Tachicardia: ventricolare, atriale, sinusale o parossistica. Sintomi, cause e rimedi.

Cosa è la tachicardia? Approfondiamo le cause e la diagnosi delle principali tipologie: dalla tachicardia atriale, a quella ventricolare, dalla accelerazione parossistica a quella sinusale. Quali rischi comporta la frequenza cardiaca che eccede il limite fisiologico? Scopriamolo.

Tachicardia: ventricolare, atriale, sinusale o parossistica. Sintomi, cause e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cause fisiologiche e patologiche
  4. Tipologie
    1. Sinusale
    2. Parossistica
    3. Ventricolare
    4. Ectopica
    5. Atriale
    6. Flutter atriale
  5. Fattori di rischio
  6. Diagnosi
  7. Rimedi
  8. Complicanze      

Che cosa è la tachicardia?

Si parla di tachicardia quando la frequenza dei battiti cardiaci a riposo ed in assenza di stress accelera, in maniera anomala superando, il limite che, mediamente, viene considerato fisiologico di 100 pulsazioni al minuto.

Volendo essere rigorosi però tale definizione, che ha il pregio di essere semplice e chiara, non è precisa. Non lo è per due motivi. Il primo è che il limite fisiologico delle pulsazioni del cuore al disopra delle quali viene considerata tachicardia varia con l’età del soggetto come riportato nella tabella del relativo box di approfondimento. Il secondo è che le pulsazioni cardiache fisiologiche a riposo variano in maniera consistente da soggetto a soggetto. Molti individui ad esempio sono bradicardici perchè allenati ad una costante attività fisica aerobica.

Puoi approfondire le tipologie e le relative cause di bradicardia.

Soglia di tachicardia in funzione dell’età

Da 1 a 2 giorni di vita - 159 pulsazioni/minuto

Da 3 a 6 giorni di vita - 166 pulsazioni/min

Da 1 a 3 settimane - 182 pulsazioni/min

Da 1 a 2 mesi - 179 pulsazioni/min

Da 3 a 5 mesi - 186 pulsazioni/min

Da 6 a 11 mesi - 169 pulsazioni/min

Da 1 a 2 anni - 151 pulsazioni/min

Da 3 a 4 anni - 137 pulsazioni/min

Da 5 a 7 anni - 133 pulsazioni/min

Da 8 a 11 anni - 130 pulsazioni/min

Da 12 a 15 anni - 119 pulsazioni/min

Dopo i 15 anni - 100 pulsazioni/min

Pertanto una definizione più corretta della tachicardia potrebbe essere: anomalo aumento della frequenza cardiaca che travalica il fisiologico livello del paziente in condizione di riposo ed in assenza di stress.

In genere, ma non sempre, l’aumento della frequenza cardiaca che è normale sotto sforzo, in condizioni di riposo è legato ad anomalie e/o compromissioni del sistema di conduzione elettrica del muscolo cardiaco, ma può anche essere indotta da malattie che non interessano il cuore come da situazioni transitorie non morbose che subiscono spontanea remissione.

La tachicardia è spesso asintomatica e senza complicanze serie ma, in talune condizioni, richiede trattamento e cure mediche per mantenerla sotto controllo perchè può determinare serie compromissioni della funzionalità del cuore ed aumentare la probabilità di incorrere in ictus ed arresti del muscolo che possono risultare fatali.

Sistema di conduzione elettrica del cuore e ciclo cardiaco.

Il sistema di conduzione elettrica del cuore è un particolare tessuto cardiaco che produce e poi conduce (alla stregua di un conduttore) gli impulsi elettrici che determineranno la contrazione delle cavità necessaria per il pompaggio del sangue nel corpo. Esso è composto da:

  • Nodo senoatriale. Il pacemaker naturale che genera gli impulsi elettrici che comandano la contrazione.
  • Nodo atrioventricolare. Una sorta di relais che ritarda il segnare elettrico in maniera da far contrarre gli atri ed i ventricoli (le 4 cavità del cuore 2+2) in maniera sequenziale prima gli uni e dopo gli altri.
  • Il fascio di His. Una sorta di conduttore che consente la trasmissione del segnale elettrico dagli atri ai ventricoli.

