Respiro affannoso e fame d'aria: cause e rimedi per l'affanno.

Quali sono le cause del respiro affannoso? Quali i possibili rimedi per porre fine alla sensazione di fame d’aria? In realtà questo sintomo può dipendere sia da condizioni fisiologiche che patologiche, ed impareremo a capire cosa fare per effettuare una corretta diagnosi e come intervenire.

 Respiro affannoso e fame d'aria: cause e rimedi per l'affanno

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Tipologie
  3. Diagnosi 
  4. Cause
  5. Rimedi
  6. Opinioni e commenti

Cos’è il respiro affannoso e come si manifesta?

Il respiro affannoso in campo medico viene chiamato dispnea e consiste, secondo una definizione dell'America Thoracic Society, in una sensazione di disagio che si verifica al semplice atto di respirare. L’individuo, in maniera del tutto soggettiva, avverte ciò che è definito come una “fame d'aria”, la sensazione cioè che l'aria che si inspira non basti a soddisfare il bisogno fisiologico di ossigenazione dell'organismo. Dal punto di vista fisiopatologico, il respiro corto e affannoso dipende dal fatto che viene alterata la normale ossigenazione del sangue: di conseguenza anche i tessuti dell'intero organismo sono coinvolti in questo processo e si ha un accumulo di anidride carbonica dovuto a scarsa eliminazione. Le cause possono essere di varia natura, per questo motivo esistono diverse tipologie di dispnea che sono associate a sintomi ben specifici.

Fame d’aria transitoria o cronica? Classifichiamo le diverse tipologie.

Il respiro affannoso può essere classificato sia in base alla modalità di insorgenza, sia rispetto agli apparati coinvolti o ai sintomi associati. Inoltre, la dispnea può essere classificata in base alla fase della respirazione in cui si verifica. Per quanto riguarda l'insorgenza possiamo avere difficoltà respiratorie come:

  • Dispnea acuta: è un tipo di dispnea in cui il respiro affannoso e corto è causato da patologie acute dell'apparato respiratorio, neurologico e cardiovascolare e pertanto si può manifestare insieme a sintomi quali dolore toracico e tachicardia. 
  • Dispnea cronica: un affanno persistente può essere presente in tutte quelle patologie croniche che coinvolgono l'apparato respiratorio, come nel caso della broncopneumopatia cronica ostruttiva.

La comparsa di respiro affannoso in una fase determinata della respirazione porta alla classificazione della dispnea in base al fatto che questa si manifesti durante la fase di inspirazione, durante la fase di espirazione oppure in entrambe le fasi,come nel caso della dispnea di tipo misto.

Diagnosi della dispnea: partiamo dall’osservazione dei sintomi. 

Sebbene il respiro affannoso sia un sintomo e non una patologia è possibile effettuare una diagnosi di tipo differenziale, che servirà a comprendere quale potrebbe essere la causa della dispnea. La diagnosi si basa sui seguenti parametri:

  • Pressione parziale dell'ossigeno: questo valore regola il legame dell'ossigeno all'emoglobina e la sua conseguente distribuzione in circolo.Il suo valore normale a livello plasmatico è di circa 80 - 100 mmHg e se questo valore scende al di sotto di 55 mmHg allora si può manifestare il respiro affannoso.
  • Pressione parziale dell'anidride carbonica: questo valore esprime la concentrazione di anidride carbonica nel sangue e normalmente è compreso, a livello plasmatico, tra 35 e 45 mmHg. In caso di respiro affannoso questo valore può aumentare di molto, superando i 50 mmHg.
  • Livello di pH del sangue arterioso: il pH del sangue riflette i cambiamenti in termini di acidità e alcalinità e normalmente ha un valore compreso tra 7,35 e 7,45. In caso di dispnea tale valore è inferiore a 7,35, indicando uno stato di acidosi metabolica dovuto all'accumulo di anidride carbonica nel plasma. 
  • Frequenza respiratoria: questo parametro indica il numero di atti respiratori che l'individuo compie in un periodo di tempo ben definito. La frequenza respiratoria si associa ad un altro parametro, ovvero l'ampiezza respiratoria, che indica la capacità di ventilazione polmonare. Una variazione in questi due parametri può aiutare la diagnosi di respiro affannoso. Se ci troviamo in presenza di almeno due sintomi su quattro, si può affermare l’esistenza di una patologia correlata al respiro affannoso. In questo caso è assolutamente necessario condurre ulteriori accertamenti clinici per individuare la causa scatenante della dispnea.

Cause dell'affanno: il perché del respiro corto.


