Prolattina alta.

Prolattina alta

    Indice Articolo:

  1. Cos’é l’iperprolattinemia
  2. Prolattina alta in gravidanza
  3. Cause temporanee e patologiche
  4. Sintomi e conseguenze
    1. Cosa comporta nella donna
    2. I sintomi nell’uomo
  5. Che fare?
    1. Una giusta diagnosi
    2. Terapie farmacologiche, chirurgiche e radioterapia
    3. Rimedi naturali 
  6. Opinioni e commenti

La prolattina alta di solito è indice di preoccupazione sia nell’uomo che nella donna che vogliono avere un figlio. È risaputo infatti che alti valori di questo ormone sono correlati ad infertilità, difficoltà a concepire ed aborti spontanei. La prolattina aumenta fisiologicamente durante la gravidanza e dopo il parto promuove la lattazione. Possiamo avere condizioni in cui si ha un innalzamento temporaneo della prolattina come per esempio stress, assunzione di farmaci, fase post ovulatoria del ciclo mestruale, o condizioni patologiche come tumori ipofisari. I sintomi più comuni sono ipogonadismo, allungamento del ciclo mestruale fino ad amenorrea, galattorrea e negli uomini ginecomastia. La diagnosi si effettua mediante analisi del sangue, ecografia, tac e risonanza magnetica, e le terapie sono di tipo farmacologico in prima battuta. Esistono anche dei rimedi naturali.

Cos’è la prolattina e quando si ha iperprolattinemia?

La prolattina appartiene alla famiglia degli ormoni ipofisari e viene secreta dalle cellule dell’ipofisi chiamate lattotrope. Il nome delle cellule e dell’ormone fanno intuire che la funzione principale della prolattina è quella di far si che la donna che ha appena partorito produca il latte necessario per il nutrimento del neonato. Tuttavia tale ormone lo ritroviamo non solo nelle donne in gravidanza, ma in tutte le donne e, in minima parte, anche nell’uomo. I valori di riferimento per la prolattina vanno in generale da 0 a 20 ng/ml, e nello specifico abbiamo:

Nella donna i valori normali di prolattina nel sangue vanno da 9 a 20 ng/ml.
Nell’uomo i valori normali di prolattina nel sangue vanno da 6 a 7 ng/ml.

Quando si ha un superamento di tali valori si ha una condizione chiamata iperprolattinemia. Tale condizione è patologica e si può verificare sia nell’uomo che nella donna. Dipende da numerose cause che esamineremo in dettaglio più avanti. La prolattina si abbassa fisiologicamente in menopausa.

Iperprolattinemia in gravidanza.

Durante il periodo della gravidanza la prolattina può avere valori molto alti, fino a 300 ng/ml. Questo perché è un ormone fondamentale durante questo periodo insieme agli estrogeni e al progesterone, ed è proprio l’estrogeno che promuove la sintesi di prolattina determinando ipertrofia delle cellule lattotrope ipofisarie. La prolattina stimola la proliferazione delle cellule delle ghiandole mammarie preparandole alla lattazione. Dopo il parto, quando decadono i livelli di progesterone, ormone che inibisce la sintesi del latte, la prolattina, in associazione con un altro ormone chiamato ossitocina e attraverso lo stimolo derivante dalla suzione del capezzolo da parte del neonato, promuove la sintesi e l’escrezione del latte. I livelli di prolattina decadono dopo circa 3 – 6 settimane dal parto, a meno che la donna non decida di allattare il bambino al seno, in quel caso la suzione del capezzolo farà da stimolo per la sintesi di prolattina che continuerà ad essere secreta durante tutto il periodo dell’allattamento. Dopo aver concluso il periodo dell’allattamento i valori gradualmente torneranno alla normalità.

Iperprolattinemia: le cause.

Abbiamo visto che un aumento fisiologico di prolattina è tipico della gravidanza ma possiamo avere anche altri fattori che ne determinano l’aumento. Tali fattori possono causare aumenti temporanei di prolattina, o essere vere e proprie patologie che determinano l’aumento dell’ormone. Alcune di queste cause sono legate al sesso, altre invece sono generiche sia per uomo che per donna.