Il pompaggio del sangue avviene con l’esecuzione del così detto ciclo cardiaco. Questo consta del susseguirsi di 2 periodi ossia: sistole(contrazione) e diastole (rilascio).

L’intero ciclo è così organizzato:

Si inizia con il rilasciamento con gli atri che si riempiono di sangue. Quello di destra di sangue venoso che viene dalla periferia e quello di sinistra di sangue arterioso ossigenato che viene dai polmoni.

Col riempimento aumenta la pressione negli atrii e si aprono le valvole tricuspide(dx) e mitrale (sx) che mettono in comunicazione coi ventricoli. Quando questi ultimi sono pieni il cuore inizia a contrarsi.

L’aumento di pressione fa chiudere le valvole mitrale e tricuspide ed il sangue inizia ad essere pompato dopo l’apertura delle ulteriori 2 valvole aortica e polmonare. La prima in contatto col ventricolo sx fa passare il sangue arterioso nell’aorta da dove raggiungerà la periferia. La seconda immetterà il sangue nella vena polmonare per addurlo ai polmoni.

E’ evidente che il buon andamento del ciclo cardiaco determina una buona gittata ematica ed una corretta irrorazione dei tessuti periferici.

E’ altresì evidente che un corretto funzionamento del ciclo cardiaco dipende strettamente da una buona conduzione elettrica del cuore.

Un aumento della frequenza cardiaca specie se disordinata si traduce in un incompleto riempimento delle cavità e quindi in una riduzione della gittata ematica.

Sintomi dell’aumento della frequenza cardiaca.

Sintomi della tachicardia

La tachicardia può essere in qualche caso asintomatica tanto che la si scopre in maniera del tutto casuale facendo indagini per altri scopi. Se la sintomatologia è presente si manifesta di norma, oltre che col cardiopalmo (sensazione di ritmo cardiaco tumultuoso), con un quadro clinico che è diretta conseguenza della ridotta gittata ematica e quindi:

  • Dispnea. Fame d’aria e respirazione difficoltosa. Conseguenza della insufficiente ossigenazione per la riduzione della gittata del sangue in periferia.
  • Vertigini e capogiri. Anche questi conseguenza dello scarso apporto di ossigeno.
  • Sincope. Svenimento preceduto da stordimento e sensazione di testa vuota. E’ provocato dalla scarsa perfusione di sangue al cervello.
  • Angina. A questi sintomi vanno aggiunti quelli che derivano dal fatto che il cuore tachicardico lavora in una condizione di sforzo costante e di scarsa irrorazione sanguigna. Condizione che può essere ancor più aggravata da stenosi e placche aterosclerotiche e quindi dolore toracico nella regione al di sotto dello sterno provocato dalla sofferenza ischemica del muscolo per la scarsa irrorazione sanguigna.
  • A tale quadro clinico che è comune a tutte le tipologie di tachicardia possono <strong >aggiungere sintomi specifici della patologia in atto.

Cause che comportano accelerazione del ritmo cardiaco.

Cause di tachicardia

La tachicardia può avere svariate cause non tutte di natura patologica. Vi sono infatti diverse situazioni che possono provocare aumento della frequenza cardiaca in assenza di qualsiasi patologia.

Le cause più comuni di tachicardia non patologica sono:

  • Attività fisica intensa. Questa condizione è particolarmente accentuata in coloro che si sottopongono ad uno sforzo intenso senza adeguato allenamento.
  • Emozioni particolarmente intense. Stress eccessivo, ansia, ma anche paura possono indurre aumento anche considerevoli della frequenza cardiaca. Di norma il fenomeno ha una durata limitata nel tempo e rientra nei livelli normali spontaneamente. Un esempio tipico di una tale situazione è costituito dall’attacco di panico. Questo è un periodo generalmente di breve durata dai 2 ai 10 minuti, di paura e disagio psichico generalizzato accompagnato da una pesante sintomatologia tra cui: tachicardia, respirazione affannosa, abbondante sudorazione, formicoli, problemi di vista, sensazione di soffocamento.
  • Eccessivo consumo di sostanze eccitanti come può essere la caffeina. La caffeina è un alcaloide contenuta principalmente nel caffè ma anche nel cioccolato e nella Coca Cola che è in grado di interferire sistema nervoso ortosimpatico e determinare tachicardia.
  • Consumo di cocaina/ anfetamine. Queste droghe stimolano il meccanismo di trasmissione del neurotrasmettitore dopamina ed inducono tra le altre cose tachicardia.
  • Effetto collaterale di alcuni farmaci. Farmaci che contengono stimolanti quali quelli per raffreddore o febbre da fieno).
  • Squilibri ormonali. Alcune stagioni particolari della vita della donna come: periodo mestruale, gravidanza o climaterio (Pre menopausa) sono caratterizzate da notevoli scompensi ormonali e tale situazione può provocare attivazione del parasimpatico con conseguenza di tachicardia.

