Protesi gamba.
La protesi della gamba ha come scopo primario di poter permettere a colui che ha subito la menomazione la possibilità di poter camminare. I continui progressi nello studio del moto del corpo umano in movimento e della biomeccanica hanno consentito di avere a disposizione protesi degli arti inferiori che non solo consentono i normali movimenti della vita quotidiana ma addirittura permettono di praticare attività sportive come marcia e corsa a livelli agonistici (un esempio sono le ormai famosissime Cheetah di Pistorius).
E possibile effettuare una suddivisione delle protesi degli arti inferiori in 2 grandi categorie:
- Protesi tradizionali.
- Protesi modulari.
Le protesi tradizionali sono costituite da una struttura portante in genere rigida o al massimo con qualche articolazione. Sono ovviamente le più semplici ed anche le meno costose ed hanno un imbocco sagomato sul moncone dell'arto amputato ed ovviamente consentono solo pochi e strascicati movimenti.
Le protesi modulari sono anch'esse costituite da uno scheletro portante ma notevolmente articolato e comunque rivestito da materiali plastici morbidi che simulano in maniera ottimale la cute. Ma al di là delle caratteristiche estetiche la vera innovazione di tali protesi è costituita dalle articolazioni che usufruendo di servomeccanismi meccanici od elettronici assistono il paziente nella maniera migliore possibile durante le varie fasi della camminata: favorendo o impedendo, a seconda delle necessità richieste dall'andatura, i movimenti di flesso estensione. In tal modo si consente al paziente di sgravarsi di un notevole carico sia fisico che mentale necessario per un adeguato controllo della deambulazione.
Un passo sostanziale in tale direzione è stato fatto a partire dal 1998 con l'introduzione dei ginocchi a controllo elettronico che consentono ai portatori di handicap di muoversi con disinvoltura e totale sicurezza in ogni tipo di percorso: dalle gradinate, ai terreni impervie scoscesi. Dette protesi sono controllate da un microprocessore fornito di uno speciale software che pilota appositi servomeccanismi elettrici alimentati da una pila ricaricabile dotata di un'ampia autonomia.
Un'ulteriore classificazione delle protesi viene effettuata in base al livello in cui viene praticata l'amputazione partendo dall'estremità dell'arto si parla perciò di protesi transtibiale, transfemorale, etc. Le protesi nel nostro paese vengono fornite gratuitamente dall'Assistenza medica pubblica ovviamente però di livelli medio bassi.
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