Aumenti temporanei.

L’aumento di prolattina può essere di tipo “temporaneo”, può cioè dipendere da un fattore o da una condizione che ne determina l’aumento e, passata la condizione o eliminato il fattore, la prolattina torna a livelli normali.

L’aumento di prolattina segue un “ritmo circadiano”, cioè si riscontra un aumento dell’ormone durante il sonno e nelle prime fasi di risveglio probabilmente a causa dell’aumento dell’ampiezza delle pulsazioni che si ha durante il sonno.

  • Le alterazioni del ritmo sonno – veglia, specialmente quelle caratterizzate da una minore quantità di sonno, provocano un aumento della prolattina legato alla minore secrezione di melatonina a causa della stimolazione luminosa sulla retina. Una diminuzione di melatonina è correlato all’aumento della prolattina ma non è ben chiaro il meccanismo.
  • Alcuni farmaci possono provocare l’aumento della prolattina, tra questi antidepressivi, tranquillanti antistaminici, antiemetici, farmaci per la pressione e antipsicotici. Questi ultimi possono causare aumento di prolattina anche nei bambini e negli adolescenti.
  • Nelle donne variazioni dei livelli di prolattina si hanno durante il ciclo, in particolare la prolattina prima del ciclo, nella fase luteale, cioè la fase immediatamente successiva all’ovulazione, tende ad aumentare.

  • Può aumentare la prolattina in seguito a stress.

  • Si può avere aumento di prolattina a causa di un intenso esercizio fisico.

  • La prolattina aumenta dopo i pasti, specialmente se si segue un alimentazione che prevede pasti ricchi di proteine.

  • Si riscontra un aumento anche dopo un rapporto intimo.

Per alcuni di questi aumenti di prolattina non vi è una spiegazione ben precisa e sono probabilmente legati al fatto che i valori ormonali dell’organismo variano moltissimo durante il giorno in risposta a diversi stimoli non quantificabili né qualificabili.

Cause patologiche.

Quando le analisi del sangue rivelano valori alti di prolattina ci si domanda immediatamente cosa significa tale anomalia. Le cause patologiche dell’aumento di prolattina possono essere varie e alcune specifiche per il sesso femminile. Tra le cause abbiamo:

Adenoma ipofisario: è un tumore benigno dell’ipofisi. Il tumore può essere di tipo secernente, cioè può accentuare l’attività di secrezione ormonale dell’ipofisi. L’adenoma ipofisario può causare iperprolattinemia per due motivi, o perché causa una riduzione della dopamina, che è un neurotrasmettitore che inibisce la secrezione di prolattina, oppure perché il tumore stesso è un prolattinoma, cioè un tumore riguardante le cellule secernenti la prolattina. Può essere distinto in macroprolattinoma quando il suo il suo diametro è maggiore di 10 mm, e microprolattinoma quando il suo diametro è inferiore ai 10 mm.

Ovaio policistico o micropolicistico: tipica delle donne questa patologia è caratterizzata dalla presenza di molti follicoli nelle ovaie che non arrivano a svilupparsi completamente e quindi non danno luogo all’ovulazione ma restano in questo stato di immaturità presentandosi come microcisti sulla superficie dell’ovaio. È probabilmente legata a squilibri ormonali tanto che oltre ad alti livelli di prolattina si riscontra anche un livello alto di testosterone.

Ipotiroidismo: un problema alla tiroide come l’ipotiroidismo causa alti livelli di tsh e trh ormoni tiroidei. Alti livelli di trh provocano un aumento di prolattina ma i meccanismi con cui i due ormoni sono correlati sono molto complessi e non ancora molto chiari.

Gravidanza isterica: è una patologia psicosomatica che può causare i sintomi tipici della gravidanza, si ha gonfiore e si tende ad ingrassare e si ha anche un aumento della prolattina senza che però vi sia stato il concepimento.

