Ustioni di primo grado.
Nell’articolo è possibile trovare ogni notizia utile in merito alla tipologia meno grave, tra quelle possibili, delle ustioni ovvero le ustioni di primo grado. Iniziamo con qualche richiamo che risulterà utile per il prosieguo.
Il contatto con una sorgente di calore ad alta/bassa temperatura, agenti chimici corrosivi o conduttori percorsi da corrente elettrica provoca ai tessuti del nostro corpo lesioni caratterizzate da:
- Alterazioni delle catene proteiche della regione interessata con perdita della loro tridimensionalità.
- Edema localizzato con diminuzione del volume plasmatico. L’edema è dovuto ad infiltrazione negli spazi intercellulari di liquidi provenienti dal plasma susseguente ad un aumento della permeabilità dei vasi sanguigni circostanti la lesione.
L’ustione è perciò una lesione dei tessuti che rivestono il nostro corpo per effetto dell’esposizione ad uno degli agenti elencati che si presenta con un quadro clinico del tipo di quello sopra descritto.
In funzione della sintomatologia e conseguentemente della gravità della lesione è possibile classificare le ustioni in:
- Ustioni di primo grado.
- Ustioni di secondo grado.
- Ustioni di terzo grado.
Di seguito parleremo diffusamente di quelle di I grado.
Descrizione, caratteristiche e sintomi delle ustioni di I grado.
Una ustione si classifica di primo grado se interessa solo lo strato più superficiale della pelle che è chiamato epidermide. Dove l’epidermide costituisce l’interfaccia del corpo con l’ambiente circostante e pertanto funge da barriera e protezione contro ogni intrusione patogena. Pertanto se una lesione non provoca rottura dell’epidermide rimane intatta la protezione e non insorgono successivi problemi di contaminazione ed infezioni.
I sintomi delle ustioni di primo grado sono:
- Eritema. Arrossamento susseguente all’irritazione della cute dovuto all’aumento di afflusso sanguigno nei vasi capillare che alimentano la pelle nella zona colpita.
- Edema. Accumulo dei liquidi negli spazi interstiziali cellulari del derma (tessuto immediatamente sottostante). Liquidi costituiti da acqua e proteine a basso peso molecolare provenienti dal plasma che fuoriescono dai vasi sanguigni a causa dell’aumento di permeabilità e dell’aumento di pressione idrostatica causato dall’iperemia. L’aumento di permeabilità dei vasi sanguigni è originata dalla liberazione nella regione ustionata di sostanze mediatrici del processo di flogosi (infiammazione) come: istamina e serotonina.
- Dolore/bruciore.
Trattamento delle ustioni di primo grado.
Le ustioni di primo grado nella stragrande maggioranza dei casi non necessitano neanche l’intervento del medico e possono essere trattate con semplici rimedi e con l’uso di qualche farmaco che non richiede prescrizione medica e quindi rientrante nella fascia di quelli da banco.
Vediamo come bisogna procedere.
- Raffreddare la parte ustionata. La cute ha la proprietà di conservare il calore e pertanto il primo intervento deve mirare ad abbassare la temperatura della zona ustionata. Per fare ciò basta o immergerla nell’acqua o applicarvi con un panno pulito degli impacchi con acqua fredda. L’operazione lenisce il dolore e deve essere ripetuta per almeno una quindicina di minuti.
- Lavare scrupolosamente e delicatamente la zona ustionata con acqua e sapone.
- Applicare un sottile velo di una pomata a base di benzocaina che lenisce dolore e bruciore.
- Proteggere l’ustione con garza vasellinata che impedisce che la trama del tessuto aderisca alla cute infiammata. Ricoprire tale strato con una comune fasciatura. La medicazione va rinnovata ogni giorno per impedire possibili infezioni.
- Lenire il dolore assumendo un antiinfiammatorio non steroideo.
- Nel caso si formassero bolle ripiene di liquido sieroso, queste non vanno assolutamente bucate per evitare possibili infezioni. In tali casi bisogna utilizzare per la protezione della ferita garze vasellinate imbevute di antibiotico.
Le ustioni di primo grado in assenza di complicazioni che comunque sono rarissime guariscono nel giro di qualche giorno e non lasciano alcuna cicatrice.
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