Piastrine alte.

Piastrine alte

    Indice Articolo:

  1. Cosa è e quando si verifica l'aumento delle piastrine 
  2. Quali sono le cause?
  3. La diagnosi
  4. Sintomi
  5. Le possibili complicanze
  6. Le piastrine alte in gravidanza
  7. Come si cura la piastrinosi
  8. Opinioni e commenti

Si parla di piastrine alte,  o con terminologia più tecnica di trombocitosi, trombocitemia o ancora piastrinosi,  quando il numero delle piastrine presenti nel sangue supera la soglia, ritenuta fisiologica, di 450.000.000.000 (quattrocentocinquanta miliardi) di unità per ogni litro di sangue. Dove il numero delle piastrine viene determinato con una comune analisi del sangue che è nota come emocromo con formula. Analisi che serve appunto a contare i corpuscoli presenti nel circolo ematico ossia: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Stabiliamo innanzitutto, per la comprensione del prosieguo, cosa sono le piastrine e che compito assolvono nel corpo.

Cosa sono le piastrine e quando si verifica la trombocitosi?

Le piastrine o anche trombociti sono corpuscoli del sangue privi di nucleo e quindi non sono cellule. Esse vengono prodotte dal midollo osseo a partire da una famiglia di cellule note come megacariociti che provengono dalle cellule staminali emopoietiche da cui si originano tutti i corpuscoli e cellule sanguigni. Esse infatti essendo cellule staminali pluripotenti possono differenziarsi in diverse famiglie a seconda dello stimolo ricevuto. La citochina nota come trombopoietina o TPO è la proteina che funge da segnale per indurre la differenziazione delle staminali emopoietiche in megacariociti da cui successivamente si origineranno poi le piastrine. La principale funzione delle piastrine è la regolazione dell’emostasi ossia il blocco delle emorragie, che fanno seguito ad una qualunque lesione, con un processo di coagulazione del sangue. Fisiologicamente in un decimetro cubo di sangue (pari ad un litro) che circola nel corpo sono presenti dalle 150.000.000.000 alle 450.000.000.000 piastrine.

In talune condizioni però tale numero può aumentare ed allora si parla di piastrine alte o di trombocitosi. L’aumento di piastrine come vedremo con più dettagli nel seguito può essere di carattere transitorio con durata che va da alcuni minuti a qualche ora o giorno, come per esempio accade a seguito di uno stress intenso sia di carattere fisico che psichico, o cronico per effetto di una patologia che può risultare anche molto severa. Detto aumento può essere causato o da una eccessiva produzione delle piastrine da parte del midollo o da una diminuita rimozione dal sangue da parte della milza che di norma ne trattiene all’incirca il 60-70% dell’ammontare complessivo presente nel corpo.

Ti potrebbe interessare approfondire il ruolo delle piastrine leggendo l'articolo sulla la piastrinopenia che è una condizione opposta alla trombocitosi, ovvero una riduzione del numero di piastrine.

Cause che inducono aumento delle piastrine.

L’aumento delle piastrine o trombocitosi può avere molteplici cause. Ed è proprio in funzione di dette cause che di norma si classificano le varie tipologie di trombocitosi.

La trombocitosi primaria è causata da una modificazione della cellula staminale emopoietica e perciò i livelli ematici di TPO sono fisiologici o addirittura leggermente inferiori.

La trombocitosi secondaria è indotta da cause che sono esterne alle cellule midollari. Cause che di norma stimolano elevati livelli di TPO.

Trombocitosi primaria.

Come già accennato in questa tipologia della malattia non esiste una causa inducente e perciò questa è insita nelle cellule del midollo che determinano una aumento della produzione di piastrine anche in presenza di livelli di TPO normali o al di sotto della norma. Le trombocitosi primarie sono delle malattie mieloproliferativo ossia connotate da una proliferazione anormale delle cellule emopoietiche e quindi delle piastrine.

Approfondisci il concetto di cellula staminale emopoietica.