Sintomi e conseguenze.

Vediamo adesso quali sono i sintomi caratteristici dell’iperprolattinemia in base alle patologia e a quali conseguenze si può andare incontro.

L’aumento di prolattina causa alcuni sintomi comuni ad entrambi sessi e questo si verifica quando l’iperprolattinemia è causata da tumori all’ipofisi o da ipotiroidismo. I sintomi caratteristici sono:

  • Mal di testa e disturbi agli occhi e alla vista, poichè l’adenoma può comprimere le strutture ottiche e i nervi cranici.

  • Diminuita attività dell’ipofisi e quindi deregolazione dei livelli ormonali. Questo può causare l’insorgenza di patologie come il diabete.

  • Tumori molto grandi possono provocare disturbi di tipo neurologico, vomito, nausea, depressione.

  • In associazione con ipotiroidismo la prolattina alta può determinare la perdita dei capelli e negli uomini anche della barba, anche se questa è maggiormente legata allo squilibrio degli ormoni tiroidei.

Sintomi nella donna.

Nella donna la prolattina alta, a causa degli squilibri ormonali che determina o che la determinano può causare sintomi caratteristici come:

  • Utero di dimensioni minori rispetto alla norma e endometrio sottile.
  • Dolore al seno persistente e aumento di volume del seno.
  • A volte possono verificarsi episodi di polimenorrea, cioè un ciclo mestruale più breve del normale.
  • Galattorrea cioè perdita di liquido simile al latte dai capezzoli che può far preoccupare e far pensare a un tumore al seno.
  • Minore desiderio sessuale e dolore durante i rapporti.
  • Osteoporosi.
  • Inoltre spesso in associazione con la sindrome dell’ovaio policistico può causare:
  • Accumulo di grasso corporeo con tendenza all’aumento di peso e all’obesità.
  • Ridotta tolleranza glucidica con aumento di glicemia e predisposizione al diabete.
  • Allungamento della fase follicolare del ciclo mestruale con conseguente ovulazione tardiva e difficoltà di concepimento.
  • Cicli mestruali molto lunghi fino all’amenorrea con conseguente predisposizione alla sterilità. Questo può quindi causare compromissione della fertilità per ritardata o mancante ovulazione.
  • Acne e brufoli.
  • Aborto spontaneo o incapacità dell’embrione di annidarsi nell’utero.

La conseguenza più grave che si evince da questi sintomi è quindi la difficoltà della donna di rimanere incinta o di portare a termine una gravidanza. In caso di infertilità si consiglia di fare un dosaggio della prolattina al terzo giorno del ciclo o dopo un aborto spontaneo si consiglia di fare delle analisi per controllare i valori di prolattina.

Sintomi nell’uomo.

Nell’uomo i sintomi principali dell’iperprolattinemia riguardano l’apparato sessuale e in particolare abbiamo:

Può interessarti approfondire cause e cure della ginecomastia o seno maschile una patologia che si manifesta con un ingrossamento della ghiandola mammaria.

Insieme al varicocele l’iperprolattinemia è una delle maggiori cause di infertilità maschile. Non è ben chiaro il ruolo che la prolattina assume nell’uomo né come può determinare questi disturbi.

Terapia, diagnosi e rimedi.

Abbiamo quindi visto come i principali rischi dell’iperprolattinemia siano correlati all’infertilità e all’impossibilità di portare avanti una gravidanza o di iniziare un concepimento ed è quindi normale che una donna che avrà i valori di prolattina alta si domanderà “posso rimanere incinta?”.

Vediamo quindi cosa fare per diagnosticare correttamente la causa di iperprolattinemia e quali rimedi e cure esistono per abbassarne i valori e riuscire a concepire.

Diagnosi.

