Sindrome di tietze: sintomi, cause, diagnosi, terapia e cure naturali per la costocondrite.

Come si manifesta la sindrome di Tietze? Quali sono i sintomi di questa condizione infiammatoria ad eziologia tuttora sconosciuta, caratterizzata da dolore toracico? Vediamo insieme le caratteristiche di questa patologia e le possibili terapie.

Sindrome di tietze: sintomi, cause, diagnosi, terapia e cure naturali per la costocondrite

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Cure
  6. Rimedi naturali

Cos’è la Sindrome di Tietze?

La sindrome di Tietze è una condizione patologica caratterizzata dall’infiammazione cartilaginea della zona di giunzione tra coste e sterno (giunzione costo-sternale).

I pazienti colpiti sono per la maggior parte donne sotto i 40 anni.

Questa infiammazione dura generalmente per pochi giorni, ma può cronicizzare e prolungarsi anche per anni.

Sintomi: come si riconosce questa sindrome?

La sindrome di Tietze si presenta con gonfiore (visibile ad occhio nudo) e dolore (definito a “stilettate”), soprattutto in seguito a palpazione di questa area. Il gonfiore distingue questa sindrome dalla costocondrite, simile per certi ma che, appunto, si differenzia per l'assenza di gonfiore.Il dolore a “stilettate” può essere percepito anche tra la clavicola e lo sterno.

Il dolore può esacerbare in seguito a:

  • cattiva postura
  • tosse
  • starnuti
  • respiro profondo
  • pressione sullo sterno
  • attività fisica in cui viene coinvolta la zona.

Ma quali sono le cause, se conosciute, che comportano questo stato infiammatorio? Vediamole di seguito.

Le cause dell’infiammazione.

La Sindrome di Tietze è una condizione infiammatoria rara, per questo motivo non si conoscono in maniera certa quali esse siano.

Attraverso gli studi effettuati dai ricercatori si suppone che sia scatenata da un evento infettivo, tra cui:

  • tosse
  • Infezioni delle vie aeree inferiori

Oppure da altre condizioni ed eventi traumatici, tra cui

  • ipertrofia cartilaginea (aumento volume delle cellule della cartilagine)
  • incidente in cui viene lesionata la zona
  • strappo muscolare
Da recenti studi si è visto come la sindrome di Tietze possa presentarsi anche in seguito a radioterapia. Ciò che che correla queste due condizioni non è stato ancora del tutto compreso.

Diagnosi della Sindrome di Tietze.

La diagnosi viene effettuata, innanzitutto, dai segni e sintomi riportati dal paziente.

Il dolore toracico può essere indicativo di un imminente infarto acuto del miocardio, ma l’attenta analisi del medico, gli esami biochimico-clinici e la presenza del gonfiore (caratteristico di tale sindrome) può scongiurare la diagnosi di eventi cardiaci.

Successivamente vengono valutati:

  • Elettrocardiogramma
  • TAC (tomografia assiale computerizzata)
  • RMN (risonanza magnetica nucleare)

Ovviamente, esami che valutano la zona interessata (giunzione costo-sternale) andando a vedere l'integrità della struttura cartilaginea, se vi sono traumi, stati infiammatori e, soprattutto, per discriminare da un infarto acuto del miocardio.

Terapia medica.

La terapia viene effettuata solitamente con farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS); qualora la condizione è aggravata e tali farmaci non presentano un effetto positivo si utilizzano i farmaci corticosteroidi.

Un’altra terapia consiste nell’effettuare esercizi fisioterapici in modo tale da distendere la fascia muscolare della zona interessata.

Prognosi

Se curata, la sindrome si risolve in pochi giorni. Può durare anni, in casi molto rari e non comporta conseguenze sulla salute.

Terapia naturale: alimenti e cure naturali per la costocondrite.

Innanzitutto in uno stato infiammatorio, quello da preferire è il consumo di alimenti che abbiamo caratteristiche anti-infiammatorie:

  • pesce grasso (salmone, tonno, pesce azzurro, cozze, sgombro, etc.)
  • olio extravergine d’oliva
  • frutta secca (noci, mandorle, arachidi, pistacchi, etc.)

Questi alimenti presentano nella loro composizione naturale gli acidi della serie omega tre e omega 6, i quali hanno, appunto, azione antiinfiammatoria.

Tra le piante fitoterapiche, invece, annoveriamo:

  • Spirea: presenta i salicilati, sostanze anti infiammatorie. Si consiglia l’infuso delle foglie e sommità fiorite.
  • Sambuco: il fitocomplesso è costituito da sostanze ad attività antiinfiammatoria tra cui olio essenziale, acidi grassi liberi, tannino, colina, valeriana, acido tartarico, acido citrico. Si utilizza la tintura madre.
  • Ortica: tra le sostanze, contiene silicio, che aumenta le difese immunitarie, vitamina K, C e A che presentano azione antiossidante e disintossicante. Le foglie sono utilizzate per ottenere l’infuso.
  • Betulla: contiene la betulina, sostanza ad azione diuretica e antireumatica. Si utilizza la tintura madre e l’infuso delle foglie

Queste piante, per l'azione diuretica, favoriscono la diminuzione della gotta (condizione in cui vi sono elevati livelli ematici di acido urico), eliminano metaboliti tossici (scorie, tossine, etc): sono tutte condizioni che favoriscono e comportano la permanenza dello stato infiammatorio.

Ricordiamo infine che l’articolo ha scopo puramente informativo, è sempre necessario consultare il proprio medico di fiducia.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Maria Innocente (Scienze della nutrizione)
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