Le cause extra cardiache più comuni di tachicardia patologica (ossia le malattie non cardiache che causano aumento della frequenza cardiaca) sono:

  • Febbre. E’ un segno clinico conseguente ad una alterazione del sistema che regola la temperatura corporea posizionato nell’ipotalamo. Alterazione che può attivare i suoi nuclei posteriori che controllano l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico e determinare tachicardia.
  • Ipertiroidismo. Eccessiva produzione di ormoni tiroidei ed aumento della loro concentrazione in circolo. La maggior concentrazione di ormoni tiroidei accelera il metabolismo. Cosa che comporta un maggior consumo di ossigeno e quindi il cuore accelera per far fronte a tale richiesta.
  • Ipoglicemia. Ossia diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue. Detta diminuzione innesca effetti sul sistema di regolazione ormonale dell’adrenalina che a sua volta stimola il muscolo cardiaco ed induce tachicardia.
  • Anemia. E’ una diminuzione del tasso ematico di emoglobina Hb. Più precisamente si parla di anemia quando si riscontrano valori di Hb

Le cause cardiache che determinano tachicardia patologica sono, come si è già accennato, correlate a problemi e compromissioni del sistema di conduzione elettrica del cuore.

Le varie tipologie di tachicardia connesse a patologie cardiache.

Sono molteplici e di solito vengono distinte in funzione della eziologia (causa che le induce) o alternativamente in funzione delle condizioni con cui la patologia si presenta. Di seguito ne riportiamo alcune delle più comuni indicandone: caratteristiche, cause e sintomi.

Tachicardia Sinusale.

E’ una tachicardia e quindi un aumento della frequenza cardiaca ritmica (che presenta uno svolgimento nel tempo caratterizzato da un ripetersi regolare). Si presenta con gradualità ed altrettanto gradualmente regredisce.

Cause:

  • Fisiologiche: attività fisica intensa, stress, ansia, paura, scompensi ormonali, etc.
  • Patologiche: febbre, ipertiroidismo, ipoglicemia, scompenso cardiaco, etc.

Il meccanismo che la attiva è nella maggioranza dei casi una eccessiva stimolazione del sistema nervoso autonomo

Sintomi:

  • Palpitazione
  • Dispnea (fiato corto)
  • Dolore al petto sotto lo sterno

Tachicardia sopraventricolare o parossistica.

E’ costituita da un gruppo di tachicardie che si originano al di sopra del ventricolo e si contrappongono a quelle ventricolari.Sono denominate eterotrope perchè determinate da tessuto cardiaco che in maniera improvvisa iniziano ad indurre stimoli elettrici di frequenza elevata che si sovrappongono a quelle del nodo senoatriale tanto da prenderne il sopravvento e condurre la contrazione del muscolo cardiaco. E’ uso frequente però indicare con tale termine tra tutte le possibili una particolare tachicardia e precisamente la tachicardia parossistica sopraventricolare o tachicardia da rientro del nodo.

Insorgono in maniera repentina e perciò sono denominate parossistiche ed hanno un andamento ritmico e si ha remissione in maniera spontanea senza gravi conseguenze dopo breve tempo da pochi secondi a qualche minuto.

Cause:

E’ una compromissione del nodo atrioventricolare che per effetto di questa si comporta come se presentasse al segnale elettrico generato dal pace maker due distinte vie una che conduce lentamente ed una che conduce rapidamente. L’impulso che determina il battito in condizione normali transita attraverso la via veloce. Può però capitare che un battito precoce arrivi ad essa quando è ancora occupata ed allora transiterà attraverso la via lenta. Ciò comporterà che il segnale si propagherà con un certo ritardo dovuto alla bassa velocità di conduzione. Se il ritardo è tale che gli consente di raggiungere la parte distale del nodo quando la via rapida è ridivenuta conduttrice allora potrà ripercorre la via rapida in maniera retrograda e comportarsi come un eco che si sovrappone al segnale che si genera nel nodo senoatriale.