Le cause dell'affannoDopo aver esaminato tipologie e percorso diagnostico da seguire, quali sono le cause di insorgenza del respiro affannoso?  E a quali sintomi si associa questa condizione? I motivi che ne determinano la comparsa possono essere ben diversi, proprio perché le cause scatenanti possono essere di tipo patologico e non, ad esempio legate a determinate condizioni, quali stili di vita o età. Vediamo insieme quali sono le cause che portano all’insorgenza di questo disturbo.

Se la mancanza d’aria nasconde una patologia: quando rivolgersi al medico.

Le cause patologiche dell'affanno possono riguardare sia l'apparato respiratorio sia altri apparati (come quello cardiovascolare e gastrointestinale) o essere ricondotte a patologie di tipo sistemico. Tra le patologie che causano respiro corto e affannoso abbiamo:

  • Bronchite e polmonite: sono due patologie legate ad un processo infettivo-infiammatorio dei polmoni e dei bronchi causato da infezioni batteriche o virali. Il respiro affannoso è uno dei sintomi più comuni di queste due patologie ed è accompagnato da febbre alta, tosse con o senza espettorato, sensazione di dolore e oppressione al petto.
  • Bpco: l'acronimo BPCO indica una patologia nota come broncopneumopatia cronica ostruttiva: Questa patologia riguarda principalmente i bronchi, che vengono ostruiti sia per un'eccessiva produzione di catarro che per un ispessimento della loro parete. Entrambe le condizioni sono causate da una continua infiammazione provocata da fattori irritanti come inquinamento atmosferico e fumo di sigaretta. La patologia può riguardare anche i polmoni, e in tal caso si manifesta con enfisema, dispnea sia dopo uno sforzo - anche minimo -  che a riposo, e tosse catarrale. Tali sintomi compaiono in maniera cronica, cioè non si attenuano col tempo ma tendono a persistere anche se è stata eliminata la causa scatenante.
  • Problemi cardiovascolarisindrome coronarica acuta insufficienza cardiacasono due delle patologie a carico del sistema cardiovascolare che annoverano tra i sintomi la “fame d'aria”. La sindrome coronarica acuta: è una patologia che si manifesta come conseguenza di una forte aterosclerosi e la cui manifestazione clinica più conosciuta è l'infarto. Questa patologia presenta tra i suoi sintomi dolore al petto, difficoltà respiratorie con respiro affannoso, dolore al braccio sinistro e sensazione di pesantezza allo sterno. Diversa è l'insufficienza cardiaca, chiamata anche scompenso cardiaco, che è una condizione per cui il muscolo cardiaco non è più in grado di pompare il sangue in maniera corretta a tutti i tessuti. Questo determina una minore ossigenazione a livello tissutale con conseguente comparsa di respiro affannoso (specialmente dopo uno sforzo) insieme ad astenia, stanchezza, spossatezza e a volte comparsa di affanno anche in relazione ad azioni semplici come il parlare. Tra le patologie a carico del cuore che causano respiro affannoso ricordiamo anche i problemi al ventricolo sinistro, come la <strong >stenosi mitralica e l'insufficienza aortica, che causano una particolare forma di dispnea, detta dispnea parossistica notturna.  Questa forma di affanno e respiro corto è così chiamata perché si manifesta durante il riposo notturno.
  • Malattie neuromuscolari: alcune patologie neuromuscolari come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o la miastenia gravis possono provocare insufficienza ventilatoria con comparsa di affanno e respiro corto. Questo è dovuto al fatto che tali patologie colpiscono tutti i muscoli dell'organismo,  compresi i muscoli respiratori, e causano quindi una maggiore difficoltà nel portare a compimento l’atto respiratorio. 
  • Allergie e asmail respiro affannoso, spesso associato ad un sibilo, è un sintomo tipico di patologie di tipo allergico-asmatico. Infatti, le allergie e l'asma determinano un processo infiammatorio che causa una broncocostrizione a carico dell’apparato respiratorio. Questa infiammazione diminuisce la quantità di ossigeno che l'individuo è in grado di inspirare, provocando un respiro affannoso e la sensazione di mancanza d’aria. 
  • Ernia iatale: coloro che soffrono di ernia iatale (ovvero di una dilatazione dello sfintere cardias che segna il passaggio dall'esofago allo stomaco) possono essere affetti da dispnea accompagnata a reflusso gastro-esofageo, difficoltà di digestione, sensazione di bruciore e pesantezza al petto, sensazione di gonfiore addominale, mal di schiena retro-sternale ed eruttazioni. La variegata sintomatologia è dovuta al passaggio di materiale acido e di aria provenienti dallo stomaco e diretti verso l'esofago. La sensazione di respiro affannoso, in questo caso, si manifesta principalmente dopo i pasti, quando inizia la digestione. 
  • Tumori: l'affanno può essere provocato anche dalla presenza di patologie tumorali che interessano l’organismo a livello polmonare, pleurico o bronchiale. Queste condizioni determinano una parziale ostruzione dell'albero bronchiale o un versamento di liquido a livello polmonare o pleurico, che quindi causano difficoltà nella ventilazione con conseguente fame d'aria. Tra questi tumori ricordiamo il carcinoma polmonare e il tumore pleurico.
  • Obesità: un soggetto obeso può soffrire di apnee notturne che lo costringono a svegliarsi a causa di un impellente bisogno di “respirare”. La sindrome delle apnee notturne è chiamata sindrome di Pickwick ed è comune nei soggetti obesi, perché l'eccessivo peso corporeo e l'eccessiva presenza di grasso provocano una respirazione anomala specialmente quando il soggetto è disteso.

