Trigliceridi alti.

L’articolo esamina le possibili conseguenze dei trigliceridi alti, da cosa sono causati e cosa fare per contrastarli. Prima di analizzare in maniera approfondita tutti gli aspetti di natura medica ed i disturbi che valori elevati di trigliceridi nel sangue possono causare è utile fare una veloce panoramica sui trigliceridi in quanto nutrienti, per capire cosa sono e che ruolo svolgono nel nostro organismo.

Trigliceridi alti

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono?
  2. Cause dei trigliceridi alti
  3. Sintomi
  4. Rischi correlati all'aumento dei trigliceridi
  5. Come si effettua la diagnosi
  6. Cosa fare per combattere i trigliceridi
    1. La dieta
    2. Trattamento farmacologico
  7. Omeopatia

Cosa sono i trigliceridi?

Cosa sono i trigliceridi

I trigliceridi sono grassi contenuti nel sangue formati da tre acidi grassi a lunga catena. Essi costituiscono parte sostanziale dei grassi vegetali ed animali. Sono presenti nel corpo umano e costituiscono una riserva di energia essenziale. Infatti con le loro 9 chilo calorie per grammo forniscono una quantità di energia che è più del doppio di quella fornita da carboidrati e/o proteine.

I trigliceridi presenti nel nostro corpo sono per la maggior parte introdotti con l'alimentazione. Soltanto una piccola percentuale viene sintetizzata ad opera del fegato. Essi, come già accennato, vengono utilizzati dai muscoli per produrre lavoro o vengono accumulati sotto forma di grasso.

I trigliceridi essendo fondamentalmente lipidi hanno difficoltà a muoversi in un ambiente acquoso come il sangue. Pertanto vengono in esso trasportati sotto forma di lipoproteine. Ossia un core di sostanze grasse in un imballo di proteine idrosolubili. Esse sono: le VLDL ed i Chilomicroni. Le VLDL sono prodotte dal fegato e pertanto trasportano i trigliceridi endogeni (sintetizzati dal corpo). I Chilomicroni si originano a livello intestinale e trasportano trigliceridi introdotti con l'alimentazione.

La concentrazione di trigliceridi nel sangue si misura con normali analisi del sangue su un campione prelevato dal braccio, in condizione di digiuno da almeno 12 ore, effettuando la determinazione del così detto profilo lipidico importante per comprendere i rischi a cui è esposto il soggetto e stabilire di conseguenza cosa fare.

Iperlipoproteinemia e Ipertrigliceridemia.

Si parla di iperlipoproteinemia quando siamo in presenza di livelli elevati di lipidi, trasportati dalle lipoproteine del sangue, colesterolo e trigliceridi. Si parla di ipertrigliceridemia quando aumentano solo i valori dei trigliceridi.

I valori ritenuti normali di trigliceridi sono inferiori ai 150 mg/dl. Valori compresi tra i 150 e 200 sono considerati border line o di attenzione. Valori superiori ai 200 decisamente elevati.

Valori elevati di trigliceridi vengono normalmente associati a rischio di arteriosclerosi (riduzione del lume delle vene per deposizione sulle pareti di colesterolo e quindi a rischio elevato di ischemia (cardiaca e cerebrale) ed infarto.

Le cause: da cosa dipendono I trigliceridi alti ?

Le cause di alti valori di trigliceridi possono scaturire da due differenti situazioni:

Scorretto stile di vita.

Un stile di vita disordinato con eccessivo consumo di alcool, eccessive quantità di grassi saturi e zuccheri primari e comunque una generale dieta ipercalorica, favoriscono l'aumento dei trigliceridi introdotti con l'alimentazione. Il correttivo è costituito da una dieta mediterranea leggermente ipocalorica ricca di verdure, frutta e fibre e da una costante pratica di attività fisica aerobica anche se leggera.

Alcune patologie ereditarie.

Esistono delle patologie ereditarie che tendono a fare aumentare i trigliceridi endogeni, tra esse ci sono il diabete, l’insufficienza renale, l' insufficienza tiroidea, le malattie epatiche e la sindrome metabolica o l' insulino-resistenza.

Assunzione di farmaci.

Alcuni farmaci come i cortisonici, estrogeni, diuretici e contraccettivi orali, possono causare l’aumento dei livelli di trigliceridi. Anche in questo caso è necessaria una dieta ipocalorica che riduce drasticamente le quantità di trigliceridi introdotti col cibo.

Possibili sintomi e disturbi in presenza di trigliceridi alti.

Solitamente i trigliceridi alti non inducono alcuna sintomatologia.

Tuttavia livelli molto alti di trigliceridi possono comportare un ingrossamento del fegato e splenomegalia (milza ingrossata) ed aumentare il rischio di pancreatite che provoca dolori addominali.

I soggetti affetti da Iperlipoproteinemia mista in cui i trigliceridi alti si abbinano a colesterolo, possono presentarsi depositi di grasso su gambe e braccia detti Xantomi eruttivi.

Rischi dei trigliceridi alti.

I livelli elevati di lipidi possono sottoporre il soggetto a rischi elevati in quanto possono causare problemi quali l'aterosclerosi, soprattutto in presenza di alti valori di colesterolo LDL che è la principale causa responsabile di infarto cardiaco ed ictus cerebrale.

Va invece esplicitamente rilevato che valori elevati di trigliceridi costituiscono generalmente un fattore di rischio decisamente inferiore a quello di elevato rapporto Colesterolo totale / Colesterolo HDL che negli uomini non deve superare i 5, mentre possono aumentare il rischio di pancreatite.

