Poliposi nasale.

Poliposi nasale

Descrizione e caratteristiche della poliposi nasale.

La poliposi nasale è una malattia dell’apparato respiratorio e con più precisione della mucosa nasale e delle cavità paranasali comunicanti (4 paia di seni posti nelle ossa facciali: seni frontali, mascellari, etmoidali e sfenoidali). E' caratterizzata da formazione di escrescenze delle mucose che rivestono le citate cavità. Escrescenze che hanno:

  • natura benigna (non tumorali),
  • dimensioni generalmente contenute (grandi quanto chicchi d’uva),
  • forma peduncolare e colore bianco grigiastro,
  • consistenza molliccia (data la loro natura fondamentalmente edematosa).

Il decorso della malattia è generalmente lungo ed inizialmente non si avvertono fastidi e solo quando i noduli raggiungono dimensioni tali da ostruire in maniera consistente le cavità nasali iniziano ad aversi problemi. I polipi possono originarsi o nelle cavità nasali o nei seni adiacenti. Talvolta nascono in una cavità e poi passando attraverso i meati di comunicazione debordano in un’altra, ad esempio si sviluppano nel seno nasale ed invadere poi la cavità mascellare.

Possono essere:

  • unilaterali se interessano una sola cavità nasale;
  • bilaterali se interessano entrambe.

In funzione della loro istologia (composizione dei tessuti) i polipi nasali possono essere:

  • Polipi edematosi. Costituiti da tessuto connettivo impregnato di acqua.
  • Polipi neutrofili. Caratterizzati da una abbondanza di cellule neutrofile (particolare categoria di globuli bianchi tipici di un processo infiammatorio modulato dal sistema immunitario).
  • Polipi eosinofili. Caratterizzati da abbondanza di cellule eosinofile (particolare categoria di globuli bianchi tipici delle reazioni allergiche).

Ovviamente per stabilire la natura istologica del polipo nasale è necessario il prelievo di una sua porzione (con sistemi endoscopici che tratteremo di seguito) e di una biopsia ossia di una analisi al microscopio o di biologia molecolare per stabilirne la natura delle sue cellule.

La poliposi nasale è una malattia alquanto comune. Interessa infatti circa il 2% della popolazione ma se si considera il solo campione costituito dagli individui con più di 40 anni l’incidenza sale al 13%.

Frequentemente la malattia è associata alle seguenti altre patologie:

  • Rinite. Infiammazione delle mucose nasali di varia natura (virale, batterica, etc.).
  • Rinite allergica. Infiammazione cronica delle mucose nasali provocata da una reazione allergica ad un elemento estraneo al nostro corpo: l’allergene (polveri, pollini, acari, etc.).
  • Asma bronchiale.
  • Sinusite. Infiammazione delle cavità paranasali provocata da una infezione batterica, virale, fungina o da una reazione allergica.

Cause della poliposi nasale.

Nonostante la poliposi nasale sia nota come malattia da almeno 2000 anni non siamo ancora in grado di dire con precisione quali siano le sue cause. In merito sono state fatte numerose ipotesi e di seguito ne riportiamo le principali:

  • Allergia. Gli allergeni possono giungerci per inalazione come polveri, pollini etc. o per ingestione con l’alimentazione. Si ipotizza in tal caso che un importante fattore nella determinazione della malattia sia costituito da una disfunzione del metabolismo dell’acido arachidonico contenuto in crostacei, salmone, frutta secca, oli di semi, etc. Al di là di tale ipotesi è noto certamente che una notevole percentuale di individui affetti da poliposi nasale sono anche intolleranti all’acido acetilsalicilico contenuto nell’aspirina e composti similari. Va notato  che il composto oltre che essere il principio attivo di molti farmaci è usato anche come conservante nei cibi
  • Ereditarietà.
  • Infezioni da virus, batteri, funghi che provocano ripetute infiammazioni delle mucose.
  • Particolare conformazione anatomica della regione. Che con le sue numerose curve e meati strozza la circolazione dell’aria e provoca irritazioni.
  • Sindrome metabolica e diabete.
  • Problema autoimmune. Un errore del sistema immunitario danneggerebbe le mucose generando la poliposi.

