per fattori organici inizia a scarseggiare e quindi si riduce drasticamente l'assorbimento di calcio da parte dell'intestino. Per aumentarne la quantità occorre che nella dieta siano presenti le necessarie dosi di uova, burro e salmone ed occorre nel contempo una giusta e costante esposizione a raggi del sole.

Talvolta si rendono necessarie integrazioni suppletive di entrambi i composti. E’ consigliabile assumere quotidianamente circa 1500 mg di calcio e 400-800 unità di vitamina D.

L'attività fisica è un altro pilastro della prevenzione. Periodi di inattività anche brevi favoriscono una riduzione della massa ossea. Gli esercizi sotto carico, come camminare e salire le scale, aumentano la densità ossea, mentre il nuoto non ha alcuna efficacia specifica. D’altra parte è difficile stilare un programma puntuale per anziani. Per costoro basta un'attività aerobica anche soft. Va notato che l'attività fisica anche se leggera aiuta anche a prevenire i rischi di caduta e quindi quelli di fratture. Possono apportare benefici anche le cure termali che con bagni e fanghi alleviano la sintomatologia dolorosa.

Centri specializzati

L’osteoporosi è una patologia insidiosa che necessita oltre di cure farmacologiche, anche di assistenza di supporto per le prestazioni diagnostiche (analisi cliniche, tomografia assiale computerizzata, radiogoniometria), per curare il dolore o per la fisioterapia che permette di mantenere la giusta postura. Tale assistenza si può trovare in numerosi centri specializzati per la diagnosi, la cura e la prevenzione dell’osteoporosi istituiti in ogni regione italiana, quali l’IRCCS presso l’ Ospedale Maggiore di Milano o l’A.C.O. al San Filippo Neri a Roma.

Supervisore: Vincenzo Angerano
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