Cause non patologiche: Fumo, gravidanza e affanno nei bambini.

Vediamo ora quali sono le cause non patologiche che sono riconducibili alla sintomatologia del respiro affannoso. Tra queste bisogna citare le condizioni particolari come la gravidanza o la vecchiaia, lo stile di vita condotto ed eventuali problematiche di origine psicologica. Le cause non patologiche principali che danno origine all'affanno sono:

 

  • Fumo: il fumo di sigaretta è una delle cause primarie di affanno associato a tosse e mancanza d'aria. Il fumo, infatti, determina irritazione alle vie respiratorie con conseguente broncocostrizione e diminuzione dell'ossigeno assunto, e per questo motivo è  considerato un fattore di rischio per la bpco. 
  • Sforzi eccessivi: nei soggetti che sono fuori allenamento, che non praticano attività fisica regolare o che sono sovrappeso può verificarsi la comparsa di affanno e di fame d'aria dopo uno sforzo. Quando siamo sotto sforzo il nostro corpo richiede una maggiore quantità di ossigeno e quindi aumenta la sua frequenza cardiaca e respiratoria proprio per ampliare questa risorsa. In un soggetto non allenato questo meccanismo non sempre riesce a compensare il fabbisogno di ossigeno, ed è in quel momento che si manifesta la dispnea. 
  • Gravidanza: in gravidanza, specialmente durante l'ultimo trimestre, l'utero aumenta notevolmente le sue dimensioni e si verifica una compressione della vena cava inferiore e del diaframma. A seguito di questo meccanismo è frequente avere il respiro affannoso - accompagnato da tachicardia e sensazione di svenimento -  sia quando si è sedute che quando si è distese in posizione supina. Questo fenomeno è tipico della gestazione e scompare dopo il parto.
  • Anziani: la dispnea negli anziani è molto frequente perché spesso essi soffrono di patologie cardiache o respiratorie dovute all'età e al deterioramento fisiologico degli organi. In terza età si può quindi manifestare il respiro affannoso da sforzo (anche se questo è di portata minima) a causa dell'indebolimento dell’organo cardiaco. 
  • Bambini e neonati: non solo anziani e donne in gravidanza, ma anche bambini e neonati possono soffrire di fame d'aria e respiro affannoso. 
  • In caso di febbre alta, raffreddore e mal di gola con congestionamento delle vie nasali e respiratorie è possibile che si verifichi dispnea, che dovrebbe regredire spontaneamente dopo qualche giorno (è importante comunque che la condizione venga tenuta sotto osservazione, perché nel caso dovesse perdurare potrebbe indicare la presenza di una bronchite in atto). Nel neonato l'affanno si può manifestare dopo una poppata e questo è indice di reflusso gastroesofageo, una condizione molto comune nei bambini appena nati e che non deve destare preoccupazione nei neo genitori. Nel neonato, inoltre, si può verificare un respiro affannoso durante il sonno, specialmente se il bambino è nato prematuro e quindi non presenta ancora uno sviluppo ottimale dell'apparato respiratorio.
  • Ansia e stress: chi soffre di ansia da stress e attacchi di panico frequentemente indica il respiro affannoso  come il sintomo più importante di questi fenomeni psicogeni. La causa che determina la sintomatologia è di origine psicologica e varia in base agli individui e alle problematiche, ed è per questo molto varia: non solo respiro corto ma anche giramenti di testa, vertigini, dolore al petto, palpitazioni, respiro accelerato (iperventilazione) e battito cardiaco accelerato. 
  • Altitudine: in montagna, a causa della rarefazione dell'aria che contiene un minore contenuto di ossigeno, si possono manifestare fame d'aria e affaticamento dovuti alla quantità minore di ossigeno presente nell'atmosfera.
  • Pressione bassa: durante i periodi in cui vi è molto caldo può capitare di soffrire di abbassamenti di pressione. Tra la sintomatologia della pressione bassa troviamo difficoltà respiratorie causate dallo scarso apporto di ossigeno, tremori, sudorazione fredda, giramenti di testa, svenimento, e battito accelerato.

