Punture di calabrone.

Punture di calabrone

    Indice Articolo:

  1. Cosa accade se si viene punti da un calabrone?
    1. Reazione tossica
    2. Reazione allergica
  2. Cosa fare?
  3. Punture particolari
  4. Prevenzione
  5. Opinioni e commenti

Le punture di insetti quali vespe, formiche o calabroni sono un evento che può verificarsi con una certa frequenza se si abita in campagna. In Europa come negli Stati Uniti i decessi per punture di vespe, api e calabroni sono addirittura 3 o 4 volte maggiori ai decessi per morsi di serpenti.

I calabroni come vespe ed api appartengono all’ordine degli imenotteri e di tutti i rappresentanti di questa famiglia è la specie che ha maggior dimensione arrivando a raggiungere diversi centimetri di lunghezza anche più di 5.

Il loro corpo termina con un pungiglione che nel caso specifico può raggiungere diversi millimetri di lunghezza. Il pungiglione è poi collegato con una sacca all’interno del corpo dell’insetto contenente un veleno che viene inoculato quando l’animale punge. Il veleno del calabrone ha tossicità non inferiore a quello della vipera, ma fortunatamente la quantità che viene inoculata con una puntura è irrisoria. Generalmente la puntura di un calabrone produce ben poche conseguenze nell’uomo (se non qualche fastidio di cui parleremo nel seguito), ma in soggetti allergici può provocare anche la morte a seguito di shock anafilattico.

Cosa accade quando si viene punti da un calabrone.

I calabroni fortunatamente non sono, di norma, animali aggressivi ed attaccano solo se si sentono in pericolo. L’aggressione avviene generalmente per difendere il nido a cui inconsapevolmente ci si è avvicina. Se il calabrone punge inietta una piccolissima quantità di veleno attraverso il pungiglione che è retrattile e, contrariamente a quello delle api, è liscio per cui non rimane conficcato nella pelle e quindi l’insetto è in grado di infliggere più punture consecutivamente. Il veleno del calabrone è una complessa miscela di proteine che ha essenzialmente una duplice azione: tossica ed allergenica.

Reazione tossica: sintomi.

La tossicità del veleno, come già accennato, è abbastanza elevata ma fortunatamente la quantità che l'animale riesce ad inoculare con una puntura è molto piccola ed è assolutamente irrilevante per l’uomo. Per poter essere letale occorrono dalle 100 alle 500 punture nel caso di un adulto in buona salute ed oltre 60 nel caso di un bambino. Per tali motivi l’effetto tossico del veleno del calabrone è quasi sempre ininfluente.

Nella stragrande maggioranza dei casi la puntura di calabrone provoca solo una intensa sensazione dolorosa localizzata nella zona del morso che può durare, con diversa intensità, per qualche decina di minuti ed una contenuta reazione locale. Nella zona interessata fuoriesce un ponfo fortemente arrossato ed, almeno inizialmente, molto doloroso, a cui poi fa seguito prurito e fastidio che può durare qualche giorno.

Reazione allergica: sintomi.

Quella descritta è la normale reazione, purtroppo però, anche se in un numero molto ridotto di casi, l’evento può trasformarsi in un grave incidente che, senza un repentino intervento medico o meglio ancora ricovero in struttura sanitaria, può avere un esito infausto. La causa di ciò è la violenta reazione allergica che va sotto il nome di shock anafilattico.

Il veleno del calabrone contiene dei composti che scatenano da parte del sistema immunitario una reazione allergica di varia intensità. La probabilità che tale reazione risulti di elevata intensità cresce col numero di punture ricevute negli ultimi anni per poi azzerarsi completamente quando si è superato una certa soglia in seguito al quale si è raggiunto l’immunità. La reazione immunitaria è in sostanza di due tipi:

  • Reazione locale: con gonfiore, edema, aumento della temperatura nella regione anatomica interessata e dolore intenso.
  • Reazione allergica sistemica: con orticaria, edemi che possono localizzarsi in vari punti del corpo, febbre, vertigini, disorientamento, perdita delle facoltà intellettive e del controllo degli sfinteri, perdita di conoscenza, collasso.

