Osteoporosi linee guida.
L'osteoporosi è una malattia delle ossa caratterizzata da una diminuzione della loro densità, dovuta alla perdita di minerali, quali calcio e fosforo, e ad un'alterazione della loro struttura, tanto da renderle estremamente fragili e soggette a fratture anche in conseguenza di lievi traumi.
L’osteopenia, ossia la diminuzione della densità ossea, è fisiologica con l’età.
Tale patologia si trasforma in osteoporosi quando diventa di tale entità da causare fratture anche per lievi traumi.
Cause
Le ossa sono continuamente demolite e riformate o rimodellate per adattarsi alle continue richieste, nei giovani crescono in lunghezza e larghezza, nei primi anni dell’età adulta aumentano in densità fino all’età di trent’anni circa quando raggiungono la massima resistenza.
In seguito, se l’organismo non riesce a mantenere un giusto livello di formazione, che necessita di minerali, ormoni e vitamina D, le ossa perdono densità e diventano sempre più fragili dando luogo all’osteoporosi.
EpidemologiaIn Italia oltre 5 milioni di persone vengono colpite da osteoporosi.
Negli uomini l’osteoporosi è meno frequente e compare in età avanzata per l’abbassarsi dei livelli di testosterone.
Nelle donne la densità ossea comincia a ridursi dopo i trent’anni ed accelera dopo la menopausa, intorno ai 50 anni.

Nei bambini e nei giovani raramente si presenta l’osteoporosi idiopatica, di cui non si conoscono le cause, anche se generalmente presentano livelli ormonali e vitaminici normali.
Negli anziani l’osteoporosi deriva da carenza di calcio dovuta all’età e colpisce il 70 % dei soggetti, due volte più frequente nelle donne che negli uomini.
Tipologie di osteoporosi
Esistono due tipi di osteoporosi
L’osteoporosi primitiva o ad alto turn-over compare spontaneamente ed ha tre sottotipi:
- L’osteoporosi postmenopausale, detta di tipo 1, è causata da una carenza di estrogeni, un ormone femminile che contribuisce a regolare il calcio nell’osso. Si sviluppa dopo la menopausa tra i 50 ed i 70 anni. Le donne con basso peso corporeo sono più a rischio in quanto hanno ossa più piccole e una quantità di estrogeni inferiore.
- L’osteoporosi senile, detta di tipo 2, deriva da una carenza di calcio dovuta all’età, o da una carenza di vitamina D.
- L’osteoporosi idiopatica, detta di tipo 3, è molto rara, e non ha cause conosciute.
L’osteoporosi secondaria o a basso turn-over è causata da altre malattie o da farmaci e si verifica in meno del 5% dei soggetti. Tra le malattie che possono causare osteoporosi ci sono l’insufficienza renale e i disturbi ormonali quali ipertiroidismo e diabete.
Tra i farmaci ci sono i corticosteroidi ed i barbiturici.
Osteoporosi fattori di rischio
Esistono numerosi fattori che aumentano il rischio di osteoporosi e quindi il rischio di fratture. Di seguito ne elenchiamo le principali:
- Ereditarietà.
- Dieta con scarso apporto di calcio.
- Attività fisica ridotta.
- Sesso femminile ed in tale ambito menopausa precoce.
- Uso di alcuni farmaci come i corticosteroidi ed una quantità eccessiva di ormone tiroideo.
Per quanto riguarda il rischio fratture:
età, fumo, basso peso corporeo, carenza di vitamina D, abuso di alcool.
Prevenzione
La prevenzione dell'osteoporosi si basa generalmente su un programma che tende a correggere i sopra elencati fattori di rischio ed è generalmente non farmacologico ma consiste piuttosto in una serie di norme di igiene di vita.
L'alimentazione è un pilastro della prevenzione. L'alimentazione italiana è generalmente carente di calcio e ancor più di vitamina D. Il primo è fornito in maniera preponderante da latte e suoi derivati. La seconda da alcuni grassi animali e da alcuni pesci come salmone e luccio. La vitamina D è sintetizzata nella pelle dagli ultravioletti pertanto è consigliata specialmente negli anziani un'esposizione giornaliera ai raggi solari.