Se si riscontrano alti valori di prolattina senza sintomi il primo passo da fare è escludere una possibile gravidanza. In presenza di sintomi che fanno sospettare un iperprolattinemia il primo esame da fare è rappresentato da una serie di prelievi di sangue, perché la prolattina segue un ritmo circadiano per cui bisogna accertarsi che i valori siano costantemente alterati. Se il risultato del prelievo presenta valori sempre alterati che superano i 60 ng/ml, si procederà con un’accurata anamnesi volta a comprendere se il paziente assume dei farmaci che possono provocare un innalzamento della prolattina. In caso di risposta negativa si potranno eseguire test diagnostici specifici come:

  • Valutazione degli ormoni tiroidei per capire se l’iperprolattinemia è legata a ipotiroidismo;

  • Tac cerebrale o risonanza magnetica, specialmente nel caso in cui i valori di prolattina superino i 100 – 200 ng/ml. Queste due indagini diagnostiche sfruttano un mezzo di contrasto per rendere visibile la regione dell’ipofisi e quindi accertarsi di un’eventuale adenoma ipofisario.

  • Ecografia trans vaginale per valutare la possibile esistenza della sindrome dell’ovaio policistico.

Quando tutte queste indagini danno esito negativo è possibile che siamo di fronte ad un’iperprolattinemia idiopatica, cioè non riconducibile a nessuna causa.

Terapie mediche.

La terapia per il trattamento dell’iperprolattinemia può essere di tipo farmacologico, radioterapico o chirurgico in base a quale sia la causa dell’aumento della prolattina. In caso di ipotiroidismo per esempio verranno somministrati ormoni tiroidei, in caso di iperprolattinemia da farmaci si sospenderanno i farmaci responsabili, mentre nel caso della sindrome dell’ovaio policistico si ricorre di solito alla pillola anticoncezionale per normalizzare il ciclo. In caso di iperprolattinemia idiopatica o da adenomi ipofisari la scelta delle terapie è in ordine:

Farmaci: si utilizzano farmaci che aumentano l’azione della dopamina, un neurotrasmettitore che inibisce la sintesi di dopamina. Tra questi abbiamo la bromocriptina, che va somministrata più volte al giorno, e la cabergolina che va somministrata una volta a settimana. Questi farmaci agiscono sia sull’ipotalamo che sull’ipofisi diminuendo i livelli di prolattina e talvolta hanno anche la capacità di ridurre i prolattinomi, specialmente quando si tratta di adenomi di piccole dimensioni. Possono provocare nausea, vomito, vertigini, vampate di calore, pressione bassa e allucinazioni. Vi sono alcune opinioni contrastanti sull’effetto della cabergolina sul peso, in alcune donne sembra favorisca il dimagrimento, in altre invece sembra faccia aumentare di peso.

Chirurgia: si utilizza nel caso di adenomi ipofisari che non reagiscono alla terapia. Si pratica inserendo nel naso un endoscopio che arriverà fino all’ipofisi e asporterà il tumore.

Radioterapia: si utilizza come “ultima spiaggia” quando la chirurgia non è riuscita a rimuovere completamente il tumore.

Rimedi naturali.

Le cure omeopatiche e naturali per abbassare la prolattina non sono molte in quanto di solito non hanno la stessa efficacia dei farmaci, ma si possono comunque utilizzare per cercare di tamponare il problema o in quei casi in cui il disturbo è di lieve entità. Tra i rimedi che vengono utilizzati per normalizzare la prolattina abbiamo:

Agnocasto: è una pianta contenente terpeni, flavonoidi e oli essenziali. L’estratto di questa pianta sembrerebbe abbassare notevolmente i livelli di prolattina nel sangue perché le sostanze che contiene sono in grado di mimare l’azione della dopamina e quindi di diminuire la secrezione di prolattina.

Enotera: è una pianta che ha come principio attivo acidi grassi essenziali come acido linoleico, acido linolenico e acido oleico. Questi acidi grassi aiutano l’organismo a produrre una tipologia di prostaglandina che sarebbe in grado di abbassare il livello di prolattina nell’organismo. Gli studi però su questo tipo di sostanza sono ancora in corso e non hanno fornito né risultati certi né meccanismo di azione.

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