Pressione alta cosa fare.

Pressione alta cosa fare

Nell’articolo proveremo a suggerire cosa fare nel caso, che purtroppo è anche quello di chi scrive, ci si trovasse a soffrire di pressione alta. Iniziamo col chiarire cosa è la pressione alta e quali sono i problemi ed i possibili rischi ad essa connessi.

Cosa è la pressione alta?

Il termine “pressione alta” è nel linguaggio comune l’equivalente di ipertensione arteriosa. Dove l’ipertensione arteriosa è un aumento che perdura nel tempo dei valori della pressione arteriosa rispetto alla soglia ritenuta normale in letteratura medica.

La pressione arteriosa si distingue in Minima o diastolica che è quella misurata durate la fase diastolica del muscolo cardiaco (fase del rilassamento successiva alla contrazione) e Massima o sistolica che è invece quella misurata durante la fase sistolica o di contrazione.

L’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce i seguenti Valori di riferimento quali parametri che indicano una situazione normale:

  • Valori pressori minori di 80 mm di mercurio per la minima e minori di 120 per la massima sono ottimali.
  • Valori pressori compresi tra 80 ed 85 per la minima e tra 130 e 140 per la massima sono borderline (ai limiti della normalità).
  • Valori pressori tra 85 e 110 per la minima e 140 e 180 sono da considerarsi di ipertensione moderata.
  • Valori pressori maggiori di 110 per la minima e 180 per la massima sono da considerarsi di ipertensione grave.

I rischi derivanti dalla pressione alta sono:

  • Ipertrofia e scompenso cardiaco. Con aumento della possibilità di gravi ischemie.
  • Problemi renali fino all’insufficienza.
  • Problemi cerebrali con aumento della probabilità di ictus.
  • Problemi alla vista.
  • Arteriosclerosi.

Cosa fare per la pressione alta.

In Italia circa 10 milioni di persone hanno problemi di pressione alta e nel mondo questa condizione costituisce la terza causa di mortalità. E’ perciò essenziale una corretta informazione su di essa e su come contenerla minimizzare i suoi effetti. Ovviamente gli accorgimenti da intraprendere per il suo contenimento dipendono da diversi fattori ma essenzialmente da: quanto essa è elevata e dalle cause che la generano.

In molti casi è indispensabile una terapia farmacologica,  in altri basta semplicemente adottare uno stile di vita più consono. E comunque va notato in maniera chiara che anche se si segue una terapia farmacologica, un corretto stile di vita risulta essenziale per contenere l'aumento pressorio.

Rimedi naturali non farmacologici.

  • Contenere il sovrappeso. Perdere 10 kg di peso può significare abbassare i valori pressori di circa 10 mm di mercurio.
  • Smettere di fumare. Il fumo di sigaretta oltre che indurre arteriosclerosi produce una costrizione dei vasi sanguigni e quindi un aumento di pressione.
  • Abolire il consumo di alcool. E consentito un mezzo bicchiere a pasto di vino rosso.
  • Dieta ed alimentazione. Praticare una dieta povera di sodio. Il che equivale a dire condire i cibi con pochissimo sale che chimicamente è Cloruro di sodio. Si badi che il sale non è solo quello che si aggiunge cucinando. Alcuni alimenti sono di per se ricchi di sodio. Gli alimenti in scatola contengono elevate percentuali di sale per aumentarne il periodo di conservazione. Lo stesso vale per gli insaccati, formaggi, sottoli e sottaceti. Altri condimenti di uso comune contengo sodio e lo si ignora; è tipico il caso dei dadi da cucina che sono costituiti da glutammato sodico.
  • Praticare un’attività fisica aerobica anche contenuta purché costante. A tal proposito basta una passeggiata giornaliera a buon passo di mezz’ora.
  • Terapia farmacologica.

    Se i valori di pressione sono tali da configurare un’ipertensione grave allora alle norme sopra descritte occorre affiancare una terapia farmacologica. I farmaci per l’ipertensione naturalmente non guariscono dal problema ma lo tengono semplicemente sotto controllo. Esistono varie categorie di farmaci che abbassano la pressione agendo con meccanismi diversi, di seguito ne elenchiamo i principali:

    • Diuretici. Come indica il nome aumentano la produzione di urina. In tal modo diminuisce la quantità di liquidi contenuta nel corpo ed anche la massa del sangue consentendo una diminuzione della sua pressione.
    • Beta bloccanti. Bloccano i recettori adrenergici beta del sistema nervoso simpatico(sistema nervoso che regola la vita vegetativa: circolazione, respirazione,etc.) effetto che si traduce con un meccanismo non del tutto chiarito in una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.
    • ACE inibitori. Riducono l’enzima ACE che produce l’ormone Angiotensina II che aumenta la frequenza cardiaca e favorendo la contrazione dei vasi ne aumenta le resistenze periferiche e conseguentemente favorisce l’aumento di pressione.
    • Calcio antagonisti. Contrastano l’ingresso degli ioni calcio nelle cellule della muscolatura liscia impedendone la contrazione e quindi diminuendo le resistenze in periferia.
    • Alfa bloccanti. Bloccano i ricettori alfa di muscolatura liscia dei vasi sanguigni di piccola dimensione favorendone la decontrazione. Agiscono in modo molto simile agli ACE inibitori bloccando in maniera diversa la produzione dell’enzima ACE.
    • Ipotensivi centrali. Agiscono direttamente a livello di sistema nervoso centrale favorendo la decontrazione della muscolatura liscia dei vasi sanguigni.
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