Sintomi:

  • Palpitazioni con esordio improvviso.
  • Angina con dolore toracico sottosternale.
  • Ansia.
  • Sincope e svenimento.
  • Scompenso cardiaco.

Tachicardia ventricolare.

E’ una grave patologia caratterizzata da ritmo cardiaco accelerato che viene avviato da un segnale elettrico che ha origine da un punto focale posizionato nelle camere ventricolari.Presenta almeno tre battiti irregolari di fila ed tipica degli anziani.

Cause:

E’ generalmente la conseguenza di gravi cardiopatie come può essere un infarto del miocardio o di una miocardite (malattia infiammatoria delle fibre muscolari del cuore) o ancora di una valvulopatia (malattia delle valvole cardiache).

Sintomi:

  • Palpitazioni e cardiopalmo.
  • Angina.
  • Capogiri e sensazione di testa vuota.
  • Fame d’aria.
  • Sincope e svenimento.
  • Ipotensione.
  • Polso accelerato.

Tachicardia atriale ectopica.

E’ una condizione che appartiene alle tachicardie sopraventricolari non molto comune ed è anche potenzialmente alquanto pericolosa. E normalmente cronica ed è talvolta presente nei bambini piccoli, nei quali le pulsazioni cardiache possono raggiungere una frequenza superiore ai 300 battiti/minuto.

Cause:

L’impulso responsabile della contrazione si origina al di fuori del nodo seno atriale e precisamente nella cavità atriale. La tachicardia si accompagna spesso alla miocardite.

Sintomi:

  • Cardiopalmo.
  • Fame d’aria ed atti respiratori rapidi.
  • Capogiri e vertigini accompagnati da sensazione di testa leggera.
  • Dolore toracico localizzato sotto lo sterno.
  • Nei casi severi sincope e perdita di conoscenza.

Fibrillazione atriale.

E’ una tachicardia in cui gli impulsi elettrici che inducono la contrazione non si originano nel nodo senoatriale ma in più punti dell’atrio in maniera caotica e scoordinati tra loro. Per tale motivo danno origine a contrazioni disorganizzate e rapide che non riescono ad assicurare la necessaria gittata ematica.

Cause:

Sono da ricercarsi nella origine degli impulsi elettrici che non dislocati nel nodo senoatriale ma in più punti dell’atrio e nella mancanza di coordinazione con cui si generano. Contribuiscono a creare una tale situazione numerose patologie con cui la tachicardia si accompagna: ipertensione, cardiomiopatia, scompenso cardiaco, problemi valvolari, insufficienza renale, diabete, coronaropatia, etc.

Sintomi:

  • Palpitazioni.
  • Fame d’aria.
  • Capogiri.
  • Svenimenti se la frequenza cardiaca aumenta troppo.
  • Scompenso cardiaco se unita ad ulteriori cardiopatie.
  • Mancanza cronica di forze e stanchezza anche a riposo.

Flutter atriale.

E’ ancora una tachicardia sopraventricolare che può dar luogo a frequenze cardiache più elevate di 350 battiti al minuto.

E’ dovuta ad una contrazione coordinata delle fibre atriali con frequenze elevate. Si ha nella maggior parte dei casi anche un rallentamento della conduzione dell’impulso elettrico nel nodo artrioventricolare per cui le attività elettrica dei ventricoli è ridotta rispetto a quella degli atri.

Cause:

Sono compromissioni del sistema di conduzione dovute: ad una cardiopatia preesistente generalmente causata da problemi reumatici, problemi di ischemia, ipertensione.

Sintomi:

Dipendono dal blocco degli impulsi elettrici tra atri e ventricoli. Se la frequenza di questi rimane nei limiti bassi. La tachicardia è asintomatica. Man mano che la frequenza ventricolare cresce si presentano: palpitazioni, dispnea e dolori al torace.

Fattori di rischio.