Tuttavia i soggetti con livelli alti di trigliceridi nel sangue anche nel caso in cui presentano livelli bassi di colesterolo HDL, sono maggiormente esposti ad infarto cardiaco o cerebrale in presenza di diabete, patologie renali o in caso abbiano una storia familiare con aterosclerosi.

Diagnosi.

Per effettuare una diagnosi lo specialista deve conoscere i livelli dei trigliceridi presenti nel sangue del paziente. Come abbiamo già detto tali livelli vengono misurati con precisione attraverso il profilo lipidico effettuato con un semplice esame del sangue. Il profilo lipidico di un soggetto è dato dai livelli totali di colesterolo, LDL ed HDL, e trigliceridi. Il prelievo deve essere effettuato a digiuno da almeno 12 ore, poiché l’assunzione di cibi o bevande può causare un aumento temporaneo dei trigliceridi. In caso l’esame del sangue presenti livelli altri di lipidi, devono essere effettuati altri esami ematici per individuare la patologia sottostante.

Cure e terapie: cosa fare in caso di trigliceridi alti.

Diverse sono le terapie per i soggetti che presentano valori alti di trigliceridi, lo specialista saprà indicare cosa fare nei casi specifici, analizziamo però gli aspetti principali della terapia:

Dieta alimentare.

La prima cura per abbassare i trigliceridi è perdere peso riducendo la quantità di grassi e colesterolo nella dieta. Una dieta a basso contenuto di grassi deve limitare l’ apporto calorico sotto forma di grassi al 25-35 % delle calorie totali così articolata:

  • 7-10 % di grassi saturi dati da carni, latticini, formaggi, burro ed oli vegetali idrogenati;
  • Fino al 10% di grassi polinsaturi che comprendono i grassi Omega 3 ed omega 6, dati da pesce, oli di mais;
  • Fino al 20% di grassi monoinsaturi presenti nell’olio di oliva, noci avocado;
  • Meno di 200 mg al giorno di colesterolo presente nel tuorlo d’uovo, carne grassa, pollame pesce e frutti di mare, prodotti caseari.

Alimenti vietati e cibi da evitare nell'ipertrigliceridemia.

Tra gli alimenti da evitare sono pertanto tutti quei cibi ricchi di grassi saturi; per fare qualche esempio tutte le carni grasse, il tuorlo d’uovo ovvero la parte rossa, i formaggi stagionati ecc. Tra le bevande da evitare ci sono tutte quelle che contengono alcol, sono quindi vietati il vino, la birra e soprattutto i superalcolici. Grande attenzione va prestata ai dolci che vanno mangiati di rado facendo attenzione a moderare le porzioni.

Cosa mangiare: gli alimenti consigliati.

Abbiamo detto che per ridurre i trigliceridi è necessario seguire una dieta povera di grassi, ma in sostanza cosa bisogna mangiare? Iniziamo dicendo che è fondamentale l’assunzione di frutta, ortaggi e cereali. Tra gli alimenti vivamente consigliati in caso di valori alti di trigliceridi ci sono i cibi ricchi di fibre solubili quali la crusca e la farina di avena. Tra i legumi sono da prediligere per una dieta equilibrata i fagioli, i piselli e l' orzo. Come frutta possiamo consigliare gli agrumi, le fragole e le mele. Come fonti di proteine si possono mangiare pesce povero di grasso; è ottimo il pesce azzurro e le carni bianche quali pollo e tacchino.

Uno stile di vita sano aiuta a controllare i trigliceridi.

Spesso viene trascurata l'importanza dello sport nel controllo della presenza di grassi nel sangue. Sebbene sia importantissima una dieta alimentare ipolipidica essa va integrata con una regolare attività fisica. Ci si può limitare a fare una passeggiata quotidiana di circa un’ora a passo svelto ma l'ideale sarebbe praticare attività sportiva regolarmente, corsa e bicicletta sono l'ideale. Per coloro che non preferiscono allenarsi in casa è vivamente consigliata la cyclette.

Trattamento farmacologico.

Il trattamento farmacologico per ridurre i trigliceridi dipende non solo dall’entità dei valori, ma anche dalle patologie sottostanti.

I soggetti con valori alti di trigliceridi e con nessuna patologia possono ricorrere a diversi farmaci nei casi in cui la dieta non sortisce effetti, ognuno dei quali agisce in maniera diversa.

Generalmente si ricorre ai fibrati che sono acidi carbossilici quali Fenofibrato o Gemfibrozil in associazione ad integratori a base di omega 3 (olio di pesce) che sono acidi grassi essenziali.

Possono inoltre essere indicati farmaci a base di vitamina C e vitamina B3 (niacina) inibitori della sintesi delle lipoproteine o le statine quali la rosuvastatina solo in caso di iperlipidemia combinata (trigliceridi e colesterolo)

Rimedi naturali e omeopatia.

La terapia omeopatica per un alto livello di trigliceridi nel sangue prevede l’assunzione di composti quali la Nux Vomica, il Colesterinum, il Lycopodium.

La fitoterapia propone composti di Omega 3, Tarassaco, Cardo Mariano, associati ai fiori di Bach per la componente neuropsichica.

Recentemente è invalsa l’assunzione di preparati a base steroidi vegetali che sono presenti nella frutta e nella verdura che bloccano l’assorbimento dei grassi nell’intestino.

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