Piastrine basse: sintomi, cause e rimedi per la piastrinopenia.

In condizioni fisiologiche circolano dalle 150.000 alle 300.000 piastrine per ogni milionesimo di litro di sangue periferico. Per cui quando la loro conta scende a valori inferiori alle 150.000 per milionesimo di litro si parla di piastrine basse. Questa condizione in campo medico รจ anche nota come piastrinopenia o anche trombocitopenia.

Piastrine basse: sintomi, cause e rimedi per la piastrinopenia

    Indice Articolo:

  1. La piastrinopenia
  2. Cause e classificazione, da cosa dipende
  3. Sintomi in caso di piastrine basse 
  4. Cosa fare in caso di piastrinopenia
  5. Alimentazione
  6. Piastrine basse in gravidanza
  7. Opinioni e commenti

Cosa è la piastrinopenia?

Le piastrine sono cellule enucleate del sangue che vengono dalla frammentazione dei megacariociti tipologia di cellule sanguigne prodotte nel midollo spinale per differenziazione delle cellule staminali.

Compito delle piastrine è partecipare al processo di coagulazione del sangue. In presenza di un sanguinamento, per la lesione di un vaso, le piastrine si addensano insieme formando una sorta di tappo che va ad ostruire la lesione e contemporaneamente rilasciano sostanze che agevolano la coagulazione.

Per tale motivo un numero basso di piastrine è accompagnato da sanguinamenti e ed ematomi continui. Notiamo in maniera esplicita che i sanguinamenti divengono frequenti solo se il numero delle piastrine risulta inferiore alle 20.000-30.000 cellule per milionesimo di litro di sangue. E divengono imponenti se la conta dei trombociti è inferiore a 10.000 unità per microlitro. In tali situazioni il sanguinamento si manifesta anche senza lesioni. In base a tali constatazioni si distingue la piastrinopenia in :

  • Lieve. Se il numero di piastrine per milionesimo di litro è compreso tra 100.000 e 150.000.
  • Media. Se è compreso tra 50.000 e 100.000.
  • Severa. Se è compreso tra 10.000 e 50.000
  • Da terapia/trasfusione immediata. Se è inferiore a 10.000.

Possibili cause delle piastrine basse e criteri di classificazione.

E' in uso classificare i diversi tipi di piastrinopenie in funzione della causa che le determina.

Si distinguono pertanto i seguenti 5 gruppi:

Piastrinopenia per scarsa produzione megacariocit  Ad esso appartengono tutte le piastrinopenie conseguenti a scarsa produzione, da parte del midollo osseo, dei megacariociti ovvero le cellule da cui discendono le piastrine. Sono perciò caratterizzate da megacariociti molto ridotti, vita media delle piastrine negli standard fisiologici di circa 10 giorni, turn over piastrinico ridotto per lo scarso numero di megacariociti. Questo gruppo di piastrinopenie è associato in ogni caso ad una contemporanea anemia ed o ad una leucopenia o ad una leucocitosi (aumento del numero di linfociti). Le più comuni che determinano questo tipo di piastrinopenie sono: 

  • Tumori del midollo osseo. Come: leucemia mieloide acuta; leucemia linfoblastica acuta, mieloma multiplo (forma tumorale delle plasmacellule del sistema immunitario presenti nel midollo osseo).
  • Infiltrazioni tumorali del midollo. Dovute a linfomi e carcinomi.
  • Aplasia del midollo. Compromissione delle cellule staminali per la quale si determina un esaurimento funzionale del midollo che non produce più le cellule ematiche. La compromissione può riguardare i solo megacariociti ma anche tutte le altre linee cellulari. Possono essere: congenite come l’anemia di Fanconi o acquisite per infezioni virali, quali mononucleosi, varicella, rosolia, ma anche batteriche o provocate da agenti chimici, quali alcool o estrogeni, o da agenti fisici come radiazioni ionizzanti.

Piastrinopenia  da scarsa piastrinopoiesi. Ossia il midollo produce il fisiologico bisogno di megacariociti ma da questi discendono un numero insufficiente di piastrine. Sono caratterizzate da megacariociti normali o addirittura abbondanti, vita media delle piastrine nei normali 10 giorni e turn over piastrinico ridotto. Tutte le piastrinopenie di questo gruppo si accompagnano ad anemia/leucopenia. Le cause che determinano tali piastrinopenie sono :

  • Carenza di vitamina B12 ed acido folico. La carenza di vitamina B12 e folati determinano una sintesi alterata del DNA dei tessuti ad elevato tasso di proliferazione come è appunto il midollo.
  • Piastrinopenie ereditarie. Sono causate da mutazioni genetiche che si trasmettono con carattere dominante o recessivo. Nel primo caso basta ereditare uno solo dei geni mutati per contrarre la malattia. Nel secondo occorre ereditarli da entrambi i genitori. Sono ovviamente congenite ossia presenti dal momento della nascita anche se possono evidenziarsi negli anni.

