Ustioni di secondo grado, trattamento ustioni, ustioni.

Ustioni di secondo grado, trattamento ustioni, ustioni

Le ustioni si classificano di secondo grado quando la lesione, provocata dalla temperatura elevata, interessa non solo lo strato superficiale della pelle: l’epidermide ma anche i tessuti sottostanti ossia: il derma.

L’epidermide, in tali casi, non appare più integra come nelle ustioni di primo grado ma è a tratti distrutta. Egualmente compromessi risulteranno i capillari e porzioni di derma si presenteranno scoperte e/o lesionate.

La regione sarà interessata da degenerazione cellulare e da un’iperemia (aumento dell’afflusso sanguigno) con conseguente aumento di pressione idrostatica all’interno dei vasi. Per effetto di tale aumento di pressione e del concomitante aumento della permeabilità della parete venosa, provocato dal rilascio dei mediatori dell’infiammazione come: serotonina e istamina, parte dei liquidi (acqua, elettroliti e proteine a basso peso molecolare) contenuti nel plasma sanguigno trasuderà dai capillari ed infiltrerà gli spazi intracellulari del derma provocando edema diffuso e rigonfiamento.

Le ustioni di secondo grado possono classificarsi in:

  • Superficiali. Se interessano epidermide ed il solo lo strato più superficiale del derma.
  • Profonde. Se interessano epidermide e l’intero strato tissutale sottostante con compromissione di: follicoli piliferi e ghiandole sudoripare.

Sintomi delle ustioni di secondo grado.

  • Edema.
  • Flittene. La parte ustionata è ricoperta da grosse bolle sollevate ripiene di liquido sieroso.
  • Dolore urente che perdura nel tempo.

Può risultare difficile distinguere talune ustioni di secondo grado da quelle di terzo. Un metodo semplice ed efficace è quello della puntura di spillo. Se la si avverte allora i tessuti in sede di ustione sono ancora sensibili e quindi si tratta di una ustione di secondo grado.

Trattamento delle ustioni di secondo grado.

Il trattamento delle ustioni varia ovviamente al variare della gravità della lesione.

I parametri che determinano la gravità sono: la sua profondità e principalmente la percentuale di superficie corporea interessata. Una ustione profonda ma localizzata è meno grave di una lesione estesa ma superficiale.

Se l’ustione di secondo grado interessa una superficie corporea superiore al 15% della superficie totale (10% nel caso di bambini) occorre sempre e comunque il ricovero urgente in una struttura ospedaliera specializzata. Potrebbero infatti insorgere gravi complicazioni che possono risultare anche fatali (morte dell’infortunato).

Nel caso invece di lesioni che interessano meno del 15% della superficie comunque occorre l’intervento medico per gli opportuni interventi terapeutici ma non è indispensabile il ricovero.

In attesa dell’intervento del medico e/o del ricovero i primi soccorsi che occorre portare all'infortunato sono:

  • Scoprire la parte ustionata liberandola dai vestiti. Tutto ciò va fatto solo se il tessuto non è incollato alle ferite. In tal caso l’operazione deve essere condotta da specialisti.
  • Raffreddare l’ustione con acqua per impedire che la lesione si espanda. Occorre immergere delicatamente la parte in acqua fredda. Oppure praticare degli impacchi con acqua ed uno panno pulito che non lasci fibre nelle ferite.
  • Disinfettare con soluzioni antisettiche non alcoliche.
  • Ricoprire la ferita con garza vasellinata che non aderisca all’ustione o in mancanza di questa con pellicola da cucina avendo cura di eliminare i primi strati che possono essere sporchi.
  • Distendere il ferito, se l’ustione è molto estesa, in posizione anti shock: su di un fianco con la testa e la bocca poste lateralmente e più in alto dei piedi ed attendere l’arrivo dell’ambulanza.

Trattamento delle ustioni di secondo grado poco estese.

  • La ferita va scrupolosamente disinfettata con soluzione antisettica non alcolica.
  • Va coperta con garza vasellinata trattata con antibiotici. E successivamente ricoperta con vari strati di garza sterile che assorbiranno l’essudato. La medicazione va rifatta con estrema cura ogni giorno per scongiurare la complicanza più grave che può insorgere in questi casi: l’infezione ad opera di batteri opportunisti che colonizzano l’epidermide e che possono proliferare facilmente nel tessuto necrotico. Su prescrizione del medico in caso di sospetta infezione o per semplice prevenzione può essere necessaria una terapia antibiotica per via sistemica.

Generalmente le ustioni di secondo grado poco estese guariscono tranquillamente in una decina di giorni senza cicatrici se superficiali in una 20 di giorni ma con cicatrici se profonde.

Trattamento delle ustioni di secondo grado estese.

Se la superficie corporea interessata supera il 15% di quella totale può intervenire una particolare sindrome detta malattia da ustione che se non tempestivamente curata può condurre alla morte.

La malattia da ustione conta di tre distinte fasi:

  • Acuta.
  • Subacuta.
  • Cronica.

La fase acuta o di shock si verifica nelle ore immediatamente successive all’incidente ed è provocata dalla consistente perdita di plasma (parte liquida del sangue) che essuda attraverso i vasi e provoca l’edema. Se non prontamente curata porta ad insufficienza renale acuta. Il trattamento prevede somministrazione per via endovena di acqua ed elettroliti (soluzione salina) in quantità tali da reintegrare quelle perse.

La fase subacuta o tossico infettiva può presentarsi dopo qualche giorno (2 o 3) ed è causata dai danni che la metabolizzazione dei tessuti necrotici procura al fegato. A tali problemi possono associarsi possibili infezioni batteriche favorite anche dalla depressione del sistema immunitario. Viene curata con epatoprotettori e antibiotici.

La fase cronica o ipermetabolica. Si accompagna ad un notevole calo di peso ed è dovuta al gran dispendio di calore dovuta alla distruzione della protezione dell’epidermide nelle aree lesionate. Si cura con ipernutrizione con sostanze zuccherine somministrate per endovena.

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