La reazione allergica può presentarsi con vari gradi di severità: dalla semplice reazione locale che di norma è quella che si verifica nella quasi totalità dei casi, e che rientra senza alcuna cura dopo qualche giorno, allo shock anafilattico che senza rapido ausilio medico può portare alla morte.

Cosa non fare e cosa non fare se si è punti da un calabrone.

In presenza di puntura di calabrone occorre tenere il soggetto sotto osservazione per vedere se la reazione è solo locale o se compaiono segni di reazioni sistemica. In ogni caso nell’immediato è possibile:

  • Spremere leggermente il contorno della puntura per favorire la fuoriuscita del veleno. L’operazione risulta utile se viene effettuata entro una trentina di secondi dalla puntura altrimenti non ha alcuna efficacia.
  • Lavare la zona con acqua e sapone.
  • Comprimere delicatamente il ponfo che si forma con un cubetto di ghiaccio avvolto in un fazzoletto.
  • Stendere poi dopo qualche ora sulla lesione una crema con una miscela di antistaminico, analgesico e corticosteroide.

Se compaiono sintomi di reazione sistemica è buona norma ricorrere sempre al medico; qualora compaiano difficoltà respiratorie e problemi di perdita di coscienza raggiungere il più rapidamente possibile un ospedale in quanto potrebbe trattarsi di shock anafilattico.

I soggetti con conclamata allergia alle punture di imenotteri dovrebbero, nei luoghi a rischio, andare in giro con il Kit salva vita appositamente creato ed in vendita nelle farmacie. Kit che è costituito da una iniezione di adrenalina, che si può auto iniettare, che blocca la reazione anafilattica o allergica grave.

Molti dei rimedi fai da te contro le punture di insetti sono spesso inefficaci se non addirittura dannosi, tra essi l’uso dell’ammoniaca peggiora la situazione perché ustiona ed è inutile.

Casi particolari di punture di calabrone.

Per casi particolari di punture dell’imenottero si intende l’eventualità di punture multiple o di punture in zone particolari che richiedono un trattamento diverso.

In caso di punture multiple naturalmente la quantità di veleno introdotto nell’organismo è maggiore per cui può insorgere una elevata reazione tossica con sintomi simili a quelli della reazione allergica quali:gonfiore, difficoltà respiratorie orticaria e perdita di conoscenza. Anche in tale situazione è necessario un immediato consulto medico.

In caso di reazione allergica in seguito a puntura di calabrone è consigliabile eseguire una desensibilizzazione con vaccino utile a evitare future reazioni in altri casi di punture. L’immunoterapia consiste nel somministrare, per via sottocutanea o per via orale, quantità di allergene che vengono aumentate progressivamente fino a raggiungere una dose adeguata per contenere i sintomi.

In caso invece di punture in zone particolari del corpo come occhi, lingua o faringe, occorre immediatamente porre sulla zona del ghiaccio o far bere bevande ghiacciate che limitano il gonfiore, e poi ricorrere al medico. Il gonfiore della mucose della lingua o della faringe possono ostacolare la respirazione e causare morte per asfissia.

Come prevenire le punture.

Dal momento che contro i calabroni le sostanze repellenti comunemente in commercio, non sono efficaci, è buona norma osservare alcune regole:

  • Non camminare a piedi nudi su prati.
  • Non avvicinarsi ai nidi che spesso sono posizionati in cavità di muri o alberi.
  • Evitare l’uso di profumi dolci e fruttati che attirano gli imenotteri.
  • Indossare camicie e pantaloni lunghi per proteggere la maggior parte del corpo.
  • Non sostare nei pressi di frutteti che attirano gli insetti.
  • Non lasciare residui di cibi o bevande dolci all’aperto.

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