Puntura di zecca.

Puntura di zecca

La puntura di zecca non procura né dolore né prurito per cui il più delle volte passa del tutto inosservata.

I danni che essa produce sono nella stragrande maggioranza dei casi limitati ad una leggera lesione locale provocata dalla irritazione del morso e molto di rado si hanno degli strascichi successivi. Sembrerebbe quindi un problema di poco conto senza alcuna conseguenza.

Purtroppo però la realtà è un po’ diversa e le loro punture possono provocare, anche se con bassissime incidenze, un discreto numero di patologie che saranno oggetto del articolo. Iniziamo col chiarire cosa sono le zecche.

Le zecche, come ragni e scorpioni, appartengono agli aracnidi e sono parassiti che si nutrono succhiando sangue all’ospite. Generalmente passano all’uomo per trasmissione dagli animali domestici oppure dai cespugli o dall’erba in campagna. Giunti sul nostro corpo si attaccano tenacemente con le mandibole alla cute ed iniziano a suggere il sangue. Operazione che può protrarsi per diversi giorni.

In Italia esistono due tipi di zecche:

  • Ixodidae o anche zecche dure perché hanno uno dorso corneo duro.
  • Argasidae o anche zecche molli perché sprovviste del dorso rigido.

Come ci si accorge di essere stati punti da una zecca?

Il più delle volte, poiché il loro morso è indolore, si scopre la cosa trovando l’insetto attaccato alla pelle mentre si fa una doccia. Nella zona del morso si nota una leggera macchia rossa di piccole dimensioni ed asintomatica con un avvallamento centrale nel punto dove è attaccato l’insetto.

Come ci si comporta nel caso di una puntura di zecca?

  • Rimuovere l’insetto. Non è operazione semplicissima perché questo è fortemente serrato con le mandibole alla pelle e tentativi maldestri di staccarlo possono provocare il distacco del corpo dell’insetto mentre la bocca rimane alla pelle. Per poterlo distaccare completamente occorre operare con una pinzetta e dopo aver serrato con decisione tirare con costanza senza scosse. Meglio ancora è usare l’ago di una siringa ipodermica sterile e togliere l’animale come si fa con una scheggia.
  • Lavare accuratamente la lesione con acqua e sapone e disinfettare.
  • Ricorrere al medico se la testa o le mandibole dell’insetto rimangono infisse nella cute o se trascorsi un po’ di giorni compaiono febbre ed eruzioni cutanee.

Quali patologie può trasmettere la puntura di zecca?

Diverse ed alcune di esse anche abbastanza gravi. Di seguito ne elenchiamo le principali fornendo anche qualche notizia e le loro possibili cure.

La puntura delle zecche dure può trasmettere:

  • Malattia di Lyme. E' l’infezione di un batterio trasmesso dal morso della zecca e precisamente il Borrelia burgdoferi. Lyme è il nome della città del Connecticut negli USA dove 1975 fu rilevata la prima epidemia della malattia. Provoca: eritema, dolori e gonfiori alle articolazioni, dolori muscolari, febbre, paralisi facciale, meningite, artrite. Se diagnosticata nei tempi giusti è debellata abbastanza facilmente con una terapia antibiotica. Ma è difficile da diagnosticare. Esiste anche un vaccino approntato negli USA.
  • Infezione da Rickettsia o Rickettsiosi o anche febbre bottonosa. Dove i Rickettsia sono microrganismi intermedi tra batteri e virus trasmessi dalle zecche. Si presenta con: eruzioni cutanee con papule a forma di bottone, febbre, cefalea, infiammazione dei vasi sanguigni. Si cura con terapia antibiotica.
  • Tularemia. Infezione del batterio Francisella tularensis. L’infezione parte dalla cute e da qui si trasmette ai linfonodi per poi passare al sangue provocando processi suppurativi nei vari organi. Si cura con terapia antibiotica.
  • Febbre Q. Malattia parassitaria degli animali provocata dalla Coxiella burnetii e trasmessa all’uomo dalla puntura di zecca provoca sintomatologia simile all’influenza. La terapia è antibiotica. Mal curata può provocare infiammazione delle cavità cardiache ed epatiti.
  • Babesiosi. Malattia parassitaria degli animali trasportata all’uomo dalla puntura di zecca e provocata dall’infezione di un protozoo del genere Babesia. Provoca emolisi (distruzione di globuli rossi) e in alcuni casi insufficienza renale. La terapia prevede la somministrazione di un particolare antibiotico la clindamicina associata a chinino. Talvolta data la massiccia distruzione di eritrociti si rende necessaria una trasfusione sanguigna.
  • Encefalite virale da morso di zecca o TBE. Provocata da infezione di un virus dei Flavivirus simile a quelle della febbre gialla o del dengue. Provoca infiammazione dell’encefalo. La terapia è sintomatica ed esiste un vaccino.
  • La puntura delle zecche molli può provocare:

    • Febbre Q.
    • Febbre ricorrente da zecca o borrelliosi ricorrente. Infezione parassitaria dei roditori trasmessa all’uomo dalle zecche molli provocate da diverse specie di Borrelie. Provoca sintomi simili all’influenza.
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