Le patologie appartenenti a questa categoria possono essere sia primitive che acquisite e sono:

  • Policitemia vera o anche morbo di Vaquez. Malattia in cui le staminali emopoietiche del midollo si moltiplicano in maniera incontrollata determinando un aumento di globuli rossi, bianchi e piastrine.
  • Mielofibrosi idiopatica primitiva. Malattia tumorale del midollo osseo che si innesca per danneggiamento del DNA di una cellula staminale. Di norma un tale danno viene riparato se però l’operazione non riesce si origina la trasformazione neoplastica e l’anomala proliferazione delle cellule del sangue.
  • Leucemia mieloide cronica. Causata da una anomalia cromosomica che si traduce in una eccessiva proliferazione di una tipologia di globuli bianchi: i granulociti e dei megacariociti e quindi delle piastrine.
  • Trombocitosi essenziale o primitiva. E' caratterizzata da un eccessiva produzione delle piastrine da parte delle cellule midollari senza una precisa causa. Essa come la mielofibrosi idiopatica e la policitemia vera e la leucemia mieloide cronica appartiene a quel gruppo di malattie denominate mieloproliferative per indicare una anomala proliferazione delle linee di cellule che derivano dalle trasformazioni della staminale emopoietica.
  • Anemia sideroblastica idiopatica acquisita. Appartiene alle sindrome definite mielodisplastiche ossia a quelle malattie in cui la cellula emopoietica matura con alterazioni morfologiche ed in maniera che la rendono inefficace. Da questa anomalia ne consegue che tutte e tre le linee cellulari che derivano dalla staminale emopoietica risultano alterate.

Trombocitosi secondaria.

La trombocitosi secondaria è conseguenza di una precisa causa inducente, rimossa la quale la conta delle piastrine rientra nei limiti fisiologici. Tali cause si possono essere:

  • Aumento dell’adrenalina nel circolo sanguigno. Condizione che si può verificare in seguito ad uno sforzo fisico intenso, uno spavento, una situazione di particolare stress, una iniezione di adrenalina. L’adrenalina stimola milza e polmoni ad un maggior rilascio di piastrine.
  • Emorragie. Le perdite di sangue stimolano il midollo a produrre più piastrine.
  • Danni ai tessuti corporei causati da un trauma o da un intervento chirurgico o inseguito al parto. E una fisiologica reazione dell’organismo per prevenire una emorragia che potrebbe essere causa di una fatale evoluzione.
  • Terapie farmacologiche. Alcuni farmaci come gli steroidi e talune terapie antitumorali possono procurare un aumento delle piastrine.
  • Infezioni e malattie infiammatorie acute. Come possono essere infezioni batteriche dell’apparato respiratorio, dell’apparato urogenitale, dell’apparato gastroenterico o ancora come la sindrome di Kawasaki in pediatria.
  • Rembaund. In seguito ad una situazione di piastrinopenia si può avere una temporanea sovrapproduzione di piastrine compensatoria, come ad esempio quelle causate da carenze di vitamina B 12 ed acido folico.
  • Anemia sideropenica. Anemia caratterizzata carenza di ferro.
  • Anemia emolitica cronica. Tipo di anemia in cui i globuli rossi vengono distrutti più rapidamente del normale.
  • Malattie infiammatorie a carattere cronico a base autoimmune come quelle intestinali o reumatico (colite ulcerosa, morbo di Crohn, l’artrite reumatoide, etc.).
  • Alcune forme di cancro. Come sono il tumore a reni o polmoni.
  • Malfunzionamento della milza. Come può essere una sua compromissione funzionale o la sua asportazione chirurgica. Milza che come già detto trattiene oltre il 60% delle piastrine prodotte.

Diagnosi della trombocitemia.

La diagnosi della trombocitemia in generale non è semplice anche perché una buona parte di tutte le trombocitemie sono asintomatiche e vengono scoperte solo in maniera casuale o con un esame del sangue fatto per altri motivi o per una complicanza vascolare in cui si può incorrere. La diagnosi parte generalmente da un emocromo con formula che evidenzia una conta piastrinica superiore ai valori fisiologici citati. L’evidenza di una conta elevata di piastrine va però confermata con emocromi successivi ripetuti a distanza di settimane per escludere il caso di una trombocitosi transitoria o acuta. Se le analisi ripetute confermano un trend di piastrine alte allora sarà necessario rivolgersi ad uno specialista che in questo caso è l’ematologo. Questi richiederà ulteriori analisi ematochimiche ed anche una biopsia osteomidollare che consiste nel prelievo, mediante ago aspirato, di midollo dallo sterno o dalla cresta iliaca e di un successivo esame al microscopio per evidenziare la morfologia delle cellule emopoietiche e l’eventuale presenza di proliferazioni neoplastiche. In concomitanza con l’ago aspirato si preleva anche un cilindretto di midollo per effettuare delle analisi sui cromosomi. La diagnosi verrà poi effettuata sulla base di tutti i risultati raccolti.