Piastrinopenia da aumento della distruzione delle piastrine. E quindi avremo una conta di megacariociti abbondante, una vita media delle piastrine molto ridotta ben inferiore ai fisiologici 10 giorni ed un ricambio delle piastrine aumentato ma a volte normale o ridotto. Questa tipologia di piastrinopenia si presenta generalmente senza nessuna altra manifestazione clinica. Le possibili cause sono:

  • Porpora trombocitopenica autoimmune. Malattia autoimmune acquisita caratterizzata da penuria di piastrine dovuta alla loro distruzione in periferia. La causa non è nota.
  • Sindrome di Bernard- Soulier. Insieme di malattie genetiche che riguardano la compromissione del ricettore del fattore di von Willebrand delle piastrine. Questo fattore si lega alla membrana delle piastrine e consente loro di aderire al tessuto dei vasi danneggiati. Uno dei meccanismi che attiva detto fattore è lo stress meccanico a cui sono sottoposte le cellule ematiche dall'aumento di velocità del flusso sanguigno in prossimità di una lesione del vaso.

Piastrinopenia da eccessivo utilizzo di piastrine. Presentano numero di megacariociti nella norma, vita media delle piastrine inferiore ai circa dieci giorni di norma e turn over delle piastrine aumentato. Si accompagnano ad anemia, alterazioni dei fisiologici processi dell’arresto delle emorragie (emostasi), problemi renali. Le cause più frequenti sono:

  • Porpora trombotica trombocitopenica. Si formano improvvisamente piccoli coaguli (trombi) in tutti i vasi sanguigni del corpo per cui viene consumata un gran numero di piastrine e di colpo si manifesta la carenza. Non si conoscono le cause.
  • Coagulazione intravasale disseminata. Malattia seria per la quale si formano nei vasi un gran numero di trombi. Questi sono conseguenti ad una attivazione del fattore tissutale di coagulazione. Il fattore tissutale di coagulazione è di norma legato a cellule che non sono esposte al sangue come quelle del sub endotelio. Cellule che una lesione espone al sangue attivando così la coagulazione. Nella patologia il fattore è improvvisamente ed in maniera anomala attivato. La formazione di trombi provoca il consumo di piastrine.
  • Sindrome emolitico- uremica. E un insieme di sintomi che interessano sangue e reni ed è caratterizzata da contemporanea presenza di anemia emolitica (emoglobina bassa causata da eccessiva distruzione di globuli rossi) ; piastrinopenia ed insufficienza renale acuta (compromissione della funzionalità renale con aumento dell’azotemia e creatinina). Può essere causata da infezione di batteri e da alcune terapie farmacologiche come la chemioterapia ed in particolare dall'uso di mitomicina. E anche frequente nelle gestanti, nel post gravidanza e nei neonati.

Piastrinopenia  da sequestro dei trombociti durante il circolo sanguigno. Sono caratterizzate da megacariociti normali o aumentati, vita media delle piastrine normale, ricambio normale. Le piastrinopenie di questa classe mostrano contemporanea presenza di: anemia, problemi di emostasi, insufficienza renale, problemi neurologici. Le cause più comuni sono:

  • Splenomegalia. Ingrossamento della milza conseguente a svariate patologie. Ingrossamento che provoca sequestro delle piastrine. Le cause della splenomegalia sono moltissime: infezioni (epatiti, mononucleosi, brucellosi, tubercolosi, sifilide, malaria, etc.); anemie (talassemia, anemia falciforme, etc.); malattie da accumulo (insieme di patologie caratterizzate dall'accumulo all'interno delle cellule di prodotti metabolici); tumori del sangue (linfomi, leucemie, etc.) e svariate altre cause.

I sintomi della piastrinopenia.

La malattia è spesso, in special modo se è presente in forma lieve o media, del tutto asintomatica. Quando i sintomi sono presenti possono così riassumersi:

  • Porpora. Chiazze color vermiglio di varie dimensioni disseminate casualmente sulla cute. Le dimensioni come detto sono variabili ma comunque superiori ai 3 millimetri altrimenti verrebbero denominate petecchie.
  • Sangue dal naso.
  • Ematomi.
  • Emorragie. Possono essere localizzate in varie parti del corpo: gengive, apparato urinario, gastroenterico, riproduttivo menorragie). Molto raramente (e per fortuna! data la loro estrema pericolosità) possono aversi emorragie cerebrali.
  • Versamento ematico in articolazioni.

Cosa fare in caso di piastrine basse: diagnosi e cura.

In tutti i soggetti che presentano sanguinamenti ed ecchimosi anomale è necessaria la conta delle piastrine, con una comune analisi del sangue che preveda un esame emocromocitometrico, ossia un analisi del sangue con una conta delle cellule ematiche e quindi anche delle piastrine.

Spesso in assenza di sintomi è possibile riscontrare una piastrinopenia casualmente eseguendo esami del sangue per altre ragioni. Poiché, come si è visto, la piastrinopenia può essere causata da un gran numero di malattie occorre una diagnosi precisa che individui la causa che è fondamentale per un corretto trattamento.

Come avviene la diagnosi della piastrinopenia.