Talvolta si rendono necessarie integrazioni suppletive di entrambi i composti.
E’ consigliabile assumere quotidianamente circa 1500 mg di calcio e 400/800 unità di vitamina D.
L'attività fisica è un altro pilastro della prevenzione.
Periodi di inattività anche brevi favoriscono una riduzione della massa ossea.
Gli esercizi sotto carico, come camminare e salire le scale, aumentano la densità ossea, mentre il nuoto non ha alcuna efficacia specifica.
D’altra parte è difficile stilare un programma puntuale per anziani. Per costoro basta un'attività aerobica anche soft.
Va notato che l'attività fisica anche se leggera aiuta anche a prevenire i rischi di caduta e quindi quelli di fratture.
Possono apportare benefici anche le cure termali che con bagni e fanghi alleviano la sintomatologia dolorosa.
Sintomi
L’osteoporosi inizialmente non produce sintomi in quanto la riduzione della densità ossea si verifica gradatamente.
Tuttavia essa può ridursi tanto da causare fratture osteoporotiche con dolore violento o deformità
Nelle ossa lunghe (braccia e gambe) la frattura avviene di solito alle estremità.
Nelle ossa della colonna vertebrale la frattura si verifica nella zona media o inferiore. Le vertebre possono fratturarsi spontaneamente o in seguito ad un trauma.
In seguito a tali fratture può presentarsi una lombalgia cronica ed una curvatura anomala della colonna, detta gibbo.
Una delle fratture più gravi è quella dell’anca dovuta a caduta o anche ad uno sforzo.
Le fratture del polso, dette fratture di Colles sono frequenti nelle donne affette da osteoporosi postmenopausale.
Diagnosi
Una diagnosi della malattia può effettuarsi con una particolari indagini cliniche.
la MOC mineralometria ossea computerizzata, che fotografa la densità minerale della massa ossea mediante una speciale indagine a raggi X. Essa fornisce in maniera abbastanza precisa una diagnosi dello stato dello scheletro e dell'eventuale insorgere della malattia.L’esame più mirato è la radio densitometria a doppia energia, DEXA, che misura la densità dell’osso del rachide e dell’anca, dove hanno maggior probabilità di verificarsi fratture.
Si possono eseguire anche esami del sangue per misurare il calcio ed il fosforo.
Farmaci
l'intervento farmacologico è giustificato soltanto nei casi gravi di malattia conclamata ed ha lo scopo di ridurre il rischio di fratture invalidanti. Generalmente si ritiene necessario l'intervento dei farmaci se il rischio frattura supera il 30%.
I farmaci utilizzati agiscono o sulla inibizione del riassorbimento osseo oppure nel favorirne l'accrescimento, essi sono:
I difosfonati, come l’alendronato o il Risedronato possono essere utilizzati come terapia preventiva da soli o, associati, nelle donne ad una terapia estrogenica.
I difosfonati non devono essere assunti da coloro che soffrono di patologie allo stomaco o con malattie renali e dalle donne in gravidanza o che allattano.
La terapia estrogenica viene iniziata 4/6 anni prima della menopausa e può rallentare la perdita di densità dell’osso ed il rischio di fratture.
Gli uomini possono giovarsi di una terapia testosteronica.
Integrazioni di calcio e vitamina D sono consigliabili per uomini e donne.
la calcitonina favorisce il riassorbimento dell’osso ed è indicata per le fratture vertebrali dolorose.
Centri specializzati
L’osteoporosi è una patologia insidiosa che necessita oltre di cure farmacologiche, anche di assistenza di supporto per le prestazioni diagnostiche (analisi cliniche, tomografia assiale computerizzata, radiogoniometria), per curare il dolore o per la fisioterapia che permette di mantenere la giusta postura.
Tale assistenza si può trovare in numerosi centri specializzati per la diagnosi, la cura e la prevenzione dell’osteoporosi istituiti in ogni regione italiana, quali l’IRCCS presso l’ Ospedale Maggiore di Milano o l’ A.C.O. al San Filippo Neri a Roma.
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