Sono stati individuati una serie di fattori che aumentano la probabilità di sviluppare la tachicardia.

Essi sono:

  • Età. Il trascorrere degli anni induce invecchiamento del muscolo cardiaco e ne compromette le se strutture e quindi anche i meccanismi di conduzione elettrica.
  • Familiarità. Alcuni individui hanno scritto nel loro patrimonio genetico una maggior probabilità a contrarre la malattia.
  • Cardiopatie.
  • Ipertensione.
  • Tabagismo.
  • Uso di droghe come anfetamine e/o cocaina.
  • Abuso di caffeina.
  • Eccessivo stress psicologico.

Diagnosi: analisi, test ed EGC per rilevare la frequenza cardiaca anomala.

Il cardiologo che è lo specialista della materia per effettuare la diagnosi si può avvalere:

  • Analisi anamnestica del paziente.
  • Analisi di sintomi e segni.
  • Visita cardiologica.
  • Elettrocardiogramma EGC. Si serve di una apposita apparecchiatura e speciali sensori per rilevare e registrare i segnali elettrici del cuore.
  • Holter. E un dispositivo EGC portatile che consente di avere un tracciato dei segnali elettrici cardiaci in un arco di tempo di 24/48 ore.
  • Registratore di eventi. E' un EGC portatile che viene indossato dal paziente ed attivato al momento dello scatenarsi di una crisi.
  • Test elettro fisiologico. Viene eseguito in cateterismo cardiaco e serve ad effettuare una mappatura precisa degli impulsi elettrici.
  • Tilt test. Consente il monitoraggio della frequenza cardiaca e pressione arteriosa quando si passa rapidamente da sdraiati all’impiedi.

Rimedi: tenere sotto controllo la tachicardia o curare la patologia di base.

Se esiste una malattia di base che induce la tachicardia occorre curala e se possibile eliminarla o comunque mantenerla sotto controllo. In alcuni casi guarendo da tale malattia la tachicardia scompare.

La terapia sintomatica invece è tesa ad abbassare la frequenza del battito. Nel seguito riportiamo i metodi che più comunemente vengono utilizzati. Naturalmente tra tutti questi sarà compito dello specialista scegliere quello che maggiormente si adatta alle caratteristiche fisiche del paziente ed alla tipologia di tachicardia di cui soffre.

Manovre vagali. Sono diverse e servono a modulare l’eccessiva stimolazione del vago che scatena l’aumento della frequenza cardiaca.Una tra esse è la manovra del Valsalva che consiste nel respirare con la glottide chiusa. Operazione che induce una contrazione del diaframma.

Farmaci antiaritmici. Hanno una duplice funzione. Riportano la frequenza cardiaca nei limiti nel corso di una crisi ed assunti regolarmente prevengono da crisi future possibili.

Cardio versione elettrica. Presuppone l’uso di un apposito apparato denominato defibrillatore. Questo mediante due piastre ed un generatore di tensione applica al cuore una differenza di potenziale che resetta il pace maker naturale e ripristina il normale ritmo. Viene utilizzato nelle strutture mediche in caso di ricovero di urgenza di un paziente in preda ad una grave crisi. La stessa tecnica può essere applicata installando un defibrillatore nel torace del paziente che rivela la frequenza cardiaca ed in funzione di questa fornisce impulsi elettrici dosati per regolarne il ritmo.

Ablazione in via transcateterale. Viene usata quando il paziente presenta un percorso elettrico supplementare che è responsabile dell’aritmia. In cateterismo cardiaco viene posizionata una sonda nel cuore che distrugge tale pista supplementare fornendo energia a radio-frequenza. La medesima operazione può essere effettuata con una operazione chirurgica a cuore aperto.

Complicanze e rischi connessi all'accelerazione dei battiti cardiaci.

La tachicardia non trattata può provocare le seguenti complicanze.

  • <strong >Svenimenti.Il ridotto afflusso di sangue al cervello può provocare perdita di coscienza e svenimento con perdita della posizione eretta e caduta che può avere specialmente negli anziani conseguenze severe.
  • Coaguli di sangue. La tachicardia può provocare coaguli di sangue che trasportati dal torrente ematico potranno provocare embolie ed ictus.
  • Arresto cardiaco.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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