Alcuni sintomi possono aiutare ad individuare la causa della piastrinopenia, per esempio in presenza di febbre essa dipenderà da un'infezione, l'aumento delle dimensioni della milza può evidenziare una trombocitopenia dovuta a splenomegalia; in presenza di azotemia e creatinemia elevate le piastrine basse possono essere causate da una ridotta funzionalità renale, ma in ogni caso per la corretta diagnosi oltre al suddetto emocromo spesso si rendono necessari altri esami quali:

  • Test ematici completi. Ed in particolare emocromo con formula che contempla conta di: leucociti, eritrociti e piastrine; determinazione di: MCV (volume globuli rossi 9, MCH (contenuto medio di emoglobina), MCHC (concentrazione media di emoglobina degli eritrociti), RDW (omogeneità del volume dei globuli rossi. Globuli rossi con volume disomogeneo caratterizzano anemie megaloblastiche).
  • Biopsia del midollo osseo/esame dell’aspirato midollare. Si preleva per aspirazione un campione di midollo dalla cresta iliaca utilizzando un sottile ago ed una siringa. Una parte del prelievo viene utilizzata per esaminarla al microscopio onde accertare lo stato delle cellule. Sulla restante parte del campione possono eseguirsi test come esami colturali per individuare eventuali infezioni virali, test sui cromosomi, etc.
  • Ecografia della milza.
  • Di estrema importanza per una corretta diagnosi risulta l’anamnesi del paziente ossia la sua storia clinica e quella familiare.

Cure e rimedi per i soggetti con piastrine basse.

Il migliore e definitivo trattamento della malattia consiste nell'individuarne la causa e quando possibile curarla fino alla sua completa remissione. Dato l’elevatissimo numero di patologie che sono in gioco, un elenco di tutti i possibili trattamenti è impensabile; ci limiteremo ad osservare che i farmaci più comunemente utilizzati sono: cortisonici ed immunosoppressori. Se non possibile eradicare definitivamente la patologia che determina le piastrine basse ci si limita a mantenerla sotto controllo ed a controllare i sintomi.

Quando il sanguinamento è abbondante si possono assumere concentrati piastrinici.

Nei casi in cui l’esame emocromocitometrico fornisce una conta di piastrine inferiore alle 10.000 cellule per milionesimo di litro di sangue si rendono necessarie immediate trasfusioni.

In caso di splenomegalia può rendersi necessaria l’operazione chirurgica di splenectomia ossia di asportazione dell’organo.

Piastrine basse e medicina naturale: le cure omeopatiche.

La piastrinopenia non è un comune disturbo e richiede una accurata indagine sulle sue cause ed una cura adeguata. Sottovalutarla può risultare molto pericoloso e può mettere a repentaglio la vita del paziente. Non riteniamo pertanto che vadano incoraggiati trattamenti per i quali non si hanno provate evidenze scientifiche. Comunque per completezza riportiamo che esistono studi che riportano dei casi di remissione di piastrinopenie basati su terapie con vitamina C e melatonina. Ma ribadiamo che attualmente non esiste alcuna evidenza sulla sicurezza di tali dati e sulla reale efficacia di tali metodologie naturali.

Per quanto riguarda i rimedi omeopatici risulta difficile fornire delle indicazioni generalizzate per il trattamento delle piastrine basse perché per sua filosofia l’omeopatia va calibrata sul paziente e pertanto ogni terapia risulterà diversa dalle altre.

Piastrine basse in gravidanza.

Esiste una piastrinopenia tipica della gravidanza che si associa alla gestosi o preeclampsia (ipertensione, ritenzione di liquidi ed edemi, proteine nelle urine) che va sotto il nome di sindrome di Hellp (H=hemolysis, E=elevated, L=liver enzimes, L=low, P=platelets) ossia: emolisi (distruzione di globuli rossi) ; elevati valori degli enzimi epatici; basso numero di piastrine. In alcune occasioni l’ Hellp unita alla preeclampsia crea problemi tali per gestante e nascituro da richiedere ricovero ospedaliero.

Nel caso di gestante che soffre di una patologia che induce piastrinopenia il trattamento terapeutico è generalmente il medesimo di quello che viene effettuato in condizione normali e comunque va valutato dal team ematologo, ginecologo ed eventualmente immunologo. Nel caso che le piastrine della gestante risultano inferiori alle 50.000 cellule per milionesimo di litro di sangue è necessario il taglio cesareo che scongiura il pericolo di emorragie.

Piastrine basse ed alimentazione.

Non è possibile organizzare una dieta per le piastrine basse che non tenga conto delle cause e queste sono innumerevoli e molte di loro non sono legate in alcun modo alla alimentazione. Tuttavia, come in quasi tutti in di risultati insoliti dalle analisi del sangue il paziente di domanda cosa sia preferibile mangiare e quali siano invece gli alimenti da evitare. A riguardo l’unico consiglio generico possibile è quello di seguire una dieta bilanciata che privilegi zuccheri complessi : cereali integrali, legumi, carni bianche e pesce e grassi vegetali polinsaturi (olio d’oliva extra vergine). Naturalmente è necessario limitare l'assunzione di alcool e sostanze eccitanti, quali caffè o te.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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