Rimedi efficaci per contrastare la “fame d’aria”.

Il respiro affannoso può essere trattato mediante il ricorso a rimedi naturali, farmacologici o con dispositivi medici. Nel caso in cui la causa sia di tipo patologico, il ricorso a dispositivi medici e a farmaci va effettuato dopo la diagnosi e solo sotto stretto controllo del medico, che stabilirà quale piano terapeutico è più adatto in base al tipo di patologia riscontrata. <h3 >Iperventilazione, tachicardia, ansia, stress? Aiutiamoci con i prodotti naturali. Chi non ha mai sentito parlare di gocce “miracolose” e naturali come la valeriana, la belladonna o i fiori di bach? I rimedi naturali per contrastare la dispnea esistono ma sono utilizzabili solo in quei casi in cui il respiro affannoso non è causato da patologia ma è dovuto a stati ansiosi o a condizioni particolari come la gravidanza. Tra i rimedi che ci vengono offerti dalla natura possiamo citare:

  • Riposo: sembra strano a dirsi, ma il riposo è il rimedio più antico ed efficace nel caso in cui l'affanno sia dovuto a sforzi, ad uno stato di gravidanza o negli anziani. Riposare infatti ci consente di recuperare le nostre forze e di affrontare nuovi impegni con rinnovate energie. <li >
  • Omeopatia e fiori di bach: alcuni preparati omeopatici e fitoterapici possono aiutare se il respiro affannoso è dovuto all'ansia e allo stress. Tra questi non possiamo non nominare un preparato omeopatico noto come fiori di bach, notoriamente utilizzato per calmare gli stati ansiosi. I fiori di bach sono di 38 tipi diversi e quello utilizzato specificatamente per combattere l'ansia e il respiro corto è l'estratto di Agrimonia. Altri preparati omeopatici che si possono utilizzare sono l'arnica (in caso di affanno da intenso sforzo), il carbo vegetabilis (indicato per il respiro affannoso che si manifesta dopo i pasti), l'ignatia (in caso di stress e ansia) e la grindelia ( se la mancanza di respiro si manifesta prima di andare a letto). Tutti questi rimedi si assumono sotto forma di granuli e le modalità di somministrazione variano da caso a caso.
  • Cambiare stile di vita: anche un cambiamento nello stile di vita è un rimedio naturale efficace. Prima di pensare di attuare cure particolari o effettuare esami clinici invasivi, perché non provare a praticare attività fisica quotidianamente? Il cuore si mantiene in allenamento, e se si riesce a smettere di fumare e a seguire un'alimentazione sana spesso si possono ottenere risultati notevoli nella respirazione.

Rimedi al respiro affannoso: farmaci e terapie necessarie in caso di patologie accertate.

I rimedi farmacologici e medici vengono utilizzati in caso di patologie che provocano affanno e fame d'aria, non quindi per il trattamento del solo sintomo. Inutile dire che i farmaci somministrati variano in base al tipo di patologia che andiamo a trattare e che deve essere quindi il medico a stabilire quale sia la terapia più adatta. Possiamo però citare alcuni farmaci e strumenti generalmente utili nel trattamento delle dispnee:

  • Farmaci broncodilatatori: questi farmaci vengono impiegati solitamente nel trattamento di allergie, asma e bpco, perché aiutano i bronchi a dilatarsi e a far si che possano far entrare in circolo più ossigeno. Tra questi citiamo i cortisonici, gli antistaminici (che oltre a dilatare i bronchi inibiscono la produzione di istamina), i farmaci adrenergici, i beta stimolanti, gli anticolinergici e gli anti muscarinici.
  • Dispositivi di ventilazione assistita: vengono utilizzati in caso di insufficienza respiratoria, scompenso cardiaco e apnee notturne. Sono degli apparecchi che forniscono l'aria al paziente, erogata attraverso una maschera da applicare sul viso dalla quale esce aria compressa a pressione positiva. Questo rimedio è tipicamente usato durante la notte, quando il paziente è in posizione distesa e quindi si verifica una compressione delle vie respiratorie. Nel caso in cui la patologia sia molto grave e il respiro affannoso si verifichi anche al mattino, questi dispositivi possono essere utilizzati in modo permanente durante il corso della giornata.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Margherita Mazzola (Biologa)
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