Sindrome da stanchezza cronica.
La sindrome da stanchezza cronica, anche nota con l’ acronimo della locuzione anglosassone Crhonic Fatigue Syndrome : CFS, è una patologia che interessa il sistema nervoso. Essa si presenta con un quadro clinico che, sebbene noto da tempo, ha dovuto attendere il 1994 per una collocazione ufficiale in ambito medico. In tale data infatti un gruppo internazionale di Studi, tra cui l’italiano Tirelli ha pubblicato negli Annali della Medicina Interna una precisa e dettagliata definizione della CFS. Fino ad allora pregiudizi culturali e sociali avevano impedito che ciò accadesse. Col paradosso di considerare scansafatiche individui affetti da un disturbo che può assumere contorni invalidanti. Va notato che ancora oggi le competenti Autorità non hanno ancora riconosciuto alla Sindrome lo status di patologia debilitante.
Sintomatologia.
La sindrome di stanchezza cronica è evidenziata dalla presenza dei sintomi che seguono:
- Affaticamento continuo e cronico che dura da un periodo non inferiore a 6 mesi. Stanchezza che non si riesce a recuperare con un regolare riposo. Problema che compromette in maniera consistente le normali relazioni lavorative e personali.
- Concomitanza col precedente disturbo, per un periodo sempre non inferiore ai 6 mesi, di almeno 4 dei sintomi che troviamo di seguito elencati.
- Fastidi e dolore dei linfonodi delle ascelle e della cervice.
- Mal di testa con una tipologia di cui precedentemente non si è mai sofferto.
- Dolori a giunture ed articolazioni senza alcun problema infiammatorio in atto.
- Faringiti.
- Recupero difficoltoso successivo ad un esercizio fisico con debolezza che permane per un periodo superiore alle 24 ore.
- Problemi di memoria e concentrazione tali da invalidare le capacità intellettive.
- Problemi di sonno che non riesce fornire il necessario ristoro.
Questa sintomatologia è ovviamente di massima. Ogni individuo però può sviluppare numerosi sintomi personali come:
- febbre,
- aumento ponderale,
- problemi alla vista,
- irritabilità, etc.
Cause.
Sebbene la sindrome sia diffusa in tutto il mondo e sia continuo oggetto di studi non è stato ancora possibile individuare una causa che sia universalmente accettata. Numerose le ipotesi quasi tutte di tipo multifattoriali (più case concomitanti determinano la patologia come intossicazioni, infezioni virali, stress).
Interessante anche sono l'ipotesi che imputa il problema a cause di carattere autoimmune e disordini linfatici. Ipotesi suffragata dalla constatazione che la sindrome colpisce con elevata frequenza soggetti con patologie autoimmuni.
Terapia.
Mancando una causa universalmente accettata non esiste un protocollo di cura. Si tenta di alleviare i sintomi più invalidanti. Una terapia con modulatori del sistema immunitario sembra abbia fornito buoni risultati.
Epidemiologia.
E diffusa in ogni regione del globo. In Italia interessa 300.000 individui. Colpisce generalmente gli adolescenti in egual misura uomini e donne e con maggior frequenza donne tra i 35 ed i 45 anni. E presso ché inesistente tra gli anziani.
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