Prostata infiammata.
La prostata infiammata è un serio problema che affligge la popolazione maschile con frequenza alquanto elevata. E’ stato infatti calcolato che un individuo su dieci, almeno una volta nella vita, ne soffre. Nell’articolo ci si propone di far chiarezza sulla malattia e di fornire a chi legge ogni notizia utile in merito senza eccessivi formalismi medici in maniera che quanto diremo risulti chiaro e comprensibile a chiunque.
Descrizione e caratteristiche della prostata infiammata.
Iniziamo col chiarire cosa è la prostata, qual è la sua funzione ed in quale regione anatomica del corpo è collocata. La prostata è una ghiandola dell’apparato genitale maschile che assolve al compito di secernere il liquido seminale che, insieme agli spermatozoi prodotti dai testicoli, costituisce lo sperma. Essa ha grosso modo forma e dimensione di una castagna ed è posizionata intorno all’uretra subito al di sotto della vescica anteriormente all’intestino retto. La sua infiammazione, che può essere causata da vari fattori, è una patologia che va sotto il nome di prostatite.
La prostatite può classificarsi in base alla durata in:
- Prostatite acuta.
- Prostatite cronica.
E più dettagliatamente ancora in:
- Prostatite acuta batterica.
- Prostatite cronica batterica.
- Prostatite cronica abatterica.
- Prostatite asintomatica infiammatoria.
Esaminiamole separatamente.
1) Prostatite acuta batterica.
E’ di norma provocata da infezione batteri dell’intestino (tipico è l’Escherichia Coli) che dall’ano passano nell’uretra e da qui risalgono alla prostata o da batteri della vescica che ridiscendono. L’infiammazione è perciò scatenata dal sistema immunitario per combattere l’infezione.
Sintomi.
- Febbre.
- Malessere generalizzato.
- Difficoltà nell’urinare. Bruciori, stimolo continuo, difficoltà a svuotare la vescica, sangue nell’urina, flusso ridotto.
- Rapporti sessuali ed eiaculazione dolorosi.
Terapia.
Consumo elevato di liquidi. Almeno 3 litri al giorno per favorire la diuresi che rimuove l’infezione.
Antibiotici. La terapia va protratta per un periodo abbastanza lungo (anche superiore alle tre settimane) fino alla completa scomparsa dei batteri perché la prostata si dimostra poco sensibile all’azione dei farmaci.
Complicanze.
La malattia può cronicizzare, generare ascessi che devono essere drenati chirurgicamente, trasmettere, se non si interviene con prontezza, l’infezione al sangue ed indurre setticemia.
2) Prostatite cronica batterica.
Una prostatite acuta batterica non correttamente trattata può lasciare indietro una piccola quantità di batteri che continua a colonizzare la prostata.
Sintomi.
La sintomatologia è simile a quella della prostatite ma molto blanda e può riassumersi così:
- Difficoltà urinarie.
- Eiaculazione e rapporti sessuali dolorosi.
- Cistiti (infiammazioni della vescica) frequenti.
Terapia.
Le prostatiti croniche sono molto difficili da curare perché resistenti alle terapie. Terapie che sono basate su somministrazione di antibiotici e solo su determinate categorie di questi in quanto vi è difficoltà di diffusione dei principi attivi a livello di prostata. La terapia antibiotica in tali situazioni deve durare per almeno 3 mesi.
Complicanze.
Sono le stesse della forma acuta con l’aggiunta di problemi di infertilità ed erettivi.
3) Prostatite cronica abatterica.
Con questa terminologia viene raggruppato un certo numero di malattie diverse tutte a carattere cronico che hanno come comune denominatore l’assenza dell’infezione batterica.
L’infiammazione della prostata può sussistere, infatti anche in assenza di quest’ultima. Le cause che possono procurare la flogosi sono diverse e non tutte sono ben note di seguito ne elenchiamo le principali:
- Infezione di microorganismi che non sono batteri, i più comuni sono: Clamidia e Mycoplasma.
- Malformazione dell’uretra.
- Traumi provocati da sforzi intensi o pratica sportiva usurante.
- Spasmi della muscolatura della ghiandola prostatica provocati da ansia e condizioni di disagio psichico.
Sintomi.
La sintomatologia è molto simile a quella delle prostatiti batteriche con la sola assenza della febbre che comunque non è sempre presente anche nelle prostatiti batteriche.
E’ difficile pertanto distinguere dai sintomi se l’infezione è presente o meno. La certezza si ha riscontrando il batterio nelle analisi di laboratorio.
Terapia.
La terapia trattandosi di problemi molto diversi tra loro non po’ essere univoca. Ed ogni caso va affrontato singolarmente.
4) Prostatite asintomatica infiammatoria.
Essendo asintomatica viene diagnosticata quasi sempre in maniera casuale eseguendo altre indagini. Fortunatamente ha un decorso benigno e nella maggioranza dei casi non richiede alcun trattamento.
Diagnosi della prostatite.
La diagnosi della prostatite e specificatamente di quale tipo si effettua con:
- Analisi dei sintomi.
- Analisi della storia clinica.
Questo primo passo identifica la malattia. Il tipo di prostatite che interessa il paziente viene invece identifica con una serie di indagini cliniche che riportiamo:
- Analisi del sangue con rilievo della PSA o antigene prostatico specifico, IgA, IgG, IgM. Esami che rivelano una infiammazione in atto ed un’eventuale reazione del sistema immunitario.
- Ecodoppler della prostata. Per valutarne la conformazione e lo stato.
- Spermiogramma ed analisi dello sperma. Fornisce dati di processi infiammatori della ghiandola prostatica.
- Esame digitale trans rettale. L’andrologo esamina palpandola attraverso il retto la prostata e ne determina dimensioni e anomalie.
- Coltura della secrezione della ghiandola. Sempre attraverso l’ano l’andrologo spreme la ghiandola prostatica e raccoglie le secrezioni su un tampone. Nella coltura di tali secrezioni è possibile individuare l’eventuale agente patogeno infettante: batterio o fungo.
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