Sangue nelle feci.

Sangue nelle feci

    Indice Articolo:

  1. Possibili cause
    1. Sangue nelle feci visibile ad occhio nudo
    2. Melena
    3. Ematochezia o rettorragia
    4. Feci striate di sangue
    5. Sangue occulto
  2. Esami da effettuare
  3. Opinioni e commenti

La presenza di sangue nelle feci è di norma il segno di un sanguinamento che può originarsi in qualsiasi punto dell’apparato Gastro-Intestinale (GI) che va dalla bocca all’ano. Solitamente si usa suddividere detto apparato GI in tre distinti tratti: alto, medio, basso. Il tratto alto è quello che va dalla bocca al legamento di Treitz (struttura che fissa il tratto discendente del duodeno alla parete pelvica). Il tratto medio è quello compreso tra quest’ultimo e la valvola ileocecale. Il tratto basso è quello che va dalla valvola ileocecale all’ano. Il sangue che si riscontra negli escrementi può così provenire da uno qualsiasi di tali tratti e al momento dell’eiezione, essere o visibile ad occhio nudo oppure occulto, e come tale va ricercato con opportune analisi di laboratorio. Le cause dei sanguinamenti ovviamente possono essere numerosissime e diverse tra loro. E mentre alcune di esse sono semplici disturbi passeggeri e perciò prive di reale importanza altre invece sono conseguenza di gravi malattie su cui occorre indagare in maniera rapida perché possono risultare fatali per la vita del paziente. L'articolo esamina i problemi connessi alla presenza di sangue nelle feci e le loro possibili cause e si propone di fornire qualche semplice chiarimento sull’argomento in maniera da agevolare a chi si trova ad affrontarlo pur senza nessuna pretesa di volersi sostituire a strumenti diagnostici.

Possibili cause della presenza di sangue.

Le feci sono solo in parte costituite dai rifiuti della digestione di alimenti, esse sono composte anche da acqua, cellule morte, muchi ecc. e la presenza di sangue può essere ben visibile oppure occulta. Nel primo dei due casi basta una semplice osservazione nel secondo è necessario un'analisi chimica o al microscopio.

Le tracce di sangue sono visibili ad occhio nudo.

Quando le tracce di sangue sono visibili ad occhio nudo è possibile effettuare una prima ipotesi di diagnosi dall’esame visivo di come si presentano feci ed il sangue ad esse frammisto. In funzione di tale constatazione si fa distinzione tra:

Melena.

Se il sangue è di colore nero catrame e le feci sono caratterizzate da un forte odore acido, si è in presenza di quello che viene chiamato melena ed il riversamento di sangue avviene nella parte superiore dell'apparato digerente ossia: stomaco, duodeno o la porzione destra del colon come il cieco. La colorazione è dovuta al sanguinamento ed alla successiva esposizione del sangue agli acidi gastrici, enzimi e batteri presenti nell’intestino (sangue digerito). E più precisamente all’ossidazione del ferro contenuto nel gruppo Eme dell’emoglobina dei globuli rossi. In virtù di quanto detto è facile intuire che si avrà la melena se si è in presenza di un sanguinamento che avviene: nell’esofago, nello stomaco o nell’intestino tenue. Le possibili principali cause di un tale sanguinamento possono essere:

