Punture di insetti.

Punture di insetti

Tema del presente articolo sono: le punture di insetto. Argomento in merito al quale si tenterà di fornire tutte le possibili notizie la cui conoscenza può rivelarsi utile.

Gli insetti pungono prevalentemente per due distinti motivi:

  • Per difendersi. Se spaventati o indotti a credere di essere in pericolo dai nostri movimenti. A questa categoria appartengono gli imenotteri, ossia vespe, api e calabroni. Tutti questi sono dotati nella parte terminale del loro corpo di un pungiglione collegato ad una sacca interna contenente un veleno. Veleno che viene inoculato al momento della puntura.
  • Per nutrirsi. In questo caso la puntura non ha uno scopo difensivo ma serve soltanto a perforare la cute per poter poi suggere il sangue che costituisce il loro nutrimento. Per questo motivo essa molte volte non risulta affatto dolorosa e passa del tutto inosservata. Appartengono a tale categoria: mosche, zanzare, tafani, pulci, pidocchi, cimici, zecche, etc.

Cosa accade quando si viene punto da un insetto?

Dipende ovviamente dal tipo di insetto ma generalmente si prova dolore più o meno accentuato seguito da un arrossamento della cute e da prurito e bruciore. Nella parte colpita si solleva un ponfo che potrà poi riempirsi di liquido e successivamente pus e seccandosi darà luogo ad una crosticina. Questa descritta è ovviamente la normale reazione ossia quella che si presenta nella stragrande maggioranza dei casi. Tuttavia possono verificarsi, fortunatamente con frequenza bassissima ed in soggetti predisposti, gravi complicanze che possono mettere anche a repentaglio la vita del malcapitato. In altre situazioni si possono trasmettere, con la puntura ed il contatto con la saliva dell’insetto, gonfiore e bruciore, gravi infezioni. Esaminiamo con più dettaglio queste complicanze distinguendole in funzione della categoria di insetti.

Complicanze delle punture di vespe, api e calabroni.

Il veleno inoculato da questi insetti ha un duplice effetto:

  • Tossico. Ma sull’uomo l’effetto tossico è poco influente perché affinché la quantità inoculata incominci ad avere effetti significativi occorre un gran numero di punture (superiore alle 50). Per avere effetti letali occorre un numero di punture compreso tra le centinaia e cinquecento.
  • Allergizzante. La reazione allergica al veleno può andare tra quella lieve che produce solo effetti locali con edema ed arrossamento che dura alcuni giorni a quella grave che produce effetti sistemici di vario grado.

Gli effetti sistemici nelle forme contenute procurano: orticaria, prurito, malessere generalizzato e stato d’ansia.

Nelle forme gravi: difficoltà respiratorie, difficoltà a deglutire, perdita delle facoltà sensoriali ed intellettive, cianosi, perdita di coscienza, perdita del controllo degli sfinteri. In tale situazioni senza l’assistenza medica in una struttura ospedaliera la prognosi può divenire rapidamente infausta.

Complicanze delle punture di insetti che mordono.

Questa categoria di insetti non possiede veleno ed il rischio di eventuali complicanze è dovuto al contatto con la loro saliva ed ad eventuali infezioni che possono trasmettere. La composizione della saliva varia ovviamente anche di parecchio passando da specie a specie ma comunque in ogni caso non contiene particolari allergeni per cui è scongiurato il pericolo di shock anafilattico.

In merito alle possibili malattie che possono trasmettere riportiamo le più frequenti dividendole in funzione dell’insetto che produce l’infezione.

Le zanzare.

Alle nostre latitudini la puntura di zanzara produce solo la fastidiosa sintomatologia locale descritta. Diversa è la situazione nei paesi in via di sviluppo dove può trasmettere la malaria. Essa infatti può infettare con la puntura un protozoo del genere Plasmodium che è responsabile della malattia. La malaria colpisce milza, fegato e reni e può condurre se non curata alla morte.

I pidocchi

Le punture dei pidocchi possono trasmettere:

  • Febbre quintana. Infezione di un parassita il Rickettsia quintana che provoca febbre e dolori agli arti inferiori e talvolta un esantema.
  • Tifo petecchiale. Dovuta all’infezione del parassita dei pidocchi Rickettsia prowazekii.

Le zecche.

Possono trasmettere all’uomo un gran numero di gravi infezioni. Le principali sono:

  • Borreliosi di Lyme. Provocata dal microorganismo Borrelia burgdorferi che procura un grave processo infiammatorio a carico di molti organi.
  • Meningoencefalite virale.

Cosa fare nel caso di punture di insetti.

  • Estrarre il pungiglione se è rimasto nella ferita con una pinzetta o meglio ancora con un ago sterile di una siringa se l’insetto è una vespa o simile.
  • Staccare l’insetto dalla ferita se è un zecca (rimane tenacemente attaccata alla cute). Servirsi per tale scopo di una pinzetta o di un ago sterile.
  • Lavare la ferita con acqua e sapone e disinfettarla.
  • Ricoprire la puntura con un sottile velo di pomata all’ idrocortisone. Non utilizzare l’ammoniaca che è di dubbia efficacia e può aggravare la reazione locale.
  • Contattare il medico se la puntura di vespa o simile provoca una reazione allergica locale. Questo probabilmente prescriverà degli antistaminici da assumere per via sistemica.
  • Ricorrere ad una struttura ospedaliera se la puntura provoca reazioni sistemiche.
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  2. puntura di zecca
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