Sicuramente la poliposi nasale è uno dei sintomi delle seguenti malattie:

  • Fibrosi cistica nei bambini.
  • Sindrome di Churg-Strauss. Infiammazione dei piccoli vasi sanguigni.
  • Sindrome di Widal. Insieme dei tre seguenti sintomi: poliposi nasale, asma bronchiale, intolleranza all’ aspirina.

Sintomi della poliposi nasale.

  • Naso gocciolante
  • Naso chiuso in maniera continua.
  • Dolore al volto.
  • Emicrania.
  • Compromissione dell’olfatto.
  • Roncopatia (russare).
  • Apnee notturne.
  • Quando associata ad intolleranze avremo vomito e problemi gastrici.

Diagnosi della poliposi nasale.

La diagnosi viene effettuata dall'otorinolaringoiatra con:

  • Analisi dei sintomi.
  • Anamnesi.
  • Constatazione visiva. Con l’ausilio di un strumento che illumina la cavità nasale e consente la vista dei polipi.

Sono utili i seguenti strumenti di indagini:

  • Endoscopia. Un sottile tubo che reca una telecamera miniaturizzata che consente di visualizzare l’interno delle cavità nasali.
  • TAC. Consente di localizzare la corretta dislocazione delle lesioni.
  • Test allergici. Piccole incisioni cutanee su cui vengono sparse gocce di vari allergeni. Consentono la diagnosi di contemporanee allergie.
  • Test per la fibrosi cistica che si effettua sul sudore. Esame fondamentale specialmente nei bambini ne quali con elevata frequenza le due malattie sono associate.

Cure della poliposi nasale.

Allo stato attuale il protocollo di cura più usato per il trattamento della poliposi nasale è il seguente:

  • Terapia farmacologica che cura l’infiammazione dei seni nasali e le eventuali patologie associate precedentemente elencate. Patologie che anche se non ne costituiscono con certezza la causa sicuramente ne peggiorano notevolmente il decorso.
  • Intervento chirurgico per l’asportazione dei polipi.
  • Terapia farmacologica per sradicare la residua dell’infiammazione portata con cortisonici per via locale (pomate, unguenti o spray) e per brevi periodi per via sistemica.
  • Monitoraggio ogni tre mesi per almeno un anno dall’intervento delle cavità nasali per individuare sul nascere eventuali problemi recidivanti che purtroppo sono molto frequenti.
  • Rimozione di eventuali ricrescite in tempi rapidi con tecniche mini invasive.

L’intervento chirurgico può effettuarsi con varie tecniche ormai tutte mini invasive ed endoscopiche. Ossia si introducono gli strumenti chirurgici miniaturizzati nelle cavità nasali con degli endoscopi e si osserva il campo operatorio con l’aiuto delle riprese fatte con una microtelecamera. La tecnica con cui si procede è personalizzata in quanto dipende dal quadro clinico. Se i polipi sono di dimensioni ridotte e/o isolati si utilizza un debrider che è una sorta di fresa rotante ad elevata velocità, per intenderci sul tipo del trapano del dentista, che consuma il polipo e contemporaneamente aspira i residui e piccoli sanguinamenti. Il metodo crea pochissimi danni ai tessuti circostanti e limita molto le recidive. Se la poliposi è molto diffusa si ricorre invece alla tecnica FESS (Functional Endoscopic Sinus Surgey) che è una tradizionale operazione in endoscopia e che consente di modificare le aperture e dotti di comunicazione delle cavità che per l’infiammazione possono essere ostruiti. Il laser che pure viene talvolta utilizzato non arreca particolari benefici. Comunque, qualunque sia la tecnica operatoria utilizzata, l’intervento viene di norma condotto in anestesia locale accompagnata da sedazione endovena più o meno profonda per minimizzare l’impatto emotivo del paziente. Data la scarsa invasività la sua durata è mediamente inferiore all’ora ed il tutto viene svolto con la formula del day Hospital, col ritorno a casa del paziente nello stesso giorno o massimo il giorno successivo. La terapia farmacologica cura generalmente l’infiammazione ed è in generale a base di steroidi che vengono utilizzati anche nella rinite. In generale tali prodotti vengono somministrati con spray nasali più raramente per via sistemica. Il loro uso contiene l’accrescimento dei polipi. Un prodotto generalmente usato è il nasonex. Spesso anziché alla medicina tradizionale si fa ricorso a quella omeopatica o omotossicologia (una sua branca) ma non esistono evidenze scientifiche della loro reale efficacia.

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