  • Alcoolismo.
  • Farmaci antinfiammatori. I FANS irritano la mucosa gastrica e possono provocare ulcera peptica e sanguinamento gastrico.
  • Lesioni con sanguinamento in un punto imprecisato del percorso esofago/intestino tenue per ingestione di un corpo estraneo.
  • Rottura di varici esofagee. Le varici esofagee sono dovute a degenerazione e sfiancamento della parete delle vene della sottomucosa dell’esofago. La causa di tale processo è normalmente una conseguenza della ipertensione della vena porta che conferisce il sangue al fegato per effetto di una epatite cronicizzata. Una complicanza di questo quadro clinico è la cirrosi epatica. Una simile situazione è connotata da valori di transaminasi elevati.
  • Gastrite. Infiammazione della mucosa gastrica accompagnata da ulcerazioni che possono dar luogo a sanguinamento. La causa più comune è l’infezione del famigerato Helicobacter Pylori. Possono anche essere causate da infezioni virali o micotiche ma sono poco comuni ed interessano pazienti immunodepressi o affetti da AIDS o anche malattie croniche debilitanti. Altra comune causa può essere lo stress. I sintomi che si accompagnano al melena in caso di gastrite sono nausea vomito e mal di stomaco.
  • Duodenite. Infiammazione che può essere acuta e cronica della mucosa del duodeno. Le cause possono essere svariate dal cibo piccante per eccesso di peperoncino, ad avvelenamento di agenti chimici, a localizzazione del morbo di Crohn al duodeno. I sintomi che si accompagnano al sanguinamento sono addome gonfio ed aerofagia.
  • Ulcera gastrica o duodenale. Lesioni a forma rotonda della mucosa della parete dello stomaco o del duodeno ovvero del tratto iniziale dell’intestino. Anche in questo caso la causa più frequente è l’infezione da Helicobacter.
  • Lacerazione di Mallory-Weiss. Lesioni della giunzione dell’esofago allo stomaco spesso correlata agli spasmi provocati da ripetuti episodi di vomito, all’ernia iatale (passaggio di una porzione di stomaco nella cavità toracica attraverso lo iato) ed episodi di alcoolismo.
  • Infarto dell’intestino tenue. Necrosi di un tratto di intestino per mancata irrorazione sanguigna.
  • Angiodisplasie della regione esofago/tenue. Sono malformazioni vascolari caratterizzate dalla dilatazione di piccoli vasi sanguigni che assumono un aspetto sinuoso e ramificato simile alla chioma di un albero e che possono facilmente andare incontro a rotture e sanguinamenti.
  • Febbre gialla. Infezione virale causata da un virus della famiglia dei Flaviviridae. La trasmissione della malattia avviene per puntura da zanzare infette. Provoca problemi al fegato e quindi deficit dei fattori di coagulazione del sangue da esso prodotti. I sanguinamenti sono una diretta conseguenza di tale deficit.
  • Tumori dell’apparato digerente. Posso essere di natura benigna ma anche cancerosa.

Ematochezia o rettorragia.

Se le feci si presentano frammiste a sangue rosso vivo oppure striate di sangue, sono il segno di un sanguinamento del tratto gastro intestinale inferiore generalmente del tratto di intestino che va dal sigma del colon all’ano. In funzione di come il sangue è mescolato alle feci è possibile formulare varie ipotesi di diagnosi.

Le principali cause sono:

  • Rettocolite ulcerosa. Malattia infiammatoria cronica con forte componente ereditaria ed autoimmune per cui il colon diviene ulcerato ed eroso che si caratterizza con diarrea sanguinolenta. Si accompagna a dolori addominali di tipo crampiformi e a presenza nelle feci di sangue muco e pus.
  • Morbo di Crohn. Malattia infiammatoria che si ipotizza causata da alterazioni del sistema immunitario e che può colpire l’intero apparato gastro-intestinale che di norma non presenta tra i sintomi il sanguinamento che invece è presente se la patologia interessa il retto.
  • Diverticolite. E connotata da infiammazione dei diverticoli. Questi sono estroflessioni delle fibre muscolari dell’intestino e con maggior frequenza di quelle del colon e specificatamente del suo tratto sigma. Tra i suoi sintomi vi possono essere sanguinamenti che poi si riscontrano nelle feci.
  • Allergie ed intolleranze alimentari. Le intolleranze sono quelle non mediate dalla compromissione del sistema immunitario. Le allergie sono invece quelle caratterizzate da un meccanismo autoimmune. Le sostanze alimentari responsabili di tali problemi sono molteplici, ne citiamo due tra le più comuni: il latte e suoi derivati e glutine.
  • Diarrea infettiva sanguinolenta. Gli agenti patogeni più comuni che la causano sono gli Shigella ed i Campylobacter e molto più raramente le salmonelle.
  • Cancro del colon. Si accompagna a frequenti emorragie che finiscono per creare nel paziente una anemia cronica e perdita di peso.

Feci striate di sangue.

Se il colore del sangue è rosso vivo, la quantità abbondante e non è frammisto alle feci ma le ricopre all’esterno con una sorta di striatura allora il sanguinamento avviene nel tratto retto dell’intestino prima dell’orifizio anale.In tale caso le principali cause sono:

  • Emorroidi. Vene varicose e quindi sfiancate e tortuose della parete del retto e dell’ano. La causa dell’insorgere delle emorroidi è un aumento della pressione venosa nella regione dell’ano. Aumento di pressione che può essere conseguenza della gravidanza ma anche dagli sforzi per la defecazione in caso di stitichezza. Quelle che sono posizionate al di sopra della giunzione ano retto sono chiamate interne quelle posizionate al di sotto esterne. Le emorroidi durante l’evacuazione possono sanguinare e ricoprire di striature sanguinolenti le feci.
  • Ragadi. Sono lacerazioni o ulcerazioni delle mucose dell’ano. Le ragadi oltre al dolore provocano sanguinamento vivo durante l’evacuazione che può striare le feci o più frequentemente la carta igienica nell’operazione di pulizia. Le ragadi possono facilmente infettarsi ed in alcuni casi degenerare dolorose fistole anali.