Quali sintomi possono accompagnare l’aumento delle piastrine?

Come già detto gli aumenti delle piastrine sono spesso asintomatici. Se presenti, i  sintomi sono quelli che accompagnano le numerose patologie che possono comportare trombocitemia. Nello schema riportiamo una sintesi delle patologie che tra gli altri sintomi presentano un aumento delle piastrine.

PatologiaSintomi
Policitemia vera Piastrine alte.

Mal di testa.

Ipertensione.

Vertigini.

Arrossamenti cutanei del viso.

Arrossamenti, formicoli, dolori delle estremità.

Prurito.

Mancanza di forze.

Leucemia mieloide cronicaTrombocitosi (non sempre presente).

Mancanza di forze.

Pallore.

Respirazione difficoltosa e fame d’aria.

Palpitazioni.

Ingrossamento e dolori della milza e disturbi addominali.

Mancanza di appetito e perdita di peso.

Febbricole.

Trombocitosi essenzialePiastrinosi (numero di piastrine elevato).

Emorragie frequenti.

Petecchie ed ecchimosi.

Trombosi venosa.

Spesso trombosi ed emorragie sono presenti contemporaneamente perché le piastrine sono in numero elevato ma inefficienti.

Anemia sideroblastica idiopatica acquisitaPiastrinosi.

Pallore della cute.

Mancanza cronica di forze.

Tachicardia.

Difficoltà a respirare.

Dolori toracici.

Infezioni batteriche(apparati: urogenitale, respiratorio, gastroenterico)Alto numero di piastrine nel sangue.

Aumento dei parametri infiammatori delle analisi ematochimiche ed in particolare della VES, Proteina C reattiva.

Febbre generalmente serotina.

Dolori localizzati.

Sintomi specifici della malattia.

Malattie infiammatorie croniche a base autoimmune(es.artrite reumatoide, colite ulcerose, etc.)Valori alti del numero di piastrine.

Anemia.

Febbre.

Dolori.

Trombosi venosa.

Eczema cutanei.

Sintomi specifici.

Anemia sideropenicaTrombocitosi.

Emoglobina bassa.

Sideremia bassa. La sideremia esprime la quantità di ferro presente nel sangue non legata alla emoglobina.

Ferritina bassa. La ferritina è un indice dell’immagazzinamento corporeo del ferro.

Mancanza di forze.

Tachicardia.

Anemia emoliticaTrombocitosi.

Emoglobina bassa.

Bilirubina alta.

Mancanza di forze.

Tachicardia.

Pallore cutaneo.

Rischi e complicanze, le conseguenze della trombocitosi.

Le trombocitosi acute generalmente non sottopongono il paziente a nessun rischio o conseguenza specifica. Ben diverso è invece il caso delle trombocitosi croniche specialmente se alla conta il numero delle piastrine è elevato. In questi casi si ha un consistente aumento della coagulabilità del sangue ed forte aumento di probabilità di incorrere in una trombosi che successivamente può degenerare in una embolia, infarto, ictus. 

Trombocitemia e gravidanza.

Studi condotti su gruppi di gestanti affette da piastrine alte hanno evidenziato rischi di aborto nelle prime dieci settimane, morte intrauterina, ritardo dell’accrescimento del feto, nascite premature. Le cause potrebbero essere problemi di trombosi nella placenta. La pillola anticoncezionale è fortemente controindicata nelle donne che soffrono di trombocitosi perché aumenta notevolmente il rischio di trombosi in quanto a quello insito alla elevata concentrazione di ormoni si somma quello correlato all'aumento di piastrine.

Trattamento della Trombocitemia.

Se la trombocitemia è secondaria, si identifica e si cura la causa che la determina, i valori di piastrine rientrano nei livelli fisiologici. Nel caso di trombocitemie primarie è possibile intervenire con terapie che agendo a livello di midollo ne inibiscono la proliferazione.  Nei casi di conta elevata di piastrine superiore al milione per millimetro cubo di sangue è necessario sottoporre il paziente ad una terapia antiaggregante piastrinica con somministrazione di cardio aspirina o addirittura di eparina per scongiurare il rischio di ictus, trombosi, etc.

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