Puntura di calabrone: cosa fare? Sintomi, terapia e rimedi naturali.

Generalmente la puntura di un calabrone produce ben poche conseguenze nell’uomo ma in soggetti allergici può provocare anche la morte a seguito di shock anafilattico. Cosa fare per alleviare i sintomi? Vediamo qual’è la terapia e quali i possibili rimedi naturali.

Puntura di calabrone: cosa fare? Sintomi, terapia e rimedi naturali

    Indice Articolo:

  1. Cosa accade se si viene punti da un calabrone?
  2. Sintomi
  3. Cosa fare?
  4. Prevenzione

Cosa accade quando si viene punti da un calabrone.

I calabroni, come vespe ed api, sono insetti che appartengono all’ordine degli imenotteri, il loro corpo termina con un pungiglione collegato con una sacca all’interno del corpo contenente un veleno. I calabroni fortunatamente non sono, di norma, animali aggressivi ed attaccano solo se si sentono in pericolo. L’aggressione avviene generalmente per difendere il nido a cui inconsapevolmente ci si è avvicina. Se il calabrone punge inietta una piccolissima quantità di veleno attraverso il pungiglione che è retrattile e, contrariamente a quello delle api, è liscio per cui non rimane conficcato nella pelle e quindi l’insetto è in grado di infliggere più punture consecutivamente.

Sintomi: reazione tossica ed allergica al veleno.

Il veleno del calabrone è una complessa miscela di proteine che ha essenzialmente una duplice azione: tossica ed allergenica.

La tossicità del veleno, come già accennato, è abbastanza elevata ma fortunatamente la quantità che l'animale riesce ad inoculare con una puntura è molto piccola ed è assolutamente irrilevante per l’uomo.

Nella stragrande maggioranza dei casi la puntura di calabrone provoca solo una intensa sensazione dolorosa localizzata nella zona del morso che può durare, con diversa intensità, per qualche decina di minuti ed una contenuta reazione locale. Nella zona interessata fuoriesce un ponfo fortemente arrossato ed, almeno inizialmente, molto doloroso, a cui poi fa seguito prurito e fastidio che può durare qualche giorno.

Reazione allergica: lo shock anaflattico!

Quella descritta è la normale reazione, purtroppo però, anche se in un numero molto ridotto di casi, l’evento può trasformarsi in un grave incidente che, senza un repentino intervento medico o meglio ancora ricovero in struttura sanitaria, può avere un esito infausto. La causa di ciò è la violenta reazione allergica che va sotto il nome di shock anafilattico.

Il veleno del calabrone contiene dei composti che scatenano da parte del sistema immunitario una reazione allergica di varia intensità. La probabilità che tale reazione risulti di elevata intensità cresce col numero di punture ricevute negli ultimi anni per poi azzerarsi completamente quando si è superato una certa soglia in seguito al quale si è raggiunto l’immunità.

La reazione immunitaria è in sostanza di due tipi:

  • reazione locale: con gonfiore, edema, aumento della temperatura nella regione anatomica interessata e dolore intenso.
  • Reazione allergica sistemica: con orticaria, edemi che possono localizzarsi in vari punti del corpo, febbre, vertigini, disorientamento, perdita delle facoltà intellettive e del controllo degli sfinteri, perdita di conoscenza, collasso.

Puoi approfondire le possibili cause di orticaria.

La reazione allergica può presentarsi con vari gradi di severità: dalla semplice reazione locale che di norma è quella che si verifica nella quasi totalità dei casi, e che rientra senza alcuna cura dopo qualche giorno, allo shock anafilattico che senza rapido ausilio medico può portare alla morte.

Cosa fare se si è punti da un calabrone? Terapia farmacologica e rimedi naturali

La puntura di calabrone viene trattata in modo diverso a seconda della reazione che si presenta.

Se la reazione è solamente cutanea è possibile:

  • premere leggermente il contorno della puntura per favorire la fuoriuscita del veleno. L’operazione risulta utile se viene effettuata entro una trentina di secondi dalla puntura altrimenti non ha alcuna efficacia.
  • Lavare la zona con acqua e sapone.
  • Comprimere delicatamente il ponfo che si forma con un cubetto di ghiaccio avvolto in un fazzoletto.
  • Stendere poi dopo qualche ora sulla lesione una crema con una miscela di antistaminico, analgesico e corticosteroide.

In caso di reazioni cutanee particolarmente estese è possibile somministrare antistaminici per via orale.

Se compaiono sintomi di reazione sistemica è buona norma ricorrere sempre al medico; qualora compaiano difficoltà respiratorie e problemi di perdita di coscienza raggiungere il più rapidamente possibile un ospedale in quanto potrebbe trattarsi di shock anafilattico.

I soggetti con conclamata allergia alle punture di imenotteri dovrebbero, nei luoghi a rischio, andare in giro con il Kit salva vita appositamente creato ed in vendita nelle farmacie. Kit che è costituito da una iniezione di adrenalina, che si può auto iniettare, che blocca la reazione anafilattica o allergica grave.

Tuttavia il soggetto deve raggiungere al più presto l’ospedale in quanto l’adrenalina ha un’azione di breve durata e potrebbe essere necessaria una terapia antiallergica.

In caso di reazione allergica in seguito a puntura di calabrone è consigliabile eseguire una desensibilizzazione con vaccino utile a evitare future reazioni in altri casi di punture. L’immunoterapia consiste nel somministrare, per via sottocutanea o per via orale, quantità di allergene che vengono aumentate progressivamente fino a raggiungere una dose adeguata per contenere i sintomi.

In caso invece di punture in zone particolari del corpo come occhi, lingua o faringe, occorre immediatamente porre sulla zona del ghiaccio o far bere bevande ghiacciate che limitano il gonfiore, e poi ricorrere al medico. Il gonfiore della mucose della lingua o della faringe possono ostacolare la respirazione e causare morte per asfissia.

Come prevenire le punture.

Dal momento che contro i calabroni le sostanze repellenti comunemente in commercio, non sono efficaci, è buona norma osservare alcune regole:

  • Non camminare a piedi nudi sui prati.
  • Non avvicinarsi ai nidi che spesso sono posizionati in cavità di muri o alberi.
  • Evitare l’uso di profumi dolci e fruttati che attirano gli imenotteri.
  • Indossare camicie e pantaloni lunghi per proteggere la maggior parte del corpo.
  • Non sostare nei pressi di frutteti che attirano gli insetti.
  • Non lasciare residui di cibi o bevande dolci all’aperto.

Supervisore: Vincenzo Angerano
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