Sangue nelle feci occulto.

Nel caso in cui l'emorragia sia lieve le tracce di sangue nelle feci sono impalpabili e pertanto non apprezzabili ad occhio nudo ma solo con test clinici. Va subito chiarito che un responso positivo a tale test non costituisce alcuna ipotesi di diagnosi perché le possibili cause sono estremamente numerose ed anche molto diverse tra loro ed inoltre potrebbe anche facilmente trattarsi di un falso positivo dovuto ad eccessivo consumo di carne, integratori dietetici a base di ferro, contaminazione dei campioni da flusso mestruale durante il ciclo, etc.

Riportiamo di seguito le malattie più comuni che possono dare dei risultati positivi alla ricerca di sangue occulto nelle feci. Notiamo in maniera esplicita che alcune di esse non interessano direttamente l’apparato gastro intestinale.

  • Gastroenterite. Insieme di malattie gastro intestinali causate da infezioni di microorganismi o da ingestione di tossine chimiche. Sono caratterizzate da diarrea crampi e dolori all’addome. Possono provocare anche sanguinamenti non rilevabili ad occhio nudo ma con l’analisi delle feci. Sono provocate da batteri, virus, funghi e parassiti vari che vengono ingeriti con alimenti o acqua contaminati.
  • Colite ulcerosa. Malattia infiammatoria del colon.
  • Morbo di Crohn. Infiammazione cronica della parete intestinale ma che può presentarsi in qualsiasi parte del tubo digerente, dalla bocca all’ano.
  • Ernia iatale. Una protrusione dello stomaco che si sposta dalla sua normale sede posizionandosi al di sopra del diaframma.
  • Ulcera gastrica o duodenale. Lesioni della mucosa dello stomaco o del duodeno dovute dovute all’azione dell’acido gastrico.
  • Emorroidi. Vene dilatate della parete del retto o dell’ano e che possono sanguinare.
  • Ragadi anali. Ulcerazioni e lacerazioni della mucosa dell’ano.
  • Polipi del colon e retto. Sono neo formazioni di natura benigna o maligna del tessuto che costituisce la parete dell’intestino colon e retto. La loro dimensione è variabile e si originano generalmente dalle ghiandole che rivestono la mucosa dell’intestino. Anche quando hanno una natura benigna sono considerati una lesione pre cancerosa e pertanto vanno asportati. Generalmente sono asintomatici a meno di piccoli sanguinamenti rilevabili appunto con la ricerca del sangue occulto nelle feci. Sono comunissimi nella popolazione che ha compiuto i 50 anni.
  • Cirrosi epatica. Una patologia che comporta la distruzione del tessuto epatico che nella sua forma più grave può può portare alla dilatazione di vene del tratto finale dell’esofago e quindi sanguinamento.
  • Tumori del comparto gastro intestinale o prostatico.

Esami da effettuare in caso di tracce di sangue nelle feci.

E’ buona norma, a partire dal cinquantesimo anno di età, effettuare il test del sangue occulto almeno una volta all’anno. Esso infatti costituisce un importante strumento di prevenzione per il cancro al colon. In caso di test positivo sono necessari altri accertamenti quali:

  • Colonscopia. Particolare indagine endoscopica per cui si introduce nel colon attraverso l’ano un sottile strumento che reca in cima una microtelecamera che consente di visualizzare in dettaglio su di uno schermo esterno l’interno dell’intestino. Nel caso venga individuato un polipo la linea guida è di asportarlo durante la colonscopia stessa.
  • Gastroscopia. Esame dell'esofago, stomaco o duodeno che si effettua introducendo una sonda flessibile a fibre ottiche attraverso la bocca che può essere utilizzato anche a scopo terapeutico per asportare piccole neoformazioni o chiudere un vaso sanguigno.
  • Marcatori tumorali. Esami che vengono effettuati con prelievo del sangue per individuare la presenza di marker tumorali quali il CA 19-9 che può evidenziare un cancro